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Omicidio di Francesco Capuano a Suzzara: il mistero dei garage e l’ombra di una vendetta mafiosa

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Il 23 dicembre scorso, Francesco Capuano, ex bidello di 79 anni di origini napoletane, è stato assassinato con tre colpi di revolver alla testa nel garage della sua palazzina in via Bolcheria, a Suzzara, provincia di Mantova. Un luogo già noto per un altro omicidio irrisolto avvenuto nel 1998, quando Dario Brioni, rappresentante d’una ditta antinfortunistica, venne ucciso con otto coltellate nello stesso complesso.

A differenza del caso Brioni, che rimane un cold case senza movente chiaro, l’omicidio di Capuano inizia a delinearsi come una possibile vendetta mafiosa, collegata a legami familiari o eventi avvenuti nel passato dell’uomo, prima del suo trasferimento dalla Campania a Suzzara, dieci anni fa.

La ricostruzione del delitto

La mattina del 23 dicembre, Capuano era sceso nei box insieme alla figlia Rosa, che si occupava di lui quotidianamente. Rosa aveva alzato la saracinesca del garage, ma, ricordandosi di aver lasciato sigarette e fazzoletti in casa, si era allontanata per una ventina di minuti. Al suo ritorno, ha trovato il padre morto nella Fiat Panda, ucciso con tre colpi a bruciapelo.

L’assassino, secondo gli inquirenti, era probabilmente in trasferta e usava un revolver, che non lascia bossoli sulla scena. Non ci sono telecamere né in via Bolcheria né sul retro, dove il killer potrebbe essere fuggito.

Indagini tra passato e presente

Nonostante Capuano fosse incensurato, i carabinieri hanno aperto un’indagine sui suoi legami familiari e su eventuali episodi accaduti quando viveva nella periferia di Scampia, a Napoli. Si sospetta che il killer possa aver compiuto sopralluoghi nei giorni precedenti e che abbia colto l’occasione dell’allontanamento di Rosa per colpire.

La figlia, che si dichiara innocente, è sotto osservazione per i suoi “anomalì” venti minuti lontana dalla scena del crimine, ma i vicini di casa la descrivono come una persona dedita al padre, senza segnali di conflitto o tensione.

Un contesto tranquillo con ombre di violenza

La famiglia Capuano si era trasferita a Suzzara in cerca di tranquillità, lontano dai problemi della periferia napoletana. Tuttavia, nonostante l’apparente calma del contesto residenziale, l’omicidio solleva domande inquietanti su eventuali legami tra il passato di Capuano e il suo tragico destino.

I precedenti di via Bolcheria

L’omicidio richiama alla memoria il caso di Dario Brioni, ucciso nel 1998 nello stesso complesso. Anche allora, il killer agì senza testimoni, lasciando dietro di sé un mistero mai risolto. Gli investigatori non escludono che i due delitti possano essere accomunati da un modus operandi legato a moventi personali o vendette premeditate.

Un’indagine ancora aperta

Mentre i carabinieri cercano di ricostruire il profilo dell’assassino e il possibile movente, il mistero di via Bolcheria rimane fitto. La Procura di Mantova invita alla cautela, mantenendo aperte tutte le piste, con la speranza di fare luce su un caso che sembra intrecciarsi con vecchie storie di criminalità e vendette irrisolte.

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Maltempo sul centronord, allerta gialla in 15 Regioni

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Ancora maltempo sull’Italia: la perturbazione che ha già raggiunto le regioni settentrionali nella giornata di lunedì determinerà nelle prossime ore ancora piogge e temporali, soprattutto sulle regioni del centro nord e sulla Campania. Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile ha dunque emesso una allerta meteo che prevede dalla mattina di martedì il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse su Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Campania. Fenomeni che localmente saranno accompagnati da fulmini, grandinate e forti raffiche di vento. Alla luce dei fenomeni già in atto o previsti, il dipartimento ha valutato una allerta arancione su parte della Lombardia e un’allerta gialla in 15 regioni: Lazio, Umbria, Molise, Abruzzo, Veneto, Friuli Venezia Giulia e su settori di Sicilia, Liguria, Campania, Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria, Piemonte e Lombardia.

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De Magistris: «Manfredi sta con i negazionisti del genocidio. Io sto con la Taverna Santa Chiara e il popolo palestinese»

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Annunciato per il 21 giugno il flash mob “Tutti giù per terra: per Gaza, contro il genocidio” sul lungomare di Napoli. Venerdì 9 maggio la conferenza stampa al caffè Arabo di piazza Bellini

È uno sfogo durissimo quello che Luigi de Magistris affida ai social per commentare la presa di posizione della giunta comunale di Napoli sul caso Taverna Santa Chiara e sulla vicenda israelo-palestinese. L’ex sindaco di Napoli non usa mezzi termini: «È vergognoso che Manfredi con la sua giunta si schieri con i negazionisti del genocidio. Io sto con la Taverna a Santa Chiara, con l’umanità, per la pace e contro il genocidio dello Stato d’Israele nei confronti della Palestina».

