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Apple annuncia strategia IA e partenariato con OpenAI

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L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha annunciato ieri il lancio di un partenariato con OpenAI, societa’ sviluppatrice del sistema di intelligenza artificiale generativa ChatGPT. L’annuncio e’ giunto nel corso dell’annuale conferenza degli sviluppatori di Apple, la Worldwide Developers Conference. Cook ha illustrato la strategia del colosso dell’elettronica di Cupertino per l’intelligenza artificiale, e ha presentato “AppleIntelligence”, un sistema di assistenza IA sviluppato per iPhone, iPad e Mac.

Un grande impulso verso l’IA potrebbe stimolare la crescita delle vendite di iPhone e dei relativi servizi negli anni a venire, poiche’ gli utenti ora aspettano piu’ a lungo per aggiornare i loro dispositivi e un ambiente economico incerto pesa sui consumatori, in particolare in Cina.

L’azienda deve anche affrontare un esame normativo a Washington ed e’ stata superata questa settimana dal produttore di chip Nvidia come seconda azienda quotata piu’ grande degli Stati Uniti. “Vediamo l’IA generativa come una grande opportunita’ per tutti i nostri prodotti e crediamo di avere vantaggi che ci distinguono in questo ambito,” ha detto l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, nella piu’ recente conferenza sugli utili della societa’ all’inizio di maggio, osservando che l’azienda avrebbe annunciato novita’ nelle “settimane a venire”.

Il tempismo e’ degno di nota: non sempre infatti Apple e’ la prima azienda del settore ad adottare e integrare tecnologie emergenti, e solitamente preferisce ricercare, sviluppare e perfezionare le nuove tecnologie per anni prima di includerle nei nuovi prodotti. La velocita’ con cui il mondo sta adottando l’IA generativa sta pero’ accelerando la necessita’ per l’azienda di offrire uno smartphone con la tecnologia piu’ all’avanguardia.

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L’Italia piega 2-1 in rimonta l’Albania, Barella show

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Una bella vittoria dopo la paura. Con un altro brivido finale. Questo è stato l’esordio agli Europei degli azzurri campioni in carica, che hanno battuto 2-1 l’Albania. Un risultato che sta stretto alla convincente ed elegante Nazionale di Spalletti, che dopo un inizio horror ha messo in mostra forza e classe. Decisamente recuperato Barella, Chiesa ha ritrovato le sue accelerazioni, Bastoni ha ‘murato’ gli avversari e segnato, Calafiori ha messo in mostra personalità e capacità di costruzione, Scamacca ha aperto spazi in cui Frattesi si è spesso infilato. Il 4-3-3 ‘mobile’ voluto dal ct ha dato i suoi frutti. Dopo un inizio da incubo.

Una folle rimessa laterale di Dimarco ha liberato infatti Bajrami nell’area azzurra e il fantasista albanese del Sassuolo non ha lasciato scampo a Donnarumma calciando forte sotto la traversa. Ventitré secondi. Il gol più veloce della storia degli Europei. Increduli e paralizzati i tifosi, ma fortunatamente non i giocatori. Che hanno saputo reagire immediatamente e, dopo essere andati subito vicini al pareggio con Pellegrini, hanno ribaltato il risultato in cinque minuti: prima Bastoni di testa su cross perfetto del 10 azzurro, poi Barella con un destro di controbalzo dal limite.

Scacciata la paura, l’Italia è stata ancora più padrona del campo e ha sfiorato più volte il terzo gol. Protagonista Pellegrini, bravo a farsi trovare sempre in agguato nell’area ma impreciso nella stoccata finale, che sia di piede o di testa. Niente da fare, ma primato comunque era già stato raggiunto: è stata la prima volta che gli azzurri hanno realizzato due gol nel primo tempo in una partita della fase a gironi di un Europeo. Nella ripresa il ritmo è calato, ma gli azzurri hanno mantenuto nettamente il pallone e l’iniziativa, senza correre particolari pericoli. Scamacca e Chiesa hanno anzi cercato di chiudere la partita, e in particolare lo juventino avrebbe davvero meritato un gol che invece ha solo sfiorato con un sinistro fuori di poco. Spalletti ha mandato in campo forze fresche: Cambiaso, Cristante, Darmian, Retegui e Folorunsho hanno messo minuti nelle gambe senza però riuscire a fare ripartire il ritmo. E dopo la paura iniziale, c’è stato pure lo spavento finale per l’Italia, con Donnarumma protagonista di una parata salvifica. E allora bene così. Quinta vittoria in altrettante partite per l’Italia contro l’Albania e Dortmund che si è confermata ‘amica’. Adesso però è già tempo di guardare avanti: giovedì si va a Gelsenkirchen, ci aspetta la Spagna.

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Anm pronta allo sciopero, ‘è una cattiva riforma’

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featured, Stupro di gruppo, 6 anni ,calciatore, Portanova

Lo sciopero è praticamente assicurato, ma non ora, non in questo momento. Per protestare contro la “cattiva riforma” sulla separazione delle carriere, i magistrati attendono che il provvedimento arrivi in Parlamento e, solo allora, proclameranno ufficialmente l’astensione dal lavoro che, da quella che sembra essere la posizione del comitato direttivo centrale dell’Anm, potrà essere anche di più giorni. “Non c’è nessun tipo di riserva o cautela – spiega il presidente, Giuseppe Santalucia – perché è una riforma sbagliata che farà voltare pagina all’ordine giudiziario”. Nel frattempo, però, le toghe preparano una manifestazione nazionale e si dicono pronte a partecipare ad eventuali comitati in un eventuale referendum costituzionale.

