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Nessuna politica di respingimento di esseri umani è neutra e produce quasi sempre “effetti collaterali”

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Effetti collaterali

Oramai ci siamo abituati, dal gergo guerresco a quello medico, passando ovviamente per quello politico, l’effetto collaterale è entrato nel linguaggio corrente di noi tutti, facendoci anche analizzare in modo diverso le azioni seguite sempre da una reazione, non sempre uguale e contraria.

Questo governo ci ha dal suo primo giorno d’insediamento bombardato con la questione immigrazione, facendone la bandiera del proprio lavoro.

Su questo tema abbiamo dibattuto, ci siamo scontrati, siamo entrati in conflitto e molti hanno gioito, esultato, santificato il Ministro proponente sfratti, respingimenti, allontanamenti, sgomberi.

Ma abbiamo mai pensato a uno strano effetto collaterale, oltre a quelli visibili a tutti e immediatamente riscontrabili (come per gli sfrattati regolari dei campi, l’allontanamento da paesi virtuosi di immigrati dalle loro residenze, al restringimento delle possibilità di richiesta asilo e naturale aumento di irregolari) che negli ultimi periodi è più evidente? Questo effetto che ci fa porre in direzione diametralmente opposta alla volontà repressiva di un fenomeno come l’immigrazione che è di per se innaturale voler fermare e respingere.

A questo effetto ci penso ogni volta che guardo gli occhi di una qualsiasi persona che incrocia un immigrato, un nordafricano, un extracomunitario che sia di pelle bianca o nera.

Oggi, dopo le campagne governative che hanno prodotto razzismo, violenza, intolleranza, si legge negli occhi di chi incrocia il diverso il lampo di una domanda: “questo sarà buono o cattivo? Sarà una brava persona o un delinquente?”.

E qui scatta l’effetto collaterale incontrollabile, incontrollabile perché l’ondata di odio, non è riuscita solo a demonizzare il diverso, anzi, questo effetto collaterale lo fa vedere finalmente come un essere umano e non come fino ad oggi era visione comune, ossia, un’entità insondabile che conveniva nascondere dietro a paradigmi etnici

Oggi “i diversi” non li vediamo solo come marocchini, senegalesi, rumeni, etiopi o africani e anche cinesi o srilankesi, oggi ci chiediamo prima di tutto se dietro quel viso e solo dietro quel viso, non dietro ad un etnia, ci sia una brava persona o un delinquente. La rabbia scatenata dal razzismo che negli ultimi mesi si è cosi malamente espressa in questo paese ha avuto come effetto collaterale incontrollabile il farci capire che dietro ad un colore della pelle, dietro alla provenienza da un paese diverso dal nostro, ci sono uomini con le proprie storie, il proprio passato e la volontà di un proprio futuro.

Questo collateral deve ancora di più convincerci che il fenomeno immigrazione è inarrestabile, convivere con esso vorrà dire allargare sempre di piu’ l’effetto di conoscenza, conoscenza individuo per individuo, allontanando i delinquenti, come allontaniamo i nostri delinquenti, ma rispettando chi è in cerca di un futuro migliore e vorrebbe vivere solo un passo piu’ vicino alla pace.

 

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Napoli

Belle Arti Gino Ramaglia ovvero “Artisti in Vetrina”, a Napoli c’è chi offre spazi per esporre opere d’arte di emergenti

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Le vetrine non sono più soltanto spazio per esporre merci e prodotti, ma come da tempo accade, anche ambienti dove gli artisti creano le loro opere d’arte, non solo spazi dove vengono esposti i loro lavori, ma anche e soprattutto spazi dove viene esposto il momento attivo del proprio lavoro, il momento della creazione, facendo diventare questo momento anche performance, facendo si che ogni inaugurazione si trasformi in una performance.
È lo spirito che anima Artisti in Vetrina dello storico negozio di articoli per le Belle Arti Gino Ramaglia in via Broggia a Napoli. Un progetto che nasce nel 2009 per valorizzare e divulgare l’arte contemporanea dei giovani artisti che desiderano proporsi al pubblico. Nessun vincolo, nessun costo: solo la voglia di mostrare le proprie opere e farsi conoscere da una platea che non necessariamente frequenta le Gallerie d’Arte questo ideato e fortemente voluto da Gino Ramaglia, è stato poi realizzato dai figli, Enzo e Marco, che, con la stessa passione del padre nel gestire il negozio di colori e materiali per le Belle Arti , hanno portato avanti questa iniziativa in maniera completamente gratuita, permettendo a tutti gli Artisti che lo richiedono di comunicare e condividere il proprio impegno nell’Arte.

Non vuole essere una galleria d’arte fuori dagli schemi, ma una opportunità, in special modo per i giovani artisti e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti,  presenza forte e caratterizzante dell’area, di potersi esprimere, confrontare e testarsi con il pubblico che accorre sempre numeroso alle inaugurazioni.

La performance creativa inaugurale è rivolta non soltanto ai presenti, ma anche al pubblico che pur non potendo partecipare fisicamente è virtualmente collegato con lo spazio attraverso i social network piu’ diffusi.

