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Economia

Coca Cola suggella il suo amore con la Campania con quattro lattine con monumenti e luoghi simboli di Napoli, Positano e Capri

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Si chiama marketing. E Coca Cola lo sa fare. Legare la lattina a monumenti della Campania. I quattro soggetti scelti, Piazza Plebiscito, Maschio Angioino, Positano e i Faraglioni di Capri, rappresentano una dichiarazione d’amore per un territorio che da sempre è nel cuore di Coca-Cola.
Il legame con la Campania, infatti, parte da lontano: è a Napoli che nel 1955 nasce Fanta, una delle bevande iconiche di Coca-Cola, prodotta, oggi come allora, con succo di arance italiane ed è dal 1977 che lo stabilimento di Marcianise, il più grande del Sud Italia con le sue quattro linee e gli oltre 224.000.000 litri di bevande imbottigliate annualmente, è al centro delle attività produttive.
Il sito casertano rappresenta una risorsa importante per lo sviluppo economico e occupazionale dell’intera regione: sono oltre 970 i posti di lavoro, diretti e indiretti, generati nella regione grazie all’attività dello stabilimento e 2.567 le persone il cui reddito di lavoro dipende, parzialmente o totalmente, da Coca-Cola. Importante anche l’impatto economico generato con la distribuzione di risorse per 27 milioni di euro, corrispondenti allo 0,03% del PIL regionale. Uno stabilimento strategico su cui Coca-Cola HBC Italia ha investito, dal 2010 ad oggi, oltre 32 milioni di euro in ammodernamenti e nuove tecnologie che hanno contribuito a farne un esempio di eccellenza industriale anche in termini di sostenibilità ambientale.
“Con queste edizioni speciali desideriamo ringraziare l’intera regione, che arricchisce ogni giorno il nostro cuore italiano2, dichiara Giangiacomo Pierini, direttore relazioni istituzionali e comunicazione di Coca-Cola HBC Italia. “Il nostro legame con la Campania non è solo industriale – continua – , essere presenti sul territorio per noi significa farlo in modo responsabile creando valore da condividere con le comunità locali attraverso continui investimenti e progetti concreti di carattere sociale”.

La presenza di Coca-Cola sul territorio passa anche dal sostegno ad associazioni locali come la Star Judo Club di Gianni e Pino Maddaloni che, grazie ai suoi numerosi progetti di inclusione dei giovani attraverso i valori dello sport e del judo in particolare, si pone come presidio di legalità in un quartiere difficile come quello di Scampia; grazie al contributo della Fondazione Coca-Cola HBC Italia, l’iniziativa “Coca-Cola celebra i tesori della Campania” è stata l’occasione per donare ai giovani judoka nuove divise sportive per le sfide nazionali e internazionali che li vedranno protagonisti.

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Economia

Pensioni, dal 2029 possibile slittamento di tre mesi: scontro politico e sindacale

Secondo la Ragioneria dello Stato dal 2029 potrebbero servire tre mesi in più per andare in pensione. Sindacati e opposizioni chiedono lo stop all’adeguamento automatico.

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Dal 2029 potrebbero essere necessari tre mesi in più per accedere alla pensione. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto n. 26 “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario 2025”, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso la Ragioneria generale dello Stato.

Secondo le nuove proiezioni, per la pensione di vecchiaia – con almeno 20 anni di contributi – il requisito salirebbe a 67 anni e 6 mesi, mentre per la pensione anticipata a 43 anni e 4 mesi (un anno in meno per le donne). Uno scenario più severo rispetto alle stime di giugno 2025, che indicavano un aumento di due mesi.

Il nodo Istat e la speranza di vita

Il rapporto precisa che gli adeguamenti effettivi saranno definiti sulla base dei dati a consuntivo dell’Istat, attesi in primavera. Le ultime tabelle, aggiornate nel 2024, indicano una speranza di vita a 65 anni pari a 21,3 anni, il valore più alto dall’inizio delle serie storiche nel 2002.

