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L’importanza della relazione medico-paziente nell’ipertensione polmonare, un evento al Monaldi di Napoli

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Il rapporto tra medico e paziente non è solo professionale: tra chi soffre di una patologia e chi lo aiuta a curarsi si instaura una relazione emotivamente delicatissima. Ed è proprio l’incontro tra il medico e il paziente l’oggetto della iniziativa organizzata dall’Associazione Malati di Ipertensione polmonare in programma sabato prossimo, 18 maggio, dalle 9 e 30 alle 17, presso l’Aula Magna dell’Ospedale Monaldi di Napoli. Per quel che riguarda l’incontro medico-paziente, saranno presenti il dottor Michele D’Alto, il dottor Emanuele Romeo e la dottoressa Paola Argiento. 

È previsto un intervento in videocollegamento di Vincenzo Salemme e alle 12 un momento musicale, con il concerto “Passione”: la voce narrante di Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo al sax, Maria Rita Canfora voce, Roberto Ziaco alle tastiere e Umberto Lepore al basso. 

“L’ipertensione arteriosa polmonare”, spiega Michele D’Alto, “è una malattia rara. Coinvolge 50-60 persone su un milione. In Italia, quindi, ci sono 3500 persone affette (in Europa circa 30.000). Il nostro centro, quello del Monaldi di Napoli, è attivo dal 2006 e segue oltre 300 pazienti con ipertensione arteriosa polmonare. È uno dei primi dieci in Europa, costituito da un team multidisciplinare (cardiologi, pneumologi, internisti, reumatologi, radiologi, chirurghi, infermieri specializzati, psicologi, assistenti sociali)”. 

Sul rapporto tra medico e paziente, il dottor D’Alto ha una visione a 360 gradi: “I pazienti con ipertensione arteriosa polmonare”, dice, “soffrono di un ritardo diagnostico inaccettabile: passano circa due anni dall’insorgenza dei sintomi alla diagnosi definitiva. Sono soggetti a quella che chiamiamo ‘sindrome di Ulisse’: girano molti ospedali e specialisti finché qualcuno non sospetta la malattia e ce lo invia. Andrebbe potenziata la conoscenza della malattia e la rete. Quando arrivano da noi, sono spesso stremati, sfiduciati, disorientati. Cercano medici che conoscono la loro malattia, ma forse cercano ancora di più qualcuno che li accolga, un approdo per le loro sofferenze. Dobbiamo poterglielo offrire”.

Il racconto dal campo, quello di D’Alto, emoziona e colpisce per la sua umanità: “Quello che noi osserviamo in ambulatorio, quando visitiamo i pazienti, è solo la punta dell’iceberg. ‘È migliorato il BNP, le resistenze polmonari sono stabili, l’eco… va un po’ meglio.’, diciamo, ma il paziente ti guarda stranito, anzi a volte non lo fa, abbassa lo sguardo e ti pone delle domande concrete: ‘Quanto vivrò? Come vivrò? Potrò avere un figlio?  Potrò fare un viaggio? E prendere l’aereo? Se sto male a chi devo rivolgermi?’ O più semplicemente ci confessa di avere paura di morire!”.

A questo punto il medico sveste metaforicamente il camice: “Allora resetti tutto”, aggiunge D’Alto, “capisci che hai davanti una persona vera, in carne e ossa, non una malattia. Solo una persona che per caso, per sfortuna, ha una malattia. Potrebbe essere tua madre, tua figlia, o forse tu stesso. Ti viene voglia di abbracciarlo. Spesso non resisto all’impulso e lo faccio”.

“Da ultimo, il paziente con una malattia cronica come l’ipertensione arteriosa polmonare ha spesso un problema occupazionale: non si inserisce nel mondo del lavoro o perde il lavoro, per le troppe assenze, i troppi permessi per malattie. Non è né tanto malato da aver diritto a un sussidio, una pensione, né così sano da poter lavorare. Questo è un importante problema sociale. Oltre a consentirgli di guadagnare, il lavoro la farebbe sentire utile, realizzato, “uguale” agli altri. Gli farebbe bene come un farmaco appropriato. O forse di più”.

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Formia, primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina

All’ospedale Dono Svizzero di Formia eseguito il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. Il presidente Rocca: passo importante per la rete dei trapianti nel Lazio.

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All’ospedale Dono Svizzero di Formia è stato realizzato il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. L’intervento rappresenta un passaggio significativo per il rafforzamento della rete della donazione e dei trapianti nel Lazio.

