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“Song e Napule NYC” di Ciro Iovine è la pizzeria più buona al mondo, lo dice il “Gambero Rosso”

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Civico 146, Houston Street, New York. In questo posto, tra East River Park e il distretto finanziario della Grande Mela, c’è la più buona, verace pizza napoletana nel Mondo. “Song’ E Napule NYC” è stata insignita di questo titolo dal “Gambero Rosso” che, tra le pagine web della guida Top Italian Restaurant, consacra Ciro Iovine, giovane scugnizzo di Fuorigrotta, nell’Olimpo dei pizzaioli dei cinque continenti.

Song e Napule NYC. Il locale in via Houston

Un traguardo che i curatori della prestigiosa graduatoria per il Gambero Rosso giustificano con il fatto che “Song’ E Napule NYC” è un locale piccolissimo, pittoresco, più coperti che metri quadri, con tanto di bancomat semi-nascosto tra le magliette del Napoli. La pizza? Favolosa, cornicione alto e soffice, morso avvolgente e arioso, cottura puntuale e ottima digeribilità. Le materie prime sono di qualità, dall’olio al pomodoro San Marzano, al fiordilatte di Agerola, ma è il manico, e la stesura perfetta dei dischi, a fare la differenza. L’accoglienza e il servizio sono a dir poco calorosi. Imperdibile la pasta patate e provola”.
Un riconoscimento che ha emozionato Ciro Iovine, incredulo ed emozionato. Ciro è un ragazzo semplice, genuino, come la pizza che serve ai suoi clienti americani e di ogni altro posto del mondo che vanno a mangiare nella sua pizzeria di Houston Street. Sul suo profilo social ha scritto “viene da piangere guagliù, grazie a tutti”. E qui c’è tutta la educazione, il rispetto e il riconoscimento di questo giovane pizzaiolo che deve molto del suo successo alla sua giovane signore, Austria.

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Ansia e dipendenza, 10% adolescenti con disturbi social

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Circa 4 adolescenti su 5 utilizzano ogni giorno i social media, con uno su 10 a rischio di sviluppare un “uso problematico”: le piattaforme procurano ansia di accedere, volontà di passare sempre più tempo online, astinenza quando si è offline, fallimento nel controllo del tempo. Ma provocano anche condizioni per le quali si trascurano altre attività, tensioni con i genitori e con gli altri. E’ il Report sulle tecnologie digitali, l’uso e le potenziali problematicità di strumenti all’interno della popolazione adolescenziale, pubblicato dall’Iss nell’ambito dello studio multicentrico internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) svolto in collaborazione con l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e pensato per approfondire lo stato di salute dei giovani e il loro contesto scolastico e sociale.

La Sorveglianza HBSC Italia 2022 (Health Behaviour in School-aged Children) ha coinvolto 89.321 ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni di età da tutta Italia. Dal Report dedicato alle tecnologie digitali e social emerge che l’incapacità di controllare il tempo passato sui social e, soprattutto, l’utilizzo di questi strumenti per scappare dai sentimenti negativi sono i sintomi più riconosciuti dai ragazzi e ragazze in tutte le fasce di età. E sono le ragazze a maggior rischio nell’uso problematico dei social media in tutte le fasce d’età. Il divario tra i due sessi si allarga particolarmente nei 13enni, 15enni e 17enni, dove le femmine che mostrano un uso problematico dei social risultano il doppio rispetto ai maschi.