Dal 2019 l’età per la pensione di vecchiaia è ferma a 67 anni, mentre il requisito contributivo per l’anticipata è di 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne). Dal 2027, però, tornerà in vigore il meccanismo di adeguamento biennale alla speranza di vita, ridimensionato dall’ultima legge di bilancio: un mese nel 2027 e due mesi dal gennaio 2028.

Pressioni politiche e posizione del governo

La questione è già diventata terreno di confronto politico. La Lega, storicamente contraria all’aumento dell’età pensionabile, ha impegnato il governo a sterilizzare l’aumento previsto. Sul punto ha mostrato apertura il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha ipotizzato, compatibilmente con i conti pubblici, una possibile riduzione già dal 2027.

La Ragioneria, che proietta gli effetti fino al 2084, stima ulteriori incrementi: due mesi dal 2031 e un mese dal 2033.

Sindacati e opposizioni all’attacco

Dura la reazione dei sindacati. La segretaria confederale della CGIL Lara Ghiglione parla di dati che “smentiscono il blocco dell’aumento dell’età pensionabile” e chiede di fermare per legge il meccanismo automatico, aprendo un confronto strutturale sulla riforma del sistema. Anche la CISL, con la segretaria Daniela Fumarola, sollecita l’istituzione di un tavolo di confronto stabile.

In Parlamento le opposizioni hanno presentato mozioni sul tema. Il Partito Democratico ha ottenuto la discussione in Aula, mentre il Movimento 5 Stelle chiede una presa di posizione netta del governo. La maggioranza valuta una mozione unitaria, ma al momento non c’è una decisione definitiva.

Il quadro parlamentare e le altre misure

Intanto alla Camera prosegue l’iter del decreto milleproroghe, con oltre mille emendamenti all’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio. Tra le proposte in discussione, il rinvio della tassa sui piccoli pacchi e la proroga di un anno della permanenza volontaria in servizio fino a 72 anni per i dirigenti medici, con l’esclusione dei professori universitari.

La partita sulle pensioni resta aperta e legata a un equilibrio delicato tra sostenibilità dei conti pubblici e tutela sociale, con la decisione finale che spetterà alla politica sulla base dei dati definitivi.

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Economia

Pirelli, patto Camfin-Sinochem al capolinea: il nodo governance e il rischio cyber tyre

Scade il patto tra Camfin e Sinochem su Pirelli. Il governo torna a valutare la governance alla luce delle norme Usa sui cyber tyre e del Golden Power.

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Il tempo stringe per Pirelli. Il dialogo tra gli azionisti, promosso dal governo italiano, non ha prodotto una soluzione condivisa per adeguare la governance del gruppo prima dell’entrata in vigore delle nuove norme statunitensi sui cyber tyre. In questo contesto Camfin, azionista storico con il 27,3%, ha deciso di non rinnovare il patto con Sinochem, che scadrà il 18 maggio.

Sinochem, dal canto suo, ha fatto sapere di disporre del tempo necessario per completare le formalità di legge in vista dell’assemblea degli azionisti di Pirelli, fissata per il 25 giugno.

Golden Power e ritorno al vaglio del governo

Il patto Camfin-Sinochem, entrato in vigore nel 2023, recepiva il Decreto Golden Power e prevedeva misure di governance a tutela delle tecnologie strategiche e dell’indipendenza del management. Ogni modifica successiva dell’assetto di governo societario doveva essere sottoposta nuovamente al vaglio dell’Esecutivo.

Con la notifica annunciata da Camfin, gli uffici del Golden Power dovranno tornare a pronunciarsi, secondo tempi tecnici che oscillano normalmente tra i 60 e i 90 giorni. Una tempistica che si intreccia con scadenze internazionali ravvicinate.

La scadenza Usa e il rischio cyber tyre

Il 17 marzo entrerà pienamente in vigore la normativa statunitense sui veicoli connessi. La norma impone alle case automobilistiche, per l’autorizzazione dei modelli in commercio dal 2027, di comunicare l’eventuale utilizzo di software sviluppati da fornitori con soci cinesi rilevanti nel capitale.

