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Il Bologna di Mihajlovic dà scacco matto alla Roma all’Olimpico
Dal Sassuolo al Bologna la crisi della Roma continua a correre sulla via Emilia. La squadra di Fonseca non ce la fa proprio a risollevarsi e crolla di nuovo davanti ad una squadra, quella messa in campo questa sera da Mihajlovic all’Olimpico, molto rimaneggiata. Finisce 3-2 per gli ospiti che dominano il primo tempo e chiudono il discorso ad inizio ripresa grazie alla doppietta di Barrow, migliore in campo tanto da far impazzire sulla sua fascia un inguardabile Santon. Illudono i tifosi il momentaneo pari dell’1-1 arrivato solo su autogol di Denswil e la seconda rete di Mkhitaryan, ma e’ troppo poco e ora la zona Champions e’ davvero in bilico. Pronti via con la squadra di Fonseca che deve fare a meno di Pellegrini, espulso a Reggio, con Mkhitaryan di nuovo titolare e Perotti al posto di Kluivert (panchina) con Under a sinistra. Torna dall’inizio anche Kolarov che nel corso della gara si mette a litigare platelmente con il pubblico, mentre per il resto scelte obbligate con Dzeko inamovibile riferimento offensivo. Tante assenze anche per gli ospiti, che non possono schierare Medel, Poli, Sansone e Santander. In panchina c’e’ Mihajlovic, dimesso quest’oggi dalla clinica di Sant’Orsola dopo un altro ciclo di terapie antivirali. Dal match col Sassuolo a quello con il Bologna all’Olimpico l’incubo giallorosso continua: una Roma molle e a fiato corto va subito sotto anche davanti ai suoi tifosi. Dopo soli 12′ la squadra di Mihajlovic va in vantaggio: palla in profondita’ di Barrow, Smalling si fa sorprendere lasciando passare il pallone e Orsolini tutto solo mette la palla alle spalle di Pau Lopez. I giallorossi reagiscono e dopo un paio di affondi raggiungono il pari con un pizzico di fortuna. Cross teso e basso di Kolarov, Dzeko liscia la facile deviazione in porta ma poi ci pensa Denswil a deviare la palla in rete per il piu’ classico degli autogol. Un 1-1 che dura solo 4 minuti: sulla fascia sinistra Barrow spadroneggia rientra saltando a ripetizione Santon. Al termine dell’ennesimo duello vinto partire un bel tiro che trova la deviazione fortuita del difensore giallorosso per il nuovo vantaggio bolognese. La Roma barcolla e rischia di andare sotto 3-1 con Svanberg e Palacio vicinissimi al gol. Il primo tempo finisce sul 2-1 con la formazione di Fonseca che fila via negli spogliatoi tra i fischi di un Olimpico sconcertato. All’inizio del secondo tempo, al posto della reazione della Roma arriva il 3-1 firmato ancora da Barrow, con Santon che non riesce proprio a contenerlo. L’attaccante gambiano vola sulla sua fascia, fa tutto da solo, entra in area e con una finta disorienta Mancini: davanti a Pau Lopez non sbaglia e segna il tris. Fonseca prova la mossa della disperazione mandando in campo il nuovo acquisto ex Barcellona Carles Perez e Bruno Peres al posto di Under e di un Santon davvero da dimenticare. E i risultati si vedono subito: i giallorossi accorciano le distanze con Mkhitaryan. Il centrocampista armeno segna il 2-3 con un bel colpo di testa su un gran cross di Bruno Peres. La Roma continua a spingere andando piu’ volte vicina al 3-3 che non avrebbe cancellato la brutta prestazione della squadra di Fonseca in preoccupante evoluzione e in crisi di gioco e risultati (solo 4 punti dall’inizio del 2020 con ben quattro sconfitte in campionato). Arrivano invece i fischi dell’Olimpico che dopo la reazione vista nel derby non riesce a spiegarsi a quanto visto in campo stasera.
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Mertens torna in campo da proprietario: entra nello Sporting Hasselt
Dries Mertens è diventato azionista di minoranza dello Sporting Hasselt, club della seconda divisione belga guidato da Sam Kerkhofs e Rik Verheye.
Dries Mertens torna nel mondo del calcio con un ruolo nuovo. L’ex attaccante del Napoli è diventato azionista di minoranza dello Sporting Hasselt, club belga appena approdato nella Challenger Pro League, la seconda divisione nazionale.
