Collegati con noi

Cronache

Choc a Gragnano, bimba di 8 anni cade dallo scooter e muore in ospedale

Pubblicato

del

Una bambina di 8 anni è morta a seguito del trauma cranico riportato in un incidente stradale verificatosi a Gragnano, nel Napoletano. Giunta in condizioni disperate all’ospedale Santobono di Napoli, per lei non c’è stato niente da fare. La piccola – che ha ricevuto le prime cure all’ospedale di Castellammare di Stabia – trasferita nel presidio partenopeo è stata sottoposta a intervento neurochirurgico di decompressione cranica, ma purtroppo è deceduta a causa della gravità del trauma riportato.

Secondo le prime ricostruzioni, la piccola viaggiava sullo scooter condotto da un adulto, ma sarebbe caduta, battendo la testa sull’asfalto. Sull’episodio la procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta. Il conducente dello scooter è stato identificato ed ha riferito la sua versione dei fatti.

Sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Gragnano Nello D’Auria ha pubblicato due ore fa una frase con fondo nero, sulla quale ha scritto: ”Ciao piccola Serena” e ha aggiunto ”Ci sono giorni in cui il dolore e’ cosi’ forte che le parole non hanno piu’ voce. Oggi la nostra comunita’ e’ segnata da una tragedia troppo grande. L’intera citta’ e l’amministrazione comunale si stringono al dolore della famiglia. Ciao piccola Serena”.

Advertisement

Cronache

Leonardo, il Financial Times: “Dietro l’uscita di Cingolani tensioni nella Difesa italiana”

Secondo il Financial Times, dietro la rimozione di Roberto Cingolani dalla guida di Leonardo ci sarebbero tensioni interne all’apparato della difesa italiana. Contestate alcune scelte strategiche dell’ex ad, dalle partnership con Baykar e Rheinmetall fino al progetto di difesa aerea “Michelangelo Dome”, considerato sensibile anche dagli Stati Uniti.

Pubblicato

del

La rimozione di Roberto Cingolani dalla guida di Leonardo continua a provocare discussioni nel mondo industriale e politico. Secondo una ricostruzione del Financial Times, dietro la sostituzione dell’ex amministratore delegato ci sarebbero tensioni maturate all’interno dell’apparato della difesa italiana più che pressioni dirette degli Stati Uniti.

La vicenda avrebbe creato preoccupazione anche tra gli investitori, colpiti dall’improvviso cambio al vertice del gruppo.

Critiche sulla strategia industriale

Secondo il quotidiano britannico, alcuni ambienti critici contestavano a Cingolani una strategia troppo concentrata sulle tecnologie militari di nuova generazione.

Tra le accuse ci sarebbe quella di aver privilegiato progetti futuristici e sistemi avanzati trascurando invece il rafforzamento delle capacità industriali e produttive tradizionali.

Le polemiche sulle alleanze internazionali

Al centro delle tensioni ci sarebbero anche alcune partnership strategiche promosse durante la gestione Cingolani.

Particolare attenzione viene dedicata alla collaborazione con Baykar, considerata da alcuni settori politicamente delicata per i rapporti dell’azienda con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.

Discussioni anche sull’intesa con Rheinmetall.

Secondo i detrattori della strategia, l’accordo avrebbe alimentato timori su una possibile perdita di autonomia industriale italiana in un settore ritenuto altamente strategico.

Il nodo Michelangelo Dome

Uno dei dossier più sensibili sarebbe stato il progetto del sistema di difesa aerea assistito dall’intelligenza artificiale chiamato “Michelangelo Dome”.

Secondo il Financial Times, il progetto avrebbe generato preoccupazioni a Washington per la possibile competizione con il sistema missilistico Patriot.

Il tema della concorrenza industriale nel settore della difesa resta infatti estremamente delicato nei rapporti tra alleati Nato.

Le fonti vicine all’azienda

Secondo fonti consultate dal quotidiano britannico, però, le vere ragioni dell’uscita di Cingolani sarebbero da ricercare soprattutto nei malumori interni alla macchina della difesa italiana.

L’articolo sostiene che il governo guidato da Giorgia Meloni avrebbe scelto di intervenire dopo l’emergere di forti tensioni istituzionali e industriali.

Leonardo resta centrale nella strategia europea

La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per il comparto difesa europeo, segnato dall’aumento delle spese militari e dalla ridefinizione degli equilibri industriali nel continente.

Leonardo continua a rappresentare uno degli asset strategici più importanti dell’industria italiana e uno dei principali attori europei nel settore aerospazio e difesa.

