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Cronache

Colpito da palma,muore titolare spiaggia del Veneziano

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 Un rumore secco e l’albero che cede di schianto e lui, che quella palma di oltre cinque metri stava per raddrizzarla dopo il vento di bora che l’aveva piegata, resta inesorabilmente schiacciato. E’ morto cosi’, di prima mattina, Gianluca Fasolin, imprenditore di 52 anni, che stava mettendo in ordine la parte centrale del proprio stabilimento balneare Stella Maris a Sottomarina di Chioggia (Venezia). Il tutto sotto gli occhi di due dipendenti che stavano lavorando con lui, utilizzando una ruspa, e che in lacrime hanno fatto scattare l’allarme. Un’operazione apparentemente di routine ma che si e’ rivelata fatale per quella pesante palma traditrice che il maltempo di due giorni aveva reso instabile e pericolosa. A correre in aiuto e’ stato il primario del pronto soccorso locale che non ha potuto fare altro che constatare il decesso mentre arrivavano ambulanza ed elicottero dei sanitari del Suem 118 di Treviso. Sulla vicenda inevitabili gli accertamenti della polizia del commissariato di Chioggia, mentre sul cancello dello stabilimento aperto solo da ieri dopo una lunga radicale ristrutturazione e’ comparso il cartello “chiuso per lutto”. Appena il tam tam della notizia si e’ pian piano diffuso in molti sono accorsi sul luogo dell’incidente, davanti allo Stella Maris appena risorto dalle ceneri dello stabilimento Europa. Davanti al cancello chiuso, nonostante una giornata uggiosa, si sono trovati in decine, increduli per l’accaduto. Chi si e’ detto incapace di accettare l’accaduto, altri che seduti sul muretto di cinta s sono messi a piangere. Fasolin, sposato e con due figli, da poco aveva deciso di cimentarsi anche nel mondo del turismo balneare dopo altre esperienze di lavoro come l’avvio con dei soci l’albergo resort stellato Rosapetra a Cortina d’Ampezzo, meta di vip e buen ritiro per Belen Rodriguez e una carriera importante nel campo siderurgico. Molte le strade lavorative percorse, come l’impegno nell’attivita’ immobiliare con la partecipazioni in imprese di illuminazione e in societa’ sportive. “Perdo un caro amico e un grande imprenditore – dice Gianni Boscolo Moretto, presidente di Gebis, societa’ dell’idraulica -. In questi momenti non ci sono parole da dire. Personalmente e come Gebis siamo vicini alla famiglia che lui amava immensamente e al dolore di tutti i parenti. Una tragedia immensa”. Un’altrra voce e’ quella di Leonardo Ranieri di Cisa camping: “Purtroppo la vita e’ un soffio di vento-. Gianluca era un vulcano, un grande imprenditore che come ultima sfida aveva scelto di unirsi alla grande famiglia dei balneari, con entusiasmo. E ancora “personalmente e come presidente di Cisa mi unisco al dolore della famiglia – sottolinea il presidente di Ascom, Alessandro Da Re -. Non ci sono spiegazioni per una cosa del genere; ci stringiamo alla sua famiglia con cui aveva deciso di intraprendere questa nuova sfida. E’ una tragedia che colpisce tutta la citta’”.

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Cronache

Bologna, morto durante un intervento della polizia: la vittima è Abderrahim Fakir

Identificato l’uomo morto durante un intervento della polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna. Abderrahim Fakir aveva 43 anni, era sposato e titolare di un’impresa di facchinaggio e logistica.

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Si chiamava Abderrahim Fakir, aveva 43 anni ed era titolare di un’impresa di facchinaggio impegnata nel settore della logistica l’uomo morto nella tarda mattinata durante un intervento della polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna.

Fakir era sposato e viveva a Borgonuovo, frazione di Sasso Marconi, nel Bolognese. Di origini marocchine, risiedeva in Italia da diversi anni.

La visita ai parenti

Secondo le prime informazioni, il quarantatreenne si trovava in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti.

