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Pellegrini show, la Roma cala il poker al Franchi e piega la Fiorentina

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Qualità e gioco, personalità e potenza fisica. Al Franchi la Roma cala il poker, piega una Fiorentina animata da tanta voglia ma poco coraggio per 4-1, tiene il passo della Lazio mantenendo la distanza Champions sul Cagliari e mettendo ora sempre più in discussione la panchina viola di Montella. Sotto una pioggia gelida la genialità creativa di Lorenzo Pellegrini ha illuminato la serata con un assist millimetrico che ha portato al gol di Dzeko dopo un passaggio al volo di Zaniolo e poi ha blindato il match con un colpo da biliardo nel secondo tempo spegnendo la reazione volenterosa ma poco concreta della Fiorentina capace di reagire al raddoppio su punizione di Kolarov e di tornare in partita con Badelj. Nel finale c’è anche gloria per Zaniolo che in contropiede batte il portiere con un diagonale chirurgico confermando la qualità di tutta la squadra, sempre padrona del campo. Per i viola si apre adesso una crisi profonda che porterà la società a fare, in queste due settimane di pausa, delle valutazioni che possono portare anche a possibili rivoluzioni.Montella deve far fronte alle assenze pesanti in attacco di Chiesa e Ribery e opta per Vlahovic accompagnato da Boateng. A centrocampo, Badelj vince il ballottaggio con Benassi che lamenta un problema muscolare in fase di rifinitura. Fonseca conferma ancora Florenzi in difesa e il tridente sulla trequarti firmato da Zaniolo, pellegrini e Perotti. Si rivede la coppia centrale Smalling-Mancini. I viola aumentano subito il ritmo entrando in campo aggressivi e con il giusto atteggiamento. Inizia a farsi pericoloso Vlahovic al 10′ con una punizione a gira con palla di poco alta sulla traversa, poi lo stesso attaccante serbo protagonista dle gol capolavoro contro l’Inter va a segno ma il suo gran diagonale è macchiato da un fuorigioco. Tra i due tentativi del suo goiellino ci pensa Paulo Lopez a tenere in piedi la Roma anticipando prima in uscita Vlahovic e poi ribattendo un tap-in di Boateng. La Roma appare in sofferenza ma sulla trequarti fa emergere qualità, tecnica e forza fisica e in una manciata di minuti va a segno due volte: la prima con Dzeko che in rifinitura sotto porta raccoglie un assist al volo di Zaniolo dopo un passaggio illuminante di Lorenzo Pellegrini dal limite dell’area nonostante avesse perso il tempo e lo spazio, poi ci pensa Kolarov con una punizione dal limite che a giro scavalca la barriera piazzando la palla sotto la traversa. La partita sembra prendere una sola direzione, la formazione giallorossa prova a gestirla con ordine e palleggio ma una disattenzione difensiva (Kolarov troppo avanti rispetto alla linea) consente alla Fiorentina di riaprire il match: una conclusione dal limite di Caceres al 34′ si trasforma in un assist per Badelj che da due passi non sbaglia. I viola trovano coraggio e tornano ad essere pericolosi più per le amnesie giallorosse che per gli effettivi sbocchi creati in avanti. I tagli centrali mettono in apprensione la difesa della Roma che continua a fare giri palla (un’azione si è conclusa dopo 30 passaggi), palle morbide con gli allargamenti per gli esterni. Dei viola l’ultima azione del primo tempo con un contropiede di Castrovilli steso al limite dell’area da Kolarov.Nella ripresa la Fiorentina si ributta in avanti con equilibrio con la Roma che risponde in contropiede (con Zaniolo) con qualche passaggio sbagliato. Cala l’intensità dei giallorossi consentendo alla partita di procedere a strappi. La Fiorentina prova ad approfittarne dell’atteggiamento pigro della squadra di Fonseca che si sbraccia e chiede maggiore velocità e più attenzione non gettando via i palloni. Diawara non vede Dzeko solo sulla sinistra ma serve l’arretrato Kolarov bruciando così una preziosa opportunità. Castrovilli, il migliore dei viola, si inventa un passaggio perfetto per Pulgar che non ci arriva di poco anticipato da Paulo Lopez, pi viene ammonito per simulazione dopo una ‘ruleta’ perfetta. Al 64′ la Roma, che prova a spezzettare la partita, si sveglia con un cross basso di Florenzi che non viene raccolto da Dzeko e Zaniolo ma sono fiammate giallorosse. Montella cambia Boateng per Pedro, Fonseca ritarda la sostituzione di Perotti per Mkhjtaryan e arriva il colpo da ko di Pellegrini che suggella la sua prestazione con una rete da biliardo al 76′: Dzeko gli consegna una palla al centro, il centrocampista quasi da fermo di prima intenzione la piazza nell’angolo e Dragowski non ci arriva. Dopo il gol la Fiorentina esce dal campo e a due minuti dal termine ci pensa Zaniolo a calare il poker con un diagonale chirurgico in contropiede su assist di Dzeko. La Roma chiude l’anno con il botto, la Fiorentina invece torna a soffrire dopo l’illusione del pareggio contro l’Inter. La traversa di Vlahovic a tempo scaduto è forse il segno del destino

