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Esteri

Falkland-Malvine, inchiesta in Argentina sull’accordo con il Regno Unito

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Il ministro degli Esteri argentino Santiago Cafiero ha disposto una indagine interna dopo rivelazioni dell’ex sottosegretario agli Esteri britannico Alan Duncan, secondo cui quando si firmo’ nel 2016 un accordo fra Londra e Buenos Aires riguardante l’arcipelago delle Falkland-Malvine, il vice ministro degli Esteri argentino Carlos Foradori era “cosi’ ubriaco” che il giorno dopo telefono’ per chiedere che gli si ricordasse cosa avessero concordato insieme. Ieri il portale britannico Declassified UK ha pubblicato estratti di un libro di Duncan uscito nelle librerie (In the Thick of It: The Private Diaries of a Minister), e in particolare una parte intitolata ‘Ministro argentino ‘era ubriaco’ quando acconsenti’ al controverso accordo sulle Falkland-Malvine con il Regno Unito”. Nelle sue memorie Duncan ha sostenuto che nel settembre 2016 si reco’ in Argentina per “assicurare concessioni commerciali e accesso aereo alle Falkland” per “sostenere l’economia dell’arcipelago”. Durante la missione incontro’ il 12 settembre “l’ottimo nuovo ambasciatore britannico Mark Kent”, che “disponeva di una favolosa cantina, con le pareti piene di bottiglie di Merlot”. E la’ avvenne anche l’incontro con il viceministro Foradori, membro del governo del presidente Mauricio Macri. “Una bottiglia dopo l’altra si spostava dagli scaffali al tavolo – ha raccontato Duncan – e questo fece si’ che le trattative migliorarono. Verso le 2 del mattino, giungemmo ad un accordo preliminare”. Il giorno successivo pero’, ha scritto l’ex sottosegretario britannico, l’ambasciatore “Kent mi disse che Foradori aveva appena chiamato per dire che era cosi’ ubriaco a fine incontro che non riusciva a ricordare i dettagli dell’intesa. Da perfetto inglese, Kent gli ricordo’ cio’ che aveva accettato, fedelmente e senza omissioni o esagerazioni”.

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Trump: la Crimea resterà alla Russia, Zelensky lo sa

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Donald Trump torna a parlare della guerra in Ucraina e lo fa con dichiarazioni destinate a far discutere. In un’intervista rilasciata a Time, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che “la Crimea resterà con la Russia”, aggiungendo che anche il presidente ucraino Zelensky ne sarebbe consapevole.

“La Crimea è andata ai russi, fu colpa di Obama”

«La Crimea è stata consegnata alla Russia da Barack Hussein Obama, non da me», ha ribadito Trump, sottolineando come la penisola fosse “con i russi” ben prima del suo arrivo alla Casa Bianca. «Lì ci sono sempre stati i russi, ci sono stati i loro sottomarini per molti anni, la popolazione parla in gran parte russo», ha aggiunto. Secondo l’ex presidente, se lui fosse stato alla guida del Paese, “la Crimea non sarebbe mai stata presa”.

“Questa guerra non doveva accadere”

Trump ha definito il conflitto in Ucraina “la guerra che non sarebbe mai dovuta accadere”, lanciando un messaggio implicito al presidente Joe Biden e alla gestione democratica della politica estera. A suo avviso, con lui alla presidenza, la situazione in Ucraina si sarebbe sviluppata in modo del tutto diverso, senza l’invasione da parte delle truppe russe.

Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto internazionale già molto teso, mentre si continua a discutere del futuro della Crimea e dei territori occupati.

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Esteri

Mosca: generale ucciso in attacco terroristico

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La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato come “un attacco terroristico” l’attentato in cui è morto oggi vicino a Mosca il generale Yaroslav Moskalik, ucciso dall’esplosione di un ordigno posto sulla sua auto. “La questione principale – ha detto Zakharova, citata dall’agenzia Tass – è come fermare la guerra nel cuore dell’Europa e del mondo. Vediamo così tante vittime ogni giorno. Anche oggi, un militare russo è stato ucciso in un attacco terroristico a Mosca”. (

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‘Usa offriranno pacchetto di armi da 100 miliardi a Riad’

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Gli Stati Uniti sono pronti a offrire all’Arabia Saudita un pacchetto di armi del valore di ben oltre 100 miliardi di dollari: lo riferisce la Reuters sul proprio sito citando sei fonti a conoscenza diretta della questione e aggiungendo che la proposta dovrebbe essere annunciata durante la visita di Donald Trump nel regno a maggio. Il pacchetto offerto arriva dopo che l’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden ha tentato senza successo di finalizzare un patto di difesa con Riad nell’ambito di un accordo più ampio che prevedeva la normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele.

La proposta di Biden offriva l’accesso ad armamenti statunitensi più avanzati in cambio del blocco degli acquisti di armi cinesi e della limitazione degli investimenti di Pechino nel Paese. La Reuters non è riuscita a stabilire se la proposta dell’amministrazione Trump includa requisiti simili.

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