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Salute

Ape Piaggio elettrico, la moderna frontiera della mobilità accessibile a tutti

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L’Ape Piaggio è da 70 anni il mezzo più bello e caratteristico al mondo per il traporto di merci o persone. Non tramonta mai perchè è un mezzo leggero, maneggevole con un eccellente rapporto tra qualità e prezzo. L’Ape fu un precursore anche sul fronte della mobilità elettrica con i primi prototipi già negli anni ’70. In quasi 30 anni di mezzi elettrici, il marchio di Pontedera è passato dal tradizionale tre ruote al Porter in grado di caricare oltre tre metri cubi di materiale.

Autonomia di 90 chilometri, fino a 515 kg di portata e ricarica in 8 ore. Costo al chilometro? Considerati i 170 lire per kilowatt/ora, solo 42 lire per percorrere 1000 metri. Il riferimento al vecchio conio non è un refuso ma un obbligo temporale, considerato che l’Ape elettrico debuttò su strada nel 1990 e fu prodotto in cinque diverse versioni. Dopo il primo modello a zero emissioni Piaggio tornò a proporre un mezzo a trazione elettrica nel 2007, con l’arrivo dell’Ape Calessino versione Electric Lithium.

Riedizione dello storico modello protagonista della Dolce Vita tra gli anni ’50 e ’60, il Calessino Electric Lithium era spinto da un motore a corrente alternata da 18 kW in grado di garantire un’autonomia di 75 chilometri e una “vita” delle batterie sufficiente a percorrere fino a 60.000 chilometri. Omologato per quattro persone e caratterizzato dalla tipiche finiture in bianco e blu, il Calessino elettrico raggiungeva una velocità massima di 50 km/h e si ricarica completamente in quattro ore tramite presa domestica a 220 V.

Il vero protagonista della mobilità elettrica firmata Piaggio, è da oltre 20 anni il Porter Electric Power. Spinto dal motore elettrico da 10,5 kW e alimentato con batterie al Piombo Gel, con una sola ricarica può percorrere fino a 110 km e raggiungere una velocità massima di 57 km/h. Ricaricabile in 8 ore in modalità classica o 2 con la modalità fast, è proposto in versione con pianale fisso e portata di 520 kg, pianale ribaltabile con ribaltamento a 45 gradi e portata di 420 kg, furgone con oltre tre metri cubi di spazio e chassis per installare un lungo elenco di allestimenti specifici. Entro due anni la gamma Porter si amplierà grazie all’accordo con il gruppo cinese Foton Motor Group, partnership che porterà a nuovi modelli elettrici e all’abbandono delle versioni diesel.

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In Evidenza

Neurochirurgia base cranica, al Neuromed tecnica innovativa per proteggere i nervi oculari

Al Neuromed una nuova tecnica semplifica il monitoraggio dei nervi oculari durante la neurochirurgia della base cranica, riducendo tempi e rischi per i pazienti.

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Un passo avanti nella sicurezza della neurochirurgia della base cranica arriva dall’I.R.C.C.S. Neuromed, dove è stata sviluppata e validata una tecnica innovativa per il monitoraggio dei nervi oculomotori durante gli interventi.

Si tratta dei nervi che controllano i movimenti degli occhi, la cui eventuale lesione può provocare disturbi come visione doppia o difficoltà nella coordinazione dello sguardo.

Studio clinico su 40 pazienti

La metodica è stata testata su 40 pazienti operati per tumori della base cranica ed è descritta in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurosurgical Review.

La ricerca ha valutato un nuovo approccio al posizionamento degli elettrodi per il monitoraggio intraoperatorio, con risultati considerati affidabili e replicabili.

Procedura più rapida e meno invasiva

La tecnica, introdotta dal neurochirurgo Paolo Di Russo (nella foto sotto e in quella in evidenza), prevede l’inserimento diretto degli elettrodi nei muscoli oculari da parte dello stesso chirurgo, senza il coinvolgimento di altre figure specialistiche.

Questo consente una significativa riduzione dei tempi di preparazione, passando da oltre un’ora a pochi minuti, e una semplificazione dell’organizzazione in sala operatoria.

Controllo in tempo reale durante l’intervento

Il sistema utilizza due modalità complementari di monitoraggio, che permettono di verificare in tempo reale l’integrità dei nervi durante le fasi più delicate dell’operazione.

La stabilità dei segnali è indicativa di un basso rischio di complicanze post-operatorie, mentre eventuali variazioni consentono al chirurgo di intervenire immediatamente per evitare danni permanenti.

Applicazioni nei tumori più complessi

La tecnica si dimostra particolarmente utile negli interventi per tumori della base cranica localizzati vicino ai nervi oculomotori, come meningiomi e neurinomi.

Secondo i dati raccolti, la procedura è sicura e presenta un basso tasso di complicanze, risultando applicabile in modo sistematico nei casi più complessi.

Lavoro di squadra e prospettive future

Il risultato è frutto di una collaborazione tra neurochirurghi e specialisti del monitoraggio intraoperatorio, tra cui Viviana Baiano e Fabio Di Rienzo.

Lo studio, pur essendo monocentrico, apre alla possibilità di una diffusione più ampia della tecnica, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza chirurgica e la qualità della vita dei pazienti sottoposti a interventi complessi.

