Collegati con noi

Salute

Un pezzo di campagna nel cuore di Napoli: è l’Annurcafest di Coldiretti, la festa della regina delle mele per grandi e piccini

Pubblicato

del

Un melaio sotto lo sguardo attento di Dante Alighieri: lo ha allestito la Coldiretti a Napoli nel Farmer Village di Annurcafest, la festa dedicata alla mela napoletana per eccellenza, l’Annurca appunto. Ha tante proprietà ed è la mela più antica della biodiversità campana – spiega Coldiretti Campania – Definita la “regina delle mele” per le sue qualità nutraceutiche, è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. Le sue virtù salutari sono legate all’alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese). È indicata in particolare nelle diete dei diabetici, dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche grazie alla ricchezza di composti fenolici.

Annurcafest nasce dopo il successo di Cerasafest: è una manifestazione per grandi e piccini. I più piccoli possono giocare con le mele del melaio ed imparare tanti piccoli segreti del prezioso frutto con i laboratori didattici pensati apposta per loro

All’Annurcafest anche il mercato di Campagna Amica con prodotti freschi e trasformati a km zero, street food contadino, agrichef, tutor della spesa, corsi degustazione, agriasilo, laboratori didattici, animazione e tanta musica.

 

Advertisement

Salute

Stampato in 3D il primo midollo con staminali, riparate le lesioni spinali nei ratti-cavie

Pubblicato

del

Il primo midollo spinale stampato in 3D e “caricato” con le staminali delle cellule nervose ha riparato lesioni spinali nei ratti scelti come cavie. L’operazione viene descritta sulla rivista Nature Medicine, la bibbia delle riviste di medicina. E il successo dell’esperimento sui ratti si deve al gruppo dell’università della California di San Diego guidato da Mark Tuszynski. Con la stampa in 3D, i ricercatori hanno realizzato una sorta di impalcatura che imita le reali strutture del sistema nervoso centrale. “Come un ponte, allinea gli assoni (cioè i cavi che permettono lo scambio di informazioni tra i neuroni) da un capo all’altro del midollo spinale lesionato. Gli assoni possono diffondersi e ricrescere in ogni direzione, ma l’impalcatura li “guida” nella giusta direzione, durante la crescita, per completare le connessioni del midollo spinale”, spiega Shaochen Chen, uno dei ricercatori.

 

L’impianto contiene dozzine di minuscoli canali (larghi due volte un capello umano), che dirigono la crescita delle cellule staminali neuronali e degli assoni lungo il midollo spinale lesionato. Con la stampa in 3D da loro usata, i ricercatori hanno sviluppato impianti di due millimetri in solo 1,6 secondi, contro le diverse ore necessarie con le tecniche tradizionali per fare strutture molto più semplici. Il processo è adattabile anche alle dimensioni del midollo spinale umano: gli studiosi sono infatti riusciti a stampare impianti di 4 centimetri modellati sulle lesioni di un midollo umano in soli 10 minuti. I ricercatori hanno poi inserito nei ratti gli impianti di due millimetri, ‘caricati’ con staminali, in diverse parti del midollo danneggiato. Dopo qualche mese, sono ricresciuti nuovi tessuti attorno alla zona lesionata del midollo, facendo recuperare agli animali funzioni motorie alle zampe posteriori. Inoltre il sistema circolatorio è penetrato dentro gli impianti, formando una rete di vasi sanguigni funzionanti, che ha aiutato le cellule staminali a sopravvivere. Il prossimo passo sara’ provare questa tecnica su animali più grandi.

Continua a leggere

In Evidenza

All’Istituto tumori Pascale di Napoli la realtà virtuale per lenire il dolore dei pazienti oncologici è un protocollo di cura da anni, al Regina Elena di Roma fingono di non saperlo e cominciano da zero

amministratore

Pubblicato

del

La presentazione in pompa magna al Maxxi di Roma del progetto ‘”The patient dream”. L’annuncio dell’avvio di una sperimentazione su scala mondiale da parte dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” IFO di Roma di cure capaci di permettere a pazienti oncologiche sottoposte a  chemioterapia di estraniarsi dalla realtà, immergersi in una seconda vita virtuale e sognare di guarire ha fatto credere ad alcuni scienziati e ricercatori (e tra questi Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri e Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena) di essere arrivati per primi ad una meta importante in campo medico: riuscire a ridurre al minimo il dolore fisico e psichico di un paziente oncologico che deve trovare la forza di reagire ad un male che può essere devastante.

