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Il Napoli ai nastri di partenza della serie A per Spalletti “è incompleto”, società a caccia di Kepa e Raspadori

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Con Fabian Ruiz ai saluti (è quasi fatta per la sua cessione al PSG in cambio di 25 milioni), e nell’attesa di nuovi arrivi, parte l’ultima settimana del Napoli prima dell’inizio del campionato, con i muscoli dei giocatori fermi 48 ore dopo l’arrivederci a Castel di Sangro e il ds Giuntoli e il presidente De Laurentiis al lavoro per rinforzare una squadra che Spalletti ammette essere ancora “incompleta e con alcune cose da sistemare”. Parole chiare alla vigilia dell’apertura della campagna abbonamenti al via domani che al momento non richiama grande attrazione per il nuovo Napoli dopo le partenze di Insigne, Mertens, Koulibaly e quella ormai prossima di Fabian Ruiz. Il passaggio del centrocampista spagnolo al Paris Saint-Germain apre lo sprint finale di mercato che parte dalla porta, perche’ ormai con Meret e’ rottura. All’addio di Fabian Ruiz, oltre ai 25 milioni il Napoli sta provando ad aggiungere anche il trasferimento in azzurro di Navas, 35nne portiere costaricano ormai messo fuori giochi da Donnarumma. La trattativa si fa in un contesto in cui pero’ Kepa resta in testa alle preferenze del Napoli che vorrebbe il giocatore in prestito dal Chelsea cui toccherebbe farsi carico della meta’ dell’ingaggio dell’iberico, che prende 9 milioni l’anno. Tramontata la pista Neto, che ha salutato il Barcellona e firmato per gli inglesi del Bournemouth, sulla lista azzurra ci sono anche lo svincolato 35nne Sirigu e il 34nne Mignolet, numero uno del Bruges. Sprint mercato anche per Raspadori, obiettivo principale di Spalletti per dare vitalita’, aggressivita’ e reti a un reparto offensivo che nelle amichevoli precampionato ha fatto emergere enormi difficolta’, sia dal terzetto Lozano, Kvaratskhelia, Politano, che dal poco servito Osimhen. La trattativa va avanti anche se la distanza tra Napoli e Sassuolo resta forte: gli azzurri pagherebbero 31 milioni per il 22nne attaccante, che vuole la maglia azzurra, ma il suo club ne chiede 41, una cifra che al momento fa saltare il banco. Sempre con il Sassuolo si puo’ aprire la trattativa anche per Davide Frattesi, una delle scelte del Napoli per sostituire Fabian Ruiz: sul 22enne la richiesta e’ di circa 20 milioni. Resta in piedi anche la trattativa con il Tottenham per Lo Celso, 26nne argentino sul quale Conte ha dato il via libera per la cessione: anche per lui la valutazione e’ di 20 milioni. Tanti i tasselli da mettere insieme, con Spalletti e il pubblico di Napoli che aspettano. Martedi’ pomeriggio riprendono gli allenamenti a Castel Volturno, a Ferragosto l’esordio ufficiale contro il Verona.

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Judo, da Scampia ai Mondiali: Assunta Scutto è bronzo

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Da Scampia al podio dei Mondiali. E’ la storia di Assunta Scutto che, oggi a Tashkent, a 20 anni e 262 giorni e’ diventata il secondo azzurro del Judo piu’ giovane di sempre (uomini compresi) a prendersi una medaglia iridata, nel suo caso il bronzo della categoria -48 kg. E’ la stessa ragazza che un anno fa, nel giro di un mese, vinse l’oro prima agli Europei Juniores e poi ai Mondiali della stessa categoria, e che viene dalla palestra dello Star Judo Club di Scampia, una delle zone piu’ disagiate di Napoli dove vivono stipate 120mila persone e dove c’e’ un autentico maestro non solo di Judo ma di vita. E’ quel Gianni Maddaloni, padre dell’olimpionico di Sydney Pino, che si e’ dato un’autentica ‘missione’: “togliere i ragazzi dalla strada”. Alla sua storia e a quella del figlio Pino si e’ ispirato anche un film, “L’oro di Scampia”, intanto lui ripete che “i cancelli della palestra sono sempre aperti. Qui piu’ della meta’ dei frequentatori non pagano: come posso chiedere a una mamma rimasta sola con quattro figli a carico, o a un ragazzo con il padre in prigione di pagare per fare sport?”. Non sono solo parole, Gianni Maddaloni certe frasi le mette in pratica e alleva campioni. Per questa mai dedica, come quella che gli fa oggi Assunta Scutto, fu piu’ meritata. “Ringrazio la nazionale che mi ha dato fiducia – dice da Tashkent l’azzurra bronzo mondiale -, tutto lo staff delle Fiamme Gialle a partire dagli allenatori Salvatore Ferro e Ylenia Scapin (ultima italiana prima di lei a conquistare, 15 anni fa, una medaglia mondiale ndr), i miei preparatori Andrea e Fabrizio e i miei compagni di squadra. L’ultima dedica va alla mia famiglia e al maestro Gianni Maddaloni”. Impossibile dimenticarsi di lui, poi la Scutto, che sogna i Giochi di Parigi 2024 e si professa di fede evangelica, spiega le sue sensazioni dopo l’impresa iridata. “Ancora non ci credo… Per questa gara avevo buone sensazioni, mi sentivo motivata – dice l’azzurra – e con tanta voglia di vincere: la partenza non era delle piu’ facili ma dopo aver vinto ho capito che c’ero. Io ho messa tutta me stessa il resto e’ stato tutto un dono di Dio: mi piace pensare che abbia un grande piano per me e questo mi permette di dare tutta me stessa”. “Nonostante sia giovane, oggi non mi sono fatta intimorire da nessuno – continua Assunta -: non volevo tornare a casa con il peso di non aver dato il meglio di me, ed eccomi qui con questa medaglia. So che mancava da molto in Italia e vorrei solo essere la persona che ha riaperto la strada perche’ ci sono tanti ragazzi e ragazze che possono fare altrettanto”. Soprattutto a Scampia, parola di Gianni Maddaloni.

