Cronache
Inchiesta Riace, la Cassazione chiede al Tribunale di rivedere le misure cautelari inflitte al sindaco sospeso Mimmo Lucano
“Il mio auspicio è che sia fatta giustizia”. Lo ha detto Domenico Lucano, sindaco sospeso di Riace alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital intervenendo dopo che sono state rese note le motivazioni della Cassazione relative all’udienza che lo scorso 26 febbraio si è conclusa con l’annullamento con rinvio del divieto di dimora a Riace, la cittadina calabrese diventata un simbolo per l’accoglienza dei migranti. “Ora mi aspetto con tutto il cuore che il divieto di dimora possa cadere”, ha aggiunto.
“Su questo confido – ha aggiunto Lucano – perchè non era veramente possibile il discorso del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ho dedicato grande parte della mia vita, almeno negli ultimi anni, alla causa degli ultimi perchè spontaneamente da quando, e non ero nemmeno sindaco, è arrivato un veliero sulla costa, mi sono adoperato. Non avevo un secondo fine. Questo è stato un fatto fantastico per Riace e per i centri dell’interno che non hanno delle prospettive per il futuro. Ora mi aspetto con tutto il cuore che il divieto di dimora possa cadere”.
“Mi sono schierato con Mimmo Lucano quando ancora lo conoscevano in pochi. Sono molto contento ma la battaglia è ancora lunga perchè si tratta di un annullamento parziale. C’è ancora molto da lottare”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando la decisione della Corte di Cassazione che ha ordinato al Tribunale di Reggio Calabria di valutare nuovamente se protrarre o meno il provvedimento di divieto di dimora a Riace per il sindaco Mimmo Lucano. De Magistris, nel riferire che stamattina ha mandato un messaggio a Lucano, ha aggiunto: “Ho sempre detto che colpire Mimmo significa fare un favore alla ‘ndrangheta. Bisogna lottare perchè lo Stato si dovrebbe impegnare per sconfiggere mafie e corruzione e non per colpire persone dal cuore grande, dalla mente libera e dal coraggio come Lucano e anche altri che quotidianamente sono colpiti perchè agiscono in direzione opposta al sistema”.
Cronache
Omicidio Diabolik, la Dda indica Michele Senese come mandante: sette arresti
Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.
La regola attribuita al clan Senese sarebbe stata brutale: «O paghi o muori». E chi avesse tentato di entrare nel traffico della droga senza autorizzazione avrebbe potuto fare la stessa fine di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik: ucciso su una panchina del Parco degli Acquedotti.
A oltre sette anni dall’omicidio che sconvolse Roma, la Procura capitolina individua nel vertice del gruppo criminale il presunto mandante dell’agguato del 7 agosto 2019. Carabinieri e Polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone. Tre sarebbero state coinvolte nell’organizzazione dell’azione.
Le contestazioni sono ancora sottoposte al vaglio giudiziario e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.
Il «preventivo assenso» di Michele Senese
Per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, il «mandante apicale» sarebbe Michele Senese, detto ’O pazz, detenuto da oltre dieci anni.
Secondo l’accusa, Senese avrebbe fornito il «preventivo assenso determinante» all’eliminazione dell’ex leader degli Irriducibili della Lazio. L’omicidio sarebbe servito a riaffermare l’autorità del clan su Piscitelli, considerato ormai autonomo e ingombrante nel narcotraffico.
Nell’ordinanza, composta da quasi 800 pagine, il gip sostiene che la morte di Diabolik avrebbe prodotto un vantaggio per il clan: ribadire l’obbligo per affiliati e soggetti vicini all’organizzazione di versare una parte dei profitti illeciti ed eliminare un concorrente nel mercato della droga.
La rottura sul traffico di stupefacenti
Piscitelli, pur considerato vicino ai Senese, avrebbe progressivamente conquistato una propria autonomia nella gestione del traffico di stupefacenti. Avrebbe inoltre versato al gruppo somme giudicate troppo basse rispetto ai guadagni delle sue attività.