Inoltre, per i ragazzi l’uso problematico dei social media sembra avere il suo picco negli 11anni, per poi diminuire progressivamente fino ai 17, la categoria che riporta una prevalenza minore. Le ragazze invece evidenziano un aumento tra gli 11 e i 13 anni, per poi mostrare minori livelli di problematicità. Quanto alla stratificazione degli adolescenti a rischio rispetto allo status socio-economico del nucleo familiare di appartenenza, i dati evidenziano come le prevalenze di questo fenomeno siano abbastanza costanti lungo tutte le fasce socio-economiche, con un leggero aumento per i giovani che riportano un minor livello di benessere economico lungo tutte le età (aumento più marcato per i 13enni). I maschi sono più esposti con i comportamenti a rischio associati ai videogiochi. Circa quattro ragazzi su cinque riportano un uso quotidiano o settimanale, rispetto a una quota ridotta di ragazze (circa due ragazze su cinque). Per entrambi i sessi, si nota come all’aumentare dell’età diminuisca la frequenza di gioco, anche se con modalità diverse.

Nella popolazione maschile è in leggero calo la percentuale di ragazzi che afferma di giocare almeno una volta a settimana (dal 41,2% degli 11enni al 37,5% dei 17enni), mentre cala drasticamente la percentuale di giocatori quotidiani (dai 46,1% a 11 anni a 26,3% a 17 anni) e aumenta chi afferma di giocare meno di una volta a settimana (dal 12,7% degli 11enni al 36,2% dei 17enni). Le femmine, invece, mostrano maggiore coinvolgimento nel fenomeno a 11 anni (solo il 38,3% di loro afferma di giocare meno di una volta a settimana), mentre dai 13 anni aumentano nettamente le percentuali di chi gioca poco (a 17 anni il 73,9% afferma di giocare meno di una volta a settimana). La ragione più condivisa per il comportamento problematico è “usare i videogiochi per scappare da sentimenti negativi” e un ragazzo su 5 afferma anche di “sentirsi, spesso o molto spesso, “assorbito dai videogiochi”.

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Pasquale Damiano, dalla laurea in Economia Aziendale alla passione per la pizza che l’ha portato al Festival di Sanremo

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Partendo da una precisa scelta animata dalla passione e dal Dna di una famiglia da sempre votata all’alta cucina e alla ristorazione, Pasquale Damiano (nella foto), lasciando alla parete una Laurea in Economia Aziendale ed un Master in Management, ha presto deciso di voler seguire la strada del maestro pizzaiolo e dell’arte dell’impasto. E ciò avviandosi da solo verso una nuova avventura cominciata nel luglio del 2023 con l’apertura della sua pizzeria a Portici chiamata “I Damiano Pizza Concept”. 

Un locale di grande prestigio ed impatto sulla clientela, con 190 coperti 2 megaforni ed un altro forno riservato al senza glutine, grazie al quale propone con successo un tipo di pizza che pur rimanendo legato alla tradizione ed alle antiche regole, strizza l’occhio ai gusti di oggi e all’innovazione. Così, partendo dagli insegnamenti familiari che già quarant’anni fa prevedevano un complesso impasto realizzato con la cosiddetta “mamma d’’o mpasto” tra lievito madre e pasta di riporto, il trentenne Pasquale, oggi, riesce a proporre una pizza che per la sua raffinatezza addirittura, come lui stesso afferma, “procura dipendenza”. 

Partendo da un impasto capace di stimolare le papille gustative fino ad indurre a non potere fare più a meno di quanto assaggiato, le creazioni di patron Damiano, nascono da un blend di farine non raffinate che dal tipo “zero” s’inoltrano fino al tipo “1”. Amante dei topping armonici e ben studiati, il giovane pizzaiolo ha anche portato al successo una pizza fritta tipo “battilocchio” chiamata “Sciò Sciò” nata dalla collaborazione con lo chef stella Michelin, Peppe Guida. 

La stessa prevede una farcitura di babà al limoncello, crema pasticcera e una volta servita con un taglio centrale su di una lastra di pietra, l’aggiunta di una dose di limoncello ed una zesta di limone. Infine,  con un tocco di genialità, viene aggiunto, a parte, un biglietto della lotteria in corso di validità per donare a chi mangia, oltre al gusto, l’emozione della possibile vincita. Ed è proprio con queste premesse che Pasquale Damiano nella sua pizzeria professa quello che lui chiama “il concetto della felicità”. «Uno stato – come spiega lo stesso pizzaiolo – che, nel segno del motto la felicità sa di pizza, deriva dall’esperienza nel proporre tante qualità di pizza capaci di far stare spiritualmente bene chi le assaggia».

