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Il deputato catanese Santi Cappellani lascia il M5S: non ha senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più

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Il deputato nazionale catanese del M5s Santi Cappellani ha lasciato il movimento con una mail inviata ieri sera perche’ “non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce piu'” e perche’ “avvertivo da tempo la profonda frustrazione” di “non poter rappresentare il temine di cui ci fregiamo” e “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”. Lo scrive La Sicilia. Nella missiva, riporta il quotidiano, Cappellani, 29 anni, studente di Psicologia e manager nell’azienda di famiglia, che aveva spiegato di non avere potuto ‘pagare’ il movimento perche’ non ricordava la password d’accesso al sistema, scrive che il M5s si e’ “imborghesito, finito in una spirale di autoreferenzialita’”. “Quando sento la frase ‘pugno di ferro’ – aggiunge – rabbrividisco”. Secondo Cappellani nel M5s c’e’ “piu’ ascolto a comunicazione e sondaggi” che “al sentire comune e della base”. E “mentre ci si apriva giustamente alla societa’ civile con gli uninominali, si cancellavano dalle liste attivisti storici, senza alcuna motivazione”, sostiene Cappellani. Che contesta “una serie di azioni di imperio che hanno fatto venire meno proprio il sentirsi comunita’”, a partire dai “facilitatori” voluti con la “volonta’ di eliminare ogni voce critica e ogni pensiero pensante”. Infine contesta che in Sicilia il M5S “e’ in preda all’anarchia, non vi e’ una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali sono abbandonati a se stessi. E mi fermo qui”.

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Revocata la detenzione domiciliare per Denis Verdini: torna in carcere

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Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di revocare la detenzione domiciliare per Denis Verdini, ex senatore di Ala. La decisione è giunta in seguito alla contestazione di aver violato le prescrizioni del tribunale partecipando a tre cene in ristoranti della capitale, anziché scontare la condanna definitiva a 6 anni per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino nella villa di Pian dei Giullari.

La revoca della detenzione domiciliare rappresenta un passo significativo nella vicenda legale di Verdini, il quale aveva sostenuto di non aver compiuto alcuna violazione delle restrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza. Tuttavia, le autorità hanno ritenuto che la partecipazione alle cene fosse incompatibile con le condizioni della detenzione domiciliare, poiché Verdini avrebbe dovuto restare confinato nella sua residenza durante il periodo stabilito dalla sentenza. L’ex senatore di Ala  torna così in carcere, a Sollicciano.

 

 

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Zelensky alla Cnn: senza aiuti Usa la Russia può vincere

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“Senza gli aiuti americani la Russia potrebbe vincere e milioni di ucraina moriranno” lo ha detto Volodymr Zelensky in una intervista alla Cnn. Il presidente ucraino ha detto di aver parlato con Mike Johnson e che lo speaker della Camera gli ha detto “fara’ di tutto per sostenere l’Ucraina”. “Devo fidarmi di lui”, ha aggiunto. “I soldi americani finiscono in gran parte nella produzione militare Usa, non nel nostro bilancio”, ha proseguito, promettendo comunque riforme per la trasparenza e la lotta alla corruzione.

“Le minacce alla Nato sono solo parole, non credo che le attuerà”: lo ha detto Volodymr Zelensky in una intervista alla Cnn, commentando la promessa di Donald Trump di non difendere i Paesi dell’Alleanza che non pagano la giusta quota.

“Non riesco a capire come Trump possa essere dalla parte di Putin, non capisce che Putin non si fermerà mai… se lo sosterrà sarà contro gli americani e gli interessi Usa”: lo ha detto Volodymyr Zelensky in una intervista alla Cnn.

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Mattarella: urgentissimo Ue vari patto migranti e asilo

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Subito un nuovo accordo sui migranti, un cessate il fuoco per la striscia di Gaza e pieno e attivo sostegno all’Ucraina. Sergio Mattarella vola a Cipro, primo presidente della storia repubblicana a visitare l’isola nell’est del Mediterraneo, e affronta con i suoi interlocutori tutti i dossier più caldi dell’agenda internazionale. Compreso quello congelato dell’incredibile divisione di Cipro, Paese membro dell’Unione europea, che da anni crea tensioni con la Turchia. “Con il presidente cipriota abbiamo parlato molto di migrazioni: abbiamo il dovere e la possibilità come Unione di assumere come compito di trasformare un fenomeno disordinato e tumultuoso, ora nelle mani dei trafficanti, in un arrivo ordinato e legale. E’ urgentissimo definire un nuovo patto d’immigrazione e d’asilo e stringere intese con i Paesi di origine e transito”, ha spiegato il capo dello Stato dopo i colloqui presidenziali.

Il tema dei flussi è infatti molto sentito nell’isola che si trova vicinissima alle sponde del Libano in una collocazione geopolitica che la rende strategica. E infatti la visita del presidente della Repubblica ha proprio l’obiettivo di colmare “un ritardo”, come egli stesso ha spiegato a Nicosia facendo anche una passeggiata alla Linea Verde che divide la capitale dall’autoproclamata repubblica cipriota, riconosciuta, ovviamente, solo dalla Turchia.

“Segni di ferite non rimarginate”, ha commentato amaro vedendo i check point che dividono ancora la città. L’ultimo muro dell’Europa. Mattarella si spende anche per il piano Mattei del governo spiegando ai suoi interlocutori che per renderlo effettivo occorre “collaborare con i paesi del continente africano in una maniera che coinvolga l’intera Unione europea”. La preoccupazione è evidente e il tema del Medio Oriente domina i colloqui: “sfide inimmaginabili fino a pochi anni fa si sono affacciate: dall’aggressione russa all’Ucraina, allo scellerato attacco dei terroristi di Hamas, con le sue drammatiche conseguenze in termini umanitari – con l’inaccettabile morte di tanti innocenti in Israele e nella striscia di Gaza – alla spirale di instabilità che sta colpendo tanta parte del continente africano”, ha spiegato dal palazzo presidenziale di Nicosia.

In tutto questo c’è anche tempo per ribadire la linea della fermezza contro l’aggressione di Mosca: “Italia e Cipro hanno legami di valori comuni come la pace e il rispetto del diritto internazionale. A due anni dall’inconcepibile aggressione russa è bene ribadire il sostegno pieno” a Kiev e “il rispetto dell’integrità territoriale”: “l’unione europea fa bene a mantenere il sostegno all’Ucraina”. Infine pieno sostegno alle missioni militari nel mar Rosso: la libertà di navigazione è intoccabile. “Quanto avviene nel Mar Rosso è un effetto ulteriore di quel conflitto che mette a rischio un principio fondamentale della comunità internazionale come la libertà di navigazione, con il rischio che questo possa essere imitato altrove nel mondo”, ha spiegato ai giornalisti con chiarezza.

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