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Napoli, tanti gol: e ora torna anche Osimhen

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Un mese senza Osimhen, ma il Napoli ha continuato a segnare in abbondanza, con un gioco offensivo che funziona nella trama di Spalletti. Ci sono i motivi per il sorriso del gruppo azzurro ma anche per interrogarsi sulla formazione che ha trovato un nuovo assetto sull’alternanza Raspadori-Simeone e che a Cremona vedra’ il ritorno di Osimhen, il quale pare pronto a giocare anche il finale di match per rimettersi in corsa. L’attaccante ha lavorato un mese per recuperare dalla lesione di secondo grado del bicipite femorale destro che lo ha bloccato nel match contro il Liverpool del 7 settembre. Un mese passato con intense terapie e nel percorso di riabilitazione che il nigeriano ha proseguito con grande costanza a Castel Volturno, mentre vedeva i suoi compagni allenarsi e ottenere sette vittorie consecutive tra serie A e Champions League. Un cammino che fa sognare i tifosi, fino al 6-1 di Amsterdam e che spiega come l’attacco del Napoli si sia accorto poco dell’assenza di Osimhen: 16 i gol fatti nelle tre settimane con il nigeriano in campo, 15 nel mese senza. Raspadori ha provato sin dall’inizio il nuovo ruolo di centrale dell’attacco per lui, in una trama offensiva che lo vede vicino a Politano e Kvaratskhelia, pronti a dialogare con lui nello stretto vicino all’area avversaria. Raspadori e’ a quota quattro gol finora, Simeone a tre, di cui due in Europa. Entrambi hanno quindi superato Osimhen che non vede l’ora di tornare e rimontare dopo i due gol, contro Verona e Monza, segnati in avvio stagione. Il tecnico e il gruppo aspettano il suo rientro per trovare maggiori cambi davanti, lasciare Raspadori alternarsi con Zielnski alle spalle della punta centrale, ritrovare l’alternanza tra Simeone e il nigeriano come prima punta, avere piu’ possibilita’ di tenere sempre gli avversari preoccupati del contropiede azzurro con lo scatto lungo di Osimhen. Una carta in piu’ che Spalletti sa gia’ come usare.

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Juventus, Agnelli: via del risanamento è già stata intrapresa

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L’ultimo bilancio, chiuso con una perdita di 254 milioni, e’ stato per la Juventus “certamente il momento piu’ amaro”, ma la “via del risanamento economico e’ gia’ stata intrapresa dalla societa’”. Un “percorso a tappe molto impegnativo, che compare al termine delle tre stagioni contraddistinte dalla pandemia e passa attraverso momenti dolorosi”. Lo scrive il presidente Andrea Agnelli nella lettera agli azionisti. Il club “ha messo a punto, appena il contesto esterno lo ha permesso, un nuovo piano triennale nella consapevolezza che il triennio appena terminato non rappresenti la fine di un percorso espansivo, vanificato dalla pandemia”. La nuova roadmap, approvata dal consiglio di amministrazione della Juventus nel giugno scorso, “e’ il punto di partenza – sottolinea Agnelli – di un nuovo viaggio fatto soprattutto di calcio. di innovazione e di responsabilita’ verso le nuove esigenze che la societa’ richiede”. Si basa su “5 solidi pilastri, che costituiscono altrettante sfide in cui la Juventus tutta, in campo e fuori dal campo e’ chiamata”: il pilastro finanziario, nell’ambito del quale “l’operazione straordinaria di aumento di capitale e’ stata la tappa iniziale”, quello gestionale, con l’obiettivo di “garantire l’eccellenza operativa in ogni attivita’ a sostengo di uno sviluppo del brand che ha l’aspirazione di diventare attrattivo per le giovani generazioni (Z e Alpha) e intende diventare realmente globale”. Il terzo pilastro descritto da Agnelli nella lettera agli azionisti e’ quello sportivo, “il nostro core business e sempre lo sara’”, ci sono inoltre il pilastro ESG, della sostenibilita’, e, infine il “pilastro politico”.

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