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Economia

Catalfo, stop ai licenziamenti e bonus anche alle colf

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Piu’ risorse per aiutare le famiglie, i lavoratori e le imprese, con un pacchetto di oltre 20 miliardi per il capitolo lavoro, la proroga del blocco dei licenziamenti per altri tre mesi ed un bonus anche per colf e badanti, da 400 a 600 euro: la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, assicura l’impegno del governo che “sta facendo tutto il possibile” per sostenere “tutte le categorie” colpite dall’emergenza Covid. Lo fa nella giornata del Primo maggio, che dedica “alle lavoratrici ed ai lavoratori che ci hanno permesso di affrontare l’emergenza”, perche’ in prima linea. Nel prossimo decreto vedra’ la luce anche il Reddito di emergenza come misura temporanea “per due o tre mesi”, da 400 euro per un single a 800 euro per una famiglia, che, spiega la ministra, sara’ possibile sommare con il Reddito di cittadinanza fino alla soglia del Rem. Un Primo maggio segnato dalla pandemia e celebrato dai sindacati in una maniera che non poteva che essere insolita, senza piazze e manifestazioni, ne’ cortei. In formato tv e social. Ma con un messaggio piu’ che mai univoco. “Il lavoro in sicurezza: per costruire il futuro”, lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, che punta sulle due leve da cui ripartire e che viene accompagnato da un appello.

“Dobbiamo mettere in sicurezza il Paese, in sicurezza sanitaria ed economica” e quindi “abbiamo bisogno di un grande patto sociale”, dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Bisogna costruire “un nuovo modello di sviluppo”, sottolinea il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, secondo cui “e’ necessario gia’ dalla prossima settimana discutere del progetto di rilancio del nostro Paese”. Una linea sostenuta anche dal numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, che pure chiede “un patto per il Paese e per l’Europa, tra le imprese ed i lavoratori, che ci permetta, insieme, di rilanciare la nostra economia e la nostra societa’”. Un appello anche in vista della fase due e delle riaperture: “Abbiamo fatto un protocollo per cui si lavora solo se ci sono le condizioni di sicurezza. Oggi e’ il momento della responsabilita’”, ammonisce Landini.

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Economia

Amazon si arricchisce col virus, Bezos sempre più paperone: patrimonio da 171,6 miliardi di dollari

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Jeff Bezos è sempre più ricco. Il patron di Amazon vale, da solo, 171,6 miliardi di dollari grazie alla volata a Wall Street del gigante delle vendite online. E’ quanto emerge dal Bloomberg Billionaires Index, che rivela come la fortuna di Bezos è tornata ai livelli pre-divorzio. Bezos ha guadagnato solo quest’anno 56,7 miliardi di dollari. E li ha guadagnati in questi mesi di lockdown grazie al covid 19. La pandemia ha accresciuto la richiesta mondiale di consegne a domicilio ed ha arricchito Bezos.

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Economia

Agcom, nel settore consegna pacchi c’è posizione dominante di Amazon

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In soli quattro anni Amazon e’ diventato il primo operatore in Italia nel mercato delle consegne e-commerce deferred (in pratica la consegna tipo dei pacchi) ed il secondo operatore in quelle espresse. Lo ha rilevato l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni che nel suo Interim report sul settore ha concluso che Amazon detiene un significativo potere di mercato nel mercato delle consegne B2C deferred, con una quota pari al 59% dei ricavi e che la performance del colosso di Seattle e’ senza dubbio riconducibile al vantaggio competitivo che trae, dal lato dell’offerta, dall’integrazione verticale e, dal lato della domanda, dal contropotere di acquisto di cui gode in qualita’ di acquirente di servizi di consegna. L’analisi, si spiega e’ una tappa intermedia e in vista della conclusione dell’indagine saranno svolti ulteriori approfondimenti per valutare la persistenza di posizioni dominanti, “anche al fine di valutare l’opportunita’ di introdurre eventuali specifici obblighi in capo agli operatori che detengono significativo e durevole potere di mercato, al fine di promuovere assetti maggiormente concorrenziali”.

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Economia

Allarme Onu, 3.300 miliardi in fumo nel turismo

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L’Onu lancia l’allarme per il turismo: la pandemia avra’ un effetto devastante sul settore, con perdite che potrebbero superare i 3.300 miliardi di dollari. Per scongiurare tale scenario, l’Europa ha scommesso su un ulteriore ampliamento delle possibilita’ di viaggiare da e per l’estero, aprendo le frontiere esterne a 14 paesi. Una potenziale boccata d’ossigeno anche per l’Italia, che con l’industria delle vacanze pre-Covid copriva il 13% del pil. Il lockdown ha fatto quasi collassare l’economia mondiale. Il turismo non e’ stato risparmiato, anzi e’ stato tra i settori piu’ colpiti, tra voli cancellati e la paura di spostarsi che e’ ancora molto presente, anche in un fase in cui viaggiare e’ di nuovo permesso. I mesi estivi saranno un termometro di quanto accadra’, ma le stime sono preoccupanti. Il Cnuced, l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa di commercio e sviluppo, ha pubblicato un’indagine che parla da sola: per il turismo ed i settori ad esso collegati i prossimi mesi si tradurranno in un perdita che, nel migliore dei casi, arrivera’ a 1.200 miliardi di dollari. Nel peggiore, 3.300, pari al 4,2% del pil mondiale. Un monito per ricordare “cio’ che sembriamo dimenticare, il suo ruolo di linfa vitale per milioni di persone in tutto mondo”, ha avvertito la direttrice della divisione commerciale Pamela Coke-Hamilton. Sono i paesi in via di sviluppo, che di vacanze vivono, a rischiare il crollo. In uno scenario definito moderato, la Giamaica perderebbe l’11 percento del pil, la Thailandia il 9, Repubblica Dominicana, Kenya e il Marocco il 5%. Anche i paesi con economie diversificate rischiano ingenti perdite: 190 miliardi gli Usa, 100 la Cina, oltre 40 Germania, Francia e Spagna. Per l’Italia i mancati introiti potrebbero superare i 34 miliardi. La Croazia vede un voragine da -9% del pil. L’Ue, per fermare questa emorragia, ha deciso che dal primo luglio i cittadini di 14 paesi extraeuropei potranno entrare nei paesi membri per le vacanze. In questa stessa giornata anche la circolazione interna si e’ rafforzata. La Grecia, che dal 15 giugno aveva avviato una riapertura solo parziale, ha fatto ripartire il traffico internazionale verso le sue isole. Con oltre 100 voli attesi in 14 aeroporti. Mentre i porti di Patrasso e Igoumenitsa sono tornati ad accogliere i traghetti dall’Italia. Proprio l’Italia era stata tra i primi paesi nell’Ue a riaprire i propri confini ai partner, il 3 giugno, per rianimare la propria economia puntando sui turisti. Ora l’auspicio e’ che il Belpaese torni ad essere la meta non solo degli europei, ma anche di australiani, giapponesi e canadesi, solo per citarne alcuni tra i 14 della lista Ue. Allo stesso tempo, i connazionali potranno godersi una meritata vacanza in paesi come Marocco, Nuova Zelanda e Thailandia (anche se per i paesi extra Ue e Schengen vige ancora l’obbligo di quarantena al rientro). Quanto alla Cina, la ripresa della circolazione da e per l’Europa resta vincolata alla reciprocita’. Niente da fare, invece, per Russia e Stati Uniti, almeno finche’ i numeri della pandemia continueranno ad essere cosi’ catastrofici.

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