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Cronache

Due ragazzini rapinano un benzinaio e vengono arrestati mentre dividono il bottino

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Due ragazzini di 16 e 18 anni: sono stati arrestati dai Carabinieri mentre spartiscono il bottino della rapina ad un benzinaio. Sequestrate pistola e moto rubata

I carabinieri della stazione di Boscoreale li hanno arrestati per rapina aggravata, sono entrambi incensurati del posto.
Pochi minuti prima, un dipendente di una pompa di benzina aveva subito una rapina.

Due giovani in sella ad una moto gli avevano puntato una pistola, sottraendogli parte dell’incasso, circa 300 euro.
I carabinieri hanno immediatamente avviato le ricerche e individuato il veicolo in un fondo agricolo isolato. Si tratta di una moto di grossa cilindrata, anche questa provento di una rapina commessa il 23 gennaio scorso a Torre del Greco.
Bloccati e arrestati anche i due rapinatori, addosso ancora gli abiti utilizzati per la rapina.
Nella cintola una pistola a salve modificata senza tappo rosso e i 300 euro sottratti e divisi in quote: 150 euro a testa.
Rinvenuti anche due scaldacollo e due caschi, anche questi immortalati dalle telecamere della stazione di rifornimento carburante.
Il 18enne è stato portato nel carcere di Poggioreale mentre il minore è stato affidato al Centro Prima accoglienza dei Colli Aminei. Attendono entrambi di raccontare ad un giudice la loro versione dei fatti.

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Cronache

I Carabinieri di Napoli svelano la truffa del falso voto per la “nipote” su WhatsApp: ecco come difendersi

Si diffonde la truffa “Ghost Pairing” su WhatsApp: finto concorso per votare una nipote, account violati e richieste di denaro. L’impegno dei Carabinieri di Napoli contro gli inganni digitali.

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“Ciao! Se non è un problema potresti votare per mia nipote? Manca davvero poco…”.

È questo l’incipit del messaggio che, negli ultimi mesi, sta circolando su WhatsApp e che nasconde una nuova forma di truffa informatica. A lanciare l’allarme sono i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, che stanno raccogliendo numerose denunce legate a un attacco noto come Ghost Pairing.

La particolarità del raggiro è che il messaggio proviene da un contatto reale – un amico, un parente o un collega – il cui account è già stato compromesso.

Come funziona il Ghost Pairing

La truffa si presenta come un invito a votare per una bambina o una giovane ballerina in un presunto concorso online. Il link contenuto nel messaggio rimanda a una pagina web dall’aspetto curato, con riferimenti a istituzioni culturali e immagini rassicuranti.

Cliccando su “Vota”, l’utente viene indirizzato a una schermata che chiede di autenticarsi tramite WhatsApp, con la motivazione di evitare voti multipli o non validi. Inserendo il proprio numero di telefono e il codice di verifica mostrato a schermo, la vittima consente ai criminali di aprire una sessione WhatsApp Web su un dispositivo sotto il loro controllo.

Da quel momento l’account risulta compromesso.

Le conseguenze: account violati e richieste di denaro

Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori possono leggere i messaggi, impersonare la vittima e inviare richieste di denaro ai suoi contatti, spesso facendo leva su presunte emergenze, incidenti o difficoltà improvvise.

Il messaggio-trappola viene poi inoltrato ad altri contatti della rubrica, generando una vera e propria catena di contagio digitale.

Le conseguenze possono essere gravi sia sul piano economico sia su quello della privacy.

L’impegno dei Carabinieri a Napoli

I Carabinieri della Cyber Investigation del Comando Provinciale di Napoli sono impegnati quotidianamente nel monitoraggio del web e delle piattaforme di messaggistica per contrastare fenomeni sempre più sofisticati.

All’attività di prevenzione si affiancano indagini mirate all’individuazione dei responsabili e alla tutela delle vittime, in un contesto in cui gli inganni digitali sfruttano fiducia, relazioni personali e abitudini quotidiane.

“Ghost Pairing” su WhatsApp: finto concorso per votare una nipote, account violati e richieste di denaro

I consigli per difendersi

Le forze dell’ordine raccomandano alcune precauzioni fondamentali:

Non cliccare su link sospetti, anche se inviati da contatti conosciuti.
Diffidare da richieste di voto o concorsi che prevedono l’accesso tramite WhatsApp.
Non inserire codici di verifica ricevuti via SMS o mostrati a schermo su siti esterni, né comunicarli a terzi.
Controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” nelle impostazioni di WhatsApp ed eliminare accessi non riconosciuti.
Attivare la verifica in due passaggi per aumentare il livello di protezione.
In caso di sospetta compromissione, avvisare subito i propri contatti e rivolgersi alle Forze dell’Ordine.

La consapevolezza come prima difesa

La sicurezza digitale passa dalla consapevolezza. Riconoscere i segnali di una truffa è il primo passo per proteggere sé stessi e le persone con cui si è in contatto.

Il fenomeno del Ghost Pairing dimostra come anche un semplice messaggio, apparentemente innocuo, possa trasformarsi in un varco pericoloso nella vita digitale di chi lo riceve.

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Cronache

Gratteri contro la politica dei decreti: “Legislazione schizofrenica, servono riforme vere”

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Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri boccia senza mezzi termini la linea del governo in materia penale, definendola una “legislazione schizofrenica”. L’intervento è arrivato nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La7, dove il magistrato ha messo in discussione l’efficacia della produzione continua di decreti emergenziali.

