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Coppa Davis, l’Italtennis di Barazzutti liquida l’India 3 a 1 e si qualifica per le finali: eravamo superiori e l’abbiamo dimostrato

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“Una bella vittoria di squadra”, per Andreas Seppi protagonista della nazionale di tennis che ha battuto 3-1 l’India e si è qualificata per le finali di Coppa Davis, questa è stata la trasferta di Calcutta, dove peraltro i giocatori italiani sono stati chiamati a misurarsi con i campi in erba. Seppi ha vinto i due suoi singolari conquistando altrettanti punti che, uniti al punto segnato dal debuttante Matteo Berrettini nel singolare di ieri, hanno consentito all’Italia di qualificarsi per l’appuntamento di novembre. “Ma e’ stata una vittoria di tuta la squadra e dell’impegno di tutti” sottolinea l’altoatesino. Molto soddisfatto naturalmente anche il capitano Corrado Barazzutti, nonostante l’inizio negativo della seconda giornata con la sconfitta del doppio Berrettini-Bolelli. “Piu’ che altro sono dispiaciuto per come e’ andata, eravamo sopra di un break al terzo e si poteva vincere quella partita per come stavamo giocando” – spiega a SupeTennis il capitano azzurro. “Non c’e’ comunque stato troppo tempo per preoccuparsi, visto che Seppi ha disputato un match impeccabile, da grande giocatore, non lasciando la benche’ minima chance all’avversario. Nonostante le difficolta’ e la superficie che puo’ livellare le cose, alla fine i valori sono emersi: eravamo superiori come squadra e l’abbiamo confermato sul campo. Oltre a un veterano come Seppi che ha dato risposte importanti su quello che è ancora il suo grado di competitivita’ e affidabilita’, dobbiamo fare i complimenti a Berrettini per come ha saputo esordire in Davis: Matteo sara’ un protagonista anche in futuro”.

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Osimhen e Lukaku ore decisive, la Roma stringe per Soulè

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La settimana decisiva per OSIMHEN e LUKAKU. Potrebbe essere quella che comincerà domani, perché dopo il passaggio di MORATA al Milan è partito il valzer delle punte. Dipenderà anche da quando il Psg riuscirà a cedere KOLO MUANI, che non vuole lasciare il club della capitale dopo appena un anno dal suo arrivo. In ogni caso la partenza dell’attaccante francese aprirà le porte all’arrivo di Osimhen, per il quale non è detto che il Psg paghi l’intero ammontare della clausola rescissoria di 120 milioni. In attesa di capire quale sarà la reale proposta (potrebbe essere intorno ai cento milioni), il Napolisi è cautelato bloccando LUKAKU, con il quale c’è già l’accordo per un triennale da 6 milioni all’anno. La società del presidente De Laurentiis è anche pronta a prendere il belga a titolo definitivo dal Chelsea, ma non per i 35 milioni di sterline (circa 41 milioni di euro) chiesti dai Blues.

La sensazione è che alla fine l’operazione si farà. In uscita dal Napoli c’è anche il Cholito SIMEONE, per il quale si è fatta avanti la Lazio, e la trattativa sta andando avanti. Intanto il presidente Lotito ha definito la cessione di MARCOS ANTONIO al San Paolo, che ha ‘soffiato’ il giocatore al Flamengo, e ora cerca di stringere per JOBE BELLINGHAM. Il Napoli, invece, attende anche una risposta da OSTIGARD, che è stato ceduto al Rennes per 6 milioni ma non ha ancora fatto sapere se accetta il trasferimento. In dirittura d’arrivo anche il prestito di LINDSTROM all’Everton. Sul fronte delle cessioni è al lavoro anche la Juventus, e il nome più caldo è sempre quello di SOULE’, per il quale i bianconeri hanno in mano la proposta di 30 milioni di euro fatta dal Leicester.

