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Ischia Safari 2019, Nino Di Costanzo: saperi e sapori raccontano al mondo l’eccellenza dell’Italia in cultura ed enogastronomia

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Due stelle Michelin e da qualche mese si è anche accomodato a Les Grandes Tablet du Monde. Lo chef Nino Di Costanzo è stato cooptato tra i 174 migliori chef del mondo. Con il suo Danì Maison, un gioiello di ristorante incastonato nel verde, ricavato dall’antica casa di famiglia a Ischia, Di Costanzo è tra gli chef della nuova generazione quello che ha meglio interpretato gusto e buon gusto della tradizione culinaria italiana adattandola ai tempi moderni ma lasciando intatti i sapori e gli odori della cucina delle nostre mamme e delle nostre nonne. 

Chef, siamo alla quinta edizione di Ischia Safari, che cosa dobbiamo aspettarci?

La voglia e la capacità di chef, pasticcieri, pizzaioli, artigiani del gusto di raccontare con semplicità la bontà del nostro Belpaese attraverso prodotti eccellenti della nostra enogastronomia.   

Il cibo è cultura.

Sì, il nostro cibo è la massima espressione della nostra cultura. Ed Ischia è uno di quei luoghi al mondo dove il racconto dei saperi legati alla cucina e dei  sapori dei nostri prodotti si sposano nei piatti che arrivano a tavola, nei vini che beviamo.

E voi chef celebrate con la vostra arte questo matrimonio tra saperi e sapori..

Guardi che però non è importante solo chi celebra, è fondamentale chi si sposa. Senza quei prodotti meravigliosi della nostra bellissima terra nessuno chef, pasticciere, pizzaiolo sarebbe capace di officiare un matrimonio di gusti, sapori e odori che solo la cucina italiana è capace di offrire.

Nino Di Costanzo. È uno dei pochi top chef d’Italia secondo la guida de l’Espresso

Charity dinner il 15 settembre all’Albergo della Regina Isabella, quindi il clou dell’evento con la festa al Negombo. Che cos’altro dobbiamo sapere di questa edizione di Ischia Safari?

Che sarà una edizione plastic free. La nostra non è una scelta modaiola ma una necessità. Dobbiamo dare il buon esempio. Dobbiamo limitare al minimo l’uso della plastica, rispettare la natura e ridurre al minimo l’impatto ambientale. E poi… 

E poi?

E poi ci sono mille altre novità che saprete in corso d’opera. Alla fine, ma non per ultimo, come sapete, le migliaia di persone che parteciperanno alla Charity Dinner e alla Festa al Negombo hanno ben presente che gli eventi sono benefici, senza scopo di lucro,  serviranno quest’anno ad aiutare studenti ed una scuola che in questa edizione è un Istituto di Matera, la capitale europea della Cultura..

c.m

Ischia Safari 2019, l’isola capitale internazionale dell’enogastronomia e centro motore di iniziative benefiche

 

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Morto Franco Ziliani, fondatore della cantina Berlucchi

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E’ morto all’eta’ di 90 anni Franco Ziliani, enologo e creatore nel 1961 insieme a Guido Berlucchi delle cantine Berlucchi di Erbusco, nel Bresciano. Marchio conosciuto in tutto in mondo, nel 2021 la cantina della Franciacorta ha celebrato i 60 anni di storia. Nel 2022 Berlucchi e’ stata premiata “cantina dell’anno” dalla guida Gambero Rosso.

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Natale, è Alessandro Slama il re del panettone artigianale: vince per prezzo e uso dei prodotti del territorio

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Dal dolce al salato fino ad arrivare a proposte alternative e innovative: è quanto propone il mercato del panettone artigianale del Natale 2021 con un’offerta di prezzo che oscilla mediamente tra 40 e 50 euro, ma può arrivare fino a 180 euro e a un minimo di 18 euro. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. La qualità però va ricercata con attenzione perchè il panettone è il simbolo del Natale e ogni spesa deve avere un suo risvolto serio a livello di gusto. “Quest’anno abbiamo sfornato anche il panettone con pistacchio e caramello. È roba per veri golosi, ma a noi interessa non rinunciare mai alla qualità dei prodotti che usiamo” spiega Alessandro Slama, mago del lievito madre, pastry chef eccellente che dall’isola d’Ischia ha conquistato il mondo col suo panettone. Nel 2020 campione del mondo a Milano, la patria del panettone e oggi addirittura ambasciatore del panettone tradizione milanese. Sì, lui, proprio lui, Alessandro Slama, origini tunisine, presente e futuro ischitano con vocazione internazionale. I suoi panettoni vengono premiati nel mondo perché eccellenti sotto il profilo del gusto e perchè i prezzi sono eccezionali rispetto alle materie prime e alla artigianalità vera del prodotto.

Anche quest’anno a vincere sfida del dolce natalizio è sempre il panettone artigianale. Poi c’è chi come Slama lo prepara con albicocche del Vesuvio o con cioccolato fondente, ma ogni pasticciere ha una sua declinazione preferita. La proposta privilegiata, che conferma la tendenza degli ultimi anni, sembra comunque essere, a parere di Slama “quella della preparazione con l’utilizzo degli ingredienti del singolo territorio, e chi come me ha la fortuna di essere a Ischia, nel Golfo di Napoli e in Campania, ha solo l’imbarazzo della scelta degli ingredienti”.

Le novita’ del Natale 2021 ruotano anche intorno al pasticcere della televisivo Sal De Riso. Certo, oramai frequenta più le telecamere che il laboratorio, ma resta sempre un ottimo pasticciere. Quest’anno lui vende il panettone “Oro Puro”. Certo il prezzo in esposizione in questi giorni oscilla tra i 160 e i 180 euro. Un po’ troppo per un dolce che deve essere abbordabile per ogni famiglia e che deve dare garanzie di artigianalità.  Non sono escluse pero’ soluzioni anche alternative e innovative come quelle del Panettone Nero, dolce realizzato da Food Ensemble (gruppo specializzato in musica e cucina dal vivo), in collaborazione con Simone De Feo della Cremeria Capolinea di Reggio Emilia: il panettone è un impasto al gianduia profumato al caffè, con gocce di caramello salato all’interno. L’offerta presenta anche una proposta salata dedicata ai ristoranti con panettoni con lo speck di Sauris e la Cipolla di Cavasso e della Val Cosa proposti dalla startup Soplaya.

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Mimì alla Ferrovia, in un libro la storia della cucina napoletana

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I sapori di Napoli attraverso tre generazioni: è dagli inizi degli Anni  Quaranta che dire Mimì alla Ferrovia è sinonimo di buona cucina. Dall’Osteria al ristorante, senza mai tradire il proprio DNA: ed oggi tutto questo è in un libro, “La cucina di Mimì alla ferrovia”, Edizioni Mondadori che racconta, attraverso ricette, foto, aneddoti la storia di una famiglia, delle loro attività e ovviamente di Napoli.

“Voglio che Mimì sia una famiglia, diceva il fondatore, voglio che qui dentro ci sia l’anima dei Giugliano che sopravvive agli anni, ai decenni, magari ai secoli, voglio che il sapore di questo luogo duri più di noi tutti pieni tutti. Voglio che Mimì sia un’idea, prima ancora che un luogo. Io voglio che Mimì sia un sogno, il mio sogno”.

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