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La vignetta di Ciro Dries Mertens che gioca tra i vicoli spopola sul web

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Finché si vuole scherzare, uno scherza pure. Ma Dries Mertens è davvero uno di quei napoletani che davvero si comincia a fare fatica a trovare in città. Altro che belga, altro che nord Europa, altro che compassato.  L’attaccante belga è sempre più carnale, passionale, legato a filo doppio ai napoletani e a Napoli,  e non fa mai mistero di questo legame che lo prende. Oramai parla bene in italiano ma mastica alla grande un buon napoletano. Scrive anche in napoletano. E ieri ha postato sul suo profilo Instagram una vignetta del disegnatore Danilo Pergamo, nella quale viene ritratto mentre gioca a calcio per le strade di Napoli e dalla finestra lo chiamano Ciro. Sembra una classica scena dei vicoli con le mamme che chiedono ai loro bambini in strada a giocare a pallone di rientrare per la cena e loro dicono “sto arrivann” e non arrivano mai.

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Premier, Sarri macina record ma Guardiola batte Mourinho e va in testa al campionato davanti a Liverpool e Chelsea

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Si accende la Premier League e come faro sceglie il Manchester City di Pep Guardiola che vince d’imperio il derby con il Manchester United di Mourinho per 3-1 e conquista la testa della classifica con due punti sul Liverpool e quattro sul Chelsea di Maurizio Sarri, la squadra dei record.

Macina tanti risultati positivi: 12 gare consecutive senza sconfitte ma contro il CIty e il Liverpool il record del debuttante Sarri non è bastato e il pareggio casalingo con l’Everton ha frenato la corsa dei Blues che a Stamford Bridge sono stati sicuramente sfortunati. Sarebbe bastato che Pep non vincesse il derby o che di tutti quei tiri in porta fatti dai ragazzi del Comandante Sarri uno fosse entrato per raccontare una classifica differente. Ma si sa, la palla è rotonda e per ora Maurizio Sarri deve accontentarsi del terzo posto. Va detto che mai nella storia del calcio inglese un allenatore al debutto in Premier era riuscito a mantenersi imbattuto per 12 partite, senza perdere in campionato e neppure nelle Coppe. In totale 14 vittorie e quattro pareggi.

Lo stesso Ancelotti, 10 anni fa, riuscì a vincere nove partite consecutive ma poi venne sconfitto. “Sono orgoglioso – ha detto Sarri – ringrazio i ragazzi, tutto lo staff, la società ma avrei voluto festeggiare conquistando i tre punti. Così proprio non riesco a essere veramente contento. Sarà molto difficile rimanere vicini, dice Sarri, abbattuto anche dalla febbre dovuta all’influenza, in questo momento la media dei punti di City e Liverpool è molto alta. Pensiamo al prossimo impegno, c’è la sosta che servirà a capire come fare per superare le difficoltà dell’ ultima settimana dove, in tre partite, abbiamo sempre avuto il controllo della gara ma non abbiamo vinto”. Sarri con il suo Chelsea non è dunque in testa al campionato ma il pubblico inglese che è di palato fine già lo ama e lo acclama.

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Copa Libertadores, pari alla Bombonera (2 – 2) tra Boca Juniors e River Plate

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Finisce in pareggio, un 2-2 bellissimo,  la finale di andata di Copa Libertadores alla Bombonera tra Boca Juniors e River Plate. Emozioni a raffica, al gol di Abila al 34′ risponde praticamente subito (al 36′) il grande ex (e tifoso bostero) Pratto. Nuovo vantaggio Boca con Benedetto al 46′ della prima frazione, al 61′ il nuovo pari con l’autorete di Izquierdoz propiziata ancora da Pratto. Poi Armani salva il risultato su Benedetto nel finale. Sarà decisiva la gara di ritorno al Monumental sabato 24 novembre per l’assegnazione della coppa.  
Il Superclásico non ha tradito le attese. Ed è stata battaglia totale su ogni pallone. Il Boca attacca a testa bassa che si espone alle tremende ripartenze dei Milionarios.  Grandissima  tensione e la lotta senza quartiere su ogni pallone. Sul finire della partita subentra un po’ di stanchezza, le giocate diventano molto più imprecise ma l’agonismo non viene mai meno. +

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La Juventus demolisce il Milan al San Siro, Higuain sbaglia un rigore, perde la testa e si fa espellere

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La Juventus vince anche a San Siro. Un secco 2 a 0. Non c’è quasi mai stata partita. I bianconeri sono andati meritatamente in vantaggio, grazie a un gol realizzato da Mario Mandzukic dopo meno di otto minuti. Il gol che ha deciso la prima frazione è arrivato per i bianconeri in maniera fin troppo semplice. Nessuna pressione di Abate su Alex Sandro libero di percorrere la corsia destra, arrivare all’altezza dell’area di rigore e scodellare il pallone al centro. Nessun problema per Mandzukic nell’avere la meglio di Ricardo Rodriguez e con un colpo di testa sbloccare il match dopo meno di otto minuti. La squadra di Allegri ha controllato la prima frazione per 40 minuti e più volte s’è affacciata dalle parti di Donnarumma grazie a un dominio pressoché incontrastato sulle corsie esterne.

Quella di Gattuso, invece, è sembrava un po’ sfilacciata, troppo lunga nonostante in mezzo al campo Bakayoko nella prima frazione sia stato tra i migliori in campo.
Il Milan ha comunque avuto una ghiotta occasione per pareggiare. Il rigore concesso al 40esimo da Mazzoleni per un tocco in area col braccio di Benatia (penalty concesso dopo aver visionato il VAR) è stato infatti sbagliato da Higuain che dal dischetto non è riuscito a battere Szczesny, bravo il portiere polacco a salvare il vantaggio con l’ausilio del palo. Secondo tempo come il prima. Milan mai pericoloso, Juventus sempre in attacco. Con molte azioni da gol però fiaccate o da Donnarumma o da errori madornali degli attaccanti. Sul finire le emozioni principali. Prima in gol bellissimo di rapina di Ronaldo che mette Ko il Milan. Su tiro di Cancelo da lontano, Donnaruma devia, arriva Cr7 ed gol. Poi su un fallo vero o presunto di Higuain su Benatia, l’arbitro ammonisce l’argentino che prima contesta il cartellino giallo, poi inveisce contro l’arbitro e quindi perde lettaralmente  la testa. Nessuno riesce a calmarlo, tanto che i suoi compagni lo trascinano di forza fuori. Si è guadagnato un  bel po’ di giornate di squalifica. Arbitro Mazzoleni che, va detto, ha avuto una assai confusa gestione dei cartellini gialli. A favore della Juve.

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