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Salute

Un pezzo di campagna nel cuore di Napoli: è l’Annurcafest di Coldiretti, la festa della regina delle mele per grandi e piccini

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Un melaio sotto lo sguardo attento di Dante Alighieri: lo ha allestito la Coldiretti a Napoli nel Farmer Village di Annurcafest, la festa dedicata alla mela napoletana per eccellenza, l’Annurca appunto. Ha tante proprietà ed è la mela più antica della biodiversità campana – spiega Coldiretti Campania – Definita la “regina delle mele” per le sue qualità nutraceutiche, è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. Le sue virtù salutari sono legate all’alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese). È indicata in particolare nelle diete dei diabetici, dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche grazie alla ricchezza di composti fenolici.

Annurcafest nasce dopo il successo di Cerasafest: è una manifestazione per grandi e piccini. I più piccoli possono giocare con le mele del melaio ed imparare tanti piccoli segreti del prezioso frutto con i laboratori didattici pensati apposta per loro

All’Annurcafest anche il mercato di Campagna Amica con prodotti freschi e trasformati a km zero, street food contadino, agrichef, tutor della spesa, corsi degustazione, agriasilo, laboratori didattici, animazione e tanta musica.

 

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Salute

Trapianti, più vicino il silenzio-assenso alle donazioni

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Aumentare il numero dei donatori di organi, facendo si’ che a essere esplicitato non debba essere l’assenso al prelievo ma la propria contrarieta’: l’applicazione del principio del silenzio-assenso e’ oggi piu’ vicina grazie alla firma del decreto del ministero della Salute che contiene le norme del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit). “Dopo 20 anni, abbiamo finalmente sbloccato un passaggio fondamentale”, afferma il ministro Giulia Grillo, annunciando “una nuova campagna di informazione”. Approvato nel giorno delle dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il decreto contiene anche disposizioni sul Registro nazionale dei donatori di cellule per la procreazione assistita eterologa. Da reni a cuore, da polmoni a fegato, in Italia i trapianti eseguiti nel 2018 sono stati 3.718 e 1.680 i donatori. Numeri buoni, ma che potrebbero esser migliorati con l’introduzione del principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi, previsto dalla legge approvata nel 1999, “ma rimasto lettera morta”, ha osservato il ministro Grillo. In Italia se la persona deceduta (ovvero nella quale sono cessate le funzioni cerebrali) non ha dichiarato esplicitamente il consenso alla donazione degli organi, si chiede alla famiglia la non opposizione. “A volte per i familiari e’ una decisione difficile da prendere e in circa il 30% dei casi c’e’ un rifiuto. Mentre con il silenzio-assenso, nel momento in cui non si dichiara nulla, nessuno si puo’ opporre”, spiega il direttore del Centro Nazionale Trapianti (Cnt) Massimo Cardillo. Il passaggio di oggi, osserva, e’ importante ma non ancora definitivo perche’ per renderlo operativo c’e’ bisogno ancora di altri due step: il primo e’ un’Anagrafe Nazionale degli Assistiti, ovvero un sistema informativo in capo alle Asl che contenga i dati di tutti i cittadini e che dovrebbe essere realta’ in poche settimane; il secondo e’ un sistema di notifica che dovra’ avvertire tutti gli assistiti dell’entrata in vigore della norma e che dara’ la possibilita’, a chi vuole esprimersi sulla donazione, di farlo. Se non lo fara’ sara’ considerato un potenziale donatore”, cosi’ come oggi accade in Gran Bretagna e Francia. “Due decenni sono troppi per attuare una legge di civilta’ di cui il Paese ha bisogno. Potranno cosi’ essere salvate molte piu’ vite, ma per farlo – ha proseguito il ministro – i cittadini devono essere adeguatamente informati”. La corretta informazione, infatti, e’ essenziale anche per evitare contrapposizioni con i famigliari. Tra le cose su cui serve migliorare la conoscenza, inoltre, vi e’ anche la situazione in cui e’ possibile donare gli organi: ovvero “quando il paziente muore in un reparto di rianimazione, in genere per ictus o trauma cranico, e ne viene certificata, da un collegio di tre medici, l’assenza dell’attivita’ cerebrale nell’arco di almeno 6 ore”. Va ricordato, infine, che la donazione di organi e’ anche un problema di organizzazione degli ospedali. “Fondamentale e’ quindi”, conclude Cardillo, “promuoverla soprattutto nelle regioni piu’ in difficolta’”.

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Ambiente

Animali letali: le zanzare uccidono ogni anno 725mila persone, i serpenti 50mila, i cani “solo” 25 mila

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Ogni anno muoiono più di 700mila persone per malattie portate dalle zanzare. Si parlerà anche di questo oggi nella giornata del 20 agosto, il «World Mosquito Day», la Giornata mondiale della zanzara. “L’Oms stima che le malattie trasmesse da questa tipologia di vettori rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive causando oltre 700 mila morti l’anno. La sola malaria ne causa da sola 400 mila». Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’aggiornamento online del suo «Primo piano». Delle malattie che hanno la zanzara come vettore si occupano il Reparto malattie trasmesse da vettori e il Laboratorio nazionale di riferimento per gli arbovirus del dipartimento Malattie Infettive.

“La giornata – ricorda l’Iss – è stata istituita soprattutto dalle istituzioni e Ong contro la malaria, e si ricorda che nel 1897 un ufficiale medico dell’esercito britannico in India, Sir Ronald Ross, individuò il coinvolgimento delle zanzare nel ciclo di trasmissione della malaria; tale scoperta gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1902. Tuttavia, fu ad opera di uno scienziato italiano, Giovanni Battista Grassi e dei suoi collaboratori, che si dimostrò che le zanzare responsabili della malaria umana appartenevano al genere anopheles. Solo in seguito si scoprì che anche zanzare appartenenti ai generi aedes e culex erano in grado di trasmettere altre malattie all’uomo, come ad esempio Dengue, febbre gialla, West Nile, Chikungunya, Zika e filariosi”. La zanzara si conferma quindi come uno degli animali che uccide di più, molto di più rispetto a serpenti (50mila) e cani (25mila). Oltre alla malaria veicolano decine di altre malattie, dalla dengue al Virus del Nilo.

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Salute

Mangiate mele e bevete tè, con i flavonoidi meno rischi di tumori e malattie cardiache

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Consumare prodotti ricchi di flavonoidi (come mele o te’) protegge contro i tumori e le malattie cardiache, specie per i fumatori e per chi ha il vizio dell’alcol. E’ quanto emerge da uno studio dell’Universita’ Edith Cowan condotto analizzando le diete, per 23 anni, di oltre 53 mila danesi. I partecipanti che consumavano ogni giorno circa 500 milligrammi di flavonoidi totali hanno avuto un rischio piu’ basso di cancro o morte per malattie cardiache. Lo studio ha rilevato un minor rischio di morte anche in coloro che hanno mangiato cibi ricchi di flavonoidi. L’effetto protettivo sembra essere piu’ forte per quelli ad alto rischio di malattie croniche dovute al fumo di sigaretta e per quelli che hanno bevuto piu’ di due bevande alcoliche standard al giorno. “E’ importante consumare una varieta’ di diversi composti flavonoidi presenti in diversi alimenti e bevande a base vegetale – spiega Nicola Bondonno, ricercatore che ha condotto lo studio – questo e’ facilmente raggiungibile attraverso la dieta: una tazza di te’, una mela, un’arancia, 100 grammi di mirtilli e 100 grammi di broccoli fornirebbero un vasta gamma di composti flavonoidi e oltre 500 milligrammi di flavonoidi totali”. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

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