Per gli artisti, oltre quelli che gli stessi fratelli Ramaglia invitano, è oltremodo semplice partecipare e ottenere lo spazio espositivo, basta richiederlo, i fratelli Ramaglia nel corso degli anni, oramai siamo al decennale, sono riusciti ad organizzare un calendario che tra pennelli, tubetti di pitture, tavolozze, stampe, tele, crete, pigmenti, righelli, compassi e carte pregiate, riesce a dare spazio a tutti, perché attraverso moduli di iscrizione si aderisce al progetto e lo si valuta insieme al comitato scientifico che offre anche un momento di crescita e confronto che si evince poi dalle varie discipline che si susseguono nelle esposizioni. Pittura, fotografia, scultura, body art e poi installazioni tecnologiche o trompe l’oeil, lo spazio vetrina prende vita e si attualizza di mostra in mostra, cambiando allestimento non soltanto come sempre avviene per offrire prodotti o merci nuove, ma per diffondere nelle strade il messaggio dell’arte.

Ph. Claudia del Giudice/KONTROLAB

 

 

 

 

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Ben'essere

A Napoli c’è il drugstore del kuoko mercante, un posto dove la ricerca delle tradizioni enogastronomiche del Sud Italia è la regola

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Gli bastò il suo primo viaggio per farci innamorare di quel nettare che è il vero Nero d’Avola, quello dai sentori di fiori e spezie, quello dei vitigni autoctoni baciati dal sole siciliano tra Pachino, Eloro e Noto, dove Mario Avallone si recava a volte anche segretamente per ritornare con intere damigiane, rigorosamente di vetro, che riempivano ogni ordine di posto della sua bellissima Pallas Ds.

Mario Avallone ha sempre ricercato e trovato le migliori produzioni enogastronomiche della penisola, anticipando di alcuni anni ciò che poi sarebbe diventato un trend generale che fa riconoscere l’Italia come il top della gastronomia internazionale.

Ora che la riscoperta dei prodotti locali, biologici, tradizionali, tipici, classici e intramontabili sono di fatto diventati i must della nostra cucina e delle maggiori ricette dei grandi chef, possiamo ben dire che un pioniere precursore di questa tendenza è stato proprio Mario Avallone, che gia’ alla fine degli anni ottanta inizia la sua ricerca dei prodotti gastronomici della tradizione a piazza Olivella, nel cuore di Montesanto, per poi trasferirsi in Rampe Brancaccio, continuando ricerca e sperimentazione per servizi di catering o come lui ama definirli “banchetti” per feste, cene e inaugurazioni di mostre d’arte, arte che insieme alla musica e al cinema sono le sue altre grandi passioni.

Arriva poi il momento dell’apertura di un posto dove poter far assaggiare al pubblico le sue ricette, non solo ai catering, ma in un ristorante che rispecchi la sua personalità e il suo modo di concepire la cucina: “per me cucinare è prima di tutto far felici le persone che siedono al mia tavolo, il mio unico scopo è quello di fare contento chi mi viene a trovare”. Cosi arriva il momento di Vicoletto Sant’Arpino, in via Chiaia ed è la Stanza del Gusto, naturale esito della prima stanza di Rampe Brancaccio dove un unico tavolo da 6 o 12 posti serviva per cene private, generalmente di amici o artisti di passaggio in città.

Dopo via Chiaia, via Costantinopoli, dove adesso la Stanza del Gusto nel centro di Napoli è meta anche dei tutti quei visitatori della città in cerca di gusti e pietanze al di fuori dei circuiti prettamente turistici.

Seguendo la rigorosa linea della ricerca oggi Avallone si lancia nella distribuzione e vendita dei prodotti che pazientemente va ricercando nel sud e centro Italia, da pochi giorni ha aperto il DRUGSTORE.

In quello che definisce l’antro di Batman, di fronte alla Stanza di via Costantinopoli, si possono trovare prodotti tipici e prima di tutto unici. Formaggi, salumi, erbe, spezie, confetture, vini, sott’oli, conserve, pomodori pelati e tanto altro in un locale dove tutto ha un ordine preciso senza dare l’impressione di averlo, dove il colore regna sovrano e si fa fatica a segnare il confine tra i prodotti gastronomici e le installazioni artistiche che abitano il Drugstore, il perché è semplice capirlo, il KUOKO Mercante, come si autodefinisce Mario Avallone, ha sempre trattato i prodotti enogastronomici, che ha cercato, cucinato e fatto assaporare, come rari e inestimabili pezzi d’ arte.

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Ambiente

Viaggio nel Cilento, terra di miti e scrigno di tesori di una natura bella e feconda

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Ritorna la primavera e ritornano i nostri consigli per le gite da programmare nei week end che speriamo siano sempre soleggiati e con temperature miti per farci dimenticare le gelate invernali e l’impetuoso vento che ha spazzato la Penisola arrecando danni sia nelle città che nella natura montana e marina.

Non potevamo non partire dal Cilento, culla della dieta mediterranea e scrigno di bellezze marine e montane che il mondo ci invidia. Prodotti tipici, fichi, fagioli, pomodorini, peperoni e verdure, ma anche vino, mare, montagna, ulivi, cultura e tradizioni. Il Cilento è sempre un territorio che riserva gradite sorprese.

Meta di turismo familiare, ma anche giovanile, ha sempre nascosto le sue peculiarità, facendo si che la scoperta di luoghi inesplorati e usanze poco conosciute rendano ancora più affascinante il soggiorno tra le sue braccia. Questa fotogallery vuole solo stimolare la vostra curiosità, perché ci proponiamo di ritornare approfonditamente sull’argomento, alla scoperta di nuove peculiarità del territorio e di “censirle” per voi.

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