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Meloni scrive la lista dei ministri e non vuole Salvini agli Interni, ipotesi due vicepremier

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Un giorno di riposo, poi Giorgia Meloni si butta a capofitto nella costruzione della squadra di governo. Riunioni, telefonate, quindi nel pomeriggio un incontro al partito con Antonio Tajani. Sul tavolo il nodo della lista dei ministri, che andranno anche concordati con gli alleati. Ma prima, bisogna definire le Presidenze delle Camere, delicato passaggio parlamentare con cui si apriranno le danze della legislatura. Uno snodo decisivo. Le ipotesi in campo sono diverse e tutte legate ovviamente alla composizione della squadra di governo. Un progetto che vede come novita’ l’idea di nominare dei vicepremier. Due caselle che potrebbero essere affidate a Tajani e Matteo Salvini (il partito chiede per lui un ruolo da “protagonista”), per “blindare” ancora di piu’ la coalizione ed anche per evitare fughe in avanti degli alleati sulle richieste di ministeri specifici. La presidente di Fdi ne avrebbe parlato con Tajani e nei prossimi giorni lo fara’ anche con Matteo Salvini (oggi impegnato nel consiglio federale della Lega). Prima dei nomi pero’ – e’ il leit motiv che si rincorre nel centrodestra – bisogna stabilire un metodo con cui procedere: “La cosa che si aspetta il Paese e’ che siano scelte le persone migliori. Non dico le persone migliori in assoluto, ma persone che intanto vadano al ministero lunedi’ mattina alle 8 e ci stiano almeno fino al venerdi’ alle 19, che si studino i dossier”, mette in chiaro Guido Crosetto, che in molti danno tra i futuri ministri del governo cosi’ come Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fdi e fedelissimo della Meloni. Ma se e’ vero che una lista ufficiale non c’e’, di ipotesi sul tavolo ce ne sono parecchie cosi’ come di schemi per “dividere” le quote dei ministri. Sotto la lente di osservazione restano i ministeri chiave: la Farnesina, il Viminale e il Tesoro. Per via XX settembre resta in pole il nome di Fabio Panetta, attualmente nel board della Bce. Un personaggio di area, ma non strettamente legato ad un partito potrebbe andare al dicastero degli Esteri. Casella pero’ a cui guarda con interesse Fi per Antonio Tajani, da anni ufficiale di collegamento tra l’Italia e l’Europa. Il coordinatore azzurro, che ha avuto in giornata un colloquio con Ursula von der Leyen, non si sbilancia: “Sono al servizio del Paese”, continua a ripetere da giorni avanzando pero’ l’idea di una delegazione di almeno quattro ministri per Fi. Per la Farnesina pero’ continua ad avere quotazioni alte anche l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata, eletto nelle file di Fdi. Dall’Europa potrebbe traslocare Raffaele Fitto. Per lui, in quota Fdi, ci sarebbe il dicastero degli Affari Europei, ritorno pero’ non scontato visto che l’attuale presidente del gruppo Ecdr e’ tra i piu’ stimati nell’Europarlamento. La casella della Difesa invece potrebbe andare al numero due azzurro nel caso Tajani non andasse in porto l’operazione ministero degli Esteri. Uno schema che cambierebbe totalmente nel caso il coordinatore azzurro venisse indicato come presidente della Camera. In quota Fi ci sarebbero sempre Anna Maria Bernini, l’ex presidente del Senato Elisabetta Casellati e Licia Ronzulli: quest’ultima potrebbe andare al ministero dell’Istruzione. Mentre l’ex Fi Lucio Malan ora nelle file di Fdi sarebbe in pole per i Rapporti con il Parlamento. Non meno complicato e’ il sudoku per la scelta dei ministeri leghisti. La pattuglia potrebbe essere piu’ light se Giancarlo Giorgetti fosse scelto per lo scranno piu’ alto di Montecitorio. A quel punto ci potrebbe essere disco verde per Ignazio La Russa alla guida di Palazzo Madama . Resta sempre in caduta libera l’idea che Salvini possa andare al Viminale, casella che potrebbe andare comunque ad un uomo vicino al segretario leghista. I nomi che circolano sono quelli dell’ex prefetto Matteo Piantedosi, capo di gabinetto quando Salvini era al ministero dell’Interno. In alternativa potrebbe esserci un altro prefetto, Giuseppe Pecoraro. Alla Lega andrebbe la casella di viceministro all’Istruzione con Mario Valditara mentre Giulia Bongiorno dovrebbe andare alle Pari Opportunita’, al dicastero della Giustizia circolano diversi nomi in ambienti parlamentari della maggioranza ,tra cui quelli Carlo Nordio, in quota Fdi, e quello l’ex procuratore nazionale antimafia Nicola Gratteri. In quota Fdi ci sarebbe anche Giuseppe Valditara per il ministero della Ricerca. A Roma potrebbe arrivare anche Letizia Moratti, chimandosi fuori dalla corsa per la Regione Lombardia per andare al ministero della Cultura o della Sanita’.

