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Zingaretti prepara un piano se Salvini dovesse aprire la crisi di Governo: il Pd è pronto in caso di urne

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“Fretta”: e’ il sostantivo che Nicola Zingaretti ha oggi usato per definire l’arco temporale in cui approntare il nuovo centrosinistra; un sostantivo inatteso visto che il segretario del Pd, appena giovedi’ aveva delineato un percorso di rifondazione del partito con tempi lunghi. Ma le fibrillazioni nel governo culminate nel giallo delle due versioni della lettera all’Ue, hanno convinto i Dem che il governo stia per implodere, con urne a settembre, al di la’ della volonta’ di Salvini, perche’ “c’e’ la perdita di controllo del Paese” da parte dell’esecutivo, come ha detto Carlo Calenda, che ha smentito l’intenzione di fare una scissione dal Pd. Nel pomeriggio Zingaretti e’ andato in un quartiere popolare di Roma, Pietralata, mentre le agenzie di stampa diffondevano la lettera del ministro Tria all’Ue, poi smentita dal Mef e dal premier Conte. Il tutto in una giornata in cui i dati Istat sul Pil, i moniti di Bankitalia e lo spread a 290, erano sufficienti motivi di preoccupazione. “Il governo e’ nel caos, stiamo sul ghiaccio sottile e qualcuno lo piccona”, dice Antonio Misiani, responsabile economia dei Dem, che domanda: “se domani i mercati fossero aperti, lo spread a quanto schizzerebbe?”.

“Oggi e’ una giornata drammatica per gli italiani – ha detto Zingaretti – per lo spread, i titoli di Stato, la relazione preoccupata del governatore di Bankitalia, e ora per questo annuncio del taglio del welfare come risposta all’Ue. E si aggiunge la confusione totale del governo, che segnala e rafforza la percezione di un’incertezza e di un caos che pagheranno tutto gli italiani”. Insomma la situazione puo’ sfuggire di mano alla maggioranza e allora tanto vale incalzarla anziche’ subire gli eventi e “farseli cadere addosso”: “loro devono andare a casa e noi dobbiamo prepararci a costruire un’alternativa – ha incalzato Zingaretti – Il danno che stanno facendo agli italiani e’ immenso, solo per egoismo e in gran parte a questo punto per ipocrisia”. E poi il monito “O in fretta prende corpo una proposta politica alternativa del centrosinistra o il Paese rischia l’involuzione sociale, culturale e politica”. Una “telefonata”, quella del segretario Dem, ai partner di +Europa, di Italia in Comune, dei Verdi e anche a Siamo Europei di Calenda, che oggi ha annunciato di voler strutturare la sua Associazione, con Irene Tinagli, ma rimanendo nell’alveo del Pd. Gia’ la prossima settimana Zingaretti comincera’ a incontrare gli altri leader del centrosinistra, per farsi trovare pronti.

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Storica elezione ad Avellino, Laura Nargi è la prima donna sindaco

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Per la prima volta nella sua storia, Avellino elegge una donna come sindaco: Laura Nargi, 40 anni, vicesindaco uscente e candidata civica, ha ottenuto la maggioranza dei voti. Nonostante sia coinvolta in un’inchiesta giudiziaria, Nargi ha battuto il suo avversario, Antonio Gengaro, con il 51,84% dei voti contro il 48,16%.

L’elezione è avvenuta in un contesto teso, segnato dall’arresto dell’ex sindaco Gianluca Festa, accusato di aver truccato concorsi e pilotato appalti. Festa, agli arresti domiciliari, ha salutato i suoi sostenitori dalla finestra di casa mentre celebravano la vittoria di Nargi con fuochi d’artificio.

Nargi ha ottenuto 12.501 voti contro gli 11.612 di Gengaro. La partecipazione al voto è stata del 53,72%, con quasi metà dell’elettorato che è rimasta a casa. La vittoria di Nargi è stata determinata da poco più di 900 voti, soprattutto nelle periferie della città, recuperando lo svantaggio del primo turno.

Nargi ha dichiarato: «Ma ora basta veleni e illazioni, sarò il sindaco di tutti». Gengaro, sconfitto, ha riconosciuto la forza dei centri di potere contro di lui e ha auspicato che la nuova amministrazione rispetti la legge. Ha inoltre promesso un’opposizione leale ma rigorosa.

La rimonta di Nargi è stata possibile grazie a un patto elettorale con le civiche di centrodestra, ispirate dal consigliere regionale Livio Petitto e dal deputato Gianfranco Rotondi. Questo accordo ha suscitato critiche da parte di Gengaro, che ha accusato Rotondi di aver fatto un accordo sotto banco. Rotondi ha respinto le accuse, affermando che la scelta di sostenere Nargi era dovuta alla presenza di avversari politici del centrosinistra.

Laura Nargi ha promesso di ricostruire una comunità orgogliosa di Avellino e di avviare immediatamente iniziative come l’apertura del centro per l’autismo e una serie di eventi estivi. Nonostante l’inchiesta in corso, che vede Nargi accusata di associazione per delinquere per turbativa d’asta, la neo sindaca nega che un posto nella nuova giunta sarà riservato all’ex sindaco Festa.