Questa condotta, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe provocato una frattura insanabile con il clan.
Bennato indicato come organizzatore
Tra i destinatari della misura cautelare c’è Leandro Bennato, ritenuto dagli investigatori uno dei principali organizzatori dell’agguato. Sarebbe stato lui a deliberare l’eliminazione di Piscitelli, visto come un concorrente nel mercato della cocaina e un ostacolo agli interessi criminali nell’area della Tuscolana.
Secondo l’accusa, Bennato avrebbe accompagnato sul luogo dell’omicidio, a bordo di uno scooter rubato, Raul Esteban Calderon, indicato nelle indagini come esecutore materiale ma successivamente assolto in appello da questa accusa.
L’appuntamento sulla panchina
Un ruolo centrale viene attribuito anche ad Alessandro Capriotti, descritto dagli investigatori come broker della cocaina e intermediario nell’organizzazione del delitto.
Sarebbe stato lui a fissare l’appuntamento con Piscitelli la sera del 7 agosto 2019, conducendolo alla panchina del parco di via Lemonia dove ad attenderlo c’era un uomo travestito da runner. Diabolik venne ucciso con un colpo di pistola alla testa.
La guerra tra gruppi criminali
Il gip descrive gli arrestati come soggetti di «elevatissima caratura criminale». Dalle indagini sarebbe emersa anche la contrapposizione tra il gruppo albanese riconducibile a Elvis Demce e quello riferibile a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, sotto l’egida dei Senese.
Ulteriori fatti di sangue, secondo il giudice, sarebbero stati evitati soltanto grazie ai numerosi arresti eseguiti negli ultimi anni. In un’intercettazione viene citato anche un messaggio minaccioso rivolto a Demce: «Vengo su con i carri armati».
Gli affari nella ristorazione
L’inchiesta ricostruisce inoltre presunti rapporti economici tra esponenti delle famiglie Senese e Caroccia nel settore della ristorazione, con contatti e progetti imprenditoriali risalenti almeno al 2017.
Nell’ordinanza viene citato Mauro Caroccia, indagato per riciclaggio nel procedimento relativo al ristorante Bisteccheria d’Italia. In passato l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, estraneo all’inchiesta e non indagato, aveva detenuto quote della società.
Frase chiave
La Dda di Roma indica Michele Senese come presunto mandante dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik.
Meta
Omicidio Diabolik, sette misure cautelari: per la Dda Michele Senese avrebbe autorizzato l’eliminazione di Fabrizio Piscitelli.
Riassunto SEO
Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.
Cronache
Ranucci smentisce la «chat segreta»: «È una campagna di fango contro di me»
Sigfrido Ranucci nega su Facebook l’esistenza di una chat segreta con la compagna di Valter Lavitola e accusa alcuni giornali di alimentare una campagna contro di lui.
Sigfrido Ranucci respinge l’esistenza di una presunta «chat segreta» tra una sua collaboratrice e Natàlia, compagna di Valter Lavitola. Il giornalista affida a Facebook una dura replica alle ricostruzioni circolate sulla vicenda.
«Non esiste alcuna chat segreta. È stata inviata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e poi, di sua spontanea iniziativa, la mia collaboratrice ha mandato un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro», scrive Ranucci.
L’attacco ai giornali
L’ex conduttore di Report accusa alcune testate di aver rilanciato notizie che definisce false senza svolgere verifiche adeguate. Nel suo post chiama in causa anche i giornali riconducibili all’editore e parlamentare Antonio Angelucci.
Ranucci parla di «una barbarie», richiamando una definizione utilizzata, secondo quanto riferisce, anche dal ministro Guido Crosetto. Le accuse formulate dal giornalista rappresentano la sua versione dei fatti e non risultano accompagnate, nel post, da elementi che consentano una verifica indipendente.
