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Microchip per milioni di euro da Riga a Mosca dopo l’invasione

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Milioni di euro di microchip sarebbero stati importati dalla Lettonia alla Russia anche dopo l’invasione dell’Ucraina, nonostante i controlli e le sanzioni sulle esportazioni. L’inchiesta pubblicata dal media investigativo The Insider rivelerebbe che queste attrezzature sono state vendute anche ad aziende che poi le hanno rivendute ad altre società produttrici di armi. Secondo la pubblicazione, i prodotti delle aziende fondate sulla base della Riga Semiconductor Plant (Rzpp) sono stati acquistati dalla società russa Llc Lesta-M, che ha fornito microchip lettoni al complesso militare-industriale russo.

Il comproprietario di Lesta-M è Petr Shumov, che in precedenza era a capo di Alfa Llc, l’ufficio di rappresentanza russo di Rzpp. Insider sostiene che il principale partner commerciale di Lesta-M sia l’Istituto di ricerca sui dispositivi elettronici (Niiep), con cui l’azienda ha firmato contratti per un valore di 43 milioni di rubli, e precisa che Niiep fa parte di Rostec attraverso la società Techmash. L’istituto è stato coinvolto, tra l’altro, nello sviluppo dei sistemi missilistici Kinzhal e Iskander. Inoltre, Lesta-M ha fornito prodotti di Rzzp allo Stabilimento elettromeccanico Kupol di Izhevsk che produce il sistema missilistico terra-aria Tor-M2E, e ad altre aziende del complesso militare-industriale.

La Lesta-M avrebbe firmato contratti statali per la fornitura di microchip dalla Lettonia per oltre 80 milioni di rubli. Allo stesso tempo, le fonti di The Insider nelle forze armate ucraine hanno affermato che tali microchip non sono ancora stati trovati nei missili russi abbattuti. “Non è ancora chiaro se questi microchip siano stati utilizzati per la produzione di missili, ma possono sicuramente essere utilizzati, dato che dispositivi con parametri simili sono stati trovati, in particolare, nei Kinzhal, negli S-300 e negli X-59”, scrive The Insider.

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Blinken in visita a sorpresa in Ucraina

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Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato in visita a sorpresa in Ucraina. Il capo della diplomazia Usa è giunto stamattina a Kiev con un treno notturno dalla Polonia. E’ previsto un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo i giornalisti al seguito di Blinken. Si tratta del quarto viaggio in Ucraina del segretario di stato americano dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022. La visita è intesa a rassicurare Kiev sul continuo sostegno degli Stati Uniti e a promettere un flusso di armi in un momento in cui Mosca sta conducendo una pesante offensiva nella regione nordorientale ucraina di Kharkiv.

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‘Chora è una moschea’, scintille Erdogan-Mitsotakis

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La moschea di Kariye a Istanbul, un tempo chiesa ortodossa di San Salvatore in Chora e tesoro del patrimonio bizantino, diventa tempio della discordia tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier greco Kyriakos Mitsotakis, nel giorno della visita del leader ellenico ad Ankara proprio per confermare la stagione di buon vicinato tra i due Paesi dopo decenni di tensioni. Le divergenze sulla moschea si sono riaccese nei giorni scorsi, dopo che il 6 maggio scorso San Salvatore in Chora, chiesa risalente al V secolo e tra i più importanti esempi dell’architettura bizantina di Istanbul, è stata riaperta dopo lavori di restauro durati quattro anni.

Convertita in moschea mezzo secolo dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi ottomani del 1453, Chora è stata trasformata in un museo dopo la Seconda guerra mondiale, quando la Turchia cercò di creare una repubblica laica dalle ceneri dell’Impero Ottomano. Ma nel 2020 è nuovamente diventata una moschea su impulso di Erdogan, poco dopo la decisione del presidente di riconvertire in moschea anche Santa Sofia, che come Chora era stata trasformata in un museo. La riapertura aveva suscitato malcontento ad Atene, con Mitsotakis che aveva definito la conversione della chiesa come “un messaggio negativo” e promesso alla vigilia del suo viaggio ad Ankara di chiedere a Erdogan di tornare sui suoi passi in merito. Una richiesta respinta al mittente: “La moschea Kariye nella sua nuova identità resta aperta a tutti”, ha confermato Erdogan in conferenza stampa accanto a Mitsotakis.

“Come ho detto al premier greco, abbiamo aperto al culto e alle visite la nostra moschea dopo un attento lavoro di restauro in conformità con la decisione che abbiamo preso nel 2020”, ha sottolineato. “Ho discusso con Erdogan della conversione della chiesa di San Salvatore in Chora e gli ho espresso la mia insoddisfazione”, ha indicato in risposta il leader greco, aggiungendo che questo “tesoro culturale” deve “rimanere accessibile a tutti i visitatori”. Nulla di fatto dunque sul tentativo di Atene di riscrivere il destino del luogo di culto. Ma nonostante le divergenze in merito, la visita di Mitsotakis ad Ankara segna un nuovo passo nel cammino di normalizzazione intrapreso dai due Paesi, contrapposti sulla questione cipriota e rivali nel Mediterraneo orientale. A dicembre i due leader hanno firmato una dichiarazione di “buon vicinato” per sancire una fase di calma nei rapporti iniziata dopo il terremoto che ha ucciso più di 50.000 persone nel sud-est della Turchia, all’inizio del 2023. “Oggi abbiamo dimostrato che accanto ai nostri disaccordi possiamo scrivere una pagina parallela su ciò che ci trova d’accordo”, ha sottolineato Mitsotakis accanto a Erdogan, confermando la volontà di “intensificare i contatti bilaterali”. Perché “l’oggi non deve rimanere prigioniero del passato”.

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Kiev, più di 30 località sotto il fuoco russo nel Kharkiv

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Sono ancora in corso i combattimenti nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, dove più di 30 località sono sotto il fuoco russo e quasi 6.000 residenti sono stati evacuati, secondo il governatore regionale. “Più di 30 località nella regione di Kharkiv sono state colpite dall’artiglieria nemica e dai colpi di mortaio”, ha scritto Oleg Synegoubov sui social network.

Il governatore ha aggiunto che dall’inizio dei combattimenti sono stati evacuati da queste zone un totale di 5.762 residenti. Le forze russe hanno attraversato il confine da venerdì per condurre un’offensiva in direzione di Lyptsi e Vovchansk, due città situate rispettivamente a circa venti e cinquanta chilometri a nord-est di Kharkiv, la seconda città del Paese.

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