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Le Regge d’Italia si incontrano a Napoli nel Palazzo Reale di piazza del Plebiscito

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Due giorni di lavori a Napoli in cui si incontreranno a Palazzo Reale direttori, curatori, architetti e restauratori delle più importanti residenze reali d’Italia per confrontarsi sui temi della conservazione preventiva. Il meeting si terrà oggi, martedì 31 maggio, e domani, mercoledì 1 giugno, nel Palazzo Reale di Napoli. Si tratta di una prima e importante occasione per creare una vera rete dai Musei Reali di Torino al Quirinale, da Palazzo Pitti alla veneta Villa Pisani, dai palazzi reali di Milano, Genova e Palermo alle regge borboniche e alle residenze sabaude. Sarà presentato il volume recentemente pubblicato dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che fornisce linee guida per le best practices e che può rappresentare un supporto per il futuro della conservazione dei siti reali, legati da problematiche comuni. Saranno molti i temi affrontati sulla conservazione dei manufatti, degli arredi e dei tessuti, ma anche sui sistemi di monitoraggio e sulla valutazione dei rischi derivanti dalla frequentazione del pubblico. Uno degli obiettivi che gli operatori dei siti si pongono è anche quello di comunicare in maniera chiara e ai visitatori i sistemi di tutela perché si sentano coinvolti nella difesa di un patrimonio che appartiene a tutti. Alla realizzazione del volume ha collaborato anche Mario Epifani, direttore del Palazzo Reale di Napoli, a testimonianza di una prima occasione di collaborazione e di studio. Il convegno si concluderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno le università napoletane, gli istituti e le scuole di restauro con l’obiettivo di creare nuove figure professionali che si occupino di conservazione preventiva attraverso corsi specifici. A sostegno di questi obiettivi, che si prefiggono di dare ampio spazio all’attività di conservazione, parteciperanno anche il Politecnico di Milano che ha sviluppato studi specifici sul monitoraggio ambientale e la Fondazione Compagnia di San Paolo che ha creato un bando apposito sulla conservazione. Il convegno è cofinanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del POC Campania 2014-2020.

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Cultura

La scuola di Scultura dell’ABANA insieme all’Orientale ospitano tre artiste Giapponesi al parco archeologico dei Campi Flegrei

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La Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli ha ritenuto proficuo apporre una riflessione laterale allo studio dell’antico, invitando tre artiste che meglio si contraddistinguono in ambito internazionale per la produzione scultorea e performativa oggi. Con il progetto Magma vivo nell’arte contemporanea giapponese si intende condividere l’attività scultorea di tre talenti che in pratiche differenti hanno narrato negli ultimi 40 anni le dinamiche sociali e politiche in terra nipponica. Le artiste Noriko Ambe, Aoki Noe e Yoshiko Shimada interagiranno con gli studenti della scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per la creazione di site specific da inaugurare al Parco Archeologico di Cuma e al Tempio di Serapide di Pozzuoli. Le artiste avranno il sostegno di un gruppo selezionato di studenti di lingua e cultura giapponese dell’Università di Napoli L’Orientale, che, oltre a facilitare la comunicazione dal punto di vista linguistico, parteciperanno al processo creativo. Noriko Ambe ha individuato nel materiale cartaceo la continuazione divinatoria del valore simbolico affidato alla carta: del resto, foneticamente, in giapponese la parola carta e la parola dio si equivalgono. Le opere di Ambe sono stratificazioni che si innestano fino a diventare nervature, modellate metaforicamente da uno stato di lavorazione capillare, come fossero emerse dagli eventi naturali, fino a diventare oracolo e premonizione, salvezza sperata e radicamento di virtù culturali ed estetiche. L’opera di Ambe installata al Parco Archeologico di Cuma. Aoki Noe tratta il ferro come la pratica fine della creazione a cesello, in cui ogni singolo pezzo, forgiato alla misura stabilita, crea una composizione monumentale senza trascurare mai il dettaglio. Ologramma reale di una costruzione precaria, ma al tempo stesso profonda e forte. Radicate ed eteree, le sue opere trafiggono lo sguardo dello spettatore e sconfinano oltre la forma intesa, per aprire nuovi campi e nuove interferenze scultoree mai viste o percepite. L’opera di Aoki è visibile al Tempio di Serapide di Pozzuoli. Yoshiko Shimada è una Performer di lunga data, che analizza la storia recente per recuperare e riscattare le pagine strappate alla memoria collettiva. Una dinamica ricostruzione, una potente rappresentazione del reale, che restituisce alla storia, svelandole, le verità occultate. Senza mai lasciare al caso o omettere un singolo frammento dell’esistenza umana, Shimada conferisce materialità e potenza alle lotte per l’eguaglianza e per i diritti. La Performance è in mostra al Parco Archeologico di Cuma. Il progetto proposto dall’Accademia di Belle Arti di Napoli è realizzato con la collaborazione dell’Università di Napoli L’Orientale, l’ISMEO — Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, il Parco Archeologico dei Campi flegrei, il MANN e l’Altro Giappone. Sono importanti partner nella realizzazione del progetto la Camera di Commercio Italiana a Tokyo, Fonderia Nolana, Berni spa, Le Associazioni Aporema onlus, Napoli è donna, Tempio Macellum e la Scuola di Fotografia e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il progetto si svolge sotto forma di workshop nei laboratori della Scuola di Scultura dal 24 al 28 Ottobre e sarà inaugurato il 29 Ottobre all’auditorium del Mann alle ore 10:00,  al Parco Archeologico di Cuma alle ore 12:00 e al Tempio di Serapide di Pozzuoli alle ore 15:00.

