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Politica

Governo Draghi, tutti d’accordo con Mr Bce eccetto il M5S che dice Sì, No e Ni

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Per ora Mario Draghi sa che può contare sulla simpatia ma non sui voti di Giorgia Meloni. Poi c’è il solito caso di autocoscienza a sinistra, quella un po’ più massimalista,  in bilico tra poltrone e sofà, idee e pratica, gestione e filosofia. Per il banchiere di Dio, Mr. Bce, “Colui che tutto può” o come diavolo vogliamo chiamarlo, è tutto un plebiscito di Sì. Da Salvini a Zingaretti passando per Berlusconi, Draghi può  anche già sciogliere la riserva, andare dal capo dello Stato Mattarella e dire, abbiamo un nuovo governo. E i Cinquestelle? Per dirla alla Winston Churchill sono come la Russia “un indovinello avvolto in un mistero all’interno di un enigma”. Più che un Movimento rivoluzionario sono un insieme di amici indecifrabili, imprevedibili e un po’ minacciosi. Il loro capo politico, detto anche Vito il Reggente, è stato ribattezzato il Veggente. In tre giorni è passato dal NO assolutamente No ad un Governo Draghi ad un Sì, certo che sì, Draghi avrà il consenso del M5S, al “vediamo che cosa voteranno i nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau”. Luigi Di Maio è sparito dai radar. Lui ha sempre le idee chiare, forse in questo momento, però, è bene nasconderle. Di Maio sa bene chi è Draghi. Già nel giugno del 2020 ci parlò e a lungo in un incontro che doveva rimanere riservato. I giornalisti di Repubblica, però, lo resero noto e nel Movimento, all’epoca, in molti si agitarono. Per il resto, la pattuglia di tanti piccoli leader-peones, un giorno dicono una cosa, il giorno dopo riescono a dire esattamente l’opposto, reclamando però la loro assoluta coerenza. Insomma il consenso del M5S a Draghi per ora è appeso ad un filo. Un  filo sottilissimo che potrebbe presto spezzarsi. Non è scontato il Sì degli attivisti. Come non è scontato che se gli attivisti dicono No poi senatori e deputati non votano Draghi. Insomma comunque vada la scelta del M5S sarà dolorosissima. Forse nelle prossime ore Draghi dirà una cosa qualunque (sia detto senza offesa) sullo sviluppo sostenibile o sul reddito energetico per far dire a Grillo che Draghi è uno che vuole continuare a portare avanti il programma del Movimento e che bisogna votarlo. Anche in quel caso non è detto che dalla piattaforma Rousseau esca fuori il via libera a Draghi. Anche perchè c’è Alessandra Di Battista che è sceso in campo e con coerenza da sempre dice No a Draghi. Ed ha un bel po’ di adepti in Parlamento e fuori che lo seguono.

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Landini: fermare l’autonomia, sabato 25 in piazza a Napoli

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“Il modo migliore per difendere la democrazia è praticarla”: lo rimarca il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa, tornando a dire no all’autonomia differenziata, in vista della manifestazione nazionale in programma sabato 25 maggio con “La via maestra”, la rete che raccoglie oltre cento associazioni. Manifestazione che “abbiamo scelto di fare a Napoli, è una scelta precisa: mandare un messaggio di unità e costruzione di unità del Paese che è il contrario di quello che sta avvenendo”, afferma Landini. Inoltre, prosegue, “abbiamo scritto a tutti i presidenti di Regione, ai segretari delle forze politiche e ai capigruppo: è il momento di fare politiche che vadano nella direzione opposta rispetto a quello che sta avvenendo”, chiedendo dunque di “non proseguire su quella strada”. Nella lettera la Cgil e le associazioni esprimono “tutta la preoccupazione per la possibile approvazione” del ddl sull’autonomia differenziata, un progetto che “se realizzato metterebbe a rischio l’unità nazionale”, sostengono.