IL tutto accompagnato da una mobilitazione che toccherà la comunità civile, dalle università alle istituzioni europee. Così, come annunciato subito dopo l’approvazione del disegno di legge, dunque le toghe si preparano a scioperare senza, però, creare fratture che potrebbero rivelarsi insanabili, ma attendendo il momento giusto per far sentire la propria voce.

“Lo sciopero quando servirà dovrà essere messo in campo e dovrà rafforzare e moltiplicare la nostra capacità di comunicazione – evidenzia Santalucia nella sua relazione introduttiva – Un giorno, due o tre, non è una questione di giorni, tutti quelli che serviranno nel momento in cui sarà necessario”. Nel frattempo, però, l’Associazione Nazionale Magistrati tenterà anche di avvicinarsi quanto più possibile all’opinione pubblica, per spiegare le proprie ragioni contro la separazione delle carriere voluta dal governo Meloni. Per questo nel documento finale, deliberato dopo oltre sette ore di riunione, si parla di elaborare una “strategia comunicativa innovativa ed efficace anche mediante il supporto di esperti della comunicazione”. “Senza però usare slogan o like – aveva puntualizzato in mattinata Santalucia -, mantenendo uno stile che si addice a una magistratura del Paese”.

Affidandosi, in caso, anche ai social network. Secondo il documento unitario firmato dall’Anm, la riforma ha come intento quello di “indebolire la magistratura”, realizzando due Csm con un “subdolo affidamento della direzione dei due organi alla componente di nomina politica, e mediante l’attribuzione della competenza disciplinare ad un’Alta Corte, che si configura come un tribunale speciale previsto solo per la magistratura ordinaria”. “La separazione delle carriere – chiosano le toghe – non risponde ad alcuna esigenza di miglioramento del servizio giustizia, ma determina l’isolamento del pubblico ministero, mortificandone la funzione di garanzia e abbandonandolo ad una logica securitaria, nonché ponendo le premesse per il concreto rischio del suo assoggettamento al potere esecutivo”. Un provvedimento che, secondo i magistrati, “sottrae spazi di indipendenza alla giurisdizione, riducendo le garanzie e i diritti di libertà per i cittadini”.

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Tumori più frequenti tra Generazione X rispetto a Babyboomer

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I tumori colpiscono sempre più di frequente, da una generazione all’altra: uno studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open e condotto dal National Cancer Institute statunitense mostra chiaramente un trend in crescita, con le persone della Generazione X (nate tra 1965 e 1980) che presentano e presenteranno nel tempo tassi di incidenza maggiori rispetto ai Baby Boomers (nati tra 1946 e 1964) per diversi tumori. Lo studio è stato condotto da Philip Rosenberg e Adalberto Miranda-Filho della Division of Cancer Epidemiology and Genetics, Biostatistics Branch, National Cancer Institute di Rockville nel Maryland e si basa sull’analisi di dati relativi a 3,8 milioni di pazienti oncologici americani diagnosticati tra 1992 e 2018 a un’età tra i 35 e gli 84 anni. Sulla base di questi dati i ricercatori hanno stimato i tassi di incidenza per ciascun tumore. “Questi risultati suggeriscono che, in base alle traiettorie attuali, l’incidenza del cancro negli Stati Uniti potrebbe rimanere elevata per decenni”, scrivono gli autori.

Gli esperti hanno visto che a diminuire significativamente nella Generazione X sono solo le incidenze dei tumori del polmone e del collo dell’utero. Tuttavia la Generazione X potrebbe registrare un aumento pro-capite dell’incidenza dei principali tipi di cancro maggiore rispetto a qualsiasi altro gruppo nato tra il 1908 e il 1964. Scegliendo i 60 anni come età di riferimento per la diagnosi, gli esperti hanno stimato l’incidenza dei tumori, ovvero il numero di nuovi casi l’anno per 100 mila individui delle due generazioni. Infine, per giungere a una conclusione generale, gli esperti hanno utilizzato una semplice misura di sintesi: l’incidenza combinata dei principali tumori (20 siti nelle donne e 18 siti negli uomini).

Ebbene, è emerso che l’aumento dell’incidenza del cancro tra i membri della Generazione X rispetto ai loro genitori è stato sostanziale, soprattutto tra le donne ispaniche (aumento del 34,9%) e gli uomini (aumento del 14,1%). Al contrario, gli aumenti corrispondenti tra le donne e gli uomini bianchi non ispanici sono stati rispettivamente del 15,1% e dell’11,9%. Risultati simili sono stati ottenuti confrontando la Generazione X e dei Baby Boomer. “Le nostre conclusioni sono più preoccupanti rispetto agli aumenti dell’incidenza del cancro nelle fasce d’età più giovani riportati in precedenza”, concludono gli esperti.

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