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Cultura

Ferragosto napoletano tra arte e spettacoli per chi resta in città

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Non si annoierà chi resta in città il giorno di Ferragosto. Sono numerosi gli eventi in programma per il 15 agosto. Alla Rotonda Diaz, sul Lungomare di Napoli, dalle 21, canti e danze popolari con “La notte della Tamorra”, a cura di Carlo Faiello. Una notte per tutti, con ingresso libero, davanti al mare. Madrina d’eccezione Lina Sastri che insieme al musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna arricchiranno la carovana di musicisti presenti all’evento.

Si festeggia Ferragosto anche al Chiostro di San Domenico Maggiore con la rassegna “Classico Contemporaneo”. Una serata speciale, a partire dalle 21.30, in cui verrà raccontata la storia della nostra città attraverso coloro che l’hanno resa grande nei secoli, personaggi della storia, del costume, dello spettacolo.

Al Maschio Angioino appuntamento con la rassegna di musica e teatro comico “Ridere”con Gino Cogliandro. Nel cortile della Real Casa Santa Dell’Annunziata, a partire dalle 21, ultimo appuntamento con la rassegna musicale “Nu Fazzoletto ‘e Mare” con Mario Maglione che si esibirà in un concerto di canzoni classiche napoletane dal titolo “Era De Maggio”. Cinema all’aperto presso l’Arena del Parco del Poggio di Capodimonte.

Nel programma del Festival Sui Sentieri degli Dei ad Agerola è in programma, per il giorno di Ferragosto l’”Alba Magica“. Dalle 5 del mattino, ammirando l’alba dal suggestivo Monte Tre Calli, comincerà la giornata di festeggiamenti in onore della Madonna dell’Assunta.

Non solo eventi. Chi resta in città e vuole dedicarsi all’arte non ha che l’imbarazzo della scelta. Molti i musei e i siti monumentali aperti e visitabili. Tra i tanti: Castel San’Elmo, Certosa e Museo di San  Martino, Museo Pignatelli, il Museo Archeologico Nazionale, Museo Duca di Martina ‐ Villa Floridiana, il parco e Tomba di Virgilio, il complesso monumentale dei Girolamini  . Apertura straordinaria e gratuita anche per le Le Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano, dove in questi giorni è possibile ammirare “La Scapiliata” di Leonardo da Vinci.  Chiuso, invece, Palazzo Reale.

Apertura regolare dei siti archeologici vesuviani. il Parco archeologico di Ercolano, Oplontis, Boscoreale e Stabia e e a Pompei accoglieranno turisti e visitatori. Per chi vuole tuffarsi nelle meraviglie della natura, c’è il sentiero del Gran Cono al Vesuvio. Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa che custodisce la riproduzione della Bayard, il treno che inaugurò la prima tratta ferroviaria Napoli – Portici del 1839 sarà aperto, mercoledì 15 agosto, in via straordinaria dalle 9.30 alle 19.30.

Apertura regolare anche per la Reggia di Caserta. Oltre le stanze reali ed i giardini è possibile visitare, fino al 31 ottobre la mostra “Modigliani Opera”: una rassegna speciale, che conduce il visitatore all’interno del mondo dell’artista livornese attraverso suggestioni multisensoriali, visive e sonore.

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Cultura

Il Papa e i 2 anni di guerra in Ucraina, torni umanità

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Il Papa, dopo la lieve influenza che ieri aveva fermato la sua agenda, oggi è tornato in pubblico per l’Angelus. E il pensiero è andato all’Ucraina, a due anni dall’invasione della Russia. Il Pontefice è tornato a chiedere “una soluzione diplomatica per una pace giusta e duratura”. Erano circa ventimila i fedeli presenti a Piazza San Pietro per la preghiera mariana del Papa. Per Bergoglio era la prima uscita pubblica dalla scorsa domenica, dopo gli esercizi spirituali e l’indisposizione di ieri. In primo piano dunque le sofferenze dell’Ucraina: “Ieri, 24 febbraio, abbiamo ricordato con dolore il secondo anniversario dell’inizio della guerra su vasta scala in Ucraina. Quante vittime, feriti, distruzioni, angustie, lacrime in un periodo che sta diventando terribilmente lungo – ha sottolineato Papa Francesco – e di cui non si intravvede ancora la fine. È una guerra che non solo sta devastando quella regione d’Europa, ma che scatena un’ondata globale di paura e odio”.

Francesco ha ribadito la sua vicinanza al popolo che soffre e ha chiesto, anzi “supplicato”, di lavorare ad una soluzione diplomatica. “Mentre rinnovo il mio vivissimo affetto al martoriato popolo ucraino e prego per tutti, in particolare per le numerosissime vittime innocenti, supplico che si ritrovi quel po’ di umanità che permetta di creare le condizioni di una soluzione diplomatica alla ricerca di una pace giusta e duratura”, le parole del Pontefice. Papa Francesco ha chiesto attenzione e preghiere per tutti i conflitti che costellano il pianeta e ha ricordato le sofferenze, soprattutto dei bambini, in Israele e Palestina. Poi lo sguardo ad un continente troppo spesso lontano dai fari, quello africano.

