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Saturno si riprende la corona rubata da Giove con 62 nuove lune

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Saturno si riprende la corona rubata da Giove solo pochi mesi fa: sono state identificate 62 nuove lune, che portano il numero totale a 145, sorpassando così l’altro gigante del Sistema Solare fermo a quota 92. La scoperta è stata annunciata da un gruppo internazionale guidato dall’Istituto di Astronomia e Astrofisica dell’Accademia Sinica di Taiwan e getta luce sul passato di questo pianeta: il nuovo gruppo di satelliti, infatti, è probabilmente nato da collisioni tra lune avvenute nel recente passato, circa 100 milioni di anni fa. Inoltre, lo studio dimostra anche l’efficacia della tecnica utilizzata, che ha permesso di individuare corpi di soli 2,5 chilometri di diametro. Localizzare satelliti intorno a Giove e Saturno è molto impegnativo: viste le loro dimensioni, superano in luminosità qualsiasi cosa si trovi intorno.

Inoltre, per confermare la presenza di una luna non basta semplicemente individuarla accanto al suo pianeta: l’oggetto deve essere tracciato, idealmente per diverse orbite, in modo che il suo percorso possa essere analizzato per determinare se è stabile. Per questo, i ricercatori guidati da Edward Ashton si sono affidati allo stesso metodo usato per Urano e Nettuno: le immagini vengono prese in sequenza, in modo da seguire la luna alla stessa velocità con cui si muove, e poi sovrapposte per amplificare i segnali troppo deboli. A questo scopo gli autori dello studio hanno utilizzato il telescopio Canada-Francia-Hawaii, situato all’Osservatorio di Mauna Kea. “Il monitoraggio delle lune di Saturno mi ha ricordato il gioco per bambini che si fa unendo i puntini”, ha detto Ashton: “Abbiamo dovuto collegare le varie apparizioni di questi corpi, ma sembrava di avere contemporaneamente sulla stessa pagina 100 giochi diversi, senza sapere a quale schema apparteneva ciascun punto”.

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Accordo Apple-OpenAI scatena Musk, la Mela vola in Borsa

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C’è una nuova puntata nello scontro tra Elon Musk e OpenAI. Il patron di Tesla punta il dito contro l’accordo tra l’azienda di ChatGpt e Apple sul fronte dell’intelligenza artificiale e della sicurezza. Ma Wall Street premia l’intesa e i titoli di Cupertino volano: salgono del 3,5% a 199,87 dollari per azione, portando al +20% i guadagni dai minimi toccati in aprile. Le invettive di Musk arrivano in un momento delicato per lo stesso imprenditore – in vista dell’assemblea Tesla del 13 giugno si allarga il fronte dei no degli azionisti a erogargli un maxi stipendio da 56 miliardi di dollari – e si concentrano sulla partnership tra Apple e OpenAI per potenziare alcune funzioni della Mela con l’IA, a partire dall’assistente digitale Siri: una parte sarà gestita dalla tecnologia di Cupertino, un’altra da quella di ChatGpt.

“Se Apple integra OpenAI nei sistemi operativi allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende. Questa è un’inaccettabile violazione di sicurezza”, tuona Musk su X, aggiungendo che il bando si estenderebbe anche ai visitatori dell’azienda. “Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati saranno nelle mani di OpenAI, è assurdo che non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale”, scrive l’imprenditore alludendo non solo al tema sicurezza ma anche al fatto che il colosso di Tim Cook, a differenza dei suoi rivali, non sia in grado di procedere in autonomia sull’IA.

Nel corso dell’evento, Apple ha rassicurato che le protezioni privacy sono estese a ChatGpt e ha annunciato un sistema per garantire anche protezione ai dati che vengono elaborati sulla nuvola. “Non abbiamo commenti da fare per il momento, una volta che il servizio sarà effettivamente integrato allora saremo in grado di fare la nostra valutazione”, ha fatto sapere l’Ue in merito all’accordo Apple-OpenAI. Per l’esperto di sicurezza Pierluigi Paganini, al momento le paure di Musk sulla sicurezza sono “premature e infondate” e “il risentimento di Musk contro OpenAI è noto”.

Le ruggini tra Musk e OpenAI sono in effetti di vecchia data. Il proprietario di X ha contribuito a fondare la società di intelligenza artificiale e poi è fuoriuscito nel 2018 in scontro aperto con Altman sulla creazione di una divisione ‘for profit’. Successivamente, nel novembre 2023, quando il Ceo di OpenAI è stato fatto fuori per poi essere reintegrato a stretto giro, Musk ha messo benzina sul fuoco richiamando l’attenzione su una lettera anonima che accusava Altman di comportamenti scorretti.