Le opere saranno fruibili al Parco Archeologico di Cuma e al Tempio di Serapide di Pozzuoli dal 30 Ottobre al 29 Novembre 2022.

 

 

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Botticelli di Paul Allen all’asta per 40 milioni dollari

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Un tondo di Botticelli da oltre 40 milioni di dollari sara’ all’asta il prossimo novembre assieme agli altri capolavori della collezione di Paul Allen. La “Madonna del Magnificat”, simile, ma piu’ piccola, al dipinto di oltre due metri conservato agli Uffizi di Firenze, fa parte della vendita assieme a dipinti di Jasper Johns, Georgia O’Keefe e Georges Seurat, per un totale di 150 opere accumulate dal co-fondatore di Microsoft prima di morire nel 2018 a 65 anni. “Non e’ solo un dipinto che definisce la nostra idea di Botticelli come pittore: in senso piu’ lato, simbolizza un luogo e un momento critico nella storia dell’arte, quando Firenze alla fine del Quattrocento divenne la culla del Rinascimento”, ha detto Andrew Fletcher, il responsabile globale del Dipartimento Old Masters di Christie’s. La casa d’aste ha detto ad ArtNetNews che la stima e’ meno della meta” del ritratto di Giovane Uomo con in mano una rondella della collezione Solow che nel gennaio 2021 aveva raggiunto la cifra record di 92 milioni di dollari, mentre qualche mese fa un Cristo dei Dolori era arrivato al secondo posto con 45 milioni di dollari. Botticelli dipinse la Madonna circondata da angeli con il Bambino in braccio poco prima del 1490, in un periodo particolarmente prolifico della sua carriera. Allen acquisto’ il quadro nel 1999 per una cifra mai rivelata. La collezione andra’ all’asta il 9 novembre e sara’ dalla fine di ottobre in mostra a New York nei saloni di Rockefeller Center. La vendita promette di fare i fuochi d’artificio con almeno tre opere (un Cezanne, il Seurat e un Van Gogh) che potrebbero entrare nel rarefatto club delle opere da oltre 100 milioni di dollari, mentre altri due quadri (un Klimt e un Gauguin) sono stati valutati 90 milioni di dollari ciascuno. La raccolta, che copre 500 anni di storia dell’arte, e’ stata stimata da Christie’s in oltre un miliardo di dollari destinati a cause filantropiche care al loro ex proprietario. “Sai che queste opere ti sopravviveranno. Che tu ne sei soltanto il custode”, aveva detto Allen in occasione della mostra da lui organizzata Seeing Nature che nel 2016 che aveva portato in giro negli Stati Uniti 39 importanti vedute di paesaggi. Se le stime della vigilia saranno rispettate, quello di novembre da Christie’s sara’ l’incasso piu’ alto mai registrato all’asta per una singola collezione dopo che lo scorso maggio Sotheby’s ha finito di liquidare quadri e sculture degli ex coniugi Macklowe per 992 milioni di dollari, ben oltre gli 885 milioni derivati dalla vendita, nel 2018 sempre da Christie’s, dei contenuti delle case di David e Peggy Rockefeller.

