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La campionessa bresciana Elena Fanchini vince la battaglia contro il cancro e torna a volare sugli sci

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“Una liberazione: il 16 ottobre ho finito la chemioterapia. Poi ho fatto la Tac e i risultati hanno dato esito negativo”. Elena Fanchini, campionessa dello sci, la donna jet dello sci italiano, ha vinto la gara più importante. Ha battuto il cancro. Si era dovuta fermare a gennaio poco prima dei Giochi Olimpici, Pyeongchang sarebbe stata la sua quarta Olimpiade. Ora può tornare a sfrecciare sulle nevi della Valcamonica, la Franchini è una campionessa.Ha vinto due discese in Coppa del mondo (Lake Louise nel 2005 e dieci anni dopo Cortina) e un argento mondiale a Bormio. 
Trentatrè anni, tanti infortuni che ne hanno frenato la carriera dopo un esordio fenomenale, la sua storia è fatta di resistenza, sacrifici e passione. L’aveva promesso che sarebbe tornata quando aveva annunciato lo stop, e cosi sarà: dalla commissione medica della Federazione è arrivato il via libera per riprendere l’attività agonistica, i prossimi passi saranno ritrovare la forma, aggregarsi alla Nazionale femminile, farsi trovare pronta e poi a gennaio, rientrare in gara. Se sarà in Coppa del mondo o Coppa Europa poco importa, lei il traguardo lo ha già tagliato.  E l’ha fatta grazie alla sua forza, grazie all’aiuto ricevuto dalla sua “famiglia” ovvero la Guardia di Finanza e grazie allo sport.
Ecco il messaggio di Elena Fanchini sui suoi profili social per festeggiare la sua guarigione dopo tanto dolore e sacrifici.

Tutto finito !!!! Dopo 10 mesi posso dire che sono guarita … ho sempre affrontanto la malattia con grande forza anche se negli ultimi mesi la chemio terapia è stata forte, sono stata tanto male, ma ho sempre lottato, mi ha aiutato tantissimo avere un obiettivo. Lo sci, il continuare a fare ciò che amo e stato per me la mia terapia migliore. Devo prendermi due settimane di riposo perché ho subito un intervento il 30 di ottobre di chiusura ….
Ringrazio la federazione la commissione medica che mi ha saputo indirizzare al meglio, le fiamme gialle, l’ospedale Humanitas e tutti voi che mi siete stati vicino ❤️un abbraccio grande Elena ❤️

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Napoli sprecone per 60 minuti, l’Atalanta in 30 minuti espugna il San Paolo

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Al San Paolo non c’è la folla delle grande occasioni. Il tempo è pessimo, c’è un temporale su Fuorigrotta. La delusione per l’uscita dall’Europa League si fa sentire. Il campionato è finito da tempo anche se la Juventus l’ha vinto solo ora. Con l’Atalanta forse non ci sono manco 20mila persone ad assistere ad un match che per il Napoli in caso di vittoria significherebbe la matematica qualificazione in  Champions l’anno prossimo. In attacco ci sono Mertens e Milik, Insigne è stato fatto accomodare in panchina. In difesa la leadership è di Koulibaly. Il Napoli fa la sua solita partita, al San Paolo come altrove. Possesso palla, pressing sull’avversario e proiezione sempre offensiva. Il Napoli è una squadra programmata sempre per vincere.- Anche se può succedere di perdere. Come è spesso successo quest’anno, soprattutto in match importanti. In ogni caso al 27esimo minuto grande azione offensiva del Napoli, Milik lancia sulla sinistra Malcuit che si libera del suo avversario e cross rasoterra in aria per Mertens che nel contratto con un  difensore dell’Atalanta riesce a toccare col gluteo sinistra e a mettere dentro. È il gol del vantaggio, il gol numero 80 in campionato del campione belga da quando veste la maglia azzurra. Continua il pressing del Napoli. E al 34esimo, grande parata di  Gollini su Zielinsky lanciato in rete da Milik in giornata da assist man. Secondo tempo sempre col Napoli in attacco e l’Atalanta a difendere e provare dei contropiede. Nei primi 20 minuti del secondo tempo Mertens serve un pallone che manda in porta Milik. La palla viene tolta dalla porta per un soffio. Al 67esimo sempre Mertens entra in area, batte forte ma non riesce a trovare l’angolo per insaccare la palla. Al minuto 68 Duvan Zapata lanciato in area, fino a quel momento annullato da Koulibaly, mette la palla alle spalle di Ospina con un bel tocco da sotto un cross da sinistra. Al minuto 75 Ilicic batte fortissimo a rete, Ospina respinge e pugni uniti. Al 79 minuto Pasalic su passaggio smarcante di Zapata una area, con una facilità impressionante mette la palla alle spalle di Ospina. Atalanta in vantaggio. Così finisce la partita.

