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Economia

Borghi vende i Btp e guadagna il 25% grazie alla caduta del governo grazie suo capo Salvini

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Il leghista Claudio Borghi, il presidente della Commissione Bilancio della Camera,  ha realizzato un profitto del 25% con la caduta del suo leader Matteo Salvini e del governo gialloverde, vendendo titoli di Stato sulla scia del crollo dello spread. A calcolarlo, partendo da un tweet dell’economista è l’agenzia Bloomberg che ricostruisce la vicenda.

Borghi, ex trader, a fine settembre 2018 aveva comprato Btp con i rendimenti al 3,15% e li ha venduti un anno dopo, con lo spread in picchiata e i rendimenti sotto l’1%. “Quasi un anno dopo ho venduto i titoli di Stato che avevo comperato”, ha annunciato in un tweet. Bloomberg gli ha fatto i conti in tasca e calcolato un guadagno di circa il 25%. Interpellato dall’agenzia Borghi ha anche confermato che il ritorno è stato di circa il 25%, sfidando lo scetticismo degli investitori che avevano scommesso contro gli asset italiani. “L’allarmismo che hanno creato quando siamo stati al governo è stato assurdo”, ha detto Borghi. E così “l’Euroscettico numero uno in Italia ha realizzato sostanziosi profitti con la scommessa sbagliata di Salvini”, titola l’agenzia americana nel suo articolo. Ma Borghi si segnala anche per un’altra genialata. “Il Parlamento e’ una cosa e il governo un’altra: non e’ un caso se ci sono delle norme proprio a garanzia dell’inamovibilita’ dei presidenti di commissione che hanno il compito di gestire in modo ordinato l’andamento dei lavori. E per quanto mi riguarda, da quando la presiedo, nessuno nell’opposizione, neppure esponenti certo non teneri nei miei confronti come Marattin o la Boschi, ha mai mosso rilievi sulla mia conduzione”. Con queste parole Borghi conferma che non si dimetterà mai da presidente anche con un nuovo governo e una nuova maggioranza.

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Economia

Milei negli Usa tra Trump e investitori: missione diplomatica e finanziaria

Javier Milei prepara una missione negli Stati Uniti tra incontri con Donald Trump e vertici latinoamericani, con l’obiettivo di rafforzare l’alleanza geopolitica e attrarre capitali.

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Il presidente argentino Javier Milei si prepara a una intensa agenda diplomatica negli Stati Uniti con l’obiettivo di consolidare l’alleanza geopolitica con la Casa Bianca e attrarre nuovi investimenti.

Nel giro di tre settimane, Milei parteciperà a due incontri promossi dal presidente statunitense Donald Trump e sarà impegnato in una serie di appuntamenti con investitori a New York.

La “Giunta della Pace” a Washington

Il primo appuntamento è fissato per il 19 febbraio a Washington, dove Milei prenderà parte alla cosiddetta “Giunta della Pace”, foro voluto da Trump per discutere la crisi in Medio Oriente.

Il 7 marzo il presidente argentino sarà invece a Miami per un vertice con capi di Stato latinoamericani considerati vicini a Washington, tra cui Nayib Bukele, Nasry Asfura e Santiago Peña. Tra i temi attesi figura il contenimento dell’influenza cinese nella regione.

La Settimana Argentina a New York

Dal 9 all’11 marzo Milei sarà a Manhattan per la “Settimana Argentina”, evento dedicato alla promozione del Paese presso la comunità finanziaria internazionale.

L’ambasciatore argentino negli Stati Uniti, Alec Oxenford, ha definito l’iniziativa “il più grande evento di presentazione dell’Argentina al mondo degli investitori”, sostenendo che il Paese “ha smesso di essere una curiosità e ha iniziato a essere rispettato”.

La missione si inserisce nella strategia del governo di Buenos Aires volta a rafforzare i legami con Washington e a favorire l’ingresso di capitali privati nell’economia argentina.

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Economia

Pubblicità 2025, Nielsen: investimenti in Italia +0,4%. Radio e Web crescono, Tv in calo

Nielsen pubblica i dati Ad Intel: nel 2025 il mercato pubblicitario italiano cresce dello 0,4%. Bene Web, Radio e Out of Home, in calo Tv e Quotidiani.

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Nielsen ha diffuso i risultati Ad Intel relativi al mercato pubblicitario italiano di dicembre 2025. Gli investimenti segnano un +1,1% nel mese e chiudono l’intero 2025 con una crescita cumulata dello 0,4%.

Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen su search, social, classified e Over the top, l’andamento annuo si attesta a -1,6%.

