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Giove e Saturno protagonisti nel cielo del weekend

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Giove e Saturno saranno i protagonisti indiscussi nel cielo del weekend: il 6 e 7 ottobre arrivano le Notti dei Giganti, evento nazionale dell’Unione Astrofili Italiani in onore di questi giganti gassosi, proprio in concomitanza con l’ottimo periodo di visibilità dei due pianeti. Tanti gli eventi organizzati in tutta Italia grazie alle delegazioni Uai, che proporranno presso i propri Osservatori astronomici e planetari iniziative speciali dedicate a grandi e piccoli. Il periodo di ‘celebrità’ di Giove e Saturno, però, non durerà a lungo: a fine mese la Luna ruberà la scena con l’eclissi parziale del 28 ottobre, visibile anche dall’Italia. Il nostro satellite apparirà oscurato in una sua piccola porzione, nella parte bassa: la fase di penombra inizierà alle ore 20,01 italiane, mentre il culmine sarà raggiunto alle 22,15. Il fenomeno sarà causato dall’ombra proiettata dalla Terra, che si troverà tra il Sole ed il suo satellite. Questa è la seconda eclissi del 2023: la prima si è verificata il 5 maggio, ma si è trattato di un’eclissi di penombra, in cui il disco lunare è apparso solo velato.

Prima del 28 ottobre, la Luna sarà celebrata anche con la sua giornata mondiale: il 21 ottobre sarà la Notte della Luna, di cui la Uai è partner ufficiale, un’iniziativa promossa a livello globale per proporre osservazioni al telescopio dedicate al nostro satellite e l’Italia è uno dei paesi che tradizionalmente fanno registrare il maggior numero di adesioni. Osservazioni al telescopio, presentazioni e visite guidate saranno anche al centro degli eventi organizzati per questo weekend. A Siracusa, nel Parco Giovanni Paolo II, il Centro Osservazione e Divulgazione Astronomica Siracusa posizionerà i propri telescopi per una serata aperta a tutti. Lo stesso avverrà dall’altra parte d’Italia, a Trieste, dove il Circolo Culturale Astrofili Trieste si posizionerà presso la chiesetta della località di Pesek.

L’Associazione Astrofili Piombino aderisce all’iniziativa aprendo l’Osservatorio Astronomico di Punta Falcone dove, oltre a Giove e Saturno, le osservazioni saranno dedicate anche a stelle e costellazioni del cielo d’autunno. Per chi vive a Ravenna l’appuntamento è al Parco Baronio, per un evento organizzato dall’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta, mentre l’Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica aspetta gli appassionati a Morimondo, in provincia di Milano. Infine, al Parco Astronomico “Livio Gratton” di Rocca di Papa, nel cuore del Parco dei Castelli Romani, l’Associazione Tuscolana di Astronomia “Livio Gratton” inviterà i partecipanti ad immergersi nell’affascinante mondo dell’astronomia: l’incontro prevede una presentazione divulgativa sui giganti gassosi, l’osservazione diretta del cielo a occhio nudo e attraverso gli strumenti disponibili e una visita guidata alla struttura.

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ChatGpt e Google sbagliano: tasto per spegnere l’IA

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L’intelligenza artificiale è spinta dai colossi tecnologici in una gara quotidiana, ma il futuro di questa tecnologia è ancora tutto da scrivere e perfezionare. Come dimostrano le ultime defaillance dei due modelli più popolari, quello di Google e di OpenAI. Il primo, Gemini, è stato sospeso dopo la creazione di immagini con evidenti errori storici; il secondo, ChatGpt, è andato in confusione per qualche ora. Criticità già mostrate che rendono sempre più attuale il dibattito sulle regole. Tanto che alcuni accademici lanciano la suggestiva proposta di un ‘kill switch’, un tasto per interrompere l’IA, come accade per le armi nucleari. “Stiamo già lavorando per risolvere i recenti problemi con Gemini.

Mettiamo in pausa la generazione delle immagini di persone, presto pubblicheremo una versione migliorata”, ha reso noto Google in queste ore dopo una serie di segnalazioni di utenti negli Stati Uniti. Alla richiesta di creare immagini storiche, di soldati e cavalieri, il modello di intelligenza artificiale ha restuito foto create dall’IA con evidenti errori di etnia, mostrando in particolare una difficoltà con persone dalla pelle bianca. L’ingegnere Frank J. Fleming ha raccontato la sua esperienza su X: ha chiesto l’immagine generica di un Papa, Gemini ha prodotto un pontefice nero e una donna asiatica in abiti ecclesiastici.

Errori che confermano come i sistemi di intelligenza artificiale possono avere allucinazioni, ereditare pregiudizi o sovvertimento di stereotitpi, degli esseri umani che li addestrano. Già un anno fa, in occasione di una presentazione pubblica, l’IA di Google fece un errore sul James Webb Space Telescope notato da diversi astronomi e perse in Borsa. Anche ChatGpt, il chatbot sulla bocca di tutti, nelle ultime ore non si è sentito molto bene. Diversi utenti hanno segnalato risposte sensa senso, metà in inglese e metà in spagnolo dando l’impressione che fosse in confusione.

