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Atletico Madrid, lezione di calcio ad una Juventus spenta: due gol, una traversa e tante occasioni da rete

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Ci vorra’ una ‘remuntada’ della Juventus, il 12 marzo a Torino, per capovolgere il 2-0 dell’Atletico nell’andata degli ottavi di Champions. I bianconeri sono usciti con le ossa rotte dal Wanda Metropolitano, lo stadio della finale del Primo giugno, ma non abbattuti, a patto che all’Allianz Stadium tra venti giorni giochino una super partita. Il successo dei colchoneros di Simeone, che ha festeggiato dopo un gol con un gesto molto inelegante, e’ stato nettissimo, con una supremazia marcata nel secondo tempo e reazione pari a zero degli uomini di Allegri, a lungo surclassati nel ritmo. Il 2-0 dell’Atletico l’hanno firmato due difensori, Gimenez con una zampata in mischia, Godin con un tocco da una posizione angolatissima che ha sorpreso lo stesso Ronaldo, accorso per cercare di chiudere. Ma all’attivo dell’Atletico c’e’ anche una traversa di Griezmann e un gol annullato tramite Var a Morata per fallo su Chiellini. Per la Juve anche poco Ronaldo, all’altezza della sua fama solo nella punizione mandata in angolo da Oblak, bravissimo poi nel finale a respingere un tiro da lontano di Bernardeschi Benedetta Var, aveva pensato la Juventus, tra fischi e lancio di oggetti dei tifosi dell’Atletico, arrabbiati per il gol di Alvaro Morata cancellato dall’arbitro, dopo aver visionato l’azione sullo schermo, punendo la spinta dell’ex bianconero a Chiellini, scaltro ad evidenziare nel modo dovuto l’intervento alle spalle dell’attaccante. Nel primo tempo la moviola aveva gia’ annullato un rigore assegnato in un primo tempo dall’arbitro. Una girata di Griezman, servito con rimessa laterale, ha dato fuoco alle polveri dopo appena 48″, scaldando subito gli animi per una pedata di Matuidi sul piede dell’attaccante dell’Atletico dopo che il tiro era partito. Proteste poi divampate per il cartellino giallo a Diego Costa in barriera. Una ‘bomba’ di Cristiano Ronaldo – 22 gol ai colchoneros con la maglia del Real Madrid – su punizione (9′) ha impegnato Oblak. Juve piu’ intraprendente nel primo quarto d’ora – da annotare anche un colo di testa, alto, di Bonucci, poi la gabbia studiata da Simeone per bloccare Ronaldo ha funzionato e l’Atletico ha preso il comando delle operazioni imponendo il suo ritmo e il suo palleggio: provvidenziale la Var, dagli ottavi anche nella Champions, che ha corretto (27′) un errore di Zwayer. L’arbitro tedesco aveva dato il rigore ai madrileni per un presunto sgambetto in area di De Sciglio ai danni di Diego Costa, la videoassistenza ha invece punito una spinta del difensore ma fuori area. Sul tiro piazzato, pero’, Griezmann ha colpito con precisione sul primo gol, Al 5′ st Diego Costa, lanciato in profondita’ da Griezmann si e’ divorato il gol tirando fuori, disturbato da Chiellini ma in netto vantaggio. Juve sul punto di cadere all’8′: traversa di Griezmann, con la deviazione decisiva delle falangi di Szczesny e poi salvataggio in angolo di Chiellini. A mezz’ora abbondante dalla fine, dentro l’ex Juve Morata al posto di Diego Costa e un paio di minuto dopo secondo ritocco di Simeone: fuori Thomas, dentro il piu’ veloce Lemar. I cambi hanno permesso all’Atletico di tenere passo e ritmo ad alto livello fino al 94. E l’imbarcata della Juve ha spianato la strada all’Atletico, due volte a segno in 5′. L’Europa e’ un’altra cosa rispetto alla serie A, l’Atletico si e’ confermato uno dei peggiori avversari possibili. Ma per la Juventus non e’ finita.