 

Pazienti oncologiche. La realtà virtuale aiuta a combattere il cancro

Quelli che vivono e lavorano nella comunità scientifica e quelli che si occupano di comunicazione scientifica, però, sanno che più che di una sperimentazione su scala globale di un protocollo di cure per pazienti oncologici, quello messo in piedi dal “Regina Elena” è forse il sogno accarezzato da scienziati che, se tutto va bene, sono in buona fede, nel senso che non sapevano che quello che credevano di aver inventato era già da tempo in fase avanzata di sperimentazione altrove. Perché come avrebbero dovuto sapere i medici dell’Istituto nazionale tumori di Roma che si sono attribuiti la paternità della novità di un progetto come quello che hanno chiamato ‘The patient dream’, altro non è che un protocollo medico scientifico già sperimentato negli ultimi tre anni a Napoli, all’istituto Pascale per Tumori.

Paziente oncologica. Sono soggetti psicologicamente molto delicati

Per restare in Italia. Probabilmente i medici di Roma a furia di giocare con la realtà virtuale ne sono rimasti colpiti al punto che non distinguono più la verità dalla virtualità, le loro legittime ambizioni e aspirazioni con le acquisizioni già fatte dalla comunità scientifica. Ma si sa, lo stress da lavoro è devastante a certi livelli.
Gennaro Ciliberto, oggi Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, tre anni fa svolgeva lo stesso ruolo all’Istituto Tumori Pascale di Napoli e fu prodigo di complimenti, si spellò le mani ad applaudire il team di studio  che aveva già avviato la sperimentazione dell’uso della realtà virtuale per lenire o ridurre al minimo la sofferenza dei pazienti oncologici. Probabile che Ciliberto immerso nel mondo virtuale abbia dimenticato quello reale.

Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”

Infatti, la realtà virtuale in oncologia, durante la chemioterapia per pazienti con tumore al seno, da tre anni è implementata all’Istituto Nazionale Tumori di Napoli “G.Pascale” IRCCS con uno studio coordinato dallo psicologo italiano Andrea Chirico e dall’oncologo italo americano Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia. Di questo studio, esattamente una copia, ce n’eravamo occupati tre anni fa al Pascale di Napoli. E allora ci siamo premurati di chiedere al dottor Chirico che cosa ci fosse di diverso o di nuovo in quello del regina Elena di Roma. E lui, con grande educazione e genuinità, ci spiega che”non è corretto ch’io parli di un lavoro fatto da altri colleghi. Quello che posso dirvi è che da tre anni al Pascale si sperimenta l’uso della realtà virtuale per aiutare le pazienti oncologiche a superare il momento difficile della chemioterapia e del post intervento e che a breve saranno resi noti i primi risultati dell’applicazione di questo protocollo”. E allora che tipo di sperimentazione hanno avviato a Roma? Ci risponde il professor Antonio Giordano dagli Usa con un laconico quanto inequivoco “boh, non l’ho capito. Ho letto alcune cose su Repubblica on line ma non mi pare di aver notato novità rispetto ad un lavoro che abbiamo avviato dieci anni fa a Napoli e lo stiamo sperimentando da tre anni, devo dire con risultati eccellenti che sono il frutto di un lavoro d’equipe svolto sull’asse Napoli-Filadelfia”.

Andrea Chirico. È il giovane psicologo accovacciato a terra che fa lezione ad alcuni ragazzi aspiranti scienziati

A Napoli, in effetti, da anni si prova a far capire ai pazienti che il cancro non è un male incurabile. E se partiamo da questo assunto forse riusciamo a capire meglio anche le sofferenze fisiche e psichiche patite dal malato oncologico che dal punto di vista psicologico ha eccellenti capacità di risposta alle cure da apprestare subito e grandi possibilità di venirne a capo, cioè di sconfiggere il cancro, se si predispone in termini positivi alla battaglia contro il male. L’esercito da schierare in difesa del malato oncologico e le armi da mettergli a disposizione non sono solo quelle tipiche della medicina e della chirurgia oncologica ma un supporto fondamentale può arrivare dalla psicologia. Il Direttore del Dipartimento di Senologia, l’oncologo Michelino De Laurentiis che ha sposato questa linea di ricerca nel 2015, spiega che “nel Dipartimento che dirigo miriamo da sempre a rendere l’esperienza terapeutica quanto più accettabile possibile, e siamo disposti a schierare tutte le armi. Il filone di ricerca intrapreso nel 2015 – continua il professor De Laurentiis – a breve porterà notevoli risultati per la comunità scientifica, nel frattempo siamo già partiti con altri progetti in collaborazione con il Professor Antonio Giordano, tutti diretti al paziente in un approccio olistico”.  Psicologi, genetisti, oncologi, l’approccio della medicina al malato oncologico deve essere multidisciplinare. Se si lavora a compartimenti stagni, il malato può vincere qualche battaglia ma rischia di perdere la guerra. E questo l’hanno capito alcuni scienziati e ricercatori italiani  di primissimo ordine che lavorano in Italia e negli States.