Secondo la nota diffusa dalla società, il 2025 consolida la forte performance del 2024 (+4,2%), anno trainato dai grandi eventi live come Europei di calcio e Olimpiadi. Negli ultimi tre mesi del 2025 si è registrata però una contrazione, ipotizzata come legata all’attesa per le Olimpiadi invernali e i successivi Mondiali di calcio. Le prospettive per il 2026 vengono indicate come positive.

Andamento dei mezzi: Tv in calo, cresce la Radio

Nel dettaglio dei singoli mezzi, la Tv chiude dicembre a -3,2% e l’intero 2025 a -1,8%.

I Quotidiani segnano -4,2% a dicembre e -3,7% sull’anno. I Periodici crescono a dicembre (+0,6%) ma chiudono il 2025 a -8,6%.

In crescita la Radio, che registra +8,2% nel mese e +1,8% sull’anno.

Sulla base delle stime Nielsen, l’intero universo del Web advertising chiude il 2025 a +2,9% (-1,7% considerando il solo perimetro Fcp AssoInternet). Positivi anche Out of Home (+5,4%) e Cinema (+6,1%), mentre il Direct Mail chiude a -4,5%.

I settori merceologici

A dicembre risultano in crescita 11 settori, con i maggiori contributi da Enti/Istituzioni (+40,6%), Servizi professionali (+54,6%) e Tempo libero (+22,2%).

In calo Gestione casa (-8,9%), Abbigliamento (-24,1%) e Turismo/Viaggi (-11,8%).

Tra i comparti con maggiore quota di mercato, nel 2025 crescono Alimentari (+3,7%), Finanza/Assicurazioni (+11,7%) e Bevande/Alcolici (+6,7%). In flessione Distribuzione (-10,2%), Gestione casa (-10,2%) e Cura persona (-7,4%).

Media mix e strategie divergenti

Nel 2025 i principali comparti mostrano un andamento polarizzato: Largo Consumo (-0,1%) e Attività e Servizi (-0,4%) restano sostanzialmente stabili, mentre risultano negativi Beni durevoli (-2%), Persona (-3,2%) e Tempo libero (-1,3%).

I due macrosettori dominanti, ciascuno con una quota del 28%, adottano strategie opposte. Il Largo Consumo concentra gli investimenti sulla Tv, che cresce dell’1,3%, pur riducendo la spesa sugli altri mezzi. Attività e Servizi, invece, incrementa la presenza su quasi tutti i canali ma disinveste in modo significativo dalla Tv (-6,1%) e dai Periodici (-1,4%).

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Economia

Borse asiatiche in rialzo prima del Capodanno lunare, Nikkei frenato dalla crescita debole

Le Borse asiatiche salgono alla vigilia del Capodanno lunare, con il Nikkei frenato dalla crescita debole del Giappone. Wall Street stabile dopo dati sull’inflazione. Oro in calo.

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Le principali piazze asiatiche hanno chiuso in rialzo alla vigilia delle festività per il Capodanno lunare, con diversi mercati chiusi o operativi solo per mezza giornata.

A Tokyo il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,1% a 56.996,21 punti, nonostante i nuovi dati macroeconomici abbiano mostrato una crescita dell’economia giapponese più debole del previsto nell’ultimo trimestre dell’anno, pari allo 0,2% su base annualizzata.

Hong Kong in rialzo, Cina e Corea chiuse

Scambi sottili in Asia per la chiusura delle Borse di Cina continentale, Corea del Sud e Taiwan. Il primo giorno del Capodanno lunare cade quest’anno martedì.

A Hong Kong l’Hang Seng ha chiuso la seduta di mezza giornata in rialzo dello 0,5% a 26.705,94 punti. In Australia l’indice S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,3%, mentre a Mumbai il Sensex è salito dello 0,2%.

Wall Street stabile dopo le tensioni sull’AI

I futures statunitensi sono leggermente positivi, mentre i mercati americani restano chiusi per il Presidents Day.

Venerdì scorso Wall Street ha mostrato segnali di stabilizzazione dopo le turbolenze legate ai timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale in diversi settori, in particolare nel comparto software. L’S&P 500 è salito di meno dello 0,1%, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,1%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,2%.

A sostenere il mercato ha contribuito un dato sull’inflazione statunitense che ha evidenziato un rallentamento delle pressioni sui prezzi, lasciando spazio a possibili ulteriori interventi sui tassi da parte della Federal Reserve.

Oro in calo, petrolio stabile

Nelle contrattazioni asiatiche l’oro ha perso l’1,1%, scendendo sotto la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, mentre l’argento ha ceduto il 3,8%.

Il petrolio è rimasto sostanzialmente stabile, con il Wti poco sopra i 62 dollari al barile e il Brent vicino ai 68 dollari. Sul mercato valutario, il dollaro si è rafforzato sullo yen, mentre l’euro è rimasto pressoché invariato rispetto alla valuta statunitense.

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