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Moda, aristocratici esotismi tra India e deserto americano

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Giovani donne che amano lo stile etno-chic, quel mood adattabile a tutte le latitudini e occasioni, nomadi del lusso poco ostentato, ma colto e raffinato, viaggiatrici del mondo che si spostano da un party a Bollywood al festival di Coachella che si è appena concluso nel deserto americano della California. Sono questi i ritratti delle ragazze moderne che amano adattare la moda alle proprie esigenze, ai propri gusti e al contesto che le circonda. Non per questo sono tante le influencer, o le giovane lady che creano per se uno stile inconfondibile, connotato da aristocratico esotismo che può sconfinare in scelte di griffe e maison della haute couture come Dolce & Gabbana e Valentino . Il Coachella style, dato il successo del festival della musica che si svolge in questo periodo in California, si posiziona invece a meta’ tra lo stile hippie e bohemien. Dunque, denim a volontà, come nella nuova collezione in tela indaco a tiratura limitata di Sportmax, tutta volant per 8 pezzi basici, compresi mini-dress, salopette da portare eventualmente a pelle, jeans e camiciole. Nello stile Coachella non possono mancare le frange, il suede, le paillettes, gli stampati floreali, i colori al neon e il glitter anche per il make up, infine le stampe animalier effetto pitone anche per i costumi da bagno (Calzedonia). Via libera quindi a shorts, abitini scintillanti o in seta floreale, da Miu Miu portati con alti zoccoli di legno, T-shirt piumate sul giromanica, giacche in pelle e gilet con frange. Ai piedi sandali flat piede nudo alla schiava, oppure boot in pelle traforata (Mjus Shoes) camperos o texani.

Altra storia con la ragazza Miu Miu che mette il mini vestitino bon ton, con il cerchietto da lady e i sandali francescani modello Birkenstock, sdoganati del resto anche agli Oscar dall’attrice Frances McDormand, (i suoi erano della Birkenstock e Valentino). La pupa ha voglia di sedurre con i miniabiti tutti paillettes di Elisabetta Franchi e la sera, non ce n’e’ per nessuno con l’abito lungo azzurro cielo della California di Gucci, tutto frange di paillettes anche sulle maniche gonfie, ma con scollatura abissale sul seno. Per le ragazze che proprio non rinunciano ad una certa raffinata eleganza anche a 45 gradi all’ombra, ecco la moda di Etro, che dopo aver festeggiato nel 2018 il cinquantesimo anniversario, conferma con le sue proposte il suo stile etno-chic. Veronica Etro, che nella sua ultima sfilata ha scelto di portare sulla passerella donne di diverse eta’, icone della moda, come Edie Campbell, Alek Wek, Tatjana Patitz, Violetta Sanchez, proprio per mostrare l’ecletticita’ delle sue proposte, gioca con lo stile tipico della maison che mischia le inconfondibili fantasie Paisley a note e accessori casual, da american cow-girl. Senza dimenticare tocchi sofisticati di British style, che va a dare il risultato finale di una collezione aristocratica e colta, molto esotica. Lo splendore vittoriano e lo stile da colonie inglesi vengono contaminati da esotismi che riportano alle Indie. Corsetti stringi- vita si mettono su jodhpur, in uno stile preppy che vira verso il grunge. La ricchezza materica ispirata dalle tappezzerie genera stampe 3d ed effetti jacquard sulla maglieria, rendendo il look sofisticato, volutamente imperfetto, con un aspetto vissuto. L’iconico Paisley si alterna a tessuti cravatta in piccoli bustier, camicie ed abiti dal taglio maschile. Blazer sartoriali diventano mini abiti, mentre i boxer da uomo sono interpretati come mini shorts in un gioco di sovrapposizioni. Alte cinture definiscono la vita, mentre gli abiti e le gonne in duchesse nera sono disegnati con voluminose silhouette dall’animo regale. Ricami e paillettes fanno brillare gli abiti da sera o decorano gli stivaletti a doppia fibbia, aggiungendo un’aura dark e misteriosa.

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Economia

Contratto, boom accordi pirata: il Cnel propone un codice unico per i contratti

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Un ddl per istituire un codice unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro da realizzare in collaborazione con Inps. Lo propone il Cnel con l’obiettivo, come spiega il presidente Tiziano Treu “per arginare il fenomeno della proliferazione di contratti pirata registratosi nel corso dell’ultimo decennio”, visto che ad ora “risultano depositati ben 888 accordi suddivisi per i diversi settori lavorativi per cui esiste un corrispondente contatto collettivo nazionale. Di questi 229 solo nel commercio e 110 in istituzioni private, enti assistenziali, sanitari e terzo settore”. Il testo e’ stato depositato al Senato e oltre a definire il Codice di identificazione unico di tutti i contratti e gli accordi depositati e archiviati, con “sequenza alfanumerica a ciascun contratto o accordo collettivo”, sara’ anche “inserito dall’Inps” nella “compilazione digitale dei flussi delle denunce retributive e contributive individuali mensili” e i datori di lavoro saranno obbligati “a indicare per ciascuna posizione professionale il codice Ccnl riferibile al contratto o accordo collettivo applicato”.

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