La presenza di Sinochem, che detiene circa il 34% di Pirelli secondo le ultime comunicazioni ufficiali, rischia di compromettere lo sviluppo della tecnologia Cyber Tyre, non solo negli Stati Uniti ma a livello globale, considerato che le piattaforme di sviluppo sono uniche.

Il rinnovo del Cda e gli equilibri interni

Il contesto geopolitico e normativo rende cruciale anche la composizione delle liste per il rinnovo del Consiglio di amministrazione, da presentare 25 giorni prima dell’assemblea di giugno. Il precedente intervento di Golden Power aveva stabilito che la nomina dell’amministratore delegato spettasse a Camfin, attribuendole di fatto un potere di veto su decisioni strategiche legate a tecnologia e figure apicali.

Attualmente il Cda è composto da 15 membri: 8 espressione di Sinochem, 4 di Camfin e 3 rappresentanti delle minoranze. Per bocciare proposte strategiche occorrono 12 voti contrari, obiettivo raggiungibile solo con almeno un voto Camfin.

Le opzioni sul tavolo dell’Esecutivo

Il ministro Adolfo Urso ha ribadito più volte la necessità di consentire a Pirelli di competere su tutti i mercati. Resta però incerto quali misure il governo potrà adottare: dalle modifiche alla governance fino a ipotesi più radicali, come il congelamento delle azioni cinesi o la riduzione della loro partecipazione a una quota da socio passivo intorno al 10%.

Uno scenario che apre una fase delicata per uno dei principali gruppi industriali italiani, chiamato a difendere tecnologia, competitività e posizionamento globale in un quadro internazionale profondamente mutato.

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Economia

Bonus bollette, lieve aumento della soglia Isee: critiche dai consumatori

Sale lievemente la soglia Isee per i bonus bollette. Consumatori critici: aumento insufficiente contro la povertà energetica.

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Dal 1° gennaio è aumentata la soglia Isee per accedere alle agevolazioni sulle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti destinate alle famiglie in difficoltà economica. L’ARERA ha aggiornato il limite minimo da 9.530 a 9.796 euro, mentre resta invariata a 20.000 euro la soglia prevista per i nuclei con almeno quattro figli a carico.

Si tratta di uno dei primi atti del nuovo Collegio dell’Autorità, presieduto da Nicola Dell’Acqua, nominato dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 dicembre.

Le reazioni delle associazioni

Il rialzo non convince le associazioni dei consumatori.
Per l’Unione nazionale consumatori l’aumento è definito “misero e del tutto inadeguato”, mentre Federconsumatori sottolinea come “soglie e importi restino insufficienti” a fronte di una povertà energetica in crescita. Anche Assoutenti chiede interventi più incisivi per garantire almeno i consumi essenziali.

I numeri dei bonus

Nel corso del 2024 i bonus elettrico e gas sono stati erogati a 4.521.464 nuclei familiari, secondo i dati Arera. Non sono invece disponibili numeri consolidati per i bonus relativi a rifiuti e servizio idrico.

Come funzionano gli sconti

Gli sconti vengono applicati automaticamente in bolletta e variano in base al servizio:

  • Energia elettrica: riduzione pari al 30% della spesa dell’utente medio, al lordo delle imposte.

  • Gas naturale: sconto del 15% della spesa, al netto delle imposte.

  • Servizio idrico: agevolazione equivalente a 50 litri per abitante al giorno.

  • Rifiuti: riduzione del 25% sulla Tari corrispettiva dovuta.

Il beneficio è cumulativo e si ottiene presentando all’INPS la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per l’attestazione Isee. Il bonus compare in bolletta dopo circa 3-4 mesi e l’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare.

Le richieste al Governo

Secondo il vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, Marco Vignola, il Governo avrebbe dovuto ripristinare le soglie più alte introdotte in passato, portando il tetto Isee almeno a 15.000 euro, e prevedere soglie intermedie. Inoltre, viene chiesto di rivedere i criteri di assegnazione, legando il bonus ai consumi effettivi.

Il dibattito resta aperto, mentre l’aumento deciso dall’Arera appare, per molti, insufficiente ad arginare l’impatto dei costi energetici sulle famiglie più fragili.

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