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L’astronauta Luca Parmitano torna nello spazio, è la prima volta che un italiano sarà comandante della missione “Beyond”

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Luca Parmitano torna nello spazio. Questa volta è lui il comandante. La prima volta di un italiano capo di una missione spaziale. Ha presentato il suo prossimo “viaggio” nel centro Esrin dell’Esa a Frascati. È la “spedizione 60/61” sulla Stazione spaziale internazionale. Partenza prevista a metà luglio 2019. La navicella spaziale è quella russa, la Soyuz . Parmitano sarà assieme a Andrew Morgan della Nasa e di Alexander Skvortsov di Roscosmos.

L’astronauta. Luca Parmitano torna nello spazio

Nome in codice della missione è  “Beyond” ovvero “Oltre”. Non c’è spocchia nelle parole di Parmitano quando dice che ha scelto “Beyond” perchè quello che farà assieme ai suoi colleghi è qualcosa di nuovo che spinge l’uomo ad andare sempre “oltre”. ” Ciò che facciamo in orbita non è per noi astronauti o per il programma della Stazione spaziale – ha spiegato – ma è per tutti. È per la Terra, per l’umanità, ed è l’unica via per comprendere di che cosa abbiamo bisogno, in termini di scienza e di tecnologia, per poter vivere meglio”. Nel logo è stilizzato il casco di un astronauta nel quale si riflette l’immagine della Stazione spaziale, della Terra definita da Parmitano “una perla blu”, mentre sullo sfondo campeggiano le foto sovrapposte della Luna e di Marte, le frontiere dell’esplorazione spaziale anche per gli scienziati europei.

Il soggiorno nella stazione spaziale internazionale sarà difficile e molto impegnativo dal punto di vista scientifico. Parmitano e i suoi due colleghi saranno impegnati nella realizzazione di 50 esperimenti in assenza di gravità. Alcuni di questi esperimenti sono stati programmati dall’Agenzia spaziale italiana. Sono prove di nuove tecnologie da impiegare in un futuro prossimo nelle prossime esplorazioni lunari e marziane. Soddisfazione italiana per la scelta di Parmitano come comandante. L’astronauta italiano è alla seconda missione nello spazio. Nel 2013 fu protagonista della spedizione “Volare”. Ben 166 giorni nello stazione orbitale, con due passeggiate anche nello spazio, fuori la stazione.  Anche quella è stata la prima volta di un italiano. Alla seconda uscita Parmitano rischiò per un guasto al sistema di refrigerazione del casco spaziale di affogare. Si salvò grazie alla eccezionale capacità di auto controllo, alla forma fisica perfetta e all’addestramento.

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TikTok cede le attività Usa: nasce la joint venture a maggioranza americana

TikTok finalizza la cessione delle attività negli Stati Uniti a investitori non cinesi. Nasce una joint venture a maggioranza americana dopo anni di scontro politico e normativo.

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TikTok ha annunciato di aver finalizzato l’accordo per la cessione delle attività negli Stati Uniti a investitori non cinesi, aprendo un nuovo capitolo per la piattaforma. In una nota, l’azienda spiega che è stata costituita TikTok USDS Joint Venture, controllata a maggioranza da società americane. Silver Lake, Oracle e MGX detengono ciascuna una quota del 15%.

Il ruolo di ByteDance

La separazione delle attività statunitensi mette fine a uno scontro durato anni e prevede una partecipazione residuale del 19,9% per la società cinese ByteDance. L’assetto è stato disegnato per rispondere alle preoccupazioni di sicurezza sollevate negli Stati Uniti.

La legge del Congresso e il rischio divieto

Nel 2024 il United States Congress aveva approvato una legge che prevedeva il divieto di TikTok negli Stati Unitiqualora ByteDance non avesse venduto le attività Usa. L’obiettivo era aggirare i timori su possibili abusi dei dati degli utenti americani e sull’uso della piattaforma per promuovere la narrativa di China. Inizialmente, il bando era atteso per gennaio 2025 in assenza di un accordo.

L’intervento di Trump

Il presidente Donald Trump ha però salvato l’app, prorogando ripetutamente la scadenza per consentire il raggiungimento di un’intesa. Sebbene durante il primo mandato fosse favorevole al divieto, Trump ha poi cambiato posizione dopo aver riconosciuto il ruolo di TikTok nel consenso giovanile che ha contribuito alla vittoria elettorale del 2024.

Intesa Usa-Cina e chiusura del dossier

La Casa Bianca e la Cina avevano raggiunto lo scorso settembre un accordo di principio per la vendita delle operazioni statunitensi a una joint venture. Con l’annuncio odierno, quell’intesa prende forma operativa, chiudendo una delle più controverse partite tra tecnologia, sicurezza nazionale e geopolitica degli ultimi anni.