E sono davvero tante le pizze de “I Damiano” in via Poli a Portici, tra queste, quelle nel ruoto a doppia e tripla cottura e il “cono fritto” con mozzarella di bufala, fonduta di grana e l’aggiunta di pomodori confit che, come sostiene patron Pasquale, ricorda il cono gelato dell’infanzia. Pronto a stimolare tra i ragazzi la scelta della pizza fritta, spesso in calo e trascurata, il noto pizzaiolo propone anche la famosa “ruota di carro” ed una “Margherita” che ha conquistato il titolo di campione del mondo al “Campionato Mondiale Pizza Doc” di Paestum. Esperto nelle varie tecniche di lievitazione, Damiano è anche sostenitore di tante iniziative di solidarietà come nel caso del progetto dedicato ai ragazzi con disabilità e agli alunni dell’Istituto Comprensivo 2 “Alfredo Panzini” di Castellammare di Stabia, nato in collaborazione con la dirigente scolastica Donatella Ambrosio e con  Emanuele “Manu Food” Cuomo. Ancora, Pasquale Damiano sarà ambasciatore di felicità anche durante il prossimo  74° Festival della Canzone Italiana, in programma a Sanremo dal 6 al 10 febbraio 2024 con l’importante ruolo di pizzaiolo ufficiale dell’Arena del Gusto di “Casa Sanremo”.

[dp]

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Champagne, -8,2% vendite nel 2023 ma ottimismo su rialzo listini

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 I produttori di champagne hanno venduto meno bottiglie nel 2023, un anno di “ritorno alla normalità” in termini di volumi dopo un 2022 record e un 2020 buio a causa del Covid. Lo ha annunciato, in una nota, il comitato dello Champagne precisando che le spedizioni totali del famoso spumante francese nel 2023 sono state pari a 299 milioni di bottiglie, ovvero l’8,2% in meno rispetto al 2022. Tuttavia il comitato che riunisce produttori e commercianti, non segnala forti preoccupazioni: per i professionisti delle bollicine d’Oltralpe la strategia è quella di “spostarsi verso l’alto”, cioè commercializzare le bolle a un prezzo più alto, anche se ciò significa vendere di meno.

“Nonostante il calo dei volumi, lo spostamento verso l’alto dei vintage, soprattutto per l’export, ha consentito alla denominazione di mantenere il proprio fatturato sopra i 6 miliardi di euro”, cifra superata per la prima volta nel 2022, sottolinea il comitato. “Il mercato francese – viene inoltre rimarcato – soffre più dei mercati d’esportazione dell’inflazione, che ha pesato sui bilanci delle famiglie durante tutto l’anno”. Nel 2020, la pandemia di Covid-19 aveva ridotto le vendite a circa 245 milioni di bottiglie, poi nel 2021 sono salite a 320 milioni, prima di raggiungere i 326 milioni nel 2022. D’ora in poi, le esportazioni rappresentano “più del 57% delle vendite totali, rispetto al 45% dieci anni fa”, osserva il comitato.

Il presidente dell’unione generale dei viticoltori, copresidente del comitato dello Champagne, Maxime Toubart, si compiace di questo “ritorno alla normalità”. “Lo champagne è una denominazione d’origine prodotta in una zona delimitata e che soddisfa regole rigide che non consentono di sostenere in modo sostenibile una forte crescita in volume”, osserva. David Châtillon, presidente dell’Unione delle Case di Champagne e anche copresidente del comitato, aggiunge che “con un valore mantenuto, lo Champagne resta ottimista per il futuro, anche se lo champagne è sensibile al contesto geopolitico e all’evoluzione dell’economia mondiale” .

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