Collegati con noi

Ambiente

Smartphone e cancro, non ci sono certezze scientifiche secondo uno studio americano

amministratore

Pubblicato

del

Manca la pistola fumante, la prova regina, ma l’uso dei cellulari è un fattore di rischio in più per l’insorgere del cancro. Ciò significa che il legame fra smartphone e cancro resta ancora poco chiaro anche dopo la pubblicazione del più lungo e costoso studio sull’argomento. La Ntp, l’agenzia pubblica americana “National Toxicology Program”, ha pubblicato i dati di una ricerca che ha usato come cavie 3mila fra topi e ratti, è costata 30 milioni di dollari ed è durata oltre 10 anni. La tecnologia dei cellulari che ha preso in esame – il 2G e il 3G – nel frattempo è diventata desueta.

In questa ricerca l’unica evidenza definita “chiara” riguarda un tumore maligno del cuore, che è aumentato del 5-7% nei ratti maschi che erano stati esposti alle radiazioni. Dati altrettanto nitidi non sono emersi né sulle femmine di ratto né sui topi.

Si sa che il cancro può comportarsi in maniera diversa nei due sessi, ma per quanto riguarda questo studio le differenze sono rimaste inspiegate. Il problema del tumore al cervello, assai più delicato, non ha avuto evidenze certe. Si è visto un leggero aumento dei gliomi, sempre nei ratti maschi. Ma le statistiche degli uomini negli ultimi anni, da quando i cellulari sono così diffusi, non registrano aumenti per questa malattia. I soliti ratti maschi hanno mostrato un’incidenza leggermente superiore di cancro anche alle ghiandole surrenali. Paradossalmente proprio i ratti maschi, almeno quelli che schivavano il cancro, avevano nel complesso una durata della vita superiore alla media. L’esposizione alle radiazioni abbassava infatti l’incidenza di malattie ai reni, principale causa di morte fra i roditori anziani. Misteri della biologia, o forse della statistica. E’ uno dei motivi per cui questi studi vanno presi con beneficio di inventario.

Advertisement

Ambiente

Accordo tra Facoltà di Agraria della Federico II e Parco Archeologico dei Campi Flegrei per promuovere storia, cultura, archeologia e natura di un’area dalla bellezza incomparabile

Pubblicato

del

È stata presentata presso il Museo Archeologico di Napoli la convenzione stipulata  tra il Parco archeologico dei Campi Flegrei e il dipartimento di Agraria dell’Università Federico II. I due enti hanno avviato un percorso integrato per tenere insieme, in un racconto unitario, i valori unici dell’area flegrea – ecologici, vulcanologici, agrari, archeologici – dando vita ad una rete di itinerari affascinanti tra natura, paesaggio e storia.
Un sistema di realtà suggestive per censire, catalogare, posizionare e inserire i tanti aspetti dei Campi Flegrei, in un’ottica di promozione innovativa, capace di abbracciare le molteplici facce del Parco, coniugando la particolare bellezza archeologica a quella naturale.

“Nei colori del logo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei – spiega il direttore Paolo Giulierini – sono racchiusi gli elementi che lo costituiscono: il rosso per l’area vulcanica, il verde per la speciale flora e il blu del mare, tra le lettere del nome che rappresentano i monumenti archeologici. Parliamo di un’area senza paragoni, da esportare e promuovere con il contributo di tutte le forze sane che in qualche modo la vivono».
Dagli aspetti tecnici, come la valutazione dei siti attraverso il ruolo delle piante biodeteriogene, alla relazione esistente tra un paesaggio agricolo quasi intatto e i luoghi della cultura dei Campi Flegrei: una strategia che consentirà di studiare e promuovere nei diversi aspetti l’ampio patrimonio storico, al fine di gestire in maniera unitaria un’area unica al mondo, per caratteristiche naturali e storiche-culturali. Fino alla realizzazione di un nuovo itinerario paesaggistico, che metta in rilievo le particolarità del territorio. Ha introdotto il convegno di presentazione Maria Rosaria de Divitiis, Presidente Fai Campania. Hanno illustrato i lavori in corso Riccardo Motti, Dipartimento di Agraria, Università Federico II, fautore del progetto; Antonello Migliozzi, Dipartimento di Agraria, Università Federico II ed Antonio di Gennaro, Delegato Ambiente Fai Campania.