Le circostanze che hanno portato all’intervento degli agenti e alla successiva morte dell’uomo sono ancora al centro degli accertamenti. L’autorità giudiziaria dovrebbe disporre l’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso.

Indagini sulla dinamica

Gli investigatori dovranno ricostruire tutte le fasi dell’intervento, anche attraverso le testimonianze delle persone presenti e le eventuali immagini registrate nella zona.

In attesa degli esami medico-legali e degli accertamenti della magistratura, non è possibile stabilire un collegamento certo tra le modalità dell’intervento e la morte di Fakir.

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Cronache

Omicidio Luigi Esposito, Arpac smentisce: «Nessun rapporto di lavoro con il giornalista»

L’Arpac Campania precisa che Luigi Esposito, il giornalista trovato morto in circostanze ancora da chiarire, non ha mai avuto alcun rapporto di lavoro con l’Agenzia. La nota interviene dopo le notizie circolate nelle prime ore successive al ritrovamento del corpo.

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Nell’inchiesta sull’omicidio del giornalista Luigi Esposito emerge un nuovo elemento destinato a fare chiarezza su alcune informazioni diffuse nelle ore successive al ritrovamento del corpo.

L’Arpac Campania ha diffuso una nota ufficiale nella quale smentisce che la vittima abbia mai lavorato per l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

«Mai dipendente né dirigente»

Secondo quanto precisato dall’ente, «la persona indicata come oggetto del terribile ritrovamento non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente».

L’Agenzia aggiunge che «non risulta alcuna relazione di natura professionale tra l’ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo all’attività dell’Agenzia».

La precisazione arriva dopo che, nelle prime ricostruzioni giornalistiche, era stato riferito che Esposito, oltre all’attività nel giornalismo sportivo, avrebbe collaborato anche con l’Arpac, inizialmente nella sede di Caserta e successivamente in quella di Avellino.

Il cordoglio dell’Agenzia

Nel comunicato, l’Arpac esprime il proprio dolore per la tragedia, pur prendendo le distanze dalle informazioni che la chiamavano in causa.

«Nell’esprimere sgomento per quanto emerge dalle cronache, l’ente partecipa al cordoglio della famiglia della vittima e del mondo dell’informazione per la drammatica scomparsa».

Le indagini proseguono

L’omicidio di Luigi Esposito resta una vicenda ancora tutta da chiarire. Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti del giornalista, verificando ogni elemento utile a individuare il movente e gli autori del delitto.

La smentita dell’Arpac rappresenta un importante chiarimento su uno degli aspetti emersi nelle prime ore dell’inchiesta e contribuisce a delimitare il quadro dei fatti accertati, evitando che informazioni prive di riscontro possano influenzare la ricostruzione della vicenda.

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Cronache

Gallipoli, 17enne aggredito fuori dalla discoteca: è grave

Un ragazzo di 17 anni, in vacanza in Salento, è stato aggredito all’esterno di una discoteca di Gallipoli. Colpito alla testa e all’addome, è ricoverato in gravi condizioni a Lecce.

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Un ragazzo di 17 anni, originario della provincia di Potenza e in vacanza nel Salento, è stato aggredito violentemente nella notte all’esterno di una nota discoteca di Gallipoli. Il giovane è ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Il diverbio iniziato nel locale

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l’aggressione sarebbe stata preceduta da un diverbio cominciato all’interno del locale tra il minorenne e un gruppo di giovani avventori.

La lite sarebbe poi proseguita all’esterno della discoteca, dove il 17enne sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa e all’addome. Non si esclude che durante l’aggressione sia stato utilizzato un tirapugni.

Trasportato in codice rosso a Lecce

Il ragazzo è stato soccorso dal personale sanitario del 118, intervenuto insieme ai carabinieri che si trovavano in servizio di pattugliamento nella zona.

Considerata la gravità delle ferite, il giovane è stato trasportato in codice rosso al Trauma Center dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è attualmente ricoverato.

Le indagini della polizia

Sull’accaduto indaga la polizia, che sta cercando di ricostruire tutte le fasi della lite e di identificare i responsabili dell’aggressione. Al vaglio potrebbero esserci anche le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti all’interno e all’esterno del locale.

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