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Cronache

Luoghi di culto come Notre-Dame salvati da catastrofi, ecco tutte le reliquie messe in salvo dai soccorritori

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Le reliquie custodite nelle chiese spesso si sono salvate da incendi o altre catastrofi. Di valore artistico il più delle volte scarso, ma di grande importanza per la fede, questi reperti che testimoniano il passaggio di Cristo sulla terra o parti del corpo di santi o anche ostie consacrate, sono nel corso della storia talvolta sopravissute alla distruzione. La fede popolare ha definito alcuni di questi casi ‘miracoli’. Ma la ragione dei salvataggi puo’ essere anche nel fatto che tali oggetti che si trovano nelle chiese hanno spesso una protezione più alta, proprio a motivo del loro significato per la fede. Nell’incendio della cattedrale di Notre-Dame a Parigi si e’ salvata, secondo le parole del rettore della cattedrale Patrick Chauvet, la corona di spine di Gesù. E’ in Francia dal 1239, da quando re Luigi IX la acquisto’ da Baldovino II, sovrano di Costantinopoli. Tra i salvataggi storici c’è quello della Sindone di Torino nell’incendio dell’aprile del 1997.

Era stata provvidenzialmente trasferita nel 1993 ed era protetta da una struttura di cristallo. Ma i vigili del fuoco comunque decisero di sfondare la struttura di cristallo e portare via la Sindone che, secondo la tradizione, è il telo che avvolse Cristo dopo la morte. Si salvò da un devastante incendio anche la tunica di Argenteuil (Francia), che è venerata come la veste che Gesù indossava negli ultimi momenti della sua vita. Nel 1569 gli Ugonotti incendiarono la chiesa dove era custodita, portarono via il prezioso reliquiario che la conteneva, ma la tunica resistette alle fiamme. Storia simile per i sandali di Gesù conservati a Prum, in Germania: sopravvissero ai bombardamenti del 1945 (crollò la chiesa ma la reliquia fu ritrovata) e a un incendio del 1949 a seguito dell’esplosione di un deposito di munizioni vicino alla stessa chiesa in cui si trovavano. Dalle reliquie di Cristo a quelle dei santi: nella chiesa di San Domenico a Siena, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 1531, la ‘Sacra Testa’, quella di Santa Caterina, rischiò di essere distrutta per il devastante incendio che colpì accidentalmente la chiesa. Un frate coraggioso, Guglielmo da Firenze, si avvolse in un lenzuolo bagnato e si gettò tra le fiamme mettendo in salvo la reliquia. Infine tra i salvataggi miracolosi c’è anche quello delle ostie consacrate nella chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze. Dopo l’incendio del venerdì santo del 1595 furono ritrovate intatte. L’arcivescovo di allora, Alessandro Marzi Medici, dopo un’indagine, dichiarò l’episodio miracoloso, e ne autorizzò il culto.

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Ferito da un colpo di pistola, 14enne in ospedale all’Aquila

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Un ragazzo di 14 anni è finito in ospedale, all’Aquila, dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola. Il giovane ha una ferita da arma da fuoco alla gamba ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico; le sue condizioni non destano preoccupazione. Poco chiara al momento la dinamica dei fatti, che sono avvenuti attorno alle 18 in località Cese di Preturo. Il ragazzo, ricostruiscono i media locali, avrebbe raccontato che, mentre era con degli amici, da un’automobile, sembra un’Audi nera, che li ha affiancati, sarebbe partito un colpo di pistola. E’ stato lo stesso 14enne, una volta tornato a casa, a raccontare quanto accaduto alla madre, che poi lo ha accompagnato in ospedale. Sull’episodio e sulla versione fornita dal ragazzo sono in corso indagini da parte della polizia.

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Cronache

Blackout ferma anche il tennis a Madrid ma Arnaldi passa

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Anche il torneo di tennis di Madrid si è dovuto arrendere al black out che ha colpito poco dopo le 12.30 di oggi ma l’intera penisola iberica e parte del Sud della Francia. Dopo sole tre partite giocate, il programma è stato sospeso in attesa di un ritorno dell’energia elettrica, lasciando giocatori e pubblico in un limbo fatto di attesa e incertezza, un po’ come in una stazione o in un aeroporto per uno sciopero improvviso. Intorno alle 16.30, gli organizzatori hanno infine deciso di cancellare tutti gli incontri ancora da disputare, nel pomeriggio e in serata, per motivi tecnici e di sicurezza, scombinando i programmi di tante stelle della racchetta già stressate, anche se lautamente ricompensate, dai ritmi infernali del circuito.