Ma anche la Roma è in pressing sul giocatore, che vorrebbe rimanere in Italia. E’ possibile che nei prossimi giorni il ds dei giallorossi Ghisolfi rilanci per pareggiare, o anche migliorare, la proposta degli inglesi, anche con l’inserimento di un’eventuale percentuale sulla futura rivendita. Per HUIJSEN, che partirà, Giuntoli chiede 20 milioni, e Wolfsburg e Stoccarda sono interessate. Potrebbe partire anche RUGANI, con destinazione Bologna, mentre è tutto fermo per il neo-sposo CHIESA. In entrata il ds dei bianconeri è sempre al lavoro per TODIBO del Nizza. Se dovesse andare via anche MILIK, verrà fatto un tentativo con il Genoa per avere RETEGUI, sul quale c’è anche la Roma. Se il grifone rossoblù dovesse cedere l’italo-argentino, andrebbe poi su NZOLA, in uscita dalla Fiorentina.

L’Inter invece cerca un difensore, e il profilo individuato è RENAN, brasiliano dello Zenit in prestito all’Internacional. Intanto sembra entrata nella fase finale la trattativa tra l’Arsenal e il Bologna per CALAFIORI, perché il club emiliano e il Basilea avrebbe trovato un accordo sulla percentuale che spetta agli svizzeri, che a suo tempo era stata fissata al 40% e che ora il Bologna riteneva troppo elevata essendo stato solo ed esclusivamente il club rossoblù, questa era la sua tesi, a valorizzare il giocatore.

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Crisi calcio, Gravina non molla e cerca intese per sopravvivere allo sfascio

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Una partita a scacchi in cui ogni giocatore punta a fare la propria mossa senza scoprirsi troppo. Non sarà ancora il momento dello scacco matto quello di domani in cui, in vista delle elezioni del prossimo 4 novembre, tutte le componenti, convocate dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, si troveranno intorno a un tavolo per cercare un punto d’intesa. L’oggetto del contendere la nuova rimodulazione dei pesi della Serie A in fase di percentuali elettorali alla luce dell’emendamento Mulé. Si preannuncia un braccio di ferro perché anche la Serie B si è unita alla Lega di A decidendo (all’unanimità nell’assemblea convocata d’urgenza nella serata di oggi) di impugnare presso il Tribunale Federale Nazionale la delibera con cui il consiglio federale ha deciso di confermare i pesi tra le varie componenti per l’elezione del prossimo presidente Figc.

All’incontro prenderanno parte il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, quello della Lega B, Mauro Balata così come Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete per la Lnd. Ci saranno poi Umberto Calcagno a rappresentare i calciatori, Renzo Ulivieri per gli allenatori e Carlo Pacifici per la componente arbitrale. Oltre al ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi (che si è detto fiducioso per il voto di novembre, ma ha ribadito che dopo gli europei è mancata autocritica), la parte governativa a fare da “arbitro” all’incontro. La Serie A, in particolare, e ora anche la B attendono risposte dopo l’annuncio da parte del presidente Casini della volontà di impugnare la delibera federale. Una carta da giocarsi, qualora fosse necessario, ma che non rappresenta “un atto ostile ma di difesa tecnica. Se le interlocuzioni dovessero essere positive, siamo pronti a ritirarlo”, aveva ammesso Casini.

La B, seguendo la stessa strada, ha dato mandato al proprio presidente, Mauro Balata, che nello scorso consiglio federale si era già espresso in modo contrario alla delibera, valutando la necessità di attendere l’approvazione del ‘decreto legge sport’. Lo stesso Balata aveva sottolineato il rischio di andare a elezioni Figc con normative in contrasto e sicuramente non adeguate con la disposizione di legge che potrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni.

