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Cronache

Aggredirono 16enne disabile, 5 minorenni arrestati a Varese

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 Cinque minorenni sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Varese con l’accusa di aver preso parte a due episodi di rapina e lesioni personali, tra cui l’aggressione ai danni di un 16enne disabile, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano. Si tratta di un ragazzino italiano e quattro nordafricani, quattro di 14 anni e uno di 16, tutti collocati in comunita’ per minori. Risalgono a fine settembre le due aggressioni a scopo di rapina a cui avrebbero partecipato. A farne le spese per primo, a quanto emerso dalle indagini, e’ stato un ragazzo di 16 anni disabile, braccato e spintonato dal gruppo per rapinarlo di scarpe e cellulare. Il giovanissimo, nonostante le sue difficolta’, e’ riuscito a resistere e a reagire gridando e mettendoli in fuga. Qualche giorno piu’ tardi, dopo aver riconosciuto i suoi aggressori fuori da scuola, ha chiesto aiuto ai genitori, i quali hanno immediatamente chiamato il 112. Il secondo giovanissimo aggredito da tre dei cinque minori arrestati, e’ stato sorpreso alle spalle mentre passeggiava nel centro di Varese, picchiato violentemente fino a subire la frattura del setto nasale e poi derubato del portafogli.

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Cronache

Strage del Constellation a Crans-Montana, cauzione da 400mila franchi per Moretti: la Procura teme la fuga

La Procura del Vallese fissa a 400mila franchi la cauzione per Jacques Moretti, indagato per la strage del Constellation a Crans-Montana: rischio di fuga e misure alternative al carcere.

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“Quattrocentomila franchi possono sembrare pochi, ma non lo sono perché i coniugi Moretti rischiano di non avere più soldi”. È la sintesi della posizione della procuratrice aggiunta Catherine Seppey, titolare dell’inchiesta sulla strage del Constellation a Crans‑Montana, che ha causato 40 morti e 116 feriti.
Nella richiesta di arresto per Jacques Moretti, attualmente in carcere, la Procura del Canton Vallese indica anche misure alternative: braccialetto elettronico, obbligo di firma, consegna dei documenti d’identità e della patente. Misure analoghe sono state applicate alla moglie Jessica Maric.

Rischio di fuga e situazione economica

Secondo la Procura, l’importo della cauzione deve essere “sufficientemente elevato da dissuadere l’imputato dal darsi alla fuga”, poiché Moretti presenterebbe “un rischio concreto” di lasciare la Svizzera per sottrarsi al procedimento e a una possibile sanzione, non avendo — allo stato — prospettive nel Vallese.
Pesa il blocco improvviso degli introiti dei tre locali di proprietà della coppia (Le Constellation, Senso e Le Vieux Grenier), che — secondo Moretti — garantivano circa 10mila franchi mensili, oltre al mutuo da 1,3 milioni di franchi sull’abitazione e alle ipoteche sui locali.

L’anonimo garante e le tensioni

Un amico rimasto anonimo ha versato la somma sul conto dell’avvocato Patrick Michod di Losanna, pronta per essere utilizzata qualora il Tribunale delle misure coercitive di Sion decidesse la liberazione di Moretti.
Il legale ha però segnalato alla Procura un clima di tensione e timore: sarebbero arrivati “messaggi particolarmente preoccupanti” che lascerebbero intendere conseguenze per chi presta aiuto all’imputato.

Le critiche dei legali delle vittime

La soluzione della cauzione non convince gli avvocati delle famiglie delle vittime. Romain Jordan osserva che la giurisprudenza richiede un’istruttoria rigorosa sui legami con il garante e sulla situazione finanziaria, e segnala che il rischio di inquinamento delle prove non risulterebbe ancora affrontato in modo esplicito.

Le dichiarazioni degli indagati

Dagli atti emerge il tentativo dei coniugi Moretti di respingere l’immagine costruita negli anni. “Non ho mai pensato di fuggire — ha dichiarato Jacques al giudice Christian Roten durante l’interrogatorio di garanzia — la mia vita è qui”. Ha aggiunto di essere disposto a lavorare in attesa della conclusione della procedura.
La moglie ha ricostruito la loro storia familiare e il radicamento a Crans-Montana, sottolineando che figli, amici e legami sociali sono nel territorio.

Il quadro procedurale

Jacques Moretti resta detenuto in attesa della decisione sulle misure coercitive. L’indagine prosegue. Come sempre, vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Milano Cortina 2026, Massimo Boldi escluso dai tedofori: “Dichiarazioni incompatibili con i valori olimpici”

Massimo Boldi escluso dalla lista dei tedofori di Milano Cortina 2026 dopo un’intervista giudicata incompatibile con i valori olimpici. L’attore si scusa e parla di battuta inopportuna.

