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Prescrizione, la risposta degli avvocati all’accordo in maggioranza è “quattro giorni di sciopero” dal 20 al 23 novembre

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Che cosa pensano gli avvocati riguardo l’accordo sulla prescrizione?  Una sola parola: Sciopero. Il sindacato delle toghe contro quelle che definisce “le sciagurate iniziative dell’attuale maggioranza di governo sulla giustizia penale, a cominciare dalla riforma della prescrizione” proclama lo sciopero. É l’Unione delle Camere penali a proclamare quattro giorni di sciopero, da martedì 20 a venerdì 23 novembre. L’annuncio è contenuto in una nota in cui si parla di “controriforma autoritaria della giustizia penale”. Di parere diametralmente opposto il sindacato delle altre toghe, quelle dei magistrati.  “Il Governo appare orientato ad operare nel percorso da noi sempre sostenuto, quello di non  lasciare isolata la modifica della prescrizione che, di per sè, non sarebbe affatto utile. A questo punto, però, attendiamo di vedere quali saranno i progetti di riforma”, ha commentato il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci che dunque non plaude in maniera entusiasta ma non nasconde il piacere che prova per questo primo passo verso una riforma della giustizia penale molto più ampia.  “È giusto che il tema della prescrizione sia trattato in un quadro organico di riforma del processo. Fare un semplice intervento sulla prescrizione sarebbe stato riduttivo” ha commentato  il vicepresidente del Csm, David Ermini.

Sciopero a parte “ci sarà una legge delega che entro il dicembre 2019 stabilirà tempi certi per la durata dei processi: non c’è chi ha perso o chi ha vinto, ma piena sintonia. Noi abbiamo chiesto sempre un collegamento tra prescrizione e durata certa dei processi. È cosi è”, ha detto il ministro Giulia Bongiorno, un avvocato di professione, al termine del vertice di Palazzo Chigi.
 

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Inceneritori, Di Maio: Salvini sbaglia a innescare polemiche su cose che non sono nel contratto

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“Mi spiace che Salvini abbia deciso di lanciare questa polemica e di creare tensioni nel governo”. Così il vice premier Luigi Di Maio risponde al collega Matteo Salvini commentando la polemica sugli inceneritori. Di Maio si dice “dispiaciuto perché questa polemica, che si fonda su un tema che non è nel contratto di governo, quello degli inceneritori, non si pone. Noi abbiamo un ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che è un generale dei carabinieri, che è campano e conosce la Camorra e tutto il ciclo dei rifiuti campano. Quindi affidiamoci al ministro”. Se Salvini “si preoccupa per la Campania”, il capo politico dei Cinquestelle ricorda che “lì c’è la mia famiglia, io sono la persona più preoccupata di tutti. Nelle preoccupazioni però so anche che si respira aria cattiva quando si respira vicino a un inceneritore”.

Di Maio, ospite a Talent Garden a Milano, parla anche di manovra e delle preoccupazioni espresse da Draghi. “Si deve abbassare il debito pubblico e la nostra manovra espansiva ha come obbiettivo quello di aiutare le fasce piu deboli della nostra società. Ma proprio aiutando queste persone riusciremo ad abbattere il debito pubblico. Tenere il deficit fermo in questi anni ha fatto alzare il debito pubblico – ha concluso Di Maio -. Quindi le preoccupazioni di Draghi sul debito sono le nostre ed è per questo che portiamo avanti una ricetta diversa per arrivare all’obiettivo di abbassarlo”.

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Sì al decreto Genova, sì alle norme per Ischia, sì alle norme anticorruzione e bagarre per il pugno chiuso di Toninelli

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Ci sono voluti novantuno giorni per avere un a legge che si occupasse del crollo del viadotto sul Polcevera. Un tempo decente considerato che siamo in Italia e il funzionamento del Parlamento.Il decreto Genova è legge con il voto del Senato conclusosi in bagarre anche a causa di un gesto di stizza del ministro Danilo Toninelli.
Ma ora per la maggioranza, archiviato il decreto Genova, si riapre un altro fronte caldo: quello del disegno di legge “spazzacorotti” nel quale la Lega ha provato invano ad infilare una norma che derubrica ad abuso d’ufficio il peculato commesso da chi distrae fondi dai gruppi dei consiglieri regionali e da quelli parlamentari con contabilità autonoma. Un “articolo ad personas”, secondo i dem Franco Vazio e Alfredo Bazzoli, che “avrebbe effetti dirompenti e farebbe saltare i processi per peculato a carico dei leghisti Cota, Rixi e Molinari”. In serata, davanti al muro alzato dal M5S per bloccare la norma “salvaleghisti”, dai piani alti del partito di Matteo Salvini è arrivato l’ordine di ritirare l’emendamento infilato nel ddl anticorruzione. Sulla giustizia, dunque, il M5S – che ha già incassato il blocco della prescrizione dopo il primo grado a partire dal 1° gennaio 2020, l’agente sotto copertura, l’arresto in flagranza per i corrotti – inizia a dare punti alla Lega con riforme di stampo giustizialista. Tanto da provocare l’ abbandono dell’ aula della commissione da parte di tutti i deputati di Forza Italia: “Così si uccide il processo penale”, hanno detto Enrico Costa e Francesco Paolo Sisto.
La giornata parlamentare, molto nervosa, si è dunque aperta in Senato dove la seduta sul decreto Genova (167 sì, 49 no, 53 astenuti) si è poi conclusa con uno scontro verbale molto ruvido tra le opposizioni e il ministro Danilo Toninelli che, al momento della proclamazione dl voto, ha esultato in aula agitando energicamente il pugno chiuso in direzione dei banchi del Pd. La bagarre ha costretto il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, a interrompere la seduta e a redarguire Toninelli.

 Il clima era già avvelenato intorno al decreto che – oltre a stanziare quasi un miliardo per Genova e a regolare la nuova tariffazione delle autostrade – accelera in nome dell’ emergenza post terremoto anche le pratiche di condono edilizio giacenti a Ischia. Il Pd, che avrebbe votato sì al decreto se fosse stato stralciato il condono, ha parlato di «colpo di spugna vergognoso». Forza Italia (astenuta) ha fatto un’inversione a 180° con adesione piena alla sanatoria sotto la spinta forte degli azzurri campani. Per Luigi Di Maio, “non c’ è alcun condono… sono provvedimenti per il cittadini del Centro Sud”.

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini in conferenza stampa in Prefettura a Napoli

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MATTEO SALVINI A NAPOLI (CONF. STAMPA 15.11.2018)

In diretta dalla Prefettura di Napoli dove ho presieduto il Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica.100 nuovi agenti di Polizia locale, impianti di videosorveglianza, norma "rottama motorini", programma di sgomberi di stabili pericolanti e di case popolari occupate gestite dalla camorra, lotta agli spacciatori e tante altre iniziative consentite dal #DecretoSalvini.Non si molla, ce la metterò tutta per aiutare questa città.Mi seguite?

Pubblicato da Matteo Salvini su Giovedì 15 novembre 2018

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