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Milano

Champions, Milan: Pioli vuole togliere lo ‘zero’ dalla classifica

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“Vogliamo cancellare lo ‘zero’ dalla classifica”: poche e chiare parole, nel perfetto stile di Stefano Pioli, per spiegare obiettivi e ambizioni del Milan che domani sfidera’ l’Atletico Madrid a San Siro. Un risultato positivo che avrebbe molteplici significati per la squadra rossonera, finora sconfitta solo dal Liverpool nella prima giornata di Champions League. Evitare il ko, e magari vincere, vorrebbe dire dimostrarsi all’altezza del dna europeo del club, riscattare l’amaro ricordo dell’ultima partita giocata nella fase finale ormai sette anni fa, la disfatta per 4-1 proprio contro l’Atletico al Calderon, e celebrare il ritorno nel grande calcio europeo davanti ai propri tifosi. Il girone del Milan e’ da brividi. Dopo il Liverpool, capolista di Premier League, dovra’ affrontare l’Atletico campione in carica di Liga. “E’ una partita importante – sottolinea Pioli- ma non decisiva. E’ una squadra molto solida con un allenatore ben preparato. Formata da giocatori esperti pronti a colpire ad ogni errore. Dovremo fare una partita ad altissimo livello tecnico e con massima attenzione fino al 90′”. Pioli vuole un Milan giovane ed entusiasta, non sprovveduto, capace di fare tesoro dal debutto in Champions di due settimane fa. “Stiamo facendo le nostre esperienze. Siamo stati bravi in questo percorso a sfruttare ogni occasione per fare qualcosa in piu’. Essere giovani da’ vantaggi – sottolinea Pioli – dove non si arriva con l’esperienza, si arriva con l’entusiasmo e le idee”. Grande assente, l’uomo con maggiore esperienza in rosa: Ibrahimovic non ci sara’, ha svolto lavoro differenziato per poi lasciare Milanello, tornera’ dopo la sosta come gli altri indisponibili. C’e’ Giroud ma ancora non al meglio della condizione. “E’ chiaro che, a questi livelli, fermarsi due settimane fa perdere ritmo e condizione. Crescera’ nelle prossime partite”. Proveranno a stringere i denti Kjaer e Florenzi, che saranno valutati fino all’ultimo. Poi spazio agli artefici di un inizio stagione eccellente, perche’ il Milan in campionato e’ finora imbattuto, secondo in classifica, dopo aver disputato gia’ due big match. Un percorso importante, merito della squadra ma soprattutto di Stefano Pioli. Tutto passa dai risultati e la permanenza in Champions League e’ il vero obiettivo chiesto dal club ma ora come ora e’ difficile immaginare un Milan senza Pioli. Il parallelo con Diego Simeone che ha scritto la storia dell’Atletico, sembra calzare. “Io al Milan come Simeone all’Atletico? Nella mia testa – racconta l’allenatore – il rapporto che ho creato con il Milan non ha una scadenza. Abbiamo l’ambizione di ottenere il massimo ad ogni partita e ogni stagione. Ora non pensiamo al futuro, siamo concentrati sulla prossima partita che e’ difficile e servira’ una prestazione di altissimo livello”. Le difficolta’ delle ultime partite della squadra di Simeone, reduce dal ko contro l’Alaves, non devono illudere: “Non credo al momento no”, ammonisce Pioli. Attenzione massima per i rossoneri decisi a dimostrare di valere la Champions League.