Quanto alla A, non è certo un mistero, infatti, che la richiesta dei rappresentanti della massima lega professionistica italiana sia quella di arrivare a una ripartizione differente dei pesi federali con un peso preponderante riconosciuto alla Lega Serie A, insieme a un modello di maggiore autonomia. In sostanza, quindi, la richiesta è di veder aumentare il peso attuale del 12% riconosciuto alla massima divisione a circa il doppio. Una condizione ritenuta fondamentale, ma che per forza di cose dovrà vedere una delle altre componenti rinunciare a qualcosa. I tempi sono ristretti, ogni discorso dovrà essere chiuso entro il 4 settembre, vale a dire 60 giorni prima dell’assemblea elettiva prevista per il 4 novembre.

Sul tavolo, poi, balla anche il cosiddetto “diritto d’intesa”, ossia la possibilità da parte dei club di avere un veto su ogni decisione della Federcalcio riguardante la Serie A. Probabile che la partita non si chiuda con l’incontro di domani, ne serviranno altri per trovare un’intesa definitiva ma intanto la partita è già iniziata.

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Tour de France, vince Tadej Pogacar: il cannibale che ha riscritto la storia

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Tadej Pogacar trionfa al Tour de France dopo un assolo straordinario. Per lo sloveno dell’Uae Emirates è il terzo successo alla ‘Grande Boucle’ dopo quelli del 2020 e del 2021. Una vittoria speciale che gli ha consentito di realizzare la doppietta col Giro d’Italia nello stesso anno. L’ultimo a riuscirci era stato Marco Pantani nel 1998. La storia del ciclismo si arricchisce di una nuova pagina di storia. Come avvenuto al Giro d’Italia, anche il Tour non è mai stato realmente in discussione.Sei successi di tappa e uno strapotere fisico e tattico mai visto.Un acuto che va ad arricchire il suo palmares fatto, tra l’altro, anche di un bronzo alle Olimpiadi di Tokyo del 2020 e di un bronzo ai Mondiali di Glasgow del 2023. Un corridore totale e generoso, forte in salita e a cronometro, capace di primeggiare anche in sprint ristretti e sullo sterrato. Un cannibale dal cuore d’oro, sempre pronto a mettersi a disposizione dei compagni di squadra.Nato a Komenda, in Slovenia, nel novembre 1998, Pogacar passa professionista nel 2019 a 21 anni e firma un contratto con la Uae Team Emirates. Già nel primo anno tra i grandi Pogacar dimostra di essere un predestinato. Nella primavera 2019 si aggiudica prima la Volta ao Algarve e poi, grazie al successo nella frazione con arrivo sul Mount Baldy, si prende il Tour of California, diventando il ciclista più giovane a vincere una gara a tappe dell’Uci World Tour.Pogacar si rivela subito un cannibale e a giugno diventa campione nazionale a Elite a cronometro. La fame dello sloveno non conosce soluzione di continuità e in agosto vince tre tappe alla Vuelta di Spagna. Nel 2020 il Covid ferma il mondo, ma non la ricerca spasmodica del successo che alberga nel cuore di Pogacar che partecipa al suo primo Tour de France. Lo sloveno, dopo un inizio difficile rimonta e nella penultima tappa si prende la Maglia Gialla soffiata al connazionale Primoz Roglic. Un successo, quello ottenuto alla Grande Boucle, che Pogacar ripete nel 2021, anno in cui l’altro si prende anche la sua prima classica monumento, la Liegi-Bastogne-Liegi. Il 2022 è l’anno della sua prima Strade Bianche e della vittoria alla Tirreno-Adriatico. Il 2022 è però anche l’anno della prima grande delusione dello sloveno che al Tour viene battuto da Jonas Vingegaard. Copione che si ripete nel 2023, quando Pogacar conquista il Giro delle Fiandre e il suo terzo Giro di Lombardia. Il 2024 è l’anno in cui dimostra di essere il più forte per distacco. A marzo conquista, dominando, le Strade Bianche e poi la Liegi-Bastogne-Liegi. Antipasto del trionfo al Giro d’Italia. Dopo il ‘Trofeo Senza Fine’, Pogacar ha portato a casa anche il Tour de France. Da oggi è nell’olimpo del ciclismo e qui resterà per sempre.

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