Il risultato è stato sottolineato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che in una nota ha evidenziato il valore dell’operazione per il sistema sanitario regionale.

Rocca: “Un traguardo importante per la sanità del territorio”

Secondo Rocca, il primato raggiunto dall’ospedale di Formia rappresenta un traguardo rilevante e motivo di soddisfazione per l’intero sistema sanitario regionale.

Il presidente ha spiegato che l’intervento dimostra la qualità della sanità del territorio e la professionalità delle équipe mediche e sanitarie coinvolte nel percorso di cura.

Il valore della cultura della donazione

Nel suo intervento Rocca ha anche sottolineato il valore del gesto compiuto dal donatore, definito un atto di grande generosità.

Secondo il presidente della Regione Lazio è fondamentale continuare a promuovere la cultura della donazione, che permette di offrire nuove possibilità di cura e di migliorare la qualità della vita di molti pazienti.

Il lavoro delle équipe mediche

Nel messaggio istituzionale sono stati ringraziati l’équipe dell’Unità Operativa di Ortopedia dell’ospedale di Formia, la direzione sanitaria e tutto il personale coinvolto nell’intervento.

La Regione Lazio ha ribadito l’impegno a sostenere e valorizzare queste esperienze considerate di eccellenza, con l’obiettivo di rafforzare una sanità sempre più efficiente, solidale e vicina ai cittadini.

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Esteri

Cina: “Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente”, Pechino avverte anche il Giappone

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ribadisce che Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente. Avvertimento anche al Giappone dopo le dichiarazioni della premier Sanae Takaichi.

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Taiwan “è sempre stata parte della Cina” e “non è mai stata, non è e non sarà mai un Paese indipendente”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conferenza stampa tenuta in occasione della quarta sessione della quattordicesima Assemblea nazionale del popolo.

Secondo il capo della diplomazia di Pechino, il principio di una sola Cina rappresenta la base per garantire stabilità nella regione. Wang ha sostenuto che più la comunità internazionale si opporrà all’indipendenza di Taiwan e sosterrà questa impostazione, più saranno garantite pace e stabilità nello Stretto.

“Una linea rossa che non può essere superata”

Wang Yi ha ribadito che la questione di Taiwan rappresenta per Pechino un punto non negoziabile. Il ministro ha affermato che l’isola è stata “riconquistata dalla Cina oltre ottant’anni fa” e che nessuna forza o individuo potrà separarla nuovamente dal territorio cinese.

Secondo il ministro degli Esteri, la separazione dell’isola costituirebbe una linea rossa che la Cina non intende permettere venga superata.

L’avvertimento al Giappone

Nel corso della conferenza stampa Wang Yi ha commentato anche le recenti dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi. La leader di Tokyo aveva affermato che il Giappone potrebbe intervenire in modo difensivo in caso di crisi nello Stretto di Taiwan, nel rispetto della Costituzione nipponica.

Il ministro degli Esteri cinese ha sostenuto che un intervento di questo tipo finirebbe per svuotare il significato della Costituzione giapponese.

“Il futuro dei rapporti dipende da Tokyo”

Wang Yi ha infine avvertito che il futuro delle relazioni tra Cina e Giappone dipenderà dalle scelte del governo di Tokyo.

Nel suo intervento ha sottolineato che Pechino non accetterà un ritorno a contesti storici di tipo coloniale, ribadendo la determinazione della Cina a difendere la propria sovranità territoriale.

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Esteri

Terremoto di magnitudo 5.5 nel nord-ovest della Grecia: epicentro vicino a Giannina

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata nel nord-ovest della Grecia vicino a Giannina. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici.

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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata alle 5:32 ora locale nel nord-ovest della Grecia, corrispondenti alle 4:32 in Italia.

Il sisma è stato rilevato dai sistemi di monitoraggio sismico internazionali e ha interessato l’area dell’Epiro, nel nord del Paese.

Epicentro nell’area di Giannina

Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dal servizio geologico statunitense, il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità.

L’epicentro è stato localizzato non lontano dalla città di Giannina, uno dei principali centri dell’Epiro.

Nessuna segnalazione immediata di danni

Al momento non sono state diffuse informazioni su eventuali danni a persone o edifici.

Le autorità locali stanno monitorando la situazione mentre prosegue l’attività di verifica nelle zone interessate dalla scossa.

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