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Politica

Ad aprile e luglio accesso a corsi laurea numero chiuso

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Dal 13 al 22 aprile e dal 15 al 25 luglio del 2023. Sono le due sessioni in cui potranno essere effettuate le prove per il TOLC (acronimo di Test On Line CISIA). È stato pubblicato il decreto ministeriale – il numero1925 – che detta le disposizioni per il nuovo test per l’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria in lingua italiana. Le nuove prove saranno in vigore per il prossimo anno accademico, il 2023-2024. A differenza dei precedenti test di selezione le prove sono ripetibili. Due i periodi previsti nell’anno solare.

Le nuove prove – spiega il ministero dell’Università – saranno in vigore per il prossimo anno accademico, il 2023-2024. Sono state previste dalla risoluzione approvata all’unanimità il 15 febbraio scorso dalla VII Commissione parlamentare e poi attuate con il decreto ministeriale n. 1107 del 24 settembre 2022. Il TOLC-MED è per l’accesso ai corsi di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, mentre il TOLC-VET riguarderà l’accesso a Medicina veterinaria. A differenza dei precedenti test di selezione le prove sono ripetibili. Due i periodi previsti nell’anno solare. Per il 2023 è previsto un primo periodo per le prove tra il 13 e il 22 aprile. Il secondo è invece fissato tra il 15 e il 25 luglio. Una scelta voluta per evitare sovrapposizioni con lo svolgimento delle prove di Maturità.

Per l’anno accademico 2024-2025 i periodi delle sessioni di svolgimento dei test saranno a febbraio e aprile 2024. Nell’ambito di queste sessioni ciascun ateneo individua i giorni e i turni di erogazione delle prove. Una volta sostenuti i test i candidati potranno scegliere – nel tempo a disposizione – il punteggio migliore tra quelli conseguiti nelle due sessioni ai fini dell’immatricolazione così da poter poi indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intendono concorrere. I candidati potranno inserire la domanda con le proprie opzioni dal 31 luglio 2023 e fino al 24 agosto 2023, alle ore 15.00, attraverso il portale CINECA. La successiva pubblicazione della graduatoria nazionale avverrà il 5 settembre 2023, in anticipo rispetto agli anni precedenti. Un anticipo che ha l’obiettivo di favorire lo scorrimento della graduatoria nazionale e permettere il corretto avvio del nuovo anno accademico per il 2023-2024. L’anticipo nella pubblicazione della graduatoria sarà maggiore per l’anno accademico 2024-2025 con i periodi di somministrazione dei TOLC a febbraio e aprile 2024. I candidati potranno iscriversi ai TOLC tramite la piattaforma web del CISIA (www.cisiaonline.it).