Continua a leggere

Cronache

Omicidio a Ponticelli, ucciso Antonio Musella: tensione criminale nell’area Est di Napoli

Omicidio nella notte a Ponticelli, quartiere orientale di Napoli. Antonio Musella, 51 anni, è stato trovato ferito da colpi d’arma da fuoco all’interno di un furgone in via Cupa Vicinale Pepe. Trasportato all’Ospedale del Mare, è morto poco dopo il ricovero. Indaga la polizia.

Pubblicato

del

Nuovo fatto di sangue nella zona orientale di Napoli. Nella notte la polizia è intervenuta nel quartiere Ponticelli dopo una segnalazione arrivata poco dopo la mezzanotte. Gli agenti, giunti in via Cupa Vicinale Pepe, hanno trovato Antonio Musella, 51 anni, riverso all’interno di un furgone con diverse ferite d’arma da fuoco.

Trasportato all’Ospedale del Mare, poi il decesso

L’uomo, che secondo quanto emerso aveva precedenti, è stato soccorso e trasferito in codice rosso all’Ospedale del Mare. Nonostante i tentativi dei medici, Musella è morto poco dopo il ricovero.

Indagini della polizia

Sul caso indaga la polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire dinamica e contesto dell’agguato.

Al momento non vengono escluse diverse piste investigative. Gli investigatori stanno acquisendo immagini di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze utili a chiarire quanto accaduto.

La tensione criminale nell’area Est

L’omicidio si inserisce in un contesto criminale molto delicato. Da anni nell’area orientale di Napoli è in corso un duro contrasto tra gruppi di criminalità organizzata riconducibili ai clan Clan De Micco e Clan D’Amico.

Gli inquirenti dovranno ora verificare se il delitto possa avere collegamenti con le dinamiche della criminalità organizzata attiva sul territorio. Come sempre, ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti nel rispetto della presunzione di innocenza.

Continua a leggere

Cronache

Superbonus, sequestro da 7 milioni a Torino per crediti d’imposta fittizi

A Torino la Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo da circa 7 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su presunti crediti d’imposta fittizi legati al Superbonus 110%. Coinvolti l’amministratore di fatto di una società edile e quattro professionisti

Pubblicato

del

La Guardia di finanza di Torino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per circa 7 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti legati al Superbonus 110%.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, riguarda disponibilità ritenute corrispondenti al profitto illecito derivante dall’indebito utilizzo di crediti d’imposta fittizi.

Al centro dell’indagine c’è una società edile torinese che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti relative a lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico su un condominio del capoluogo piemontese.

Gli interventi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non sarebbero mai stati realmente eseguiti. La società avrebbe però generato crediti fiscali attraverso false attestazioni e asseverazioni sottoscritte da professionisti collegati alla pratica edilizia.

Le contestazioni riguardano l’amministratore di fatto della società e quattro professionisti: due architetti di Torino, un ingegnere di Milano e un commercialista di Napoli Nord.

A vario titolo, vengono ipotizzati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Alla società vengono inoltre contestate responsabilità amministrative dipendenti dai reati che sarebbero stati commessi nel suo interesse.

Resta ferma la presunzione di innocenza per tutte le persone sottoposte a indagini, che potranno far valere le proprie ragioni in ogni fase del procedimento.

 Secondo gli accertamenti, ai condomini sarebbe stata prospettata l’esecuzione di lavori edilizi a costo zero, attraverso lo sconto in fattura e la cessione del credito alla società.

Il contratto di appalto prevedeva la conclusione degli interventi entro il 31 dicembre 2023. La mancata esecuzione dei lavori nei tempi stabiliti e i successivi tentativi di rimodulare gli importi avrebbero poi spinto il condominio ad avviare iniziative giudiziarie.

 Nonostante l’assenza dei lavori, la società avrebbe emesso fatture nei confronti del condominio per ottenere il riconoscimento di crediti fiscali per quasi 7 milioni di euro.

Secondo l’accusa, le condotte sarebbero state rese possibili anche attraverso false asseverazioni, un visto di conformità ritenuto non veritiero e la trasmissione all’Agenzia delle entrate della documentazione necessaria per ottenere il beneficio fiscale sotto forma di sconto in fattura.

I crediti d’imposta ritenuti fittizi, una volta entrati nella disponibilità della società, sarebbero stati in parte ceduti a terzi e in parte mantenuti per successive cessioni o compensazioni fiscali.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino ha ricostruito i crediti ancora nella disponibilità della società, operando in raccordo con gli uffici dell’Agenzia delle entrate. Il sequestro ha così colpito crediti d’imposta per un importo pari all’intero profitto illecito contestato.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto