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Cronache

Incidente tra due bus a Roma: 18 feriti, tra loro anche un neonato

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Un assurdo incidente stradale  a Roma oggi, dove un autobus della Roma Tpl ha colliso con un veicolo dell’Atac, finendo sul marciapiede e causando feriti tra i passeggeri a bordo. Secondo le prime informazioni, l’incidente è avvenuto in via Cesare Castiglioni, nelle vicinanze del capolinea di Monte Mario. Pare che il conducente del BUS della Roma Tpl, per cause ancora da determinare, abbia perso il controllo del veicolo, finendo per impattare con il mezzo dell’Atac, linea 913. Tra i passeggeri coinvolti nell’incidente, si contano 18 feriti, con alcune persone trasportate d’urgenza in ospedale. In particolare, una neonata di pochi mesi è stata portata in codice rosso per ricevere le cure necessarie. Ferita anche la sua mamma.

Le autorità sono attualmente impegnate nelle indagini per comprendere le dinamiche esatte dell’accaduto e stabilire le responsabilità.

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Cronache

Corte dei conti, citato in giudizio Luigi de Magistris per la ricapitalizzazione di Ctp

La Procura regionale della Corte dei conti della Campania cita in giudizio Luigi de Magistris per la ricapitalizzazione della società di trasporto Ctp decisa nel 2019 e fallita nel 2022. Contestato un presunto danno erariale superiore a 23 milioni di euro. La prima udienza è fissata al 10 novembre 2026.

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La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio Luigi de Magistris nell’ambito della vicenda relativa alla ricapitalizzazione della CTP, società poi fallita nel 2022.

La notizia è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa della magistratura contabile.

Contestato un danno erariale da oltre 23 milioni

Secondo la Procura della Corte dei conti, la decisione adottata nel 2019 dalla Città Metropolitana di Napoli avrebbe provocato un danno erariale superiore ai 23 milioni di euro.

Nel procedimento contabile risultano coinvolte complessivamente otto persone, tra cui anche l’allora direttore generale, il segretario generale e componenti del collegio dei revisori dei conti.

Udienza fissata a novembre 2026

La prima udienza davanti alla Corte dei conti è stata fissata per il 10 novembre 2026.

Il giudizio contabile dovrà ora accertare eventuali responsabilità amministrative e patrimoniali legate alla scelta di ricapitalizzare la società di trasporto pubblico.

La vicenda Ctp

La Ctp rappresentava per anni uno dei principali soggetti del trasporto pubblico extraurbano nell’area metropolitana napoletana.

La società attraversava da tempo una grave crisi economica e finanziaria culminata poi con il fallimento dichiarato nel 2022.

La ricapitalizzazione decisa nel 2019 viene oggi considerata dalla Procura contabile una scelta che avrebbe aggravato il danno per le casse pubbliche.

Presunzione di innocenza e accertamenti da svolgere

La citazione in giudizio davanti alla Corte dei conti non costituisce naturalmente una condanna.

Sarà il procedimento contabile a verificare eventuali responsabilità individuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e del diritto di difesa delle persone coinvolte.

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Cronache

Omicidio a Ponticelli, ucciso Antonio Musella: tensione criminale nell’area Est di Napoli

Omicidio nella notte a Ponticelli, quartiere orientale di Napoli. Antonio Musella, 51 anni, è stato trovato ferito da colpi d’arma da fuoco all’interno di un furgone in via Cupa Vicinale Pepe. Trasportato all’Ospedale del Mare, è morto poco dopo il ricovero. Indaga la polizia.

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Nuovo fatto di sangue nella zona orientale di Napoli. Nella notte la polizia è intervenuta nel quartiere Ponticelli dopo una segnalazione arrivata poco dopo la mezzanotte. Gli agenti, giunti in via Cupa Vicinale Pepe, hanno trovato Antonio Musella, 51 anni, riverso all’interno di un furgone con diverse ferite d’arma da fuoco.

Trasportato all’Ospedale del Mare, poi il decesso

L’uomo, che secondo quanto emerso aveva precedenti, è stato soccorso e trasferito in codice rosso all’Ospedale del Mare. Nonostante i tentativi dei medici, Musella è morto poco dopo il ricovero.

Indagini della polizia

Sul caso indaga la polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire dinamica e contesto dell’agguato.

Al momento non vengono escluse diverse piste investigative. Gli investigatori stanno acquisendo immagini di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze utili a chiarire quanto accaduto.

La tensione criminale nell’area Est

L’omicidio si inserisce in un contesto criminale molto delicato. Da anni nell’area orientale di Napoli è in corso un duro contrasto tra gruppi di criminalità organizzata riconducibili ai clan Clan De Micco e Clan D’Amico.

Gli inquirenti dovranno ora verificare se il delitto possa avere collegamenti con le dinamiche della criminalità organizzata attiva sul territorio. Come sempre, ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti nel rispetto della presunzione di innocenza.

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Cronache

Superbonus, sequestro da 7 milioni a Torino per crediti d’imposta fittizi

A Torino la Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo da circa 7 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su presunti crediti d’imposta fittizi legati al Superbonus 110%. Coinvolti l’amministratore di fatto di una società edile e quattro professionisti

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La Guardia di finanza di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per circa 7 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti legati al Superbonus 110%.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, riguarda disponibilità ritenute corrispondenti al profitto illecito derivante dall’indebito utilizzo di crediti d’imposta fittizi.

Al centro dell’indagine c’è una società edile torinese che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti relative a lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico su un condominio del capoluogo piemontese.

Gli interventi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non sarebbero mai stati realmente eseguiti. La società avrebbe però generato crediti fiscali attraverso false attestazioni e asseverazioni sottoscritte da professionisti collegati alla pratica edilizia.

Le contestazioni riguardano l’amministratore di fatto della società e quattro professionisti: due architetti di Torino, un ingegnere di Milano e un commercialista di Napoli Nord.

A vario titolo, vengono ipotizzati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Alla società vengono inoltre contestate responsabilità amministrative dipendenti dai reati che sarebbero stati commessi nel suo interesse.

Resta ferma la presunzione di innocenza per tutte le persone sottoposte a indagini, che potranno far valere le proprie ragioni in ogni fase del procedimento.

 Secondo gli accertamenti, ai condomini sarebbe stata prospettata l’esecuzione di lavori edilizi a costo zero, attraverso lo sconto in fattura e la cessione del credito alla società.

Il contratto di appalto prevedeva la conclusione degli interventi entro il 31 dicembre 2023. La mancata esecuzione dei lavori nei tempi stabiliti e i successivi tentativi di rimodulare gli importi avrebbero poi spinto il condominio ad avviare iniziative giudiziarie.

 Nonostante l’assenza dei lavori, la società avrebbe emesso fatture nei confronti del condominio per ottenere il riconoscimento di crediti fiscali per quasi 7 milioni di euro.

Secondo l’accusa, le condotte sarebbero state rese possibili anche attraverso false asseverazioni, un visto di conformità ritenuto non veritiero e la trasmissione all’Agenzia delle entrate della documentazione necessaria per ottenere il beneficio fiscale sotto forma di sconto in fattura.

I crediti d’imposta ritenuti fittizi, una volta entrati nella disponibilità della società, sarebbero stati in parte ceduti a terzi e in parte mantenuti per successive cessioni o compensazioni fiscali.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino ha ricostruito i crediti ancora nella disponibilità della società, operando in raccordo con gli uffici dell’Agenzia delle entrate. Il sequestro ha così colpito crediti d’imposta per un importo pari all’intero profitto illecito contestato.

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