Continua a leggere

Ambiente

Accordo fra Coldiretti Campania e gruppo Sire per la valorizzazione della filiera agricola: prodotti agroalimentarti certificati per i ricevimenti d’autore

Pubblicato

del

Coldiretti Campania ed il gruppo Sire insieme per banqueting d’autore con la valorizzazione dei prodotti agroalimentari da filiera agricola della Campania. Con questo obiettivo è stato siglato un accordo tra Coldiretti Campania e il gruppo Sire, azienda napoletana leader in Italia nei settori del catering, del banqueting e della ristorazione alberghiera, vincitore per due anni consecutivi del King of Catering Bisol, gestore dell’area ristorativa di Padiglione Italia ad Expo 2015 presso il Padiglione Italia e organizzatore di grandi ricevimenti internazionali come G20, Nato, Banca Centrale Europea e per importanti aziende italiane, tra cui il Calcio Napoli.

La collaborazione con Sire, insieme ad altre case histories importanti, sarà presentata a Berlino in occasione di Fruit Logistica, la più grande fiera europea di settore, che si terrà dal 6 all’8 febbraio.

“Siamo da sempre impegnati in qualificati programmi di sicurezza alimentare e comunicazione scientifica – spiega Vincenzo Borrelli, patron di Sire – al fine di garantire ai nostri clienti un’altissima affidabilità in materia di scienza e tecnologie alimentari. Le certificazioni di qualità sull’impatto ambientale, nonché la certificazione ICEA relativa alla ristorazione biologica, garantiscono una particolare attenzione all’ambiente in tutte le fasi di produzione e di servizio. Questo accordo va nella direzione di alzare il livello qualitativo della nostra offerta con un partner importante come Coldiretti”.

“Per noi si tratta di un’occasione straordinaria – commenta Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – perché ci consente di mettere in relazione diretta il mondo della produzione agricola di qualità con un player prestigioso della gastronomia italiana. Il nostro compito è creare una comunicazione tra le esigenze qualitative del gruppo Sire e i nostri produttori agricoli, anche piccolissimi, come è nello spirito e negli obiettivi del progetto Campagna Amica. Oltre ai prodotti di eccellenza del territorio, la nostra organizzazione si impegna a trasferire conoscenza agli operatori, attraverso la collaborazione con Medeaterranea, l’accademia enogastronomica promossa da Sire all’interno della mostra d’Oltremare”.

Partner della logistica sarà la cooperativa Terra Orti, associata a Uecoop e accreditata a Campagna Amica, rappresentata dal direttore Emilio Ferrara.

Continua a leggere

Ambiente

“Gamberetti” spiaggiati a Ischia, meduse sull’isola d’Elba: nessun mistero, è il mare d’inverno. La parola agli esperti

Pubblicato

del

Torniamo a parlare dei “gamberetti” spiaggiati a Lacco Ameno nella baia di San Montano ed anche delle meduse che come spiaggia hanno scelto per andare a morire quella di Portoferraio all’isola d’Elba. Nessun mistero, niente tropicalizzazione delle acque come adombrava qualcuno a proposito delle meduse, tantomeno di inquinamento per quel che riguarda i “gamberetti” o meglio il “krill”, ovvero il cibo per le balene. A poco più di un miglio dalla baia di San Montano c’è il canyon di Cuma dove c’è il passaggio delle balene. Con ogni probabilità c’è stato un fenomeno legato alle forti correnti delle profondità sottomarine, un fatto episodico per quel che riguarda il krill, più normale per le meduse.

Le meduse della specie Pelagia noctiluca al buio sono luminose, migliaia di lumicini sull’acqua, che d’estate sono sulle nostre coste, d’autunno scendono nelle profondità marine dove trascorrono l’inverno, per poi risalire alla fine del periodo freddo. Stavolta magari hanno incontrato una corrente più forte che le ha spinte sopra un po’ prima del solito. Come ben ci spiega Ferdinando Boero, esperto di meduse, professore all’Università Federico II di Napoli, che nel 1983, durante un periodo di studio in California scoprì una medusa che si chiama Phialella Zappai Boero. Il professore infatti scrisse al grande musicista americano Frank Zappa che avrebbe voluto dare il suo nome alla medusa fino a quel momento sconosciuta; Zappa rispose: “There is nothing I would like better than to have a jellyfish named after me” (“Non c’è niente che mi piacerebbe di più di avere una medusa chiamata come me”). Il ritrovamento di meduse spiaggiate all’Elba segue di qualche settimana un analogo ritrovamento in Sardegna.

Il ritrovamento degli organismi sulla spiaggia di Ischia ha fatto muovere una task force composta dalla Capitaneria di Porto di Ischia con il reparto Ambiente marino, la stazione zoologica Anton Dohrn, l’area marina protetta Regno di Nettuno a fare una serie di controlli per verificare che non vi fossero casi analoghi nel resto dell’isola e delle coste della Campania, che non ci fossero problemi di inquinamento, come ha spiegato Antonino Miccio,  direttore dell’Area Marina Protetta Regno di Nettunio.

Continua a leggere

In rilievo