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Angelina Jolie: Brad Pitt mi ha picchiata e insultata

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Angelina Jolie ha accusato Brad Pitt di averla afferrata per la testa e le spalla, averla spinta contro il muro del bagno dell’aereo privato sul quale stavano viaggiando e averle urlato: ‘Stai mandando a puttane questa famiglia!’. Il tutto quando era completamente ubriaco e dopo aver insultato i figli della coppia. L’episodio risale al 2016 ed e’ stato rivelato dalla Cnn che ha ottenuto un rapporto dell’Fbi sulla vicenda. Pitt non e’ stato ne’ arrestato ne’ incriminato per le violenze dopo l’inchiesta dei federali sulle presunte violenze.

La Jolie ha detto agli investigatori che due dei loro figli, i cui nomi sono stati censurati nel rapporto ma erano all’epoca minorenni, “erano fuori dalla porta a piangere e hanno chiesto ‘Stai bene mamma?'”. A quel punto Pitt avrebbe urlato: “No, la mamma non sta bene. Sta rovinando questa famiglia. E’ pazza’”. Questo avrebbe suscitato la reazione di uno dei bambini che avrebbe detto: “Non e’ lei, sei tu, stronzo'”. Insulto, si legge nel rapporto dell’Fbi, che avrebbe mandato l’attore su tutte le furie. Pitt, secondo quanto raccontato dalla Jolie, gli e’ corso incontro “come per picchiarlo” ma lei lo ha bloccato. L’attrice e regista ha anche dichiarato di aver subito lesioni alla schiena e al gomito di cui ha allegato una foto.

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Spari in una scuola, strage di bambini in Russia: 15 morti e 24 feriti

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Almeno quindici persone uccise e 24 ferite. E tra coloro che hanno perso la vita ci sono anche undici bambini. E’ questo il pesantissimo bilancio della tremenda strage compiuta oggi in una scuola di Izhevsk, nel centro della Russia, da un uomo armato che ha fatto irruzione nell’istituto sparando ad alunni e insegnanti. Un uomo che – secondo gli inquirenti – indossava un passamontagna e una maglietta nera su cui era disegnata una svastica, e che in passato era stato studente proprio su quei banchi tra i quali oggi ha seminato morte e terrore. Gli investigatori hanno riferito che l’aggressore si e’ suicidato dopo la strage e il Cremlino ha sostenuto che l’uomo “molto probabilmente” apparteneva “a un’organizzazione o a un gruppo neonazista”. Il Comitato Investigativo russo per il momento pero’ non si sbilancia su questo punto e ha fatto sapere che la sua eventuale “adesione a visioni neofasciste e all’ideologia nazista e’ in corso di verifica”, mentre il ministro dell’Istruzione, Sergey Kravtsov, ha affermato che l’uomo “soffriva di schizofrenia”. Le autorita’ hanno identificato il sospettato in Artyom Kazantsev, 34 anni, nato proprio lì a Izhevsk: il capoluogo dell’Udmurtia, una citta’ di 640.000 abitanti a ovest dei monti Urali, quasi mille chilometri a est di Mosca.

Secondo la Guardia Nazionale, l’aggressore aveva con se’ due pistole a salve, ma modificate in modo da sparare proiettili veri. Il Comitato Investigativo ha affermato invece che le pistole erano si’ due, ma di tipo militare, e ha pubblicato un breve video in cui si vede un uomo completamente vestito di nero riverso sul pavimento di un’aula e apparentemente privo di vita. Sulle cartucce dei proiettili ci sarebbe stata scritta la parola “odio” in vernice rossa. Stando alle prime ricostruzioni, l’assalitore ha prima ucciso le due guardie giurate e poi ha cominciato a sparare verso adulti e bambini provocando scene di panico nei corridoi della scuola. Oltre ai due addetti alla sicurezza, sono stati uccisi anche due insegnanti. La strage e’ avvenuta nella scuola numero 88, che si trova vicino al municipio di Izhevsk ed e’ frequentata da quasi mille bambini fino agli 11 anni di eta’. Quattordici ambulanze sono intervenute sul posto e alcuni video mostrano i soccorritori che entrano di corsa nella scuola con le barelle. Fino a poco tempo fa, attacchi del genere contro scuole e universita’ in Russia erano considerati piuttosto rari. Nel settembre del 2021 pero’ uno studente armato di fucile da caccia ha compiuto una strage aprendo il fuoco all’universita’ di Perm, uccidendo sei persone e ferendone 28. Nel maggio dello stesso anno, un altro giovane ha sparato in una scuola di Kazan uccidendo nove persone, tra cui sette ragazzini. Nel 2018 invece un ragazzo uccise 20 persone in una scuola in Crimea, la penisola sul Mar Nero occupata dalla Russia, e poi si suicido’ in una strage che fu paragonata a quella di Columbine. Le autorita’ russe l’anno scorso hanno quindi annunciato una stretta sul controllo delle armi e un rafforzamento dei controlli medici e hanno fatto salire da 18 a 21 anni l’eta’ minima per acquistare un fucile da caccia.

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Sono 261mila gli uomini arruolabili fuggiti dalla Russia per non andare in guerra

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Secondo l’Fsb, i servizi di sicurezza russi, 261 mila uomini in età di chiamata alle armi avrebbero lasciato la Russia tra mercoledi’ e sabato scorso, dopo l’annuncio sulla mobilitazione parziale. Lo riporta un tweet di Meduza, citando la Novaya Gazeta Europe. Un esodo che – scrive il media russo – sarebbe alla base della discussione all’interno dell’amministrazione presidenziale sulla chiusura dei confini agli uomini in età arruolabile.

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Texas: 12enne spara al padre, aveva fatto un patto con un’amica

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Una ragazzina di 12 anni in Texas ha sparato a suo padre e poi ha rivolto la pistola contro se stessa. Secondo i media Usa la teenager vive nella citta’ di Weatherford, a est di Dallas, e avrebbe stretto un patto con un’altra ragazzina di Lufkin, a 300 km di distanza, per uccidere entrambe le loro famiglie. L’ufficio dello sceriffo non ha precisato come le due fossero entrate in contatto. “Questo caso mostra quanto sia di vitale importanza per i genitori sapere chi sono gli amici dei propri figli sia in classe che sui social media, come TikTok e Snapchat”, ha affermato Jessica Pebsworth, direttore della comunicazione di Lufkin. La 12enne e’ rimasta ferita alla testa mentre suo padre e’ stato colpito all’addome, e ora sono entrambi in ospedale. L’altra ragazza, invece, aveva pianificato di uccidere suo padre, ma ha cambiato idea. E’ accusata di cospirazione criminale nella pianificazione del complotto per l’omicidio.

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