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Turismo, Coldiretti: il 25% della spesa degli stranieri viene fatta al ristorante

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Quasi 1/4 della spesa dei turisti stranieri in vacanza in Italia (22%) è destinata ai ristoranti per un totale di 9,23 miliardi di euro nel 2018, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine della Banca d’Italia sul turismo internazionale. La spesa alimentare in vacanza, fa notare la Coldiretti, non riguarda solo i ristoranti ma si estende a pizzerie, tavole calde, bar, agriturismi, ma anche cibo di strada o specialità locali in mercati, feste e sagre di Paese. Senza dimenticare che il souvenir enogastronomico è diventato un must per gli ospiti stranieri dove c’è solo l’imbarazzo della scelta, dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte al limoncello campano o al Caciocavallo del Molise. Il cibo, infatti, conclude la Coldiretti, e’ diventato il vero valore aggiunto della vacanza Made in Italy, che puo’ contare sul primato dell’agricoltura piu’ green d’Europa con 297 specialita’ Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60 mila aziende agricole biologiche e 23 mila agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina.

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Nel 2024 il vino torna a tavola, vendite attese +2,6%

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Nel 2023 si è “bevuto meno ma meglio” ma nel 2024 i big del vino si attendono una crescita anche nelle vendite (+2,6%) con un’accelerazione nell’export (+3%). E’ l’orizzonte su cui si affaccia la nuova indagine sul settore vinicolo in Italia dell’Area Studi di Mediobanca che ha analizzando i bilanci di 253 società di capitali italiane con fatturato 2022 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 11,8 miliardi di euro, pari all’88,4% del fatturato nazionale del settore. Nel 2023 la produzione mondiale di vino è stimata in 237 milioni di ettolitri (-9,6%) con un consumo diminuito l’anno scorso del 2,6% a 221 milioni di ettolitri.

La rimodulazione della domanda, indotta dal ricambio generazionale e dal diffondersi di modelli salutistici così come dai cambiamenti climatici, hanno causato un calo dei consumi di vino rosso, passati da una quota del 51,3% medio nel periodo 2000-2004 al 48,3% del 2017-2021. In controtendenza i consumi di vini bianchi (dal 40% al 42,2% +2,2 punti) e quelli di rosé (dall’8,7% al 9,5%+0,8 punti). L’Italia segue la tendenza mondiale registrando -23,2% nella produzione rispetto al 2022 e -1,6% nei consumi, con 37,4 litri pro-capite all’anno). Nel complesso i margini sono stabili (Ebit margin +1,4%, risultato netto su fatturato +4,2%).

La leadership di vendite è sempre del gruppo Cantine Riunite-GIV (670,6 milioni, -3,4%); al secondo posto Argea (449,5 milioni, -1,2%), seguita da IWB (429,1 milioni, -0,3%). Osservando la redditività (rapporto tra risultato netto e fatturato), il 2023 vede in testa la toscana Frescobaldi (29%) seguita dalla veneta Santa Margherita (18,5%). Chiude il podio Antinori con un utile su fatturato del 17%, in aumento di 2,6 punti percentuali sul 2022. Alcune aziende hanno una quota di export molto elevata, in alcuni casi quasi totalitaria: Fantini Group tocca il 96,4%, Ruffino il 91,1%, Argea l’89,9 per cento.

Il mondo del vino è ancora fortemente una ‘questione di famiglia’, il 64,8% del patrimonio netto è in mano alle famiglie, quota che sale all’81,4% se si considerano anche le cooperative. Gli investitori finanziari partecipano al 10,9% dei mezzi propri: le banche e assicurazioni (5,2%) sono assenti nelle imprese più piccole, mentre i fondi di private equity (4,1% del patrimonio netto) partecipano nei capitali delle principali imprese vinicole indipendentemente dalla loro dimensione. Tra gli aspetti da migliorare, secondo l’indagine, c’è quello della sostenibilità. Solo il 34,9% delle maggiori imprese vinicole italiane redige un Bilancio di Sostenibilità (38,6% i produttori con più di 50 milioni di fatturato).

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Spagnolo primo ristorante al mondo, 4 italiani in top 50

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Nelle ultime edizioni ha scalato il podio una posizione alla volta fino a raggiungere quest’anno il gradino più alto: il ristorante ‘Disfrutar’ di Barcelona è stato nominato il miglior del mondo del 2024. L’incoronazione è arrivata all’evento The World’s 50 Best Restaurants la scorsa notte a Los Angeles, che ha riunito il mondo dell’alta gastronomia.

Il locale spagnolo, gestito dal trio di chef Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casañas (nella foto in evidenza), ha scalzato il vincitore del 2023, Central di Lima, incluso quest’anno nella hall of fame dei ristoranti Best of the Best. Si è piazzato davanti ad Asador Etxebarri (Numero 2) di Atxondo e a Table by Bruno Verjus (Numero 3) di Parigi.

