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Il video di Rocco Casalino su vecchi e disabili che imbarazza il M5S, la foto di Renzi che usa la nipotina

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Facciamo subito una premessa per i leoni da tastiera, per i tifosi dei partiti e per i peones dei leones che li mandano avanti ad assaggiare il mirto per capire se è veleno. A noi quello che dice Rocco Casalino nel video dato in pasto al pubblico, con la stessa modalità dei messaggini vocali delle ultime settimane, non piace. Anche se, come è evidente e come dice Rocco Casalino, quello non è il suo pensiero,  chi ha tagliato ad arte quel filmato, l’ha rimesso in circolo per esaltarne proprio quel contenuto. “Da bambino, da sempre, i vecchi mi fanno schifo. E tutti i ragazzi down mi danno fastidio” è questo il succo di un filmato che dovrebbe crocifiggere il portavoce del premier Giuseppe Conte.  Noi quel video ve lo postiamo in modo che possiate vederlo, ascoltarlo e apprezzarlo così com’è.  Rocco Casalino, dal canto suo, si difende accusando quella stampa italiana “che pubblica vere e proprie bufale sul mio conto, con il solo obiettivo di colpirmi, infangarmi e mettere in dubbio la mia professionalità”.

Rocco Casalino. Capo della Comunicazione a Palazzo Chigi

Ma da dove esce quel video? “È un video che risale ad oltre 10 anni fa, quando frequentavo il “Centro Teatro Attivo” di Milano” spiega in un post sul blog M5S Rocco Casalino. Che sottolinea  come le parole che si sentono nel video nei confronti di chi soffre della sindrome di Down “sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora”. Ovviamente come avevano anticipato qualche tempo fa, quando era l’epoca degli audio di Casalino, altro sarebbe uscito sul conto del portavoce del premier perchè l’obiettivo “sinergico” è quello di farlo fuori. E ogni mezzo è buono. Oggi dopo la rivelazione del video, puntuale, è arrivato il messaggio con foto di Matteo Renzi su Instagram. L’ex premier, esponendo in pubblico la sua bellissima nipotina, sorridente e con gli occhi vispissimi, ci tiene a far sapere al mondo intero che anche Maria (questo il nome della bambina) ha la sindrome di Down e deve essere rispettata. Quello in corsivo è il testo del messaggio di Renzi

“Mia nipote, Maria, ha la sindrome di Down. Lei è una cittadina come tutti gli altri e ha diritto come tutti gli altri di essere rispettata dalle Istituzioni di questo Paese. Vorrei dire: ha diritto più di tutti gli altri di essere rispettata. Le parole schifose, squallide, indegne di Rocco #Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono parole che in un Paese civile hanno una sola conseguenza: le dimissioni.
Casalino ci ha abituato a insultare tutti: giornalisti, avversari politici, persone povere, stranieri. Ma adesso ha superato il limite. Non è giusto che le nostre tasse vadano a pagare il super-stipendio di un signore che insulta le persone con sindrome di Down. E non venga a dirci che stava scherzando, che stava recitando, che stava fingendo: chieda solo scusa se gli rimane un briciolo di umanità, non inventi altre bugie.
Presenterò ufficialmente un atto parlamentare per chiedere a Conte di licenziare Casalino. Spero che il nostro Premier – che è il Premier di tutti gli italiani, anche di chi ha la sindrome di Down – abbia un sussulto di dignità e proceda al licenziamento prima che glielo chiediamo in Parlamento. E spero che siano in tanti senatori, di tutti i partiti politici, a dire “Basta” alla vergogna di un portavoce che è diventato un portainsulti.
Vi terrò informati, ma su questa cosa vado fino in fondo.
Lo devo a mia nipote. Ma forse prima di tutto lo devo a me stesso, a ciascuno di noi: alla nostra dignità di essere cittadini italiani e non complici di insulti squallidi come quelli di Rocco Casalino”.

La sostanza di quel che dice Renzi può piacere o non piacere, ognuno se ne farà una sua idea, la forma lascia davvero molto a desiderare. Non si espone una bambina sui social per bassa propaganda politica. Davvero sconcertante tutto. Da quello che si sente dire a Casalino, a chi lo propala in pubblico e magari usa queste modalità pensando di ricattarlo fino a Renzi che poteva davvero risparmiare di esporre una bambina in pubblico, quand’anche ci sarà sicuramente il placet dei genitori, non è politica ma qualcosa di difficile da definire.

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Cronache

Parco Verde di Caivano, nei palazzi in mano ai boss narcotrafficanti armi da guerra e fiumi di droga

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Nel corso di controlli e perquisizioni nel “Parco Verde” di Caivano i carabinieri della Compagnia di Casoria, del Reggimento “Campania” e del nucleo cinofili di Sarno hanno sequestrato un kalashnikov nascosto nel sottoscala di una palazzina e avvolto in una t-shirt e plastica per proteggerlo dalla polvere.

Al piano più alto della stessa palazzina i militari hanno scovato 2 vani mimetizzati nel muro che si aprivano tramite un telecomando: nei vani 3,3 chili di hashish, 410 grammi di cocaina, 71 di marijuana, un revolver con matricola abrasa, due pistole semiautomatiche con matricola abrasa, munizioni e materiale per il confezionamento di droga.

Sempre all’ultimo piano di quell’edificio, dove non avrebbe dovuto esserci nulla, c’erano invece 2 appartamenti completamente abusivi. Uno, dallo stile kitsch (nel video), era abitato da un congiunto di un capo-piazza che è stato denunciato; l’altro era in fase di costruzione. Gli appartamenti sono stati sequestrati e sigillati per evitare occupazioni abusive.