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Massimo Boldi non farà parte dei tedofori di Milano Cortina 2026. La decisione è stata assunta dal Comitato organizzatore Milano Cortina 2026, che ha rimosso l’attore dalla lista prevista dopo l’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, dal titolo “Io tedoforo, ma lo sport è la f… Altro che neve, amo l’aperitivo”.

Secondo il Comitato, le opinioni espresse da Boldi sono state ritenute “incompatibili con i valori olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore”.

I valori della Fiamma Olimpica

Nella nota ufficiale si sottolinea che portare la Fiamma Olimpica “rappresenta un privilegio e una responsabilità” e richiede che i tedofori “incarnino e promuovano i valori di rispetto, unità e inclusione, fondamenti del Movimento Olimpico e condizioni essenziali per la partecipazione alla staffetta”.

La scelta arriva in un contesto già segnato da polemiche sul Viaggio della Fiamma Olimpica, dopo le discussioni sulla selezione dei 10.001 tedofori.

Le modalità di selezione

Il Comitato ha ribadito che la nomina dei tedofori può essere effettuata da più soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’evento: la Fondazione Milano Cortina 2026, le città di tappa, gli sponsor del progetto olimpico, i CONI regionali, gli enti territoriali e il Comitato Olimpico Internazionale. L’obiettivo dichiarato resta quello di una staffetta che “rifletta pienamente i principi del Movimento Olimpico e celebri il potere unificante dello sport”.

Le scuse di Massimo Boldi

Dopo l’esclusione, Boldi ha diffuso una nota di scuse, spiegando che la sua era “una battuta che voleva essere leggera e ironica”, ma che si è rivelata “inopportuna e offensiva nei confronti delle donne” e non in linea con i principi di rispetto e inclusione del movimento olimpico.

L’attore ha chiesto scusa “a tutte le persone che si sono sentite ferite e al Comitato Organizzatore”, ribadendo la sua stima per l’evento olimpico e per il suo significato di unità e condivisione.

L’amarezza e l’impegno futuro

Boldi ha definito la vicenda “profondamente amareggiante”, ma ha anche confermato il proprio impegno a promuovere messaggi di rispetto e sensibilità, riconoscendo l’importanza della responsabilità che deriva dal ruolo pubblico. Il Comitato organizzatore, dal canto suo, ha assicurato che proseguirà nel solco del pieno rispetto dello spirito olimpico.

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Omicidio nel parco a Carbonia: cadavere tra le fiamme, indagini in corso

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Quando i vigili del fuoco sono intervenuti nel cuore della notte per domare un incendio al Parco comunale Rosmarino di Carbonia, non immaginavano di imbattersi in una scena drammatica. Tra le sterpaglie in fiamme hanno notato la sagoma di un corpo disteso a terra, in posizione supina, con le gambe già raggiunte dal fuoco. L’allarme è scattato immediatamente: erano circa le 4 del mattino.

L’identificazione della vittima

Sul posto sono arrivati i carabinieri, insieme ai militari del RIS di Cagliari. Il cadavere è stato identificato poco dopo: si tratta di Giovanni Musu, 53 anni, disoccupato del posto. L’uomo presentava evidenti tagli alla gola, compatibili con ferite da arma da taglio.

Indagini per omicidio

Le indagini, coordinate dalla Procura di Cagliari e affidate ai carabinieri della Compagnia di Carbonia e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari, si sono subito orientate verso l’ipotesi di omicidio. Sul luogo è intervenuto il pubblico ministero Danilo Tronci, insieme al medico legale, che ha effettuato un primo esame esterno in attesa dell’autopsia.

Il sospetto del rogo doloso

Secondo gli inquirenti, l’incendio potrebbe essere stato appiccato per cancellare tracce e impronte. Resta da chiarire se l’aggressione mortale sia avvenuta all’interno del parco o se il corpo sia stato trasportato lì dopo una lite degenerata. L’area è stata isolata per consentire i rilievi tecnici, mentre il parco è rimasto chiuso fino a tarda mattinata.

Le piste investigative

Giovanni Musu era noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti. I carabinieri hanno raccolto testimonianze, concentrando l’attenzione anche negli ambienti della microcriminalità locale e sul recente passato della vittima. L’ipotesi è che l’autore dell’omicidio possa essere una persona conosciuta, circostanza che spiegherebbe il tentativo di eliminare le prove. Sarà l’autopsia a chiarire se il colpo alla gola sia stato effettivamente letale.

Un dato che pesa

Si tratta del primo omicidio del 2026 in Sardegna, un episodio che ha scosso la comunità di Carbonia e riacceso l’attenzione sulla sicurezza nel centro minerario. Le indagini proseguono.

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