Le università dovranno consentire la prenotazione del test a partire almeno dal trentesimo giorno prima dell’inizio del periodo di erogazione. La prenotazione sarà permessa sino al decimo giorno prima dell’inizio di ciascun periodo di erogazione. I posti a disposizione per l’ammissione ai corsi ad accesso programmato saranno stabiliti con un successivo decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca. La partecipazione, le modalità di ammissione e le varie fasi della procedura, la struttura del test e le modalità di svolgimento sono state fissate dal decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca 1107, del 24 settembre 2022. Ai TOLC possono partecipare gli studenti iscritti all’ultimo o penultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado italiane o estere che consentono l’acquisizione di titolo idoneo all’accesso ai corsi universitari, oltre a tutti coloro che sono già in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Gli studenti che partecipino al TOLC nel 2023, in quanto iscritti al penultimo anno delle secondarie di secondo grado, potranno fare domanda per l’inserimento nella graduatoria soltanto nell’anno accademico 2024-2025. Per le prove, sia per il TOLC-MED e sia per il TOLC-VET, i candidati avranno a disposizione al massimo 90 minuti per risolvere i 50 quesiti previsti. I quesiti saranno distribuiti in quattro sezioni per ciascuna delle quali è previsto un tempo prestabilito: comprensione del testo e conoscenze acquisite negli studi, biologia, chimica e fisica, matematica e ragionamento. L’iscrizione al TOLC consentirà al candidato di accedere anche ai MOOC (Massive Open Online Courses), le esercitazioni disciplinari per ogni materia contenuta nel test. Sul sito dedicato all’accesso programmato (https://accessoprogrammato.miur.it/2022/) tutti gli studenti potranno trovare informazioni e strumenti gratuiti, messi a disposizione dalle diverse sedi universitarie, come supporto all’orientamento e per il miglioramento della preparazione iniziale alle prove di selezione.

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Casamicciola, arrivano gli aiuti, e Pichetto scopre gli abusi in Italia (non solo a Ischia)

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Il Consiglio dei ministri si riunisce domani per varare le prime misure di aiuto per l’alluvione di Ischia. Probabile un decreto legge ad hoc. Il ministro dell’Ambiente Pichetto annuncia a breve un piano da 350 milioni per 139 interventi contro il dissesto. Vuole una mappatura dell’abusivismo in Italia, ma chiede di distinguere fra le violazioni di poco conto e le costruzioni in zone pericolose. E il collega Salviniper una volta spegne le polemiche: “Non è tempo della caccia al colpevole”. Intanto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci annuncia in serata: “Una delle ipotesi che metterò sul tavolo” è quella che “il prefetto potrebbe essere l’autorità maggiormente deputata alla demolizione” degli abusi edilizi, dietro ai quali “spesso si nascondono le organizzazioni criminali”. Ed aggiunge che “non c’è solo il caso di Casamicciola. Noi, al Dipartimento, temiamo che siano circa un migliaio i Comuni in Italia privi di piano comunale di Protezione Civile”.

Oggi intanto il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare un Decreto legge Ischia, con aiuti alle aree colpite dalla frana. Le misure riguarderebbero le zone su cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno. Sarebbero allo studio la sospensione dei tributi nel 2022 e 2023, la proroga degli adempimenti per i professionisti che non possono lavorare, la proroga di un altro anno dello smantellamento dei tribunali distaccati. “Non è il momento della caccia al colpevole, ma della caccia alla vita, al miracolo, alla speranza, alla messa in sicurezza”, ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il suo collega Pichetto, rispondendo al question time alla Camera, spiega che a breve saranno finanziati dal suo ministero 139 interventi contro il dissesto idrogeologico, per oltre 350 milioni di euro

. Su Ischia ammette che “il 49% del territorio dell’isola è classificato a pericolosità elevata e molto elevata per frane, e sono oltre 13.000 gli abitanti residenti nelle aree a maggiore pericolosità”. Il ministro non manca di ricordare che per la messa in sicurezza di Casamicciola erano stati stanziati dal suo Ministero 3 milioni e 100 mila euro ben 12 anni fa, “ma gli interventi risultano ancora in fase di progettazione” da parte del Comune. Una constatazione che a caldo lo aveva portato a invocare “la galera” per i sindaci che permettono gli abusi, frase poi parzialmente ritrattata. A un webinar de La Stampa Pichetto dice che “c’è un problema di edificazione abusiva nei luoghi di pericolo, che deve portarci a una mappatura”. Ma poi aggiunge che bisogna “fare una valutazione puntuale”.

