Cronache
Inchiesta Rione Terra, il fiume di denaro e le ammissioni di Salvatore Musella
L’inchiesta sulle vicende legate alla gestione del Rione Terra porta alla luce un intricato scenario di amicizie pericolose e flussi di denaro destinati a campagne elettorali. Il cinquantenne imprenditore Salvatore Musella si apre al giudice con ammissioni nette, delineando un quadro inquietante di influenze politiche e favori economici.
Nell’interrogatorio finito agli atti, Musella rivela dettagli sulla definizione dell’appalto per la gestione del Rione Terra, coinvolgendo figure di spicco dell’area Pd. Gli arresti domiciliari di Nicola Oddati e del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, insieme all’arresto dell’imprenditore Musella e dell’ex direttore Enit Palmucci, scuotono le fondamenta di questa intricata vicenda.
Oddati, difeso dagli avvocati Paola Balducci e Vittorio Giaquinto, spiega la nascita del suo rapporto con Musella, delineando una connessione che va oltre l’amicizia, coinvolgendo problematiche personali e finanziarie. Il filone delle buste di denaro emerge, con Musella che ammette di aver elargito fondi per le campagne elettorali, non solo per problemi privati di Oddati ma anche per sostenere politici in Puglia e Calabria.
L’inchiesta si focalizza sulle richieste di denaro da parte di Oddati, con Musella che sostiene di aver accettato di aiutare l’amico politico senza chiedere dettagli su come i fondi sarebbero stati utilizzati. Tuttavia, emergono ammissioni chiare sul finanziamento di campagne elettorali, gettando luce su una rete di contatti politici in diverse regioni.
Il giudice Antonio Baldassarre mette in discussione la versione di Oddati, sottolineando la mancanza di discrezione e intimità nelle richieste di denaro, che sembrano estendersi anche a spese personali e domestiche. Musella, difeso dall’avvocato Stefano Montone, fornisce ulteriori dettagli sul suo coinvolgimento nella definizione di un’associazione di impresa per la gestione del Rione Terra, svelando retroscena sul blitz della Finanza.
In conclusione, l’inchiesta svela un intricato intreccio di relazioni, finanziamenti e interessi politici che potrebbe avere ripercussioni significative sulle figure coinvolte e sul futuro della gestione del Rione Terra. La chiarezza sull’uso dei fondi e le dinamiche di questa vicenda saranno al centro delle indagini condotte dai pm Stefano Capuano, Immacolata Sica, Amato e Ferrigno.
Cronache
Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.


