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Economia

Istat, tra i 369 mila nuovi imprenditori ci più donne e stranieri

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Cresce la quota di neo imprenditori con dipendenti di origine straniera dall’11% del 2014 al 15,2% del 2016 e la quota rosa: nel 2016 la componente femminile raggiunge il 29% dal 28,4% del 2014. Sono numeri dell’Istat. In totale sono poco meno di 369 mila gli imprenditori che nel 2016 hanno avviato una nuova attività, in lieve calo rispetto a quelli rilevati nel 2015 (375mila). Un terzo (34,6%) degli imprenditori hanno avviato imprese con dipendenti, mentre gli altri sono lavoratori in proprio (il 65,4%, quasi 10 punti percentuali in più rispetto al 2015). Tra i lavoratori in proprio si riducono, rispetto al 2015, le quote di giovani (-4,3 punti percentuali), di laureati (-1,6 punti) e di stranieri (-1,2 punti).

Tra i lavoratori in proprio la quota femminile sale al 30,3%. Nei settori dei servizi ad elevato contenuto di conoscenza (tra tecnologia e servizi di mercato) la quota delle lavoratrici in proprio supera, in proporzione, quella degli uomini (48% contro 38% di uomini). E, tra gli imprenditori con dipendenti ,le donne sono maggiormente presenti negli altri servizi (63,8% contro 49,1%) Le nuove imprenditrici sono un po’ piu’ giovani rispetto ai neo imprenditori sia tra i lavoratori in proprio (le 25-34enni sono il 29,4% contro il 24,3% degli uomini) che tra gli imprenditori con dipendenti (21,3% contro 20,0%). “Oltre ad essere piu’ giovani, le neo-imprenditrici sono anche piu’ istruite, proprio perche’ maggiormente inserite in comparti dei servizi dove l’istruzione e’ un requisito necessario per entrare nel mondo imprenditoriale”, spiega l’Istat. Le maggiori differenze si riscontrano nel possesso di una laurea magistrale: la quota di donne e’ superiore a quella di uomini sia tra i lavoratori in proprio (30,6% contro 18,2%) sia tra gli imprenditori con dipendenti (11,1% contro 9,4%). In generale, poco meno della meta’ dei neo imprenditori (47,0% di lavoratori autonomi e 48,6% di imprenditori con dipendenti) ha avuto una precedente esperienza professionale prima di avviare la nuova impresa, e solo il 2,4% nel ruolo di imprenditore. Quest’ultima quota sale all’11% per gli imprenditori con dipendenti.

 

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Economia

Alis: transizione ecologica più concreta, Ue miope e dura

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La transizione ecologica deve essere più concreta e meno ideologica, e l’Europa finora “dura e miope” deve aiutare le imprese a crescere e ad essere più competitive non a penalizzarle con regole che alla fine favoriscono i Paesi extra Ue. E’ in sintesi la riflessione che ha trovato convergenza fra i partecipanti all’evento ‘Un caffè a Villa Borghese…la logistica europea al centro degli scenari geopolitici mondiali’ organizzato da Alis, l’associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, anche in vista della prossima legislatura europea. Il presidente di Alis, Guido Grimaldi, ha rilevato la strategicità del settore logistico che in Europa dà lavoro a oltre 6 milioni di persone e in Italia a 1,6 milioni.

La stessa associazione è cresciuta negli anni con oltre 2.300 imprese, 82 miliardi di euro di fatturato aggregato e 261.000 lavoratori. Alis punta allo sviluppo dell’intermodalità – sia per i vantaggi economici per imprese e famiglie sia per quelli ambientali con il taglio di emissioni cimalteranti – per la quale, ha ribadito Grimaldi, “occorrono maggiori incentivi pubblici ed auspichiamo pertanto l’aumento della dotazione finanziaria per Sea Modal Shift e Ferrobonus a 100 milioni di euro annui”. Sono necessari poi “interventi per ridurre i costi e i tempi di accesso alle nostre professioni nonché semplificare le relative procedure ed abilitazioni.

C’è infatti l’impegno di spiegare ai giovani “le innumerevoli opportunità lavorative offerte dal comparto”. Il viceministro all’Ambiente e alla sicurezza energetica, Vannia Gava, ha assicurato che “il governo è al fianco delle imprese per la eco transizione, la decarbonizzazione è un punto fermo ma dobbiamo considerare i tempi e la necessaria gradualità per il mondo dell’impresa e la loro riconversione per uno sviluppo sostenibile vero. Dobbiamo tutelare l’ambiente e la salute ma anche l’economia di questo Paese”. Da parte sua il sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, Claudio Durigon, ha affermato che bisogna “cambiare l’Europa che frena le imprese” e “quello che sarà nell’8 e il 9 giugno sarà un cambiamento, speriamo di spostare questo asse”.

Anche il vice ministro alle Infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi si è detto d’accordo che “la commissione europea non sempre ha la sensibilità delle cose, l’abbiamo visto con la tassazione Ets, con la direttiva sui carburanti che il governo italiano è riuscito a bloccare ma che avrebbe creato ulteriori problemi ai nostri operatori”. Rixi auspica “regole omogenee a livello mondiale o almeno tra i paesi che commerciano tra di loro”, “bisogna armonizzare questo processo non creando dei vantaggi competitivi a chi sta fuori dall’Unione europea”.

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Economia

Le scorte di gas in Italia sopra al 71%, nell’Ue al 67%

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Le scorte di gas hanno superato il 71% in Italia a 142,16 TWh. Il dato supera in percentuale la media dell’Unione Europea (67,15% a 760,85 TWh) e piazza l’Italia in seconda posizione per scorte di gas. Prima è la Germania (71,10% a 174,954 TWh), mentre la percentuali di riempimento più alte sono di Austria (77,20% a 76,4 TWh) e Ungheria (73,8% a 49,96 TWh). Terza in stoccaggi è l’Olanda (60,53% a 87,18 TWh), mentre la Francia (56% a 72,15 TWh) è quinta dopo l’Austria.

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Economia

Saipem si aggiudica tre contratti per 3,7 miliardi dollari

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Saipem

Saipem si è aggiudicata tre nuovi contratti da TotalEnergies Ep Angola Block 20, società controllata da TotalEnergies, per il progetto Kaminho relativo allo sviluppo dei giacimenti petroliferi di Cameia e Golfinho, situati a circa 100 chilometri a largo delle coste dell’Angola. L’ammontare totale dei contratti è di 3,7 miliardi di dollari.

Il primo contratto che si è aggiudicato Saipem riguarda l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione, il trasporto e il commissioning del mezzo navale Fpso Kaminho (Floating Production Storage e Offloading). Il secondo contratto comprende l’operation & maintenance dello stesso mezzo Fpso per un periodo di 12 anni con una potenziale estensione di 8 anni. Il terzo contratto prevede l’ingegneria, l’approvvigionamento, la fornitura, la costruzione, l’installazione, il pre commissioning e l’assistenza per il commissioning e la fase di start-up di un pacchetto subsea umbilicals, risers & flowlines, che include circa 30 chilometri di condotte. Le strutture associate saranno fabbricate nello stabilimento locale di Saipem ad Ambriz.

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