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Si è insediato il nuovo presidente dell’ente Parco Vesuvio

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Da ieri l’avvocato Raffaele De Luca, sindaco di Trecase (Napoli), è ufficialmente il nuovo presidente dell’ente parco nazionale del Vesuvio. Nominato lo scorso 26 giugno dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, con decreto che aveva decorso appunto dal 29 giugno. Primo cittadino da nove anni, De Luca ha già ricoperto il ruolo di commissario straordinario dello stesso ente parco dallo scorso gennaio. ”È per me un onore ed una grande emozione – afferma – anche in qualità di primo cittadino di uno dei comuni del parco, ricoprire questo incarico così prestigioso e strategico per il territorio.

È un incarico di grande responsabilità, che mi accingo a svolgere con il massimo entusiasmo ed impegno, insieme alle istituzioni, alle associazioni e a tutti i soggetti portatori di interessi, per conseguire gli obiettivi di tutela e valorizzazione dell’ambiente, di promozione dell’agricoltura e di consolidamento del turismo sostenibile. Dedicherò grande attenzione al rapporto con tutti i sindaci della comunità del parco e con loro stabilirò un confronto continuo.

Il parco nazionale del Vesuvio deve diventare punto di riferimento e volano di sviluppo per l’intero territorio metropolitano. La collaborazione e la professionalità di tutto il personale sarà fondamentale. Sono sicuro che, con il coinvolgimento ed il sostegno di tutti, raggiungeremo questi obiettivi. Ringrazio il ministro Pichetto Fratin per la scelta e per la fiducia accordatami, e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per aver manifestato l’intesa sulla nomina”.

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Il prefetto di Napoli riceverà nel pomeriggio don Patriciello

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Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, riceverà nel pomeriggio di oggi negli uffici di Palazzo di Governo, il parroco del Parco Verde di Caivano, don Maurizio Patriciello, ed il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo.

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Caso Iovino, dubbi su motivi lite tra Fedez e personal trainer

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Non è certo che la lite scoppiata alla discoteca The Club tra Fedez e Cristiano Iovino abbia riguardato una ragazza che era in compagnia del rapper. Anzi, secondo fonti vicine al cantante, ex di Chiara Ferragni, ci sarebbero altre ragioni relative ai dissapori tra lui e il personal trainer romano, poi aggredito, quella notte tra il 21 e il 22 aprile scorso, da un gruppo di 8-9 persone, tra cui ultras rossoneri legati all’artista, fuori dal suo appartamento milanese qualche ora dopo. I motivi che avrebbero originato la lite a cui sarebbe seguita la presunta spedizione punitiva al momento, però, non vengono chiariti. Intanto, stando a quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, subito dopo i fatti di quella notte, dopo aver sentito alcuni testimoni, tra cui due guardiani del palazzo di via Marco Ulpio Traiano, abitazione milanese di Iovino, e dopo aver visionato le immagini delle telecamere (sia quelle del locale che quelle fuori dalla casa di Iovino) i carabinieri hanno denunciato in Procura Fedez per rissa. Il fascicolo è coordinato dal pm Michela Bordieri. Fedez, con dichiarazioni di ieri, ha negato di essere stato presente davanti a casa di Iovino, dove è avvenuto il pestaggio (non denunciato dal 37enne), ma sia le testimonianze che le immagini delle telecamere confermerebbero la sua presenza.

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Cronache

Giubileo: indulgenza anche astenendosi da media e social network

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L’Indulgenza plenaria giubilare potrà essere conseguita anche “astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni, reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network, e da consumi superflui”. È quanto stabiliscono le norme della Penitenzieria apostolica per il Giubileo Ordinario 2025. L’indulgenza giubilare è concessa anche praticando la tradizionale astinenza del venerdì, nonché “devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti dai vari Paesi che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie; dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno”.

La Penitenzieria esorta inoltre tutti i sacerdoti ad offrire ai fedeli “la più ampia possibilità” di accedere al Sacramento della Riconciliazione, “adottando e pubblicando fasce d’orario per le confessioni, in accordo con i parroci o i rettori delle chiese limitrofe, facendosi trovare in confessionale, programmando celebrazioni penitenziali a cadenza fissa e frequente, offrendo anche la più ampia disponibilità di sacerdoti che, per raggiunti limiti di età, siano privi di incarichi pastorali definiti”, con la possibilità di confessarsi anche durante le messe.

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