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A Bocca della Selva l’urlo di Paret, Pogacar resta rosa

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Sembra quasi non credere a quello che gli sta succedendo, Valentin Paret-Peintre, mentre taglia da solo il traguardo ai 1400 metri di Bocca della Selva. Tra le montagne del Sannio note per il ritrovamento di Ciro, il fossile di cucciolo di dinosauro di 113 milioni di anni fa, il 23enne francese coglie il suo primo successo da professionista staccando il connazionale Bardet di 30 secondi e lo sloveno Tratnik, terzo a un minuto dopo aver coltivato sogni di gloria, in fuga solitaria per quasi 30 chilometri prima di essere ripreso da Paret a meno di tre dall’arrivo.

A oltre tre minuti il gruppo della maglia rosa, con lo sloveno Tadej Pogacar che resta padrone della corsa. Immutata la classifica generale, almeno nelle prime posizioni. Tiberi, sesto, è il primo degli italiani. La prima vittoria importante del più giovane dei fratelli Paret Peintre ha il volto dell’incredulità: Valentin scuote la testa, fa no con le dita, poi si batte i pugni sul capo fino a sfogare la gioia con un urlo liberatorio. L’anno scorso era toccato al fratello maggiore Aurelien vincere una tappa al Giro. “Vorrà dire che verremo tutti gli anni al Giro -scherza a fine gara il francese -. E pensare che alla partenza non mi sentivo bene. E invece con la salita le gambe hanno cominciato a girare. Non avevo mai vinto in una grande corsa, è una gioia immensa”. Lucida fino alla fine la condotta di gara della maglia rosa: “Abbiamo lasciato andare la fuga – dirà lo sloveno – e tenuto il nostro passo. Giusto essere pazienti, il Giro è lungo ventuno giorni. La gara di oggi è di buon auspicio per le prossime montagne”.

Dopo l’arrivo sul lungomare di Napoli e la giornata di pausa, doveva essere una tappa frastagliata, la Pompei-Cusano Mutri, 142 km in buona parte pianeggianti ma con l’arrivo ai 1400 metri della Bocca della Selva dopo una salita lunga 18 km. E così è stato. Il gruppo alla partenza saluta Olav Kooij, vincitore della tappa di Napoli domenica, che abbandona per febbre. L’andazzo della corsa è fedele alle aspettative sin dalle prime battute. A provare per primi la fuga sono Hermans e Clark raggiunti presto da De Marchi: i tre accumulano oltre un minuto di vantaggio sul gruppo. A circa 80 km dall’arrivo restano De Marchi e Clarke con 1’20” di vantaggio.

