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Covid e vaccini fanno ingrassare le Big Pharma: 8,85 miliardi di guadagni

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Le Big Pharma fanno i conti, pubblicando i risultati finanziari del secondo trimestre rendono noti anche i ricavi che ha portato la vendita dei vaccini Covid. Solo Johnson&Johnson, Pfizer e Astrazeneca hanno per ora approvato i conti e la lotta alla pandemia ha portato nelle loro casse oltre 8,85 miliardi di dollari. E’ Pfizer, che nei mesi ha rialzato piu’ volte il prezzo, ad averci guadagnato di piu’. Il gigante farmaceutico americano ha archiviato il periodo aprile-giugno con vendite in aumento del 92% a 18,98 miliardi di dollari, di cui 7,8 miliardi generati direttamente dal vaccino, e un utile per azione salito del 58% a 98 centesimi. Considerato l’andamento della domanda del vaccino, Pfizer ha rivisto la sue intere stime per il 2021 che dovrebbe chiudersi con ricavi fra i 78 e gli 80 miliardi di dollari e un utile per azione di 3,95-4,05 dollari. In precedenza il colosso farmaceutico aveva stimato ricavi in una forchetta fra i 70,5 e i 72,5 miliardi con un utile per azione di 3,55-3,65 dollari. AstraZeneca, che vende il vaccino a prezzi piu’ o meno di costo, ne ha ricavato ‘solo’ 894 milioni (1,17 miliardi nel semestre). L’azienda anglo-svedese ha chiuso il primo semestre con un aumento dei ricavi del 23% a 15,5 miliardi di dollari e un +31% nel solo secondo trimestre. Per Johnson&Johnson i ricavi del secondo trimestre sono cresciuti del 27,1% a 23,3 miliardi di dollari e dal vaccino sono arrivati 164 milioni (51 dalle vendite negli Usa e 113 nel resto del mondo). Per completare il quadro bisognera’ aspettare il 5 agosto quando anche Moderna licenziera’ il suo bilancio di periodo e il 9 agosto e’ in calendario il cda di Biontech sempre sui conti ma gia’ ora abbiamo un quadro dell’ ‘affare’ Covid. I costi dei farmaci anti-Covid sono informazioni strettamente riservate e la Commissione europea non ha mai confermato ne’ smentito le cifre in circolazione. Tuttavia, a fine 2020 la segretaria di Stato al Bilancio del Governo belga, Eva De Bleeker, ha twittato il tariffario. Pochi minuti online prima di cancellarlo ma il ‘cinguettio’ era gia’ stato ripreso da diverse testate. Il vaccino piu’ economico sembrerebbe essere stato l’AstraZeneca (1,78 euro a dose), poi 12 euro quello di Pfizer e BionTech (che pero’ successivamente hanno rialzato il prezzo) e 18 dollari a dose per quello di Moderna. Per Curevac sono 10 euro a dose, per Sanofi/Gsk 7,56 euro a dose, per Johnson & Johnson 8,5 dollari a dose. Prezzi che variano anche da paese a paese a seconda dei contratti e, sempre solo secondo indiscrezioni, Israele avrebbe pagato, in media per Pfizer e Moderna, 23,50 dollari; la Ue 12-15 euro e in ‘casa’ agli Usa lo avrebbe venduto a 19,50 dollari a dose.

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La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

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E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

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“Torneremo a scuola” è la canzone con cui la Polizia di Stato riaccompagna in classe gli studenti

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “Torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

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Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian dei Pooh, “Torneremo a scuola” racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia, delle scuole chiuse, della didattica a distanza, ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid. Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid. Un ritorno alla normalità graduale ma continuo.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe. Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose  iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool.

Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e  di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni  Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

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Camionisti, blocchi stradali contro il Green pass

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 Camionisti che minacciano di bloccare le autostrade contro la “dittatura del Green pass”, magistrati che invece pretendono l’obbligo del certificato nei palazzi di giustizia anche per gli avvocati e sindacati che continuano a chiedere tamponi gratis. L’attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto e’ accompagnata da proteste, soprattutto nella variegata galassia social no vax, e dalla curiosita’ di chi attende di capire come verranno applicati controlli e sanzioni sui posti di lavoro, dalle grandi aziende alle mura domestiche, passando per gli uffici della Pubblica amministrazione. Dalle cabine dei loro tir molti camionisti hanno cominciato a diffondere video in cui si dicono pronti a protestare. Un tam tam che, sui canali Telegram punti di riferimento della protesta contro il Green pass, ha gia’ preso la forma di un appuntamento su autostrade e tangenziali delle principali citta’ italiane: “Dalle 00.00 del 27 e per tutta la settimana blocchiamo le corsie autostradali, 30 km/h e 4 frecce per riconoscerci #nogreenpass”. C’e’ chi parla di 35mila autisti sul piede di guerra ma e’ difficile fare stime realistiche di una protesta che monta sui social senza una regia organizzata. In parallelo, a inizio settembre la Fao Cobas, organizzazione sindacale di mezzi pesanti, ha a sua volta proclamato lo sciopero l’11 ottobre, non solo ma anche “contro ogni forma di obbligo di vaccinazione anti-Covid e/o Green pass ai lavoratori dipendenti”. Magistratura Indipendente, la corrente piu’ moderata delle toghe, ha invece chiesto di introdurre l’obbligo pass anche per gli avvocati e per chi per ragioni lavorative frequenta gli uffici giudiziari, previsto nella bozza di giovedi’ scorso del decreto solo per magistrati e personale dei palazzi di giustizia. Nella lista degli appelli rivolti al Governo in questi giorni ritorna quotidianamente quello dei sindacati per i tamponi gratis. Li ha chiesti anche Consap, sigla autonoma della polizia per evitare “aggravi economici per il 20% che non e’ vaccinato” fra gli agenti. “Il costo dei tamponi per chi sceglie di non vaccinarsi non puo’ essere a carico dello Stato”, ha chiarito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, aggiungendo che la via d’uscita all’emergenza “sono i vaccini, non i tamponi”. Inoltre Costa ha anticipato che prima del 15 ottobre “e’ previsto un periodo transitorio che servira’ a definire i protocolli e le procedure di controllo. Gia’ in questa settimana faremo chiarezza al riguardo”. C’e’ poi chi non esclude che il certificato digitale possa essere utile anche dopo la scadenza del decreto, il 31 dicembre. Per Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia e componente del Cts, potrebbe essere necessario mantenerlo “tutto l’inverno”. E Amedeo Santosuosso, professore di Diritto, scienza e nuove tecnologie presso l’Universita’ di Pavia, ha osservato che “nulla vieta al Governo di decidere il perdurare di un obbligo specifico sui luoghi di lavoro ad esempio, pur non prorogando piu’ lo stato di emergenza”.

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