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Salute

Alcol, allarme Iss: 36 milioni di consumatori in Italia, 8 milioni a rischio

Dati Iss sul consumo di alcol in Italia: 36 milioni di consumatori e oltre 8 milioni a rischio. Cresce il binge drinking tra giovani e donne.

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È una delle dipendenze più diffuse e sottovalutate. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 sono stati circa 36 milioni gli italiani che hanno consumato alcol, pari al 77% degli uomini e al 57% delle donne.

Tra questi, oltre 8 milioni e 200mila sono considerati “bevitori a rischio”, ovvero persone che superano le quantità ritenute sicure per la salute.

Binge drinking in aumento, soprattutto tra le donne

Il fenomeno del binge drinking – l’assunzione eccessiva di alcol in poche ore – riguarda 4 milioni e 450mila persone, tra cui 79mila minorenni.

Negli ultimi dieci anni il dato è cresciuto in modo significativo tra le donne, con un aumento dell’84%.

Giovani sempre più esposti

Particolarmente preoccupante è la situazione tra gli 11 e i 24 anni: i consumatori a rischio sono circa 1 milione e 270mila, di cui 580mila minorenni.

Secondo gli esperti, nei giovani l’organismo non è ancora pienamente in grado di metabolizzare l’alcol, con conseguenze più gravi rispetto agli adulti, soprattutto sullo sviluppo cerebrale.

I rischi per la salute

L’alcol è associato a circa 200 patologie, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e disturbi gastrointestinali.

È inoltre un fattore di rischio per sette tipi di tumore, tra cui quelli di bocca, fegato, esofago e seno. Anche quantità moderate possono incidere: meno di un bicchiere al giorno può aumentare il rischio di tumore al seno.

Incidenti e danni cognitivi

Circa il 35% degli incidenti stradali mortali è legato all’abuso di alcol.

Gli effetti non sono solo immediati, come perdita di coordinazione e riflessi, ma anche a lungo termine, con danni alla memoria e alle capacità cognitive.

Alcol e gravidanza

Un altro fronte critico riguarda il consumo in gravidanza. Anche piccole quantità possono raggiungere il feto e causare la sindrome fetoalcolica, responsabile di danni fisici e cognitivi evitabili.

Prevenzione ancora insufficiente

Secondo i dati disponibili, circa 730mila persone presentano già danni legati all’alcol e necessiterebbero di cure, ma solo una minoranza accede ai servizi sanitari.

Gli esperti sottolineano infine come la prevenzione sia ancora insufficiente, soprattutto tra anziani e giovani, categorie particolarmente vulnerabili.

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In Evidenza

Torino, intervento eccezionale al Mauriziano: rimosso adenoma “invisibile” vicino all’arco aortico

Intervento eccezionale al Mauriziano di Torino: rimosso con chirurgia robotica un raro adenoma vicino all’arco aortico in una paziente di 80 anni.

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Un intervento di chirurgia robotica toracica su un adenoma endocrino in posizione estremamente insolita è stato eseguito con successo all’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano.

La paziente, una donna di quasi 80 anni, presentava una formazione tumorale benigna localizzata in prossimità dell’arco aortico, una sede anatomica definita dagli specialisti come eccezionale per questo tipo di patologia.

Una localizzazione eccezionale e difficile da individuare

Come spiegato da Maurilio Deandrea, direttore di Endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo, gli adenomi paratiroidei si trovano normalmente dietro la tiroide.

Solo in circa il 10% dei casi si presentano in sedi diverse, come il mediastino o il timo. In questo caso, però, la posizione sull’arco aortico e le dimensioni della ghiandola rendevano il quadro clinico “straordinariamente raro”.

La patologia era sospettata per i sintomi, in particolare l’affaticamento, e per i valori molto elevati di calcio nel sangue, ma risultava inizialmente difficile da localizzare.

Diagnosi grazie a scintigrafia e Tac

La svolta diagnostica è arrivata attraverso esami mirati.

Scintigrafia e Tac hanno prima individuato e poi confermato la presenza dell’adenoma in una sede fuori standard, permettendo ai medici di definire con precisione il piano chirurgico.

Solo a quel punto è stato possibile intervenire con un approccio mirato e minimamente invasivo.

Chirurgia robotica e tempi ridotti

L’intervento è stato eseguito l’8 aprile dal dottor Alberto Sandri, responsabile della Chirurgia toracica del Mauriziano, insieme a un’équipe multidisciplinare.

Attraverso quattro micro-incisioni di circa otto millimetri sul fianco sinistro della paziente, i chirurghi hanno rimosso l’adenoma in circa 45 minuti, utilizzando tecniche di chirurgia robotica toracica.

Hanno partecipato all’operazione anche i medici Lorena Costardi e Stefano Ganio, con il supporto anestesiologico di Manuela Pasquino, nell’ambito della struttura diretta da Gabriella Buono.

Un caso che conferma l’eccellenza clinica

L’intervento rappresenta un esempio di alta specializzazione e integrazione tra diagnostica avanzata e chirurgia robotica.

La combinazione tra individuazione precoce, tecnologia e competenze multidisciplinari ha consentito di trattare con successo un caso definito dagli stessi medici come estremamente raro, offrendo alla paziente una soluzione efficace e poco invasiva.

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