#AtleticoJuventus, le pagelle dei protagonisti: Ronaldo spento, Griezmann super

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Venezia tra erotismo, guerra, Usa e cinquina Italia

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Voci della vigilia avevano lasciato trapelare che Alberto Barbera, a cui è stato rinnovato il mandato per altri due anni, quest’anno era alle prese con un’enorme quantità di film anche per il ritorno del cinema Usa dopo lo sciopero degli sceneggiatori, ma nessuno si sarebbe immaginato che l’81/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) sarebbe stata così extra-extra large, piena di star, serie tv, autori e temi come erotismo, guerra e politica. E anche all’Italia poi non è andata affatto male, essendo in corsa con cinque film (l’anno scorso erano sei), vale a dire: Iddu, dedicato al boss Matteo Messina Denaro, diretto dalla coppia Grassadonia e Piazza; Queer di Luca Guadagnino, adattamento del romanzo di William Burroughs, che si annuncia ad alto contenuto erotico; Diva futura di Giulia Steigerwalt dedicato alla fabbrica di sogni erotici di Riccardo Schicchi tra Ilona e Moana; Campo di battaglia di Gianni Amelio ambientato al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, con due medici divisi su tutto e Vermiglio di Maura Delpero “una vera e propria reincarnazione di Ermanno Olmi”, così l’ha definita Barbera. Per quanto riguarda poi gli autori, oltre a quelli già citati, troviamo: Pedro Almodovar (The Room Next Door); Pablo Larrain (Maria) atteso film sulla Callas; Alfonso Cuaron (con la serie tv Disclaimer); Todd Phillips (Joker: Folie à deux); Tim Burton (Beetlejuice Beetlejuce); Takeshi Kitano (Broken Rage); Amos Gitai (Why War) e Thomas Vinterberg (Families Like Ours) serie distopica sul cambiamento climatico.

Sul fronte politica e guerra a parte Campo di battaglia di Amelio, da non perdere The Order di Justin Kurzel, thriller politico sui suprematisti bianchi con Jude Law e Nicholas Hoult; Apocalypse in the Tropics di Petra Costa, indagine in otto capitoli sull’ascesa al potere di Bolsonaro e sui movimenti fondamentalisti religiosi; Israel Palestine on Swedish Tv 1958-1989 di Goran Hugo Olsson, un riassunto cronologico dei servizi della tv svedese sul conflitto; Russians at War, docu di Anastasia Trofimovia “dall’adesione patriottica dei soldati russi alla disillusione più totale” e, infine, dall’altra parte della barricata, Songs of Slow Burning Earth di Olha Zhurba ovvero immagini inedite dal fronte ucraino. Ancora più d’attualità c’è poi Of Dogs and Men di Dani Rosenberg, “quasi un instant movie – lo definisce Barbera – con una ragazzina che torna nel kibbutz subito dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre”. L’Eros dice la sua in questa 81/a edizione, a parte i film già citati, anche con Love di Dag Johan Haugerud, ultima parte di una trilogia sull’analisi dei comportamenti sessuali in contrasto con le norme sociali; Babygirl di Halina Reijn, ovvero Nicole Kidman manager insoddisfatta che si butta in un rapporto sadomaso con Harris Dickinson. Per la storia italiana grande curiosità poi su M – Il figlio del secolo (otto episodi) di Joe Wright, serie Sky Original dal romanzo di Antonio Scurati che racconta “la storia d’Italia dall’ascesa di Mussolini al delitto Matteotti”. In questa edizione è extra-large anche la durata di molti film, a parte le serie che verranno proiettate per intero: “Lasciatemi ricordare che ci sono molti film lunghi – ha detto il direttore artistico Alberto Barbera che non può che essere soddisfatto di questo mega-festival – sto lavorando al calendario che spero di poter pubblicare al più presto per consentire a tutti di organizzare la loro presenza a Venezia”.

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Mattel lancia la prima Barbie non vedente

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All’insegna dell’inclusione, una bambola cieca entra per la prima volta nell’universo di Barbie: 60 anni dopo il debutto della Barbie originale nei negozi di giocattoli e un anno dopo il film campione di incassi con Margot Robbie e Ryan Gosling, la Mattel ha prodotto la sua prima bambola non vedente. Il colosso del giocattolo ha spiegato che la nuova Barbie, disponibile sia nei negozi che per l’acquisto online, è stata creata per far sentire bambini e bambine non vedenti o con gravi problemi di vista più rappresentati nella società.