Bisogna distinguere fra “una porta o un finestra non accatastata” e “l’edificazione in luoghi di pericolo”. Da ex sindaco ed ex assessore regionale, Pichetto ripete un argomento che gli è molto caro: “Se una amministrazione locale è in difficoltà perché non ha i tecnici, non ce la fa, deve esserci un potere sostitutivo, della Regione o dello Stato. Non possiamo accorgerci di queste cose solo quando succedono le disgrazie”. Alla Camera, al deputato di Avs Angelo Bonelli che gli chiede se il governo vuole fare un altro condono, il ministro risponde di no: “Ci impegniamo nell’approvazione di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, non possiamo avallare misure che andrebbero a minare la sicurezza del territorio”. Bocciata invece la ricostituzione, chiesta da Maria Elena Boschi, dell’unità di missione Italia Sicura, voluta da Matteo Renzi e cancellata da Giuseppe Conte: “Si creerebbero nuovi blocchi procedurali”.

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Cronache

Alessandra Locatelli, la ministra leghista delle Disabilità che ha “conquistato” le associazioni della Campania

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La grande sensibilità del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, non può lasciare indifferente nessuno. All’Hotel Ramada, a Napoli, Locatelli, esponente della Lega, ha incontrato le associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, e al di là delle importanti dichiarazioni ha colpito tutti. Per la sua straordinaria umanità, lo spirito di servizio che profonde nella sua attività di governo, la passione civile da ogni suo abbraccio a chi purtroppo vive la condizione di disabilità.

“Una persona”, dice la Locatelli, “non può essere identificata con la sua malattia. Le priorità sono stimolare gli enti locali e fare rete con le associazioni. Abbiamo visto anche durante l’emergenza sanitaria che da soli si fa fatica ad andare avanti, se non ci fossero stati associazioni ed enti del terzo settore a dare una mano, saremmo stati ancora più in difficoltà. Energie così preziose vanno impegnate anche sui temi del sociale e della disabilità. I fondi vanno distribuiti a chi ne ha bisogno”.

Accompagnata dai consiglieri regionali della Lega Severino Nappi e Carmela Rescigno, la Locatelli non si risparmia. “Voglio dare una mano alla Campania”, aggiunge, “ascolterò prima le famiglie, poi i politici. Mi metto a disposizione, non mi tiro indietro. Tutti hanno diritto ad avere una vita autonoma ad avere un lavoro secondo le proprie potenzialità. Occorre”, sottolinea la Locatelli, rivolgendosi alle famiglie e alle persone con disabilità presenti in sala,“ribaltare il modo di vedere la disabilità. Puntiamo su tutti per far crescere questa nazione. Occorre predisporre corsi di formazione individuali, valorizzare le risorse che avete”.

Alcune azioni concrete sono già in campo. “Siamo a un punto di chiusura con un primo decreto attuativo che è quello sull’istituzione del garante nazionale”, sottolinea il ministro. Che poi, in merito all’attuazione di una apposita legge delega, aggiunge. “Ne abbiamo due che sono al vaglio della commissione redigente e poi verranno condivisi con i ministeri e io conto che tra gennaio e febbraio possano andare sia in Consiglio dei ministri – dice Locatelli – che alle Camere. E poi – conclude – ce ne sono due molto complesse, che richiederanno tempo. Sono quella sull’accertamento e quello sul progetto di vita che richiedono sicuramente anche un tavolo tecnico perché sono elementi essenziali su cui ragionare bene per dare delle risposte alle persone con disabilità”.

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