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Singapore detta le regole sull’Agentic AI: presentato a Davos il nuovo quadro normativo

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In collegamento da Davos, la ministra singaporiana dello Sviluppo digitale, dell’Informazione e della Sostenibilità Josephine Teo ha illustrato il nuovo quadro normativo di Singapore sull’Agentic AI. Gli “agenti” vengono definiti come sistemi intelligenti in grado di pianificare ed eseguire compiti complessi in autonomia, superando il modello tradizionale basato su semplici comandi.

I quattro pilastri della regolazione

Il modello proposto poggia su quattro principi chiave: responsabilità umana per ogni azione del software, delimitazione dei poteri operativi attraverso confini digitali, punti di approvazione umana per le decisioni critiche e tracciabilità completa dei processi eseguiti. L’obiettivo è coniugare innovazione e controllo, riducendo i rischi sistemici.

Opportunità economiche e rischi finanziari

Secondo The Business Times, l’Agentic AI potrebbe liberare fino a 3 trilioni di dollari di produttività globale, ma richiede guardrail finanziari stringenti per prevenire frodi, in particolare nei pagamenti automatizzati.

Singapore come hub di fiducia

Channel NewsAsia ha evidenziato il posizionamento di Singapore come hub globale di fiducia nella governance dell’AI, citando anche il contributo di esperti internazionali come PwC alla definizione delle linee guida.

Focus sulle PMI

Il quotidiano cinese Lianhe Zaobao ha infine sottolineato la necessità che queste innovazioni siano sicure e accessibili anche alle piccole e medie imprese, evitando che la regolazione diventi una barriera all’adozione tecnologica.

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Google lancia la “Personal Intelligence”: Gemini unisce i dati per un’IA davvero personale

Google presenta Personal Intelligence: Gemini incrocia dati di Ricerca, Gmail, Foto e YouTube per offrire risposte personalizzate, con consenso esplicito e tutele sulla privacy.

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L’intelligenza artificiale di Google fa un passo avanti verso la personalizzazione con Personal Intelligence, un servizio sperimentale che consente a Gemini di “unire i puntini” delle informazioni che un utente ha già disseminato nei servizi del gruppo — dalla Ricerca a Gmail, da Foto a YouTube — per rendere l’esperienza più mirata e utile. Il debutto, per ora, riguarda gli Stati Uniti e l’app Gemini, ed è subordinato all’esplicito consenso dell’utente.

Dal contesto alle risposte su misura

Secondo Google, si tratta di “un cambiamento fondamentale” verso un’IA capace di comprendere il contesto specificodell’utente. Gli esempi chiariscono l’approccio: cercando consigli su Chicago, Gemini non propone una lista generica, ma incrocia prenotazioni di viaggio trovate su Gmail con interessi emersi da Google Foto (come la fotografia naturalistica) per suggerire mete coerenti. Allo stesso modo, una ricerca sugli pneumatici invernali può attivare la consultazione dei documenti assicurativi presenti in Gmail per identificare marca e modello dell’auto, fornendo indicazioni compatibili.

“Gemini 3 ragiona sui vostri dati”

Con Gemini 3, sottolinea l’azienda, l’assistente è in grado di ragionare sui dati già disponibili e di comprendere il contesto senza indicazioni esplicite su dove cercare. L’obiettivo dichiarato è ridurre frizioni e passaggi intermedi, offrendo risposte più pertinenti e tempestive.

Privacy e controllo dell’utente

Sul fronte della privacy, Google evidenzia alcune garanzie chiave:

  • Collegamento delle app disattivato di default: è l’utente a scegliere se attivarlo e quali app collegare.

  • Disattivabile in qualsiasi momento.

  • I dati utilizzati sono già archiviati in modo sicuro sui server Google: non viene richiesto di inviare informazioni sensibili altrove per personalizzare l’esperienza.

  • Misure di sicurezza per temi sensibili: Gemini evita supposizioni proattive su dati delicati (come la salute) e non addestra i modelli direttamente sui contenuti di Gmail o sulla libreria di Google Foto.

Un equilibrio tra utilità e tutele

Personal Intelligence punta a elevare la rilevanza delle risposte senza sacrificare il controllo dell’utente. La scommessa di Google è dimostrare che una personalizzazione profonda può convivere con consenso informato, trasparenza e salvaguardie sui dati. Il test negli USA dirà se l’equilibrio reggerà anche su scala più ampia.

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