Fino ad arrivare allo scontro legale dello scorso marzo: il proprietario di Space X ha fatto causa ad OpenAI e Altman accusandoli di essere diventati una succursale tecnologica di Microsoft e di aver dato priorità, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, agli utili e agli interessi commerciali e non al benessere dell’umanità. Nel frattempo il patron di Tesla è entrato nella corsa all’IA lancianto il suo chatbot Grok. Il frutto dell’accordo tra Apple e OpenAI sarà visibile concretamente nei prossimi mesi. Intanto, uno dei manager di punta di Cupertino, Craig Federighi, ha già aperto alla possibilità in futuro di altre partnership sul fronte dell’Intelligenza artificiale, menzionando esplicitamente Google, per lasciare libera scelta agli utenti. Chissà se Elon Musk lancerà nuovamente l’allarme sui pericoli di una tale integrazione.

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Apple annuncia strategia IA e partenariato con OpenAI

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L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha annunciato ieri il lancio di un partenariato con OpenAI, societa’ sviluppatrice del sistema di intelligenza artificiale generativa ChatGPT. L’annuncio e’ giunto nel corso dell’annuale conferenza degli sviluppatori di Apple, la Worldwide Developers Conference. Cook ha illustrato la strategia del colosso dell’elettronica di Cupertino per l’intelligenza artificiale, e ha presentato “AppleIntelligence”, un sistema di assistenza IA sviluppato per iPhone, iPad e Mac.

Un grande impulso verso l’IA potrebbe stimolare la crescita delle vendite di iPhone e dei relativi servizi negli anni a venire, poiche’ gli utenti ora aspettano piu’ a lungo per aggiornare i loro dispositivi e un ambiente economico incerto pesa sui consumatori, in particolare in Cina.

L’azienda deve anche affrontare un esame normativo a Washington ed e’ stata superata questa settimana dal produttore di chip Nvidia come seconda azienda quotata piu’ grande degli Stati Uniti. “Vediamo l’IA generativa come una grande opportunita’ per tutti i nostri prodotti e crediamo di avere vantaggi che ci distinguono in questo ambito,” ha detto l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, nella piu’ recente conferenza sugli utili della societa’ all’inizio di maggio, osservando che l’azienda avrebbe annunciato novita’ nelle “settimane a venire”.

Il tempismo e’ degno di nota: non sempre infatti Apple e’ la prima azienda del settore ad adottare e integrare tecnologie emergenti, e solitamente preferisce ricercare, sviluppare e perfezionare le nuove tecnologie per anni prima di includerle nei nuovi prodotti. La velocita’ con cui il mondo sta adottando l’IA generativa sta pero’ accelerando la necessita’ per l’azienda di offrire uno smartphone con la tecnologia piu’ all’avanguardia.

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Apple si prepara a lanciare la prima ondata di prodotti di IA

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Secondo la stampa specializzata, Apple si sta preparando a lanciare la sua prima ondata di prodotti di intelligenza artificiale orientati all’utente durante la conferenza annuale degli sviluppatori Wwdc (Worldwide Developers Conference) che iniziera’ domani. Tra gli annunci che Tim Coook, amministratore delegato della societa’ della Mela, potrebbe fare nel suo keynote c’e’ un importante aggiornamento dell’intelligenza artificiale per l’assistente Siri, che arrivera’ agli utenti il prossimo anno come aggiornamento di iOS 18, secondo quanto riportato da Bloomberg.

La nuova versione di Siri, lanciata nel 2011, potrebbe essere in grado di analizzare le attivita’ sul telefono dell’utente, come messaggi o note. Secondo l’agenzia di stampa, inizialmente Siri sara’ in grado di controllare solo le funzioni delle app create da Apple. Al momento, Siri sarebbe in grado di elaborare un solo comando alla volta, ma Apple starebbe lavorando per rendere l’assistente in grado di elaborare piu’ attivita’ in un’unica richiesta.

“Ci aspettiamo che Apple sveli la sua piu’ ampia e significativa revisione del software abilitato all’intelligenza artificiale alla Wwdc 2024”, ha scritto l’analista di Morgan Stanley Erik Woodring nel suo rapporto di questa settimana. Il grande modello linguistico (LLM) di Apple, chiamato Ajax, sara’ alla base di queste funzionalita’. L’azienda utilizza da anni l’intelligenza artificiale per alimentare i suoi dispositivi, ma questa sarebbe la prima volta che la pubblicizza.

Gli esperti sottolineano inoltre che il nuovo telefono di Apple, l’iPhone 16, sara’ dotato di IA on-device, ovvero sara’ in grado di elaborare algoritmi di IA nell’hardware del telefono. Apple potrebbe anche annunciare un accordo con aziende leader nel settore, come le statunitensi Google, OpenAI e Anthropic o la cinese Baidu. Secondo un rapporto di Bloomberg, potrebbe anche aprire il suo ecosistema a tutti gli sviluppatori di IA per una profonda integrazione nei suoi dispositivi. Tra gli altri annunci attesi alla Wwdc, secondo l’agenzia di stampa, ci sono due nuovi modelli di AirPods e una nuova app per le password che consentirebbe agli utenti di gestire i propri dati di accesso.

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