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Emergenza abitativa a Capri, la Parrocchia di Santo Stefano sfratta locali e sull’isola è polemica

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La Parrocchia Santo Stefano di Capri è al centro di polemiche e critiche per la gestione degli immobili di sua proprietà in un momento di grave emergenza abitativa sull’isola. L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) interviene nella vicenda, sollevando dubbi sul rispetto delle volontà dei benefattori che hanno donato proprietà alla Parrocchia per scopi sociali.

La nuova gestione della Parrocchia ha avviato procedure di sfratto e inviti bonari per liberare gli immobili occupati, coinvolgendo famiglie capresi meno abbienti e associazioni di volontariato. Questo avviene in un contesto di estrema difficoltà abitativa sull’isola, dove la scarsità di alloggi disponibili è già un problema significativo.

Le famiglie coinvolte lamentano aumenti dei canoni di locazione e sfratti motivati non da morosità, ma da scelte contrattuali. Una madre di due figli racconta che la Parrocchia ha avviato la procedura di sfratto per la sua famiglia nonostante la sua situazione di lavoro stagionale e il tentativo di raddoppiare il canone di locazione.

Inoltre, l’UNC rivela che alcuni immobili della Parrocchia, precedentemente destinati a associazioni di volontariato, potrebbero essere convertiti in case vacanze. Proposte di affitto da parte di imprenditori provenienti dalla Penisola sollevano preoccupazioni sul futuro di questi spazi, indicando una possibile trasformazione in strutture ricettive extralberghiere.

L’Unione Nazionale Consumatori, attraverso una lettera indirizzata al nuovo parroco Don Pasquale Irolla, chiede una verifica accurata sul rispetto delle volontà dei donatori. Invita inoltre la Parrocchia a predisporre un regolamento per le assegnazioni degli immobili, assicurando che vengano destinati a chi ne ha effettivamente bisogno, in linea con il ruolo assistenziale tradizionale della Chiesa.

La Commissione Episcopale Italiana, rappresentata dal Cardinale Zuppi, ha anche rilevato il problema più ampio delle città turistiche, dove la preferenza per trasformare gli appartamenti in bed and breakfast ha contribuito alla carenza di alloggi a prezzi accessibili.

In risposta alle accuse, la Parrocchia Santo Stefano è ora sotto pressione per rispondere alle richieste dell’UNC e dimostrare un impegno continuo per l’assistenza sociale, in sintonia con gli insegnamenti di Papa Francesco. La questione mette in evidenza la delicatezza della gestione degli immobili ecclesiastici in un momento di crisi abitativa, richiamando l’attenzione sul rapporto tra proprietà privata e ben comune.

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Travolto e ucciso da un’auto pirata

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Sono in corso le indagini dei carabinieri per risalire al conducente dell’auto pirata che questa notte ha travolto e ucciso un uomo di 57 anni a Carpaneto, in provincia di Piacenza. L’uomo, come spiega il quotidiano online Il Piacenza, è stato trovato riverso a terra in fin di vita poco prima di mezzanotte da un passante, a pochi metri dalla sua abitazione. Trasportato di urgenza all’ospedale di Piacenza è morto nel corso della notte a causa dei traumi. Stanno indagando i carabinieri che sono intervenuti.

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“Due uomini dei servizi segreti vicino l’auto di Giambruno”, le rivelazioni del Domani

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Due persone, lo scorso novembre, si sarebbero avvicinate nel corso della notte a Roma all’auto di Andrea Giambruno, l’ex compagno della premier Giorgia Meloni, ma sono stati fermati da un agente che era di sorveglianza all’esterno della abitazione della presidente del Consiglio. Lo scrive il quotidiano ‘Domani’ secondo il quale i due avrebbe riferito al poliziotto di essere ‘colleghi’, mostrando anche un tesserino prima di risalire a bordo della loro auto ed andare via senza essere identificati. Della vicenda, sostiene il quotidiano, è stata informata la Digos e la scala gerarchica fino al capo della Polizia Vittorio Pisani e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Dalle indagini svolte sarebbe emerso in un primo momento che i due uomini, che avevano con loro una torcia, erano due agenti dell’Aisi, l’Agenzia dei servizi segreti interna, e in particolare della scorta di Meloni. Del fatto, sempre in base a quanto riferisce il quotidiano, sarebbe stata informata anche al Procura della Capitale. Dall’indagine dei servizi, alcuni mesi dopo, si sarebbe però arrivati ad una altra conclusione: i due uomini che quella notte si sarebbero avvicinati all’auto di Giambruno sarebbero stati in realtà due ricettatori forse interessati a quanto c’era di valore in quella macchina e non agenti intenti a piazzare cimici o altro.

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Coldiretti, 30 aprile agricoltori in assemblea in tutta Italia

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Il prossimo 30 aprile almeno 50mila agricoltori della Coldiretti si preparano a riunirsi in 96 assemblee nelle province di tutta Italia in vista delle elezioni europee e nell’ambito delle celebrazioni degli 80 anni dell’organizzazione agricola. Fra i temi della “giornata dell’orgoglio Coldiretti”, la raccolta firme europea per l’origine obbligatoria su tutti gli alimenti, la fauna selvatica, la moratoria dei debiti a favore delle aziende agricole “che hanno investito e che in questi ultimi due anni hanno subito l’aumento dei tassi di interesse e forti problemi reddituali”.

Lo rende noto la stessa organizzazione agricola in un comunicato. Fra gli altri temi, le “importazioni sleali”, il “falso made in Italy” e “la richiesta di un piano invasi che, soprattutto in questo periodo storico, può e deve diventare un valido alleato contro i cambiamenti climatici”. Al centro degli incontri ci sarà la raccolta di firme “per una legge popolare europea per garantire trasparenza sulle etichette di tutti gli alimenti” e “l’abolizione del codice doganale per l’origine dei cibi, che deve diventare una priorità”. Per la Coldiretti “il 30 aprile sarà l’occasione per rilanciare l’impegno a denunciare alle istituzioni e ai cittadini consumatori, che non si può non stare dalla parte dei produttori agricoli che si impegnano ogni giorno a portare sulle tavole degli italiani le eccellenze dei nostri territori e a fermare l’arrivo incontrollato di prodotti dall’estero”.

Sulla fauna selvatica incontrollata, definita “un’emergenza nazionale dal punto di vista agricolo e della sicurezza”, l’organizzazione agricola rileva che “mancano i piani regionali straordinari di controllo” e “strumenti normativi efficaci per difendere il territorio da una vera e propria invasione che sta mettendo a rischio un comparto”. In particolare, la Coldiretti dice di avere chiesto “un intervento immediato per fermare la diffusione della peste suina”.

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