Critica ai nuovi reati introdotti a ripetizione

Secondo Gratteri, è inutile introdurre ogni due o tre mesi un nuovo reato attraverso decreti legge. Se l’obiettivo politico è aumentare il numero delle persone detenute, la strada corretta sarebbe quella di intervenire direttamente sul codice penale, con una riforma organica e coerente, e non con misure episodiche dettate dall’urgenza o dall’emotività del momento.

Garantismo per i colletti bianchi, durezza per il dissenso

Il procuratore evidenzia una asimmetria evidente nell’approccio legislativo: da un lato un’impostazione garantista nei confronti dei reati dei cosiddetti colletti bianchi, dall’altro una linea molto più severa verso i manifestanti, arrivando a ipotizzare strumenti come il fermo preventivo. Una contraddizione che, a suo giudizio, mina la credibilità complessiva del sistema penale.

Le priorità secondo Gratteri

Per uscire dall’impasse, Gratteri indica una serie di interventi strutturali:

  • concorsi regolari per le forze dell’ordine
  • migliori stipendi e maggiore formazione
  • addestramento adeguato e riorganizzazione del personale
  • riforma complessiva del codice penale, non interventi spot

“Non bisogna mai fare decreti di pancia – ha sottolineato – perché così non se ne esce”.

Il nodo carceri e i fondi del PNRR

Nel mirino del procuratore finisce anche la gestione delle risorse del PNRR. Gratteri osserva che non è stato costruito nemmeno un carcere, né dall’attuale esecutivo né da quello precedente, nonostante l’emergenza cronica del sovraffollamento penitenziario.

Un giudizio netto, che riapre il dibattito su sicurezza, repressione e riforme strutturali della giustizia penale, mettendo in discussione l’efficacia della strategia seguita finora dal governo.

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Cronache

Giorno del Ricordo, Parlamento e Basovizza uniti nella memoria delle vittime delle foibe

Il Giorno del Ricordo celebrato in Parlamento e a Basovizza: istituzioni unite nella memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, tra gesti simbolici e richiami contro l’oblio.

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Nell’Aula della Camera risuona l’inno di Mameli alla presenza del capo dello Stato, del presidente del Consiglio e delle alte cariche istituzionali, mentre tre corone d’alloro vengono deposte alla Foiba 149 di Monrupino. Un legame ideale tra il Parlamento e il Sacrario della Foiba di Basovizza, luogo simbolo del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Le parole della premier Meloni

“L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato un capitolo doloroso del dopoguerra, sottolineando come per decenni sia stato oggetto di una “imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza”. Una storia che, ha aggiunto, “appartiene all’Italia intera”.

Il richiamo delle istituzioni

Il tema della memoria negata attraversa tutti gli interventi istituzionali. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato il 30 marzo 2004, data di approvazione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, come uno spartiacque dopo “troppi decenni” di occultamento della sofferenza di migliaia di italiani.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha auspicato che questa giornata contribuisca a rafforzare la memoria collettiva di un dramma che non può più essere taciuto e che resta un monito contro l’odio tra i popoli.

Maggioranza e opposizione sulla memoria

Sul valore del ricordo convergono maggioranza e opposizione. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha sottolineato come la memoria delle atrocità debba produrre “anticorpi” affinché simili orrori non si ripetano. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invitato a evitare strumentalizzazioni, guardando in faccia l’orrore dei totalitarismi per ribadire il “mai più”.

I gesti del presidente Mattarella

Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlano soprattutto i gesti. Dopo la cerimonia alla Camera, la visita a sorpresa alla mostra Gli esuli fiumani, dalmati e istriani al Vittoriano di Roma. Un percorso coerente con il cammino di memoria costruito negli anni, come il gesto simbolico del 13 luglio 2020, quando a Basovizza strinse la mano al presidente sloveno Borut Pahor dopo aver reso omaggio alle vittime italiane delle foibe.

Basovizza, luogo di memoria condivisa

Al Sacrario di Basovizza si è svolta anche quest’anno la cerimonia solenne. “È diventato il luogo della memoria di tutte le vittime italiane, slovene e croate, vittime dello stesso disegno criminoso”, ha detto Paolo Sardos Albertini. “Perdonare sì, dimenticare no”, ha ribadito Matteo Salvini.

Le testimonianze degli esuli

In Aula risuonano anche le voci dei testimoni. Toni Concina ha ricordato l’esodo forzato di 350mila persone, costrette ad abbandonare le proprie case per restare italiane. “Le vere foibe sono l’oblio”, ha detto tra gli applausi. Di “ferita ancora aperta” ha parlato Abdon Pamich, esule fiumano e oro olimpico a Tokyo 1964, la cui storia è raccontata nel film Rai Il Marciatore.

I simboli della giornata

Tra le iniziative ricordate anche il Treno del Ricordo, che partirà da Trieste per attraversare l’Italia, simbolo di chi “ha deciso di essere italiano due volte”. In serata, il Colosseo illuminato con il tricolore e sulla facciata della Farnesina la scritta “Io ricordo” hanno chiuso una giornata dedicata alla memoria, alla consapevolezza storica e al rifiuto dell’oblio.

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