Il Papa chiede pace e dialogo per la Repubblica Democratica del Congo, Paese che ha visitato proprio un anno fa, e la cessazione del triste fenomeno dei rapimenti in Nigeria. Un nuovo appello poi per “decisioni sagge e coraggiose” sul fronte del clima, con il pensiero alla Mongolia, che il Papa ha visitato lo scorso mese di agosto, devastata da un’ondata di gelo che sta mettendo in difficoltà la popolazione più fragile. Messa alle spalle la preoccupazione per i problemi respiratori, il Papa torna dunque alla sua attività. Fitta l’agenda della prossima settimana. Tra gli appuntamenti previsti, già domani, l’incontro con il cardinale Matteo Zuppi che guiderà la delegazione dei vescovi dell’Emilia Romagna in ‘visita ad limina’.

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Cultura

Morto Bavagnoli, unico fotografo non americano di Life: aveva fatto reportage bellissimi sugli scugnizzi di Napoli

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È morto a Viterbo, dove abitava, il fotografo Carlo Bavagnoli. Era nato a Piacenza il 5 maggio 1932, aveva quindi 91 anni. Dopo aver iniziato con il settimanale Epoca, è stato l’unico fotografo non statunitense a far parte della redazione di Life. Per la rivista ha scattato immagini storiche come quella di copertina che ritraeva Jane Fonda nei panni di ‘Barbarella’ ma anche reportage storici in Barbagia, a Trastevere e tra gli ‘scugnizzi’ di Napoli. Per Life seguì eventi storici come l’apertura del Concilio Vaticano II, la morte di Papa Giovanni XXIII (di cui scattò una celebre immagine sul letto di morte realizzata con la tecnica della doppia esposizione) e la successiva elezione di Papa Paolo VI. Terminata l’esperienza con Life ha lavorato per molti anni come regista di documentari per la Rai.

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Cultura

“Mi ho pensato”, un libro di speranza che nasce dalla sofferenza

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“Mi ho pensato” è il titolo, appositamente politicamente (e grammaticalmente) scorretto, del giovane autore Rocco Casillo. 22 anni, campano di origine, in questo testo Rocco affronta delle tematiche molto più grandi della sua giovane età, e lo fa con determinazione e, in alcune liriche, rabbia. La sua rabbia, infatti, nasce proprio dalla voglia di squarciare il velo di Maya che circonda la nostra società, una società che, secondo Rocco, è superficiale, interessata più ai social, più alle apparenze, che alla vita vera, quella che fa anche soffrire. Perché Rocco, durante la sua giovane età, ha sofferto, e non per un brutto voto a scuola o per una discussione con gli amici, ma perché ha vissuto sulla sua pelle cosa vuol dire essere ricoverato per una malattia oncologica. Ed allora ecco che prende forma questo libro, per esprimere tutte le sfumature della vita, gli alti ed i bassi. Ma soprattutto per urlare all’umanità di svegliarsi da questo stato di calma piatta e di preoccuparsi anche del prossimo.

Già dal titolo, Rocco definisce la formula del “pensare all’altro pensando a sé stesso”, come egli stesso afferma “Ho cercato di rielaborare la filosofia di Lèvinas incentrata sul problema dell’Etica: il volto dell’altro, per Lèvinas, è traccia dell’Infinito, per cui l’etica non è solo fatta di regole o direttive, ma anche, e soprattutto, di attenzione all’essere umano”.

Rocco Casillo

 

Leggendo l’introduzione di “Mi ho pensato”, appare chiaro quello che Rocco ha voluto trasmettere ai lettori. Basta leggerne qualche passo per capirlo : “Essere qualcuno obbliga gli altri a considerare, sempre questo egocentrismo costante degli anni 2000 (…) Bisogna soffrire per sentire qualcosa, bisogna nascere per vivere e vi assicuro che è doloroso ci sono passato (…) Con questo ho voluto condividere con voi il mio coro di latrati, il mio circo di animali incazzati che vive nella testa. Spero possiate trasformarli in fuoco per me”. Si resta spiazzati a leggere queste parole considerando la giovane età di Rocco, ma ancora di più si rimane senza molte parole leggendo l’ultima poesia che compone il testo, “Mi ho Pensato”, che, nemmeno a dirlo, è la poesia preferita da Rocco.

“Mi ho pensato guardando il dissidio umano diviso fra sacro e profano sedendo al fianco sano perché malato sono io ed è lì che nasce il pianto stretto al letto disturbato dai pensieri di un malato ed è lì che davvero ho nato mi ho pensato chiuso in corpo ‘tto curvato esposto il riso sul mio viso per quello che ho penato mi ho pensato in bocca il fumo boccheggiato nel sangue un essere stregato con il fuoco ho palleggiato pur di essere approvato per avere ancora in mano la mediocre sanità e dire che “Noi siamo nemici all’aldilà” mi ho pensato”.

La poesia, futuristicamente senza punteggiatura, è drammaticamente autobiografica. Ed è per questo che il libro va letto: perché è una grande lezione di vita offerta da un giovane ragazzo. Anche la copertina è stata scelta da Rocco con attenzione: colori sfumati e curve che rappresentano le montagne russe su cui lui per primo si è trovato a salire, come ognuno di noi, almeno una volta nella nostra vita.

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