Una delle poche eccezioni ha riguardato Matteo Arnaldi. L’azzurro stava portando a casa il secondo set contro il bosniaco Damir Dzumhur quando si sono spenti i tabelloni e tutte le apparecchiature a servizio del match. I due giocatori sono rimasti interdetti e la partita è stata sospesa ma quello che sembrava un inconveniente localizzato alla Caja Magica, sede del torneo, si è rivelato un problema di ben altra dimensione. L’azzurro ha però potuto in qualche modo finire opera, battendo il rivale per 6-3, 6-4 per accedere agli ottavi di finale, ma della sua vittoria non resterà traccia se non nella memoria dei due protagonisti e dello scarso pubblico presente, perchè tutto era andato in tilt. Nel primo set, Arnaldi e Dzumhur hanno faticato mezz’ora per completare i primi sei game, poi l’italiano ha fatto il break per chiudere 6-4.

Nel secondo, Arnaldi non si è fatto distrarre dall’interruzione, guadagnando la sua prima volta agli ottavo in un Masters 1000 e anche qualche ora di riposo in più rispetto al prossimo avversario, che sarà uno tra lo statunitense Tiafoe e il francese Muller. Non è andata altrettanto bene al bulgaro Grigor Dimitrov, che stava avendo la meglio sul britannico Jacob Fearnley: lo stop energetico ha lasciato una telecamera pericolosamente sospesa sul centro del campo, obbligando a sospendere definitivamente l’incontro. Dopo qualche ora di attesa, i giocatori che dovevano scendere in campo hanno avuto la notifica della cancellazione del programma e tra loro ci sono Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, che domani, si presume, dovranno affrontare rispettivamente il britannico Jack Draper e il greco Stefanos Tsitsipas. Nel torneo Wta 1000 hanno potuto completare la partita la statunitense Coco Gauff, che ha battuto la svizzera Belinda Bencic, e la sua prossima avversaria, la russa Mirra Andreeva, che ha eliminato l’ucraina Yuliia Starodubtseva. Tutto rinviato invece per la n.1 e la n.2 al mondo, la bielorussa Aryna Sabalenka e la polacca Iga Swiatek, che è la campionessa uscente. (ANSA). 2025-04-28T18:10:00+02:00 RI ANSA per CAMERA04 NS055 NS055

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Prete indagato a Bari, su auto tracce di sangue: è indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso

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Le tracce presenti sull’auto di don Nicola D’Onghia, il 54enne sacerdote indagato a Bari per omicidio stradale e omissione di soccorso nel caso della morte della 32enne Fabiana Chiarappa, erano di sangue. Lo dimostrano i primi risultati degli accertamenti svolti sulla Fiat Bravo del prete nei giorni successivi all’incidente. Ora, per gli inquirenti, resta intanto da capire se quel sangue sia quello della 32enne, rugbista e soccorritrice del 118, ma soprattutto se il possibile impatto tra la auto del sacerdote e Chiarappa abbia causato la morte della giovane o se questa, invece, sia avvenuta prima.

Secondo quanto ricostruito finora, la sera del 2 aprile Chiarappa era in sella alla sua moto Suzuki sulla provinciale 172 che collega i comuni di Turi e Putignano quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finita fuori strada, colpendo anche un muretto a secco. Compito della pm Ileana Ramundo, che coordina le indagini dei carabinieri, è ora quello di capire – anche grazie ai risultati dell’autopsia, il cui deposito è previsto tra oltre un mese – cosa effettivamente abbia causato la morte della 32enne, se lo schianto contro il muretto o il successivo impatto con l’auto.

Il parroco, agli inquirenti, ha raccontato come quella sera, mentre percorreva quella strada, ha avvertito un rumore provenire dal pianale della propria auto (“come se avessi colpito una pietra”) ma di non essersi accorto né della moto né della ragazza, anche a causa del buio. Poco dopo aver sentito il rumore, intorno alle 20.30, si è quindi fermato in una stazione di servizio per controllare eventuali danni all’auto, prima di rimettersi in macchina e tornare verso casa. Il parroco ha detto di aver appreso dell’incidente dalla stampa il giorno dopo e per questo, dopo aver consultato i propri legali (è assistito dagli avvocati Vita Mansueto e Federico Straziota), ha deciso di raccontare il tutto ai carabinieri.

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