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Napoli, parla Petagna a Radio Kiss Kiss: chiediamo scusa ai tifosi per quel pari col Verona

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L’argomento sembrava tabu’, tanto che finora nessun calciatore si era espresso a riguardo. A rompere il silenzio sull’ultimo match di campionato contro il Verona che e’ costato al Napoli la qualificazione alla Champions League e, probabilmente, la panchina a Rino Gattuso e’ Andrea Petagna. “Chiediamo scusa ai tifosi, siamo pronti a farci perdonare”, ha detto a Radio Kiss Kiss Napoli il 26enne attaccante azzurro, ex Atalanta, dopo il test con la Bassa Anaunia.

“Ho ripensato tante volte a quel colpo di testa nel finale di gara con l’Hellas Verona all’ultima di campionato – sottolinea Petagna – E’ stata una pagina amara per tutti, soprattutto per i nostri tifosi. Ci dispiace tanto. Adesso voltiamo pagina. Chiediamo scusa ai nostri tifosi per quella partita. Siamo pronti a farci perdonare. Ripartiamo adesso dal nuovo allenatore e dal nuovo staff con grande entusiasmo per lavorare bene e per centrare l’obiettivo a tutti i costi al termine del prossimo campionato. Per un attaccante il goal e’ sempre importante, le amichevoli di questo periodo servono per entrare in condizione. Venivo da sei mese senza giocare neanche un’amichevole. I goal verranno, magari anche decisivi come lo scorso anno. Devo lavorare tanto per farmi trovare pronto ed entrare in forma”. Sul nuovo tecnico: “E’ un onore essere allenato da Luciano Spalletti: ero piccolo e lo vedevo allenare in tv. Sono contento, c’e’ tanto da imparare da lui. Tutti gli attaccanti con Spalletti hanno fatto grandi cose e nel Napoli di attaccanti forti ce ne sono, guardate anche Mertens, Osimhen, ci sono io”.

“Mi faro’ trovare pronto quando il mister decidera’ di chiamarmi in causa. Io dietro Osimhen? Per caratteristiche, si’, posso giocare anche con Victor o alle sue spalle. Sono bravo a giocare per la squadra, a venire incontro, mentre Osimhen e’ bravo ad attaccare la profondita’. Saranno scelte dell’allenatore, io mi alleno forte e lavoro tanto per essere pronto, poi sara’ Spalletti a decidere la mia collocazione in campo, se prima o seconda punta”. Petagna, infine, ha chiaro il traguardo per la nuova stagione: “Il mio obiettivo e’ di andare in doppia cifra, magari alzando il minutaggio. Cerchero’ di sfruttare ogni occasione che avro’. L’importante resta l’obiettivo di squadra. Ai tifosi dico che a fine anno li faremo festeggiare”.

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Andrea Vianello lascia la Rai dopo 35 anni: “Una magnifica cavalcata, grazie a tutti”

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Dopo 35 anni di giornalismo, programmi, dirette e incarichi di vertice, Andrea Vianello (foto Imagoeconomica in evidenza) ha annunciato il suo addio alla Rai. L’annuncio è arrivato con un messaggio pubblicato su X, nel quale il giornalista ha comunicato di aver lasciato l’azienda con un «accordo consensuale».

Una lunga carriera tra radio, tv e direzioni

Nato a Roma il 25 aprile 1961, Vianello entra in Rai nel 1990 tramite concorso, dopo anni di collaborazione con quotidiani e riviste. Inizia al Gr1 con Livio Zanetti, poi al Giornale Radio Unificato, raccontando da inviato alcuni dei momenti più drammatici della cronaca italiana: dalle stragi di Capaci e via D’Amelio al caso del piccolo Faruk Kassam.

Nel 1998 approda a Radio anch’io, e successivamente a Tele anch’io su Rai2. Tra il 2001 e il 2003 è autore e conduttore di Enigma su Rai3, per poi guidare Mi manda Rai3 fino al 2010. Dopo l’esperienza ad Agorà, nel 2012 diventa direttore di Rai3.

Nel 2020 pubblica “Ogni parola che sapevo”, un racconto toccante della sua battaglia contro un’ischemia cerebrale che gli aveva tolto temporaneamente la parola, poi recuperata con grande determinazione.

Negli ultimi anni ha diretto Rai News 24, Rai Radio 1, Radio1 Sport, il Giornale Radio Rai e Rai Gr Parlamento. Nel 2023 viene nominato direttore generale di San Marino RTV, ma si dimette dopo dieci mesi. Di recente si parlava di un suo possibile approdo alla guida di Radio Tre.

Le parole d’addio: “Sempre con me il senso del servizio pubblico”

«Dopo 35 anni di vita, notizie, dirette, programmi, emozioni e esperienze incredibili, ho deciso di lasciare la ‘mia Rai’», scrive Vianello. «Ringrazio amici e colleghi, è stato un onore e una magnifica cavalcata. Porterò sempre con me ovunque vada il senso del servizio pubblico».

Il Cdr del Tg3: “Un altro addio che pesa”

Dura la reazione del Comitato di redazione del Tg3: «Anche Andrea Vianello è stato messo nelle condizioni di dover lasciare la Rai», scrivono i rappresentanti sindacali, parlando apertamente di “motivi politici”. «È l’ennesimo collega di grande livello messo ai margini in un progressivo svuotamento di identità e professionalità». E concludono con un appello: «Auspichiamo che questa emorragia si arresti, e che la Rai possa recuperare la sua centralità informativa e culturale».

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Esteri

Mosca: generale ucciso in attacco terroristico

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La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato come “un attacco terroristico” l’attentato in cui è morto oggi vicino a Mosca il generale Yaroslav Moskalik, ucciso dall’esplosione di un ordigno posto sulla sua auto. “La questione principale – ha detto Zakharova, citata dall’agenzia Tass – è come fermare la guerra nel cuore dell’Europa e del mondo. Vediamo così tante vittime ogni giorno. Anche oggi, un militare russo è stato ucciso in un attacco terroristico a Mosca”. (

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Esteri

‘Usa offriranno pacchetto di armi da 100 miliardi a Riad’

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Gli Stati Uniti sono pronti a offrire all’Arabia Saudita un pacchetto di armi del valore di ben oltre 100 miliardi di dollari: lo riferisce la Reuters sul proprio sito citando sei fonti a conoscenza diretta della questione e aggiungendo che la proposta dovrebbe essere annunciata durante la visita di Donald Trump nel regno a maggio. Il pacchetto offerto arriva dopo che l’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden ha tentato senza successo di finalizzare un patto di difesa con Riad nell’ambito di un accordo più ampio che prevedeva la normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele.

La proposta di Biden offriva l’accesso ad armamenti statunitensi più avanzati in cambio del blocco degli acquisti di armi cinesi e della limitazione degli investimenti di Pechino nel Paese. La Reuters non è riuscita a stabilire se la proposta dell’amministrazione Trump includa requisiti simili.

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