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Politica

La Rai annulla il confronto televisivo tra Meloni e Schlein per le Europee

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La Rai ha annullato il previsto confronto televisivo tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in programma per il 23 maggio. Questa decisione arriva dopo la comunicazione dell’Agcom che ha sottolineato come un confronto del genere potesse avvenire solamente con il consenso di tutti i gruppi parlamentari rappresentati, condizione non soddisfatta dato che solo quattro degli otto gruppi hanno dato il loro assenso.

Il dibattito, che avrebbe avuto luogo nel contesto delle imminenti elezioni europee e che sarebbe stato moderato dal noto giornalista Bruno Vespa, è stato cancellato per mancanza della maggioranza richiesta dall’Agcom. La decisione di annullare l’evento è stata annunciata dalla Rai attraverso una nota ufficiale in cui si spiega che “nessun confronto è possibile in assenza della maggioranza richiesta”.

La Rai ha inoltre precisato che continuerà a garantire il rispetto della par condicio nei suoi notiziari e programmi di approfondimento, seguendo le linee guida dell’Autorità di regolamentazione. Con questa mossa, il servizio pubblico italiano si impegna a mantenere un equilibrio e una correttezza nella copertura delle campagne elettorali, riconosciute e sostenute dall’Agcom.

Questo annullamento segna un momento significativo nel dibattito politico italiano, influenzando non solo la visibilità dei candidati ma anche la dinamica dell’informazione politica in vista delle elezioni europee.

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Politica

Ultima stretta sul Superbonus e tutte le nuove norme finanziarie: l’esame approfondito

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Nell’arena politica italiana, la giornata di oggi segna un passaggio cruciale con la conclusione della prima fase di esame parlamentare del decreto legge sul Superbonus al Senato. Il dibattito è stato particolarmente acceso, evidenziando le fratture interne alla maggioranza, con Forza Italia che si è distinta in opposizione a specifiche misure proposte dal governo.

Il decreto, che introduce significative modifiche normative, è stato al centro di aspre discussioni, specialmente per quanto riguarda l’introduzione della misura dello spalma-crediti su 10 anni e la retroattività di tale provvedimento per le spese del Superbonus del 2024. Inoltre, Forza Italia ha combattuto, con successo parziale, la proroga della sugar tax, supportata dal resto della maggioranza e posticipata al 1° luglio 2025.

Durante i lavori della 6a Commissione, si sono verificati momenti di tensione significativa. In particolare, Forza Italia si è astenuta durante il voto su un emendamento cruciale, che è passato solo con il sostegno del presidente della commissione, Massimo Garavaglia (Lega), e di Italia Viva, che ha giocato un ruolo decisivo. La fiducia posta dal governo sul testo è stata approvata senza sorprese con 101 voti a favore, dimostrando una solida tenuta della maggioranza nonostante le divergenze interne.

Tra le novità più rilevanti approvate, si evidenzia il fondo di 35 milioni di euro istituito per il 2025, destinato al sostegno di interventi su edifici danneggiati da sismi, non coperti da precedenti decreti. Questo si aggiunge alle modifiche alla ripartizione dei crediti di imposta e alle diverse proroghe, come quella della Plastic tax al 1° luglio 2026 e varie nuove disposizioni per le banche e le assicurazioni riguardo la gestione dei crediti del Superbonus.

Importanti anche le risorse aggiuntive destinate a migliorare la gestione delle emergenze e del demanio, con significativi aumenti di fondi destinati a vari aspetti della gestione pubblica e infrastrutturale.

Il decreto ora passerà alla Camera per l’approvazione definitiva, prevista entro il 28 maggio, in una fase in cui il governo spera di consolidare ulteriormente le misure introdotte senza ulteriori ostacoli.

In sintesi, il cammino del decreto Superbonus si dimostra emblematico delle dinamiche politiche e delle priorità economiche attuali, rappresentando un tassello fondamentale nel più ampio quadro delle politiche di incentivazione e regolamentazione fiscale italiane.

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