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Cronache

L’uomo che gestiva il tesoro di Zagaria tornerà in un paesino della Romania dove possiede 400 case

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Alla fine di maggio Nicola Inquieto, 44 anni, imprenditore di Aversa dovrà lasciare l’Italia: l’uomo che secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli gestiva in Romania i patrimoni del boss Michele Zagaria ed è accusato di collegamenti con il clan dei Casalesi, deve tornare a Pitesti perché in Romania ci sono a suo carico dei giudizi penali pendenti. E il permesso che è stato rilasciato dalla Corte di Cassazione di Bucarest sta per scadere. Dovranno quindi essere calendarizzate le udienze del processo che lo riguarda. Inquieto era stato arrestato in Romania con l’operazione Transilvania, così chiamata dal magistrato Catello Maresca che se ne occupò, grazie ad un mandato della Procura europea Eurojust per un’inchiesta della Dia sui clan della camorra e su un presunto reimpiego di capitali illeciti in Romania. Inquieto venne affidato in via temporanea alle autorità italiane. A Pitesti la Dia sequestrò circa 400 appartamenti, documenti bancari e conti correnti e una lussuosa spa. Nelle maglie della giustizia non è finito solo Nicola: a casa di suo fratello Vincenzo Inquieto il 7 dicembre 2011  venne arrestato proprio il super latitante Michele Zagaria. L’altro fratello, Giuseppe, a casa del quale la polizia aveva cercato lo stesso Zagaria qualche mese prima dell’arresto, pure lui coinvolto nell’operazione Transilvania, è stato assolto da ogni accusa. Nella vicenda di Nicola Inquieto ad accusarlo ci sono anche i verbali di un pentito siciliano,  Fabio Lanzafame. Nonostante questo c’è però il rischio che una volta in Romania Nicola Inquieto possa tornare libero a vivere la sua dorata lontananza  visto che i reati contestati dal tribunale rumeno non sono gravi.

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Pm, dipendente arrestato ha ricevuto tangenti per 200mila euro

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Sono state calcolate in 200 mila euro le tangenti che secondo le indagini della GdF e della Procura di Monza il funzionario comunale di Usmate Velate (Monza) arrestato oggi con alcuni imprenditori avrebbe percepito dal 2022. L’uomo avrebbe ricevuto il denaro per mettere a punto varianti al Piano di Governo del Territorio di Usmate con l’obiettivo di far lievitare il valore di aree agricole trasformandole in edificabili e produttive. Per pagare il funzionario comunale gli imprenditori indagati utilizzavano una società che era stata, di fatto, creata ad hoc, verso la quale emettevano fatture per operazioni inesistenti. Gli arrestati (3 in carcere e 6 ai domiciliari), come ha spiegato il procuratore di Monza, Claudio Gittardi, hanno creato un “articolato sistema corruttivo, concepito attraverso e a beneficio” del funzionario pubblico. Oltre agli arresti i finanzieri hanno eseguito perquisizioni nelle province di Monza, Lecco, Bergamo e Brescia.

Ribadiamo  sempre che per noi l’odierno indagato, benché accusato di gravi reati, è da considerare presunto innocente.

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Cronache

Caserta: bancarotta e riciclaggio nei supermercati, arrestati imprenditori

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Due imprenditori attivi nel settore dei supermercati sono stati arrestati nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli Nord e condotta dalla locale sezione di polizia giudiziaria – nucleo Guardia di Finanza – e dal Gruppo della finanza di Aversa. M.P. F.V. sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, per le accuse, contestate a vario titolo, di bancarotta fraudolenta distrattiva, documentale e per plurime operazioni dolose, consistite nel sistematico e reiterato inadempimento delle obbligazioni fiscali per oltre 337 mila euro. Contestate anche ipotesi di autoriciclaggio: secondo procura, gli imprenditori avrebbero distratto l’intero asset aziendale rimettendolo in tre distante societa’, risultate cloni della fallita.

Alle due societa’ clone e’ stata inoltre contestata la responsabilita’ amministrativa del reato, in conseguenza del delitto di autoriciclaggio commesso dalle figure apicali nell’interesse ed a vantaggio di esse. Il passivo accertato e’ pari a circa 654mila euro nei confronti dei creditori, oltre a quanto dovuto all’Erario. Oltre all’arresto dei due imprenditori, amministratori di diritto e di fatto delle imprese coinvolte, il gip ha disposto la misura dell’obbligo di dimora L.R.K., M.P., P.G. e M.P., anch’essi imprenditori operanti nel settore dei supermercati che concorrevano con i primi due nella consumazione degli illeciti in trattazione. Nel contempo, sono state sottoposte a sequestro due societa’-clone della fallita, con sede in Aversa, ed e’ stato disposto il sequestro preventivo diretto e per equivalente di somme per complessivi 120.325 euro. I provvedimenti sono stati notificati questa mattina.

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Cronache

Latitante sorpreso dai Carabinieri durante la partita del Napoli

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I carabinieri della stazione Chiaia e della stazione San Giuseppe hanno arrestato il 19enne della Romania Luca Paul Antonescu. L’uomo – dichiarato latitante lo scorso 4 aprile – era sfuggito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli perché ritenuto gravemente indiziato di 1 tentato furto avvenuto lo scorso marzo in un noto hotel di via Partenope e di ricettazione poiché trovato in possesso – dai carabinieri della compagnia centro e sempre nello stesso mese – con un coltello a serramanico, con una chiave di un’auto verosimilmente oggetto di furto e con svariati documenti di riconoscimento intestati ad altre persone.

Ieri sera la fine della latitanza del 19enne che era in giro per Fuorigrotta. I Carabinieri, impegnati nel servizio di ordine pubblico in occasione della partita Napoli-Roma, erano a piazzale Tecchio e hanno riconosciuto il 19enne. Arrestato, ora è in carcere in attesa di giudizio.

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