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Cronache

Pregiudicato freddato in strada nel Milanese

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Un omicidio plateale, per strada, un agguato in piena regola e in stile mafioso, una esecuzione che ha fatto ripiombare Buccinasco, paese satellite di Milano, negli anni bui della guerra di mafia: questo e’ stato, stamani, l’omicidio di Paolo Salvaggio, 60 anni, pregiudicato per droga e con contatti sia in ambienti ‘ndranghetistici sia in quelli della Sacra Corona. L’uomo e’ stato freddato con tre colpi, l’ultimo dei quali quando era gia’ a terra agonizzante. Salvaggio era in strada sulla sua bicicletta, quando e’ stato avvicinato, al semaforo tra via della Costituzione e via Morandi, da uno scooter da cui sono stati esplosi i primi colpi, a distanza ravvicinata, che lo hanno raggiunto a testa e spalla, e poi, quando era a terra, il killer gli ha sparato ancora al viso. Ricoverato in arresto cardiaco all’Humanitas di Rozzano (Milano), e’ deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. L’uomo, con precedenti per droga e gia’ coinvolto in importanti passate inchieste sul territorio, si trovava agli arresti domiciliari presso la casa dell’ex moglie, e aveva un permesso per uscire due ore alla mattina, dalle 10 alle 12, proprio nell’orario in cui e’ stato seguito, raggiunto e ucciso, a due passi da un parco pubblico, prima che arrivasse a un piccolo bar dove era solito recarsi: modalita’ che fanno pensare a un agguato pianificato, anche se tutte le ipotesi sono al momento aperte da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Milano che indagano sull’episodio. “Immagino sia stato ucciso da professionisti – ha detto il sindaco Rino Pruiti – che quando era a terra gli hanno sparato un ultimo colpo alla testa” senza lasciargli scampo. “Adesso bisogna capire perche’ dopo decenni qui si ricomincia a sparare – ha aggiunto – Evidentemente sono saltati gli equilibri fra le famiglie” della criminalita’ organizzata. “Sono decenni che pregiudicati e famiglie di mafia vivono qui. Lo diciamo da decenni. La proporzione di locali sequestrati alle mafie che abbiamo qui e’ piu’ alta che a Reggio Calabria, uno ogni mille abitanti” ha spiegato. Ma finora gli affari della criminalita’ organizzata erano rimasti sotto traccia: “L’ultimo morto ammazzato risale alla fine degli anni ’80”. Per questo dopo l’attentato “la preoccupazione e’ altissima”. Sul posto e’ giunto il pm di turno, Carlo Scalas. La famiglia della vittima e’ stata ascoltata dagli investigatori. I filmati delle telecamere della zona acquisiti dagli investigatori dell’Arma.

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In Evidenza

Mentre a Napoli si chiacchiera a Milano Sala presenta la giunta

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Una giunta composta da dodici assessori, sei uomini e sei donne, di cui due hanno meno di 30 anni, provenienti dai partiti con l’esclusione di due tecnici. E’ questa in sintesi la squadra di governo presentata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante una conferenza stampa a cinque giorni dal voto. Il Pd, forte del suo risultato elettorale alle elezioni, ha sei assessori: la vice sindaca Anna Scavuzzo che ha anche le deleghe a Istruzione e Rapporti con il Consiglio comunale, Piefrancesco Maran, il recordman di preferenze italiano, a Casa e Piano quartieri, a Welfare e Salute c’e’ Lamberto Bertole’ ex presidente del Consiglio comunale, alla Mobilita’ Arianna Censi che e’ stata vice sindaca della Citta’ metropolitana, ai Servizi Civici la giovanissima Gaia Romani di 25 anni, alla Sicurezza torna Marco Granelli che ha gia’ ricoperto quel ruolo con Giuliano Pisapia. I due tecnici sono alla Cultura Tommaso Sacchi, attuale assessore a Firenze mentre alla Rigenerazione urbana arrivera’ un dirigente del Comune Giancarlo Tancredi. Dalla lista civica del sindaco arrivano Emmanuel Conte che avra’ la delega al Bilancio e Patrimonio immobiliare e Martina Riva (28 anni), che lavorera’ allo Sport, Turismo e Politiche giovanili. Alessia Cappello di Italia Viva, che era candidata nella lista dei Riformisti, sara’ al Lavoro e sviluppo economico, mentre l’assessorato a Verde e Ambiente e’ di Elena Grandi, co portavoce nazionale dei Verdi.