“Siamo tutti consapevoli che Barbie è molto di più di una bambola: rappresenta un modo di esprimersi e può creare un senso di appartenenza per chi ci gioca”, ha commentato Krista Berger, vice presidente di Barbie e responsabile globale per le bambole. L’azienda di El Segundo, su cui nelle ultime ore ha messo addosso gli occhi il fondo di private equity L Catterton sostenuto da Lvmh, ha collaborato con la American Foundation for the Blind per assicurare che tutto, dagli abiti che indossa agli occhi della bambola, raffiguri accuratamente una ragazza non vedente.

La Barbie ha in mano un bastone bianco e rosso e rivolge lo sguardo leggermente verso l’alto “in modo da rappresentare accuratamente quello di un individuo non vedente”, spiega la Mattel. Dopo aver condotto test su bambine che non vedono o con gravi problemi di vista, l’azienda ha poi deciso di vestire la Barbie con abiti confezionati con stoffa dalla consistenza tattile. Dettagli come la vita con l’elastico della gonna di tulle viola sono stati aggiunti per rendere più facile alle bambine vestire e svestire la bambola. Anche la confezione è all’insegna dell’accessibilità, con la parola Barbie scritta sulla scatola in caratteri Braille.

La Barbie non è la prima rivolta a un pubblico di bambini con disabilità: del 2019 sono le bambole in sedia a rotelle o con una protesi alla gamba, mentre due anni fa è uscita la prima Barbie con l’apparecchio acustico accompagnata nello stesso anno da un Ken con la vitiligine. Quest’anno poi, assieme a una Barbie cieca, la Mattel si è associata con la National Down Syndrome Society per lanciare la prima bambola nera con la sindrome di Down che si è aggiunta a una versione dall’incarnato bianco uscita nel 2023.

Le bambole sono parte della linea Fashionistas lanciata originariamente nel 2009 con una piccola selezione di diversi tipi anatomici e colori della pelle. Nel 2019 la collana si è allargata a includere 176 bambole con nove differenti tipi di figura, 35 sfumature di colore e 94 stili di capelli.

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Crollo a Scampia, Manfredi proclama il lutto cittadino: integrale conferenza stampa del sindaco di Napoli

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Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha annunciato che il giorno dei funerali delle vittime del crollo nella “Vela Celeste” a Scampia sarà proclamato il lutto cittadino. L’annuncio è stato fatto durante un incontro con la stampa per fare il punto della situazione riguardante il tragico evento avvenuto ieri notte.

A seguito del crollo del ballatoio nella “Vela Celeste”, circa 800 persone sono state sfollate. Manfredi, lasciato Palazzo San Giacomo, si è recato in Prefettura per partecipare a una riunione per discutere delle misure da adottare per gestire l’emergenza e garantire assistenza agli sfollati. Al termine della riunione, il sindaco tornerà sul luogo del crollo, dove era già stato immediatamente dopo l’evento per valutare la situazione.

Le Dichiarazioni del Sindaco

Durante l’incontro con la stampa, Manfredi ha espresso il suo profondo cordoglio per le vittime e la vicinanza alle loro famiglie. Ha inoltre sottolineato l’importanza di un’azione rapida e coordinata per garantire la sicurezza e l’assistenza agli sfollati. “Il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino,” ha dichiarato il sindaco, evidenziando l’importanza di un momento di raccoglimento e solidarietà per tutta la comunità napoletana.

Le autorità locali, insieme ai Vigili del Fuoco e ai tecnici del Comune, stanno effettuando verifiche tecniche per valutare la stabilità dell’edificio e decidere chi potrà rientrare negli appartamenti non interessati dal crollo. Nell’area coinvolta, il transito sui ballatoi è stato vietato fino al completamento delle verifiche.

La tragedia di Scampia ha scosso profondamente la comunità napoletana. L’annuncio del lutto cittadino da parte del sindaco Manfredi rappresenta un gesto di rispetto e solidarietà verso le vittime e le loro famiglie. Le autorità sono impegnate a fornire assistenza agli sfollati e a garantire la sicurezza degli edifici, mentre continuano le indagini per accertare le cause del crollo.

 

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