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Esteri

Sauditi ammettono: “Khashoggi ucciso nel consolato a Istanbul”. Veleni a corte a Riad

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“Jamal Khashoggi è morto in seguito a una colluttazione con alcune persone con cui si era incontrato nel consolato saudita a Istanbul”. L’ammissione delle autorità di Riad c’è. Ed è accompagnata da una notizia che dovrebbe rendere il tutto più credibile. l’arresto di 18 sauditi e il licenziamento del vicecapo dell’intelligence Ahmed Al Assiri e del consigliere Saud Al Qahtani, due figure molto vicine al principe

Trame reali saudite. il principe erede al trono di Saud, Mohammed bin Salman

, l’erede al trono. I sospetti sul coinvolgimento di quest’ultimo nell’assassinio di Khashoggi spingono Trump a prendere le distanze. C’è un altro fronte aperto per il potentissimo e ricchissimo  erede al trono saudita: quello interno. David Ignatius, collega e amico di Khashoggi, columnist del Washington Post, contatti che contano sia a Riad che nella Cia riferisce che “fonti saudite mi dicono che coloro che si oppongono a Mohammed bin Salman si stanno silenziosamente raccogliendo attorno al Principe Ahmed bin AbdulAziz”. Insomma, a Riad a breve dovrebbe succedere qualcosa di importante nella casa reale di Saud.
Più fonti parlano di malumore dei principi riuniti in conclave per arginare l’ emergenza. Notizie inverificabili si accompagnano a dati di fatto. Il primo è che i metodi di Mbs, diventato erede al trono saltando ed esautorando parenti più anziani, mettendone altri agli arresti per corruzione e accentrando il potere, non sono mai piaciuti a molti principi che ora, dopo il caso Khashoggi, possono metterne apertamente in discussione l’ idoneità a guidare il Paese (è il re infatti a nominare il suo erede ma sono i 35 principi del Consiglio del Giuramento di Fedeltà che dovranno confermarlo al potere). Il secondo segnale è il dissenso del principe Ahmed bin AbdulAziz, 76 anni, fratello di Re Salman. Il 3 settembre a Londra, mentre entrava nella sede dell’ambasciata, si è fermato a parlare con alcuni manifestanti yemeniti che gridavano slogan contro la famiglia reale. Ha detto loro che gli slogan dovrebbero rivolgersi contro chi governa, suo fratello e suo nipote: in un filmato si sente bene mentre esprime questo concetto.
Sempre a settembre su Twitter è nato l hashtag in arabo #Ahmed_bin_AbdulAziz_re_dell’Arabia_Saudita. Il terzo segnale è che l’ 82enne Re Salman ha deciso di gestire di persona il caso Khashoggi: secondo la Reuters ne era stato tenuto all’ oscuro dal figlio, ma dopo le reazioni internazionali ha inviato in Turchia il suo più fidato consigliere, il principe Khaled Al Faisal: una prima esautorazione di Mbs.
Poi è stata avviata l’ inchiesta che ha condotto alle ammissioni di ieri. Ma fa riflettere anche che re Salman abbia promesso una riforma dei servizi di intelligence, guidata da suo figlio Mohammad, sottolineando così l’intenzione di proteggerlo.

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Esteri

Naufraga barca di migranti alle Canarie, decine i dispersi

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Naufraga un’imbarcazione con migranti a bordo al largo de El Hierro, una delle isole Canarie, lasciando decine di dispersi in mare. Stando a quanto si apprende da diverse fonti, 9 persone sono state soccorse con un elicottero e portate sull’isola per fornite loro assistenza sanitaria e alcuni di essi, scrive l’agenzia Efe, hanno raccontato ai soccorritori che la barca si è ribaltata due giorni fa, e che in quel momento a bordo c’erano circa “60 persone”. In seguito, alcune di loro sarebbero riuscite a rigirarla e tornarvici sopra.