Le distanze si annullano quando comincia la salita che porta a Camposauro. In venticinque, staccatisi dal gruppone, raggiungono i due per formare una nuova fuga a ventisette: mancano 45 km al traguardo. Del gruppo al comando i corridori dalla classifica migliore sono Zana 13/mo a 7’12″e Bardet 14/mo a 7’51”. Con loro c’è anche Paret, che vincerà la tappa, e che in classifica sconta 26 minuti dalla maglia rosa. Troppi perché Pogacar debba preoccuparsi. Il vantaggio sul gruppo arriva a toccare i 5 minuti a circa 40 km dall’arrivo. Dal gruppo di testa si stacca lo sloveno Tratnik: su di lui si lanciano i francesi Paret e Bardet e gli italiani Frigo e Bagioli. Tratnik accumula fino a un minuto di vantaggio sulla salita che conduce a Bocca della Selva, ma il vantaggio si riduce man mano che si avvicina al traguardo.

A meno di tre chilometri dall’arrivo l’epilogo, con Paret che rientra sullo sloveno e lo stacca per chiudere, confuso e felice, braccia alzate al cielo. Domani l’undicesima tappa: da Foiano di Val Fortore a Francavilla al Mare, sorride ai velocisti. Il Giro, intanto, perde la Cima Coppi sullo Stelvio. Le recenti nevicate, e l’aumento delle temperature, hanno fatto crescere il rischio di slavine. Motivo per cui l’organizzazione ha deciso di modificare il percorso della 16/a tappa, Livigno-Santa Cristina Val Gardena. La Cima Coppi viene spostata sul Giogo di Santa Maria a quota 2489 metri.

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Internazionali: Zverev batte Borges, va ai quarti contro Fritz

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Il tedesco Alexander Zverev e il cileno Nicolas Jarry si sono qualificati ai quarti di finale degli Internazionali di Roma. Il n.5 al mondo si è imposto in due set (6-2, 7-5) sul portoghese Nuno Borges e al prossimo turno se la vedrà con lo statunitense Taylor Fritz. Il sudamericano ha battuto per 7-5, 6-3 il francese Alexandre Muller e affronterà il greco Stefanos Tsitsipas o l’australiano Alex De Minaur.

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Cessione Monza, sfuma la trattativa Fininvest-Orienta

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Nessun passaggio di quote tra Ac Monza e Orienta Capital Partner, il fondo che fa capo ad Augusto Balestra e che nelle scorse settimane era indicato come prossimo socio di maggioranza del club. Un’operazione che, nelle stesse previsioni di Orienta delle scorse settimane, avrebbe dovuto concludersi nel mese di maggio, comunque prima della fine del campionato in corso. Nelle scorse ore la fase di interlocuzione si è interrotta, seppur senza alcuno strappo, dopo che il discorso si era arenato su posizioni differenti in termini di ripartizione della partecipazione ma anche di visione per il club. Per il Monza, di fatto, poco cambia: nel senso che alla finestra era, in attesa di nuovi partner pronti ad entrare nel capitale del club, e alla finestra resta. Il club brianzolo, dopo la matematica certezza della salvezza nel suo secondo anno consecutivo di Serie A, vivrà nella prossima stagione il terzo campionato nella massima serie.

Dopo il rinnovo nei giorni scorsi del consiglio di amministrazione, con scadenza all’approvazione del bilancio 2024, la società biancorossa prosegue così nel solco di Fininvest e di Adriano Galliani, vicepresidente vicario e amministratore delegato del club. Chiamato, innanzitutto, a decidere la guida tecnica per la prossima stagione: sul piatto anche la possibilità di proseguire con l’attuale allenatore, Raffaele Palladino, in scadenza di contratto a giugno. Nei mesi scorsi erano stati accostati al club della famiglia Berlusconi anche grandi attori internazionali: i nomi emersi erano stati quelli di Red Bull (già proprietario di club come il Lipsia e il Salisburgo, ma anche associabile alla Formula 1 che ha in Monza un circuito di riferimento), poi dell’armatore greco Evangelos Marinakis, azionista di maggioranza dell’Olympiakos e del Nottingham Forest, e dei fondi arabi.

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