L’oncologo. Il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia

Questo metodo multidisciplinare di affrontare e sconfiggere il cancro è stato studiato, come abbiamo scritto, già dieci anni fa e sviluppato fino a farlo diventare un protocollo di cura da una equipe medica che ha validato lo studio con un test effettuato su 50 pazienti oncologici. Un test eseguito su 50 donne,  tutte operate alla mammella. La fase post operatoria, quella più delicata perché necessita di cure mirate anche dal punto di vista psicologico, ha consentito ad alcuni ricercatori, coordinati dal dottor Andrea Chirico, psicologo volontario dell’Istituto Pascale per Tumori di Napoli, di offrire a queste donne alle prese anche con il dolore, la chemioterapia, una sorta di Second Life, una “seconda vita” che fosse diversa, migliore di quella reale in cui si era immersi con gli affanni, i dolori, le preoccupazioni quotidiane. La capacità dei ricercatori dell’Istituto Pascale è stata in questi anni quella di trasferire le pazienti oncologiche soggetti di studio, dalla vita reale alla realtà virtuale.

Michelino de Laurentiis. Direttore del Dipartimento di Senologia del Pascale

La bontà dello studio e la riuscita del test, poi diventato protocollo di cura del Pascale già nel 2015, fu quella di far superare alle donne operate di tumore alla mammella il dolore fisico e psichico facendole immergere nella Second Life con l’ausilio di strumenti tecnologici.  Sotto questo punto di vista, peraltro, la tecnologia ha consentito a Chirico e Giordano di fare ulteriori passi avanti giganteschi per lenire il dolore ed accrescere la fiducia e la voglia di vivere delle pazienti oncologiche che si sono prestate alla sperimentazione. Pertanto se fino a qualche anno fa con la realtà virtuale si riusciva a portare le pazienti su un’isola deserta e paradisiaca con palme e ombrelloni o volare come farfalle o vivere in un mondo bello e onirico, oggi con le nuove tecnologie, con elettrodi e altre diavolerie tecnologiche che agiscono sulla nostra immaginazione si possono fare cose inimmaginabili. L’approccio della medicina al malato oncologico deve essere multidisciplinare. Ed è per questo motivo che ad arricchire scientificamente questo protocollo di cura del Pascale si sono aggiunti anche due scienziati del Consiglio nazionale delle Ricerche, gli ingegneri Pino de Pietro e Luigi Gallo. Magari se i dirigenti medici del Regina Elena di Roma avessero fatto più attenzione a quello che accade nella comunità scientifica, avrebbero potuto partire non da zero o dalla ripetizione di cose già fatte, ma cominciare dalle acquisizioni che a breve il gruppo di studio del Pascale metterà a disposizione della comunità. Perchè la scienza non è di nessuno, serve a tutti e serve soprattutto i pazienti.

Continua a leggere

Cronache

Influenza, ricoveri record in tutt’Italia, ospedali al collasso: l’emergenza al Cardarelli. La previsione è di 5 milioni di ammalati

Pubblicato

del

Un milione e mezzo di italiani è finito già a letto con l’influenza. Secondo stime  dell’osservatorio dell’ISS, l’Istituto superiore della Sanità, si potrebbe arrivare a raggiungere la cifra record di 5 milioni di ammalati entro le prossime settimane. Il picco influenzale dovrebbe essere registrato in questi giorni. Nell’ultima settimana dell’anno appena passato ne sono stati contati 256 mila di italiani “allettati” dall’influenza. Negli ospedali italiani si combatte una battaglia immane e infame: i pazienti aumentano vertiginosamente, molte strutture sono piene oltre ogni pessimistica previsione. Purtroppo la mancanza di un filtro della medicina di base consente a chiunque non si sente bene e non riesce a capire che è solo una influenza di stagione curabile standosene a casa al caldo di precipitarsi ai pronto soccorso degli ospedali, affollandoli all’inverosimile.

Quella che vedete nelle immagini è la sala di ingresso del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Mezzogiorno. Si riempie e si svuota di barelle a seconda degli accessi quotidiani. I medici lavorano senza fermarsi mai da mane a sera. In molti casi, in questo periodo, c’è gente che aspetta solo per farsi dire che il mal di testa, la spossatezza, gli occhi secchi o che lacrimano altro non sono che sintomi del più banale malanno di stagione: il raffreddore. Perché quasi sempre di questo si tratta.

Il Direttore generale del Cardarelli Ciro Verdoliva spiega che è ovvio che quando arrivano molti giovani con la polmonite e dunque devono essere seriamente curati. siano in presenza di un segnale serio: l’influenza è stata trascurata o mal curata. Bisogna fare attenzione.

 

Continua a leggere

In rilievo