Il sostegno alla ristoratrice Nives Monda

De Magistris, che oggi ha fatto visita alla titolare della Taverna Santa Chiara, Nives Monda (nella foto con de Magistris), coinvolta nei giorni scorsi in una polemica internazionale per aver allontanato due turisti israeliani dal proprio ristorante, ribadisce la sua posizione: «Io mi schiero come sempre dalla parte della giustizia, della Palestina e degli oppressi». Un appoggio diretto e simbolico, accompagnato dalla partecipazione a un’iniziativa pubblica.

Il flash mob per Gaza: “Tutti giù per terra”

L’ex sindaco ha infatti annunciato un flash mob dal titolo “Tutti giù per terra: per Gaza, contro il genocidio” che si terrà il prossimo 21 giugno sul lungomare di Napoli. L’iniziativa è organizzata dall’associazione LIFE FOR GAZA, con il supporto del comitato dei garanti a cui aderisce lo stesso De Magistris.

Tutti i dettagli della mobilitazione verranno resi noti in una conferenza stampa prevista per venerdì 9 maggio alle ore 11 al Caffè Arabo di piazza Bellini. Tra gli invitati, anche Nives Monda, ormai diventata simbolo del fronte pro-palestinese a Napoli.

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Cronache

Inchiesta Doppia Curva, altri 7 arresti: ombre su Inter, Milan e il ruolo di Zanetti. Rapporti tra curva e dirigenza sotto i riflettori

L’inchiesta Doppia Curva porta a nuovi arresti tra gli ultrà di Inter e Milan. Emergono rapporti tra Bellocco, Beretta, Scarfone e il vicepresidente Zanetti.

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La nuova tranche dell’inchiesta Doppia Curva ha portato oggi all’arresto di sette persone legate alle tifoserie organizzate di Inter e Milan, rivelando una rete di intrecci tra criminalità organizzata, imprenditoria e ambienti dirigenziali calcistici.

Il ruolo di Antonio Bellocco e la rete di contatti

Nel provvedimento cautelare si legge dell’esistenza di un rapporto diretto tra Antonio Bellocco, figura di spicco della curva Nord e affiliato alla ’ndrangheta, e la società Inter. Bellocco, ucciso nel settembre scorso da Andrea Beretta, ex capo ultrà interista oggi collaboratore di giustizia, avrebbe avuto “concrete entrature” nella multinazionale QFort, attiva nella produzione di infissi e dichiarata estranea all’inchiesta.

Il legame passava attraverso Davide Scarfone, oggi in carcere, amministratore unico della QFort Como srl e rappresentante di altre due società del gruppo. Scarfone era vicino sia a Bellocco che a figure centrali della curva Sud del Milan, come Luca Lucci e Marianna Tedesco, già coinvolti nel maxi blitz del settembre 2023.

L’evento QFort e la presenza di Zanetti

Secondo le intercettazioni, Bellocco si era attivato per ottenere la partecipazione del vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti a un evento organizzato da QFort l’11 novembre 2023, rilevante per gli affari di Scarfone. Il 17 novembre Zanetti partecipò effettivamente all’iniziativa, su quella che viene descritta dal gip come “espressa volontà di Bellocco”, per rafforzare il prestigio di Scarfone.

Durante l’evento, Zanetti avrebbe elogiato pubblicamente l’imprenditore, che a sua volta si sarebbe vantato del riconoscimento ricevuto. Beretta, interrogato, ha ammesso di aver contattato Zanetti direttamente: “C’era proprio un rapporto di amicizia con Javier”.

Minacce e usura: gli affari sporchi del clan

Scarfone, sempre secondo l’ordinanza, avrebbe anche minacciato un imprenditore comasco, costretto a subire tassi usurari fino al 400% per prestiti ricevuti dal clan Bellocco. Un quadro che, per la magistratura, dimostra la pervasività dei legami tra criminalità e mondo ultras, con gravi implicazioni per le società calcistiche coinvolte.

La sanzione della Figc a Zanetti

La Figc ha recentemente multato Javier Zanetti per 14.500 euro, dopo aver analizzato gli atti dell’inchiesta. Una sanzione che certifica l’interesse della giustizia sportiva per i rapporti intercorsi tra la dirigenza nerazzurra e ambienti ultrà poi finiti in carcere.

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