L’incidente, avvenuto a circa 60 miglia nautiche a sud de La Restinga (El Hierro), è stato notificato dall’equipaggio di una nave mercantile di passaggio, chiamata Beskidy. Secondo questa segnalazione, la barca dei migranti era in situazione di “semi-affondamento”. Il servizio di salvataggio marittimo spagnolo, che per ora non conferma cifre di morti e dispersi in questo naufragio, ha mobilitato per i soccorsi, oltre all’elicottero, anche un’imbarcazione di emergenza.

(la foto in evidenza è di archivio e non ha a che vedere con la vicenda narrata)

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Cronache

Le gang criminali in Svezia seducono la polizia e s’infiltrano

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Un’inchiesta giornalistica del quotidiano svedese Dagens Nyheter ha portato alla luce numerosi casi in cui agenti di polizia avrebbero divulgato informazioni sensibili a membri di gang criminali. Alcuni di questi agenti avrebbero agito sotto pressioni da parenti, mentre altri avrebbero avuto rapporti intimi con individui legati alla criminalità organizzata.

Il giornale ha reso pubblici estratti di lettere d’amore inviate da una poliziotta a un membro della nota gang Foxtrot: “Sono al lavoro. Quante ore del mio tempo lavorativo ho dedicato a te? Se solo la gente sapesse”, riporta una delle lettere citate. In un altro caso, la capo squadra ‘Camilla’, specializzata in criminalità organizzata, è stata licenziata dopo essere stata sorpresa uscire da una stanza d’albergo con un membro di una gang al tempo imputato per riciclaggio: “Ci siamo accorti che qualcosa non andava”, ha dichiarato l’ex capo di Camilla al quotidiano. “Abbiamo notato un cambiamento di comportamento nei criminali che stavamo monitorando. Come se sapessero. Questo è successo più volte.

“Molti dei suoi colleghi sono rimasti scioccati dall’improvviso licenziamento di Camilla, avvenuto senza alcuna spiegazione a causa della segretezza. Lo scoop giornalistico rivela che dal 2018 è stato presentato un totale di 514 denunce per presunte divulgazioni di informazioni, ma che non tutte hanno portato a sentenze e in diversi casi non si è riusciti a individuare la fonte della fuga d’informazioni. Durante questo periodo, 30 agenti di polizia sono stati giudicati un “rischio per la sicurezza” e sono stati licenziati o invitati a lasciare il loro incarico. Le informazioni divulgate comprendono dettagli su gang rivali, metodi investigativi e dettagli privati di agenti di polizia, nonché avvertimenti di arresto e perquisizioni. Dopo la rivelazione, il Ministro della Giustizia, Gunnar Strömmer, ha convocato una riunione con i vertici della polizia: “Si tratta di un fatto molto grave” ha dichiarato a Dagens Nyheter “La divulgazione di informazioni sensibili ai criminali è un reato e può avere conseguenze molto dannose per il lavoro condotto dalle forze di polizia. A lungo termine, rischia di minare la fiducia nel sistema di giustizia e ledere la democrazia”, ha concluso il Ministro.

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Esteri

‘Da banche Occidente in Russia 800 mln euro in tasse a Cremlino’

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Le maggiori banche occidentali che sono rimaste in Russia hanno pagato lo scorso anno più di 800 milioni di euro in tasse al Cremlino, una cifra quattro volte superiore ai livelli pre-guerra. Lo riporta il Financial Times sottolineando che le imposte pagate, pari allo 0,4% delle entrate russe non legate all’energia per il 2024, sono un esempio di come le aziende straniere che restano nel Paese aiutano il Cremlino a mantenere la stabilità finanziaria nonostante le sanzioni. Secondo quanto riportato dal quotidiano, “le maggiori sette banche europee per asset in Russia – Raiffeisen Bank International, Unicredit, Ing, Commerzbank, Deutsche Bank, OTP e Intesa Sanpaolo – hanno riportato profitti totali per oltre tre miliardi di euro nel 2023. Questi profitti sono stati tre volte maggiori rispetto al 2021 e in parte generati dai fondi che le banche non possono ritirare dal Paese”.

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