Nel corso dei servizi di controllo del territorio nel difficile quartiere del comune a Nord di Napoli è stato  arrestato in flagranza un pusher: Luigi Laurenza, 52enne di Crispano.  I carabinieri l’hanno beccato mentre spacciava e addosso aveva 6 bussolotti di eroina e kobret. Altri 53 bussolotti, uguali per forma e colore, sono stati rinvenuti in un vano ascensore nei pressi del luogo dove è stato bloccato lo spacciatore. L’uomo è stato portato  in carcere.

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Benessere

Campi Flegrei, viaggio al centro della terra di fuochi e della storia

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Non saremo certo noi a potervi illustrare le infinite bellezze naturali e storiche dei meravigliosi Campi Flegrei, ma sicuramente possiamo consigliarvi di passare la prossima domenica in almeno due dei tanti siti storici dell’area che parte da Nisida e si spinge ai confini del comune di Giugliano sulla costa e verso l’interno copre buona parte del comune di Quarto comprendendo ovviamente le isole flegree Ischia, Procida e Vivara.

Terra di fuoco, terra di grande caldera, terra amata dagli antichi, terra di mistero ma anche terra di vacanza e ricchezza.

Via abbiamo già parlato nelle scorse settimane del Museo del Castello di Baia, oggi vi indichiamo il Rione Terra a Pozzuoli, primo nucleo abitativo di Pozzuoli, sgomberato negli anni della crisi bradisismica è stato per tantissimi anni oggetto di scavi e restauri che dal 2014 hanno visto la completa fruibilità da parte di visitatori provenienti da tutto il mondo.

La seconda tappa che Vi consigliamo per domenica, che il meteo ci dice che sarà giornata mediamente soleggiata, sono gli scavi di Cuma con il famoso antro della Sibilla, iconograficamente il piu’ conosciuto ed anche il piu’ ricco di misteri e leggende, ma sono da godere il panorama su ampia parte dei Campi Flegrei passeggiando sulla via Sacra i resti dei templi di Apollo e Giove.

Benchè le prime campagne di scavi furono iniziate nella prima metà dell’800, poi interrotti, ripresi e interrotti di nuovo, colpisce che la maggior parte dei ritrovamenti e degli scavi definitivi siano molto recenti e datati anni ’20, 30 e addirittura ’60, ’70 e ’93 del secolo scorso, quindi, , proprio per questa ragione, se nella Vostra escursione domenicale doveste ritrovare qualche reperto sfuggito alle campagne di ricerca, segnalatelo immediatamente ai guardiani del sito e alla soprintendenza, sarà un po’ come sentirsi Indiana Jones. Buona fortuna e buona domenica.

Mario Laporta/KONTROLAB

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cronache

Viglione (M5S): sulla differenziata De Luca ha fallito, in Campania gestione scellerata dei rifiuti

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Dopo le dichiarazioni decisamente infelici per non dire gravissime del Ministro Salvini a proposito della necessità di realizzare nuovi inceneritori in Campania, le reazioni in casa M5S, compresa quella del sottoscritto, sono state tante. E il comune denominatore non poteva che essere il “NO” a qualsiasi ipotesi di costruzione di nuovi inceneritori sul nostro territorio.
Altrettanti sono stati i commenti della politica e della stampa sullo scontro di vedute così netto tra gli alleati Governo su un tema tanto delicato e sentito per chi vive alle nostre latitudini qual è la gestione dei rifiuti.
Tra i vari commenti, personalmente mi ha colpito quello sintetizzato nel titolo di un articolo comparso su portale Juorno.it che ringrazio dello spazio offerto per ospitare questa replica. Il titolo in questione recitava: “Il trucco di Salvini pro De Luca: costringere il M5S a dire che la differenziata in Campania va alla grande…”.
Bene, chiariamo un concetto. La differenziata in Campania non va affatto alla grande. È migliorata sensibilmente negli ultimi anni, questo è vero, ma purtroppo le ultime percentuali ufficiali relative al 2016 che con un 51,6% ci danno purtroppo ancora in ritardo rispetto agli obiettivi dell’attuale Piano regionale elaborato dalla Giunta regionale guidata da De Luca (53,5% al 2016) sul quale esprimemmo voto contrario come M5S nel 2016 perché a nostro avviso non tracciava linee concrete e veramente alternative rispetto al passato in termini di gestione moderna del ciclo dei rifiuti.

E oggi come allora restiamo fortemente critici nei confronti di quel piano che non ha prodotto nessun risultato. Ci sono voluti oltre due anni per arrivare alla costituzione dei cosiddetti Ambiti Territoriali Ottimali che al momento però sono a un punto morto in quanto sprovvisti dei rispettivi piani d’ambito coi quali organizzare il ciclo dei rifiuti sul proprio territorio di competenza.

A questo si devono aggiungere una serie di inefficienze di carattere amministrativo che oggi ci restituiscono una situazione immutata rispetto all’epoca Caldoro. Grave carenza della rete impiantistica finalizzata al trattamento della frazione organica, controlli ambientali completamente assenti, mancata applicazione delle linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale e un programma straordinario di gestione dei rifiuti urbani che ha prodotto risultati assolutamente impalpabili in termini di incremento di raccolta differenziata. A partire dalle compostiere di comunità che somigliano sempre più a un miraggio.
Alla luce di queste considerazione, nessuno di noi si sognerebbe di dire che le cose vanno alla grande. Anzi. C’è molto lavoro da fare per liberare la Campania da una gestione scellerata dei rifiuti e dalla strategia di chi vorrebbe ridurla in ginocchio per aprire un nuova emergenza e aprire le porte a nuovi inceneritori che non rappresentano e non rappresenteranno mai la soluzione per una corretta e virtuosa gestione dei rifiuti.

Vincenzo Viglione

(Consigliere regionale della Campania del M5S / Segretario Commissione Ambiente)

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