A detta di OpenAI, l’azienda che l’ha creato, le anomalie sarebbero state causate da un intervento di “ottimizzazione” della piattaforma. Solo un successivo aggiornamento ha risolto la questione. Anche per questo software non è la prima defaillance. A dicembre scorso gli utenti avevano segnalato una sorta di pigrizia, con il chatbot risultato meno proattivo e propenso a fornire risposte sbagliate. Lo sviluppo di questa tecnologia e le relative regole è tema di dibattito tra politici, esperti e addetti ai lavori. Di recente un gruppo di accademici, tra cui ricercatori dell’Università di Cambridge, ha proposto una soluzione: inserire un pulsante, un ‘kill switch’, all’interno dell’hardware che alimenta l’IA per interrompere eventuali abusi o scenari distopici. Esattamente come accade per fermare il lancio non autorizzato di armi nucleari.

Uno strumento suggestivo che però, come osservano gli stessi ricercatori, potrebbe ritorcersi contro impedendo, se usato male o nelle mani sbagliate, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Inoltre, il documento presenta un conflitto di interessi: vi hanno contributito alcuni ricercatori di OpenAI, una delle aziende che al momento regola il mercato dell’IA.

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Tecnologia

Primo paziente umano di Neuralink riesce a controllare il mouse attraverso il pensiero

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Il paziente a cui è stata impiantata la tecnologia cerebrale di Neuralink, la startup di neurotecnologie di Elon Musk, può ora controllare il mouse di un computer con il pensiero. Lo ha annunciato lo stesso Musk, fondatore dell’azienda, su X. “Il paziente sembra essersi ripreso completamente senza effetti negativi di nostra conoscenza ed è in grado di controllare il mouse e di muoverlo sullo schermo semplicemente pensando”, ha riferito il miliardario su X. Lo riporta Cnbc.

Neuralink è la start-up di Musk, che afferma di aver sviluppato un impianto cerebrale progettato per consentire agli esseri umani a utilizzare i propri segnali neurali per controllare le tecnologie esterne. Lo scopo di utilizzo è principalmente medico, con l’azienda che mira ripristinare le capacità perdute come la vista, la funzione motoria e la parola. L’annuncio del primo impianto di Neuralink su un essere umano risale al 30 gennaio. L’azienda mesi aveva ha annunciato che avrebbe iniziato a reclutare volontari per una sperimentazione clinica per testare il suo dispositivo, una “interfaccia cervello-computer” per captare l’attività elettrica dei neuroni e convertire tali segnali in comandi per controllare un dispositivo esterno.

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Usa temono l’arma spaziale russa, pressing su Cina-India

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Cina e India devono premere su Vladimir Putin contro il possibile dispiegamento di una nuova arma nucleare spaziale che metterebbe fuori uso anche i satelliti di Pechino e New Delhi, lasciando il mondo ‘sconnesso’. Nonostante le agenzie di intelligence Usa siano divise sull’imminenza della minaccia, il segretario di stato Usa Antony Blinken ha sollevato la possibilita’ di una mossa del genere con i suoi omologhi cinese e indiano e li ha invitati ad agire. Il messaggio, lanciato a margine della conferenza sulla sicurezza di Monaco, sarebbe stato netto secondo il New York Times: qualsiasi detonazione nucleare nello spazio distruggerebbe non solo i satelliti americani ma anche quelli di Pechino e Nuova Delhi e i sistemi di comunicazione globale crollerebbero, mandando in tilt tutto, dai servizi di emergenza ai telefoni cellulari, alla regolazione di generatori e pompe di benzina.

I detriti dell’esplosione si disperderebbero in tutta l’orbita terrestre bassa e renderebbero la navigazione difficile se non impossibile per tutto, dai satelliti Starlink utilizzati per le comunicazioni Internet, ai satelliti spia. Dal momento che Putin ha espresso chiaramente il suo disprezzo per gli Stati Uniti, avrebbe detto Blinken, spetta ai leader di Cina e India, al presidente Xi Jinping e al primo ministro Narendra Modi, dissuaderlo da ciò che potrebbe trasformarsi in un disastro. In una nota il Dipartimento di Stato ha affermato che nei suoi incontri Blinken ha “sottolineato che il perseguimento di questa capacità dovrebbe essere motivo di preoccupazione” e che “continuerà a sollevare la questione in ulteriori incontri alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco”.

Nella sua ricostruzione, il Nyt scrive che quando Mosca condusse una serie di lanci segreti di satelliti militari nel periodo dell’invasione dell’Ucraina all’inizio del 2022, i dirigenti dell’intelligence americana iniziarono ad approfondire cosa stessero facendo esattamente i russi. Successivamente, le agenzie di spionaggio hanno scoperto che Mosca stava lavorando su un nuovo tipo di arma spaziale che potrebbe minacciare le migliaia di satelliti che mantengono connesso il mondo. Nelle ultime settimane è circolato un nuovo allarme da parte degli 007 Usa: un altro lancio potrebbe essere in cantiere, e la domanda è se la Russia intende usarlo per mettere in orbita una vera arma nucleare nello spazio, violando un trattato vecchio di mezzo secolo.

Le agenzie di intelligence sono divise sulla probabilità che Putin arrivi a tanto, ma le informazioni su questo scenario sono motivo di preoccupazione urgente per l’amministrazione Biden. Anche se la Russia mettesse in orbita un’arma nucleare, i dirigenti americani concordano nel ritenere che non verrebbe fatta esplodere. Ma si nasconderebbe come una bomba a orologeria in orbita bassa, per ricordare che Putin – se fosse troppo pressato con le sanzioni o con l’opposizione militare alle sue ambizioni in Ucraina o altrove – potrebbe distruggere le economie senza prendere di mira gli esseri umani sulla terra.

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