La prima seduta della giunta, come ha spiegato Sala, si potrebbe tenere gia’ mercoledi’ della prossima settimana. “E’ una giunta equilibrata, io sono contento – ha commentato -. E’ ovvio che ci sono discussioni con i partiti ma se si arriva a decidere in cinque giorni parliamo di questioni gestibili. Credo di essere riuscito nell’intento di cambiare perche’ fare l’assessore e’ un lavoro faticoso e quindi e’ importante tirare fuori forze fresche, abbiamo solo tre assessori della giunta precedente”. Inoltre secondo il sindaco nella squadra c’e’ “equilibrio tra le forze politiche. Cercheremo di fare la prima giunta gia’ mercoledi’ per partire a spron battuto. La lista ha componenti giovanili anche in termini di esperienza e quindi ho ritenuto di non privarmi della capacita ed esperienza di Marco Granelli e Piefrancesco Maran”. Per il suo secondo mandato Sala ha deciso di confermare il suo direttore generale, Christian Malangone, e il capo di Gabinetto, Marino Vanni.

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Cronache

Ultrà interista ucciso, la Procura generale chiede la conferma della condanna per omicidio stradale al tifoso del Napoli

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La Procura generale di Milano, non condividendo l’impostazione della Procura che aveva presentato appello per sostenere il riconoscimento dell’omicidio volontario, ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni per omicidio stradale per Fabio Manduca, l’ultra’ napoletano arrestato nel 2019 per aver travolto e ucciso con il proprio suv il tifoso del Varese Daniele Belardinelli, morto negli scontri del 26 dicembre 2018, in via Novara, poco lontano dallo stadio di San Siro, prima della partita tra Inter e Napoli. In primo grado i pm Stagnaro e Bordieri avevano chiesto una condanna a 16 anni per omicidio volontario col “dolo eventuale”, ossia con l’accettazione del rischio del verificarsi dell’evento, ma il gup Carlo Ottone De Marchi il 30 novembre 2020 ha condannato in abbreviato Manduca (arrestato nell’ottobre 2019) per omicidio stradale. Per il giudice, infatti, l’ultra’, difeso dal legale Eugenio Briatico, pur avendo messo in atto “una guida pericolosa” violando “fondamentali regole di cautela” e causando per “colpa” il “grave investimento nel quale ha perso la vita” Belardinelli, non aveva una “volonta’ dolosa” di uccidere. Il sostituto pg Nicola Balice, davanti alla Corte d’Assise d’appello di Milano, ha spiegato che quella di primo grado e’ una “sentenza equilibrata” rispetto agli elementi emersi dalle indagini e che la ricostruzione alternativa dell’omicidio volontario e’ solo “ipotetica”. Contro la sentenza del gup hanno presentato appello anche i familiari di Belardinelli (presenti in aula) coi legali Fabio Bossi e Gianmarco Beraldo.

Daniele Belardinelli. L’ultimo morto del calcio

Lo scorso gennaio a Manduca, che era finito anche in carcere, erano stati revocati i domiciliari e per lui era stato disposto l’obbligo di dimora. L’ipotesi dell’omicidio volontario era stata confermata dal gip Guido Salvini, che nell’ottobre 2019 ordino’ l’arresto del 40enne, e successivamente anche dal Riesame. Infine, era stata rafforzata da una consulenza richiesta dai pm e firmata da esperti. L’ultra’, ha scritto il giudice nelle motivazioni della sentenza, voleva “abbandonare al piu’ presto la situazione di guerriglia” che si era creata, determinata “dall’agguato sulla strada da parte dei tifosi interisti”. E ha messo in atto “una guida pericolosa” causando per “colpa” il “grave investimento”, mentre si puo’ escludere, pero’, che avesse una “volonta’ dolosa” di uccidere. I pm hanno contestato la ricostruzione del gup sulla dinamica dell’investimento, spiegando che l’ultra’ con la sua auto aveva puntato contro il gruppo di interisti. Tesi non condivisa ora dalla Procura generale. Il gup aveva anche riconosciuto all’imputato l’attenuante del “concorso” del “fatto doloso della persona offesa”. Gli ultras interisti, alleati con tifosi del Varese e del Nizza, “per primi avevano invaso la carreggiata di via Novara e avevano attaccato la carovana dei tifosi napoletani” e Belardinelli “e’ stato uno dei primi a dare vita alla rissa, invadendo la corsia e colpendo il vetro del Ford Transit che precedeva l’auto del Manduca”. Per la difesa, invece, mancano le prove per sostenere che sia stato Manduca a travolgere e uccidere col suo suv Belardinelli e, dunque, dovrebbe essere assolto. Dopo il pg parleranno i legali di parte civile e il difensore.

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