Quattro gli italiani presenti nella classifica tra i top 50: al 12/mo posto Lido 84 a Gardone Rivera (Brescia), che scende di 5 posizioni rispetto alla scorsa edizione, Reale (19/mo) a Castel di Sangro (L’Aquila) e Uliassi a Senigallia (50/mo) che perdono rispettivamente 3 e 16 posizioni e Piazza Duomo ad Alba (39/mo) che invece sale di 3 posizioni.

All’evento di Los Angeles, sponsorizzato da S. Pellegrino & Acqua Panna, sono stati premiati anche i migliori talenti gastronomici provenienti da 26 Paesi in cinque continenti. Disfrutar, che arrivò secondo nel 2023 e terzo nel 2022, è conosciuto per le sue tecniche innovative e per l’eccellenza degli ingredienti e propone un menu degustazione caratterizzato da un’identità mediterranea cui si innestano sapori all’avanguardia per offrire una cucina contemporanea e audace capace di sorprendere.

“ll team, guidato da Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casañas, ha dimostrato un’incredibile dedizione, deliziando ad arte i commensali con ogni piatto del suo ampio menu. – ha detto William Drew, direttore editoriale di The World’s 50 Best Restaurants, – Quest’anno il mondo dell’alta gastronomia celebra una classifica veramente globale che comprende i ristoranti di 26 paesi, dimostrando che il desiderio per la varietà e l’eccellenza nel settore dell’ospitalità non mostrano segni di cedimento”.

La classifica è votata da 1.080 esperti internazionali nella ristorazione e da esperti gourmet itineranti che compongono la The World’s 50 Best Restaurants Academy. Tra gli altri riconoscimenti assegnati in questa edizione quello a Mitsuharu ‘Micha’ Tsumura, lo chef-proprietario del Maido a Lima, che ha vinto l’Estrella Damm Chefs’ Choice Award 2024, l’unico premio votato dai colleghi del settore, grazie al suo impegno nel portare il Perù sul palcoscenico gastronomico mondiale, come dimostra la posizione del Maido nel 2023 al Numero 1 nella classifica Latin America’s 50 Best Restaurants.

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Lorenzo Ruggeri è il nuovo direttore del Gambero Rosso

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Si apre un nuovo importante capitolo per il Gambero Rosso con la nomina di Lorenzo Ruggeri come nuovo direttore responsabile della testata. Giornalista professionista, giovane e talentuoso, Ruggeri è una figura di spicco nel settore enogastronomico internazionale e italiano, e guiderà lo storico gruppo. Questo traguardo rappresenta il culmine di una carriera professionale di 15 anni all’interno dell’azienda, iniziata come studente, poi proseguita come editor internazionale, e infine come vicecuratore della Guida Vini d’Italia.

Il presidente Paolo Cuccia ha commentato: «Ruggeri è la figura ideale per la nuova direzione del Gambero Rosso, per la profonda conoscenza del settore e per il suo illuminato percorso con noi in questi anni. Da sempre il nostro gruppo è impegnato a creare un ambiente capace di valorizzare e coltivare i talenti, promuovendo una cultura di crescita e sviluppo professionale, dove ciascuno possa esprimere al meglio il proprio potenziale. Lorenzo è un esempio di questo impegno e sono certo che, con la sua esperienza e competenza, saprà valorizzare ancora di più il ruolo del Gambero nel panorama dell’enogastronomia italiana e internazionale».

Romano, 38 anni, Ruggeri è entrato a far parte del Gambero Rosso nel 2008. Si è formato nel vivaio, ovvero nel master in giornalismo enogastronomico alla Città del Gusto di Roma, e ha proseguito negli anni successivi all’interno della redazione. Qui ha dimostrato la sua passione e competenza per il mondo del cibo e del vino, diventando il più giovane degustatore e curatore di alcune delle principali guide, tra cui la Guida dei Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo, la Guida Vini d’Italia e Berebene. Questa esperienza lo ha portato ad assaggiare circa 100mila etichette e a visitare ristoranti in tutti i continenti.

Ruggeri vanta una vasta esperienza internazionale, avendo partecipato agli eventi più prestigiosi nel settore enogastronomico, tra seminari e degustazioni, e avendo svolto il ruolo di giudice in concorsi mondiali sul vino. «Accetto questa sfida con grande entusiasmo, felice di poter contribuire al futuro dell’azienda che mi ha visto crescere e che ha riposto in me la sua fiducia», dichiara Ruggeri. «Il mio obiettivo è quello di rafforzare l’autorevolezza del Gambero Rosso, in Italia e nel mondo, rinnovandone lo stile e il linguaggio, rendendo ancora più incisivi i nostri contenuti editoriali. Ho la fortuna di guidare una redazione di professionisti straordinari. Insieme affronteremo le tante sfide che abbiamo davanti, con massimo impegno, passione e chiarezza».

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