«Vogliono colpire me e la mia famiglia»
Secondo Ranucci sarebbe in corso «la più grande campagna di fango della storia», con l’obiettivo di rimuoverlo da Reporte colpire lui, la sua famiglia e le persone che gli sono vicine.
Il giornalista sostiene che, dopo l’attentato, queste persone abbiano già vissuto mesi di paura e siano ora sottoposte a una nuova pressione mediatica. Denuncia inoltre il ricorso a quello che definisce «metodo Boffo», citando migliaia di articoli, ore di trasmissioni e contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali.
L’allarme sulle conseguenze personali
La parte più drammatica del messaggio riguarda le possibili conseguenze psicologiche sulle persone coinvolte. «Io sono abituato a lottare e resistere», scrive Ranucci, paventando però il rischio che l’angoscia e la depressione possano condurre qualcuno vicino a lui a gesti estremi.
Il giornalista sostiene infine che la presunta «macchina del fango» avrebbe mandanti riconoscibili, senza tuttavia indicarli esplicitamente nel post.
Cronache
ZTL anticipata per un matrimonio a Ischia Ponte, Mattera: «Quali sono i criteri? Le regole valgano per tutti»
L’Ordinanza n. 159 anticipa alle 15 la ZTL di Ischia Ponte per un matrimonio. Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE, chiede criteri trasparenti, istruttoria pubblica e parità di trattamento.
L’anticipo della ZTL di Ischia Ponte disposto in occasione di un matrimonio solleva interrogativi sui criteri adottati dal Comune per modificare la viabilità pubblica in presenza di eventi privati.
A intervenire è Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE – Comitato di Rigenerazione Verde, che in un post pubblicato su Facebook chiede all’Amministrazione comunale trasparenza sulle ragioni e sull’istruttoria alla base del provvedimento.
La ZTL anticipata alle 15
Con l’Ordinanza n. 159 dell’8 settembre 2026, il Comune di Ischia ha disposto per giovedì 10 settembrel’anticipazione alle ore 15 dell’attivazione pomeridiana della ZTL di Ischia Ponte.
Il provvedimento, firmato dalla responsabile del Servizio 14 e comandante della Polizia locale Chiara Romano, è collegato a un matrimonio programmato alle 15.30 nella chiesa dello Spirito Santo. Nell’atto si fa riferimento a un elevato numero di invitati e a una successiva sfilata nuziale accompagnata da cantanti di musica popolare ischitana.
Restano valide le deroghe previste dalla precedente ordinanza n. 112 del 2017 e dalle successive modifiche.
Mattera: «Quali sono i parametri?»
Mattera non contesta il diritto degli sposi a celebrare la cerimonia, ma pone una questione di interesse pubblico e parità di trattamento.
«Sulla base di quali criteri oggettivi viene valutata la possibilità di modificare la viabilità e anticipare la chiusura della ZTL di Ischia Ponte per un evento di natura privata?», domanda il presidente di CO.RI.VERDE.
Mattera chiede inoltre di conoscere quali siano i parametri relativi al numero degli invitati, alla rilevanza dell’evento e alle conseguenze per residenti, commercianti, lavoratori, mezzi di servizio e cittadini.
«Questi stessi criteri vengono applicati indistintamente a qualsiasi cittadino che presenti una richiesta analoga?», aggiunge.
La richiesta di trasparenza
Secondo Mattera, quando una manifestazione privata incide sulla circolazione pubblica, l’Amministrazione dovrebbe chiarire quale interesse collettivo venga perseguito e perché la misura sia considerata necessaria e proporzionata.
Da qui la richiesta rivolta al Comune di rendere pubblici «i criteri, le valutazioni istruttorie e gli eventuali precedenti» utilizzati per autorizzare modifiche della ZTL in occasione di eventi privati.
«Le regole devono essere trasparenti, verificabili e uguali per tutti», conclude il presidente di CO.RI.VERDE.