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Cultura

L’Ipogeo greco dei Cristallini, un’altra gemma del quartiere Sanità a Napoli

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La giornata inaugurale è stata il 24 Giugno 2022, ma aprirà  al pubblico dall’1 luglio 2022 l’Ipogeo dei Cristallini nel cuore del Rione Sanità di Napoli, una testimonianza rara e incredibile di pittura ed architettura ellenistica che rappresenta un unicum di storia, archeologia, miti e colori. L’ambizioso progetto di restauro, fortemente voluto dalla famiglia Martuscelli, proprietaria dell’Ipogeo, è in parte finanziato con fondi Europei/Regione Campania (Por Campania Fesr 2014-2020), ed è svolto sotto l’alta sorveglianza e coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, in collaborazione con ICR-Istituto Centrale per il Restauro. Si ringrazia il Comune di Napoli e i numerosi partner e sponsor che hanno con entusiasmo aderito al progetto. L’apertura dell’Ipogeo dei Cristallini restituisce al pubblico la straordinarietà dell’antico sito greco, riconsegnando alla città la possibilità di vivere un’esperienza culturale ed emotiva unica, e, ancor di più, aggiungendo un prezioso tassello all’operazione di recupero del Rione Sanità, che negli ultimi anni ha visto una vera e propria rinascita, rafforzando la sua propensione verso l’arte e la creatività e dando sempre più forza al recupero del suo patrimonio immenso di arte, storia e cultura. L’intento è la valorizzazione dell’eredità del passato per creare nuova bellezza e ricchezza, capace di determinare valore aggiunto per l’identità territoriale. Fra gli obiettivi dell’ambizioso progetto di restauro voluto dalla famiglia Martuscelli c’è infatti quello di essere “custodi”, piuttosto che proprietari, di un luogo unico e prezioso per il quartiere e l’intera città. Un impegno culturale, economico e sociale. Una proposta, dunque, che possa avere un rilevante impatto sul territorio nell’ambito dell’archeologia e della cultura in generale. L’antico sepolcro greco dei Cristallini fu scoperto, intatto nelle pitture e nel ricco corredo funebre, dal Barone di Donato nel 1889, artefice involontario di un ritrovamento incredibile. Si accede al sito scendendo tramite una scala a 11 metri sotto il livello stradale per immergersi in un mondo “sotterraneo” ancora vivo, ricco di decori e stucchi, colori vivaci e raffinatissimi effetti di trompe l’oeil. L’Ipogeo dei Cristallini, in uso ben prima dell’arrivo dei Romani e completo di un ricchissimo corredo funebre, è oggi una delle fonti archeologiche e storiche più preziose del Rione Sanità. Sono circa 700 i pezzi del corredo funebre rinvenuti nel sito che sono stati dapprima conservati dal Barone di Donato e successivamente dalla famiglia Martuscelli custoditi grazie alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli per numerosi anni. Il complesso è costituito da quattro sepolcri, scavati nella roccia fianco a fianco, ciascuno dei quali presenta caratteristiche molto diverse, che li rendono unici. Uno di questi (ipogeo C) è rimasto splendidamente intatto: per lo stato di conservazione e la sua bellezza è un tesoro di particolare rilevanza. La camera sepolcrale è ricca di decorazioni pittoriche, tra cui spiccano una raffigurazione di Dioniso e Arianna e una testa di Medusa. Nel mondo sono rarissime le testimonianze di pittura greca giunte fino a noi: questa si conserva principalmente nelle immagini dipinte sui vasi, unici esempi che lasciano immaginare i livelli di maestria raggiunti dai pittori ellenici. L’eccezionalità dell’Ipogeo dei Cristallini è dovuta proprio alla presenza di affreschi greci intatti, dai colori vibranti: prezioso blu egizio, ocra giallo e rosso, squillanti magenta e viola testimoniano l’eccellenza dei Greci nell’uso di pigmenti, una grande finezza artistica e sofisticata creatività. Un viaggio indietro nel tempo di 2300 anni, per contemplare la bellezza dell’arte, per comprendere il significato della vita e della morte, dell’amore e della cura, della famiglia e dell’amicizia.

 

 

 

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