Per il Partito Democratico, la sconfitta ad Avellino rappresenta la terza delusione consecutiva, dopo quelle del 2018 e del 2019. Antonio Gengaro ha commentato che le sconfitte possono essere l’inizio di una nuova vittoria, invitando i suoi sostenitori a vedere il lato positivo della situazione.

Laura Nargi entra nella storia di Avellino come la prima donna sindaco, con la promessa di un’amministrazione inclusiva e progetti concreti per il futuro della città. Nonostante le controversie e le sfide politiche, la sua elezione segna un cambiamento significativo per la comunità avellinese.

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Bertolaso, dentiere gratis agli anziani operati

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Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ‘blinda’ per tutto il mandato il suo assessore alla Sanità, Guido Bertolaso, al centro del fuoco amico per la decisione di chiudere il pronto soccorso di Menaggio, nel comasco. Lo stesso Bertolaso, intanto, annuncia una nuova delibera da 750mila euro per garantire dentiere gratis a chi ha avuto un tumore o a tutti quelli che hanno subito interventi pesanti, che hanno compromesso il cavo orale. L’idea è stata presentata dell’assessore durante l’evento ‘Salute Direzione Nord’ al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, sede della giunta. Ed è proprio al Cavaliere, che “aveva il pallino di far sorridere gli anziani”, che Bertolaso ‘dedica’ la delibera. Berlusconi, da presidente del Consiglio, aveva infatti promosso un progetto simile, parlando di un buono per l’acquisto di una protesi dentaria a tutti gli anziani over 65 indigenti.

La delibera lombarda prevede invece un periodo sperimentale – dal primo luglio e per sei mesi con possibilità di proroga – in cui saranno erogati i dispositivi odontoiatrici implantari e protesici a due categorie di pazienti residenti: quelli oncologici sottoposti a demolizioni funzionali per patologie oncologiche del cavo orale e quelli vittima di trauma del massiccio facciale e sottoposti a intervento maxillo-facciali di ricostruzione ossea mascellare e mandibolare. L’accertamento dei criteri per usufruire della dentiera gratuita sarà a carico del medico specialista che lavora nella struttura pubblica dove si svolge il trattamento odontoiatrico e riabilitativo. Intanto, però, non si fermano le polemiche attorno a Bertolaso soprattutto tra le fila della sua stessa maggioranza. Gli esponenti di centrodestra comaschi, guidati dall’assessore Alessandro Fermi, non hanno gradito l’annuncio con il quale ha confermato la scorsa settimana la chiusura del pronto soccorso di Menaggio.

Un malessere che alcuni consiglieri di maggioranza del territorio avevano messo nero su bianco in una nota. Così come aveva fatto, d’altronde, anche lo stesso Fermi, con un messaggio infuocato inviato nella chat degli assessori – e trapelato alla stampa – a cui Bertolaso aveva replicato dicendosi pronto a passare il testimone. Concetto ribadito anche oggi: “Sono nelle mani del presidente Fontana. Se c’è qualche situazione che può creare problemi mi può ritirare la delega” tuona l’ex capo della Protezione civile, assicurando, però, che “ci sono ancora cose che vorrei fare prima di lasciare questo territorio”. Come lasciare un segno concreto nella lotta alle liste d’attesa. Fontana, però, non vuole sentir parlare di addio di Bertolaso, l’assessore che ha scelto personalmente resistendo al pressing dei partiti, specie di FdI, che ambivano alla delega più importante della Lombardia: “Bertolaso via? Fra quattro anni ne riparliamo” replica lapidario il governatore, che allontana così l’ipotesi che l’assessore venga sostituito, dopo che già nelle scorse settimane aveva assicurato di volerlo al suo fianco per tutto il resto del mandato.

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De Luca si diverte a sfottere Schmidt: a Capodimonte neanche la sedia troverà, ha offeso Napoli

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“Noi siamo molto affezionati a Schmidt, vogliamo tenerlo a Napoli, a Capodimonte”. Chiuse le votazioni ed in attesa dei risultati per le Comunali di Firenze, queste le parole del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine dell’inaugurazione della rinnovata stazione di Porta Nolana a Napoli. All’ipotesi che Eike Schmidt possa decidere di rimanere in consiglio comunale di Firenze anche in caso di sconfitta nel ballottaggio a sindaco e restare anche alla guida del Museo di Capodimonte, De Luca spiega: “Non so se è compatibile, dovrebbe verificare un po’ il ministro della Cultura, mi pare un po’ complicato. Ho considerato anche un po’ offensivo per Napoli che qualcuno si facesse nominare direttore di Capodimonte, poi se ne andasse a fare la campagna elettorale, mettendosi in aspettativa, e poi, se non venisse eletto, ritornasse a Capodimonte. Napoli è una grande capitale del mondo, non si può offendere la dignità di Napoli in questo modo del vado e vengo. Ha lasciato il cappello sulla sedia a Capodimonte, non gli faremo trovare neanche la sedia”.

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