Mertens entra anche nel consiglio di amministrazione insieme all’imprenditore Guy Reynaerts. L’entità economica dell’investimento non è stata comunicata.
«Credo nel progetto e mi sono convinto rapidamente. Sarò felice di aiutare», ha spiegato il miglior marcatore della storia del Napoli. «Il club ha attraversato una grande trasformazione negli ultimi anni. Sam, Rik e tutte le persone coinvolte hanno svolto un ottimo lavoro».
Un affare anche di famiglia
Lo Sporting Hasselt è guidato dal 2023 da Sam Kerkhofs e dall’attore Rik Verheye. Kerkhofs è cugino di Kat, moglie di Mertens, oltre che amico d’infanzia dell’ex calciatore.
Da quando la nuova proprietà ha rilevato la società, il club ha conquistato due promozioni consecutive, passando dal calcio dilettantistico alla Challenger Pro League. L’ingresso di Mertens dovrebbe contribuire al consolidamento della struttura professionistica, mettendo a disposizione esperienza, conoscenze e relazioni costruite durante la sua carriera internazionale.
Nel video di presentazione, alla domanda sugli obiettivi dello Sporting Hasselt, Mertens ha risposto scherzando: «La Champions League». Prima di immaginare l’Europa, il club proverà a completare la propria scalata raggiungendo la massima serie belga.
Per “Ciro”, come lo chiamano ancora i tifosi napoletani, comincia così una nuova avventura: non più davanti alla porta avversaria, ma dietro la scrivania di una società che sogna di diventare grande.
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Poker viola al Benevento: Gudmundsson e Kean lanciano la Fiorentina ai sedicesimi
La Fiorentina di Fabio Grosso domina il Benevento al Franchi e vince 4-1. Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour firmano il passaggio ai sedicesimi di Coppa Italia.
La nuova Fiorentina di Fabio Grosso parte con un poker. Al Franchi i viola superano il Benevento per 4-1, dominano la prima gara ufficiale della stagione e conquistano l’accesso ai sedicesimi di Coppa Italia.
La differenza tecnica tra le due squadre appare evidente fin dai primi minuti. La Fiorentina controlla il gioco, crea numerose occasioni e manda a segno Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour. Per il Benevento resta soltanto la rete dell’orgoglio firmata da Lamesta.
Gudmundsson apre, Kean raddoppia
Bastano due minuti alla Fiorentina per sbloccare la partita. Atta approfitta di un’uscita sbagliata del Benevento e dalla sinistra serve al centro un pallone perfetto per Albert Gudmundsson, che di testa batte Vannucchi.
Al 22’ João Mário sfiora il raddoppio con un tiro potente che si stampa sulla traversa. Il 2-0 arriva al 35’: lo stesso portoghese raggiunge il fondo e mette al centro per Moise Kean, bravo a deviare in acrobazia sul primo palo.
Un minuto più tardi Vannucchi evita il tris respingendo la conclusione di Ndour. Dall’altra parte Lamesta prova a riaprire la partita, ma De Gea risponde con una grande parata.
Due gol in due minuti
La Fiorentina chiude definitivamente i conti all’inizio della ripresa. Al 48’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Fagioli, Dragusin prolunga il pallone verso il secondo palo e Ranieri interviene in scivolata per il 3-0.
Passano appena due minuti e arriva anche il poker. Brescianini serve Ndour, che si libera di un avversario e piazza il pallone alla sinistra di Vannucchi.
Al 54’ il Benevento trova il gol della bandiera con Lamesta, autore di una precisa conclusione da fuori area sulla quale De Gea non riesce a intervenire.
Grosso concede poi spazio a Franco Mastantuono e Christ Inao Oulai, entrambi all’esordio ufficiale in maglia viola. Atta lascia il campo al 65’ dopo un problema fisico, apparentemente non grave.
Nel finale i ritmi si abbassano e la Fiorentina controlla senza difficoltà. Un debutto convincente per una squadra profondamente rinnovata dal mercato e ancora in costruzione, attesa il 24 agosto dalla prima giornata di campionato contro la Roma all’Olimpico.
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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol
Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.
Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.
La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.
«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.
Gli anni da leggenda con la Lazio
La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.
Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.
È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.
